ASIA/KAZAKHSTAN – I giovani incontrano “il Cristo vivente”

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Astana – “Anche se la Chiesa cattolica è una realtà piccola, è presente in tutto il Kazakistan. Soprattutto in estate, stagione che nel paese è relativamente breve, abbiamo numerose attività di formazione alla fede e alla missione, dedicate specialmente a bambini e giovani. Il fulcro di ogni attività missionaria è l’incontro con il Cristo vivente”: lo racconta all’Agenzia Fides p. Leopold Kropfreiter, SJM, missionario di nazionalità austriaca, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Kazakhstan. Come unico Direttore Nazionale delle POM in tutta l’Asia Centrale, il sacerdote afferma di “avere come primo compito l’impegno nell’animazione missionaria”. “La maggior parte delle attività di pastorale giovanile e missionaria – riferisce – si svolge in estate, perché in altri periodi dell’anno non lo consentono le avverse condizioni climatiche”.
Nonostante gli effetti della pandemia, che ha imposto cambiamenti repentini nella pianificazione di diversi incontri “abbiamo visto tra i giovani un forte desiderio di spiritualità, preghiera e comunità, da vivere nella vita reale e non nello spazio digitale”, rileva p. Leopold.
“Alcuni dei momenti salienti delle attività estive – spiega – sono stati i numerosi campi scuola per bambini che si sono tenuti in quasi tutte le parrocchie. Questi campi servono a permettere ai bambini di conoscere la fede e la Chiesa, a comprenderla più profondamente e anche di trascorrere un tempo felice insieme. Anche i bambini musulmani partecipano molto spesso a questi eventi, che danno loro il primo contatto con Cristo e la Chiesa. Questi incontri sono esperienze molto preziose”.
“Di grande importanza – prosegue il Direttore – sono gli incontri del ‘Movimento dei cuori puri’, che si svolgono più volte all’anno da quasi 10 anni. I giovani dai 14 anni in su hanno l’opportunità di fare nuove amicizie e di praticare insieme la fede e la vita cristiana. La nostra attività principale è il Festival annuale della gioventù nel Santuario mariano nazionale nel piccolo villaggio della steppa di Osjornoe. L’anno scorso l’iniziativa è stata cancellata a causa del Covid-19. Quest’anno abbiamo deciso, nonostante alcune restrizioni, di tenere il festival su scala ridotta. Abbiamo limitato il numero dei partecipanti a 100 persone”.
E’ stata un’esperienza edificante per i giovani: “Nei cinque giorni che includono la festa dell’Assunzione della Vergine, nell’agosto scorso – riferisce il sacerdote – i giovani hanno avuto un ricco programma dedicato all’Anno della famiglia. La Sacra Famiglia di Nazareth è stata il nostro modello che ha plasmato l’intero programma. Il bilancio potrebbe essere riassunte come segue: l’incontro con il Cristo vivente è gioia e riempie la vita di significato”.
Conclude il Direttore nazionale: “Anche se le parrocchie e le diocesi sono molto piccole rispetto al numero dei credenti, hanno comunque una vivace vita di fede e opere pastorali , il cui fulcro è l’incontro con Cristo nella Parola e nei Sacramenti. Una grande sfida per la Chiesa del Kazakistan è l’emigrazione, soprattutto delle giovani generazioni, verso paesi come Polonia, Germania e altri” .
In Kazakistan il cristianesimo ha una storia antica che risale ai primi insediamenti dei Nestoriani, che nel Medioevo fondarono le loro prime chiese nel sud del paese. Oggi, sebbene la maggioranza della popolazione sia musulmana sunnita, i cristiani sono per la maggioranza membri della Chiesa ortodossa russa. Circa l’1% della popolazione, cioè circa 150.000 persone, sono cattolici romani.