ASIA/MYANMAR – Manifestazioni della diaspora birmana in tutto il mondo: si chiede il riconoscimento del Governo di unità nazionale

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Venezia – La diaspora birmana e coloro che sostengono la resistenza civile alla giunta militare si sono dati appuntamento in diversi luoghi del pianeta nel weekend del 17 e 18 luglio per onorare le tante generazioni di caduti nel Myanmar per una giusta causa, dalla lotta per l’indipendenza a quella attuale per la democrazia. Il senso di questo appuntamento, chiamato “Global Myanmar Spring Revolution”, che in Italia si tiene a Venezia, lo spiega Thuzar Lin, una delle leader della Comunità birmana in Italia: “Pregheremo e onoreremo, insieme con tutte le comunità etniche del Myanmar, gli eroi caduti, a cominciare dal generale Aung San, fino ai civili innocenti che vengono uccisi oggi”.
La gente si presenterà con una maglietta bianca, simbolo di purezza, e una fascia nera al braccio sinistro, segno di lutto per i martiri caduti. La manifestazione è stata promossa dal Governo di unità nazionale – in clandestinità in Myanmar – che intende ricordare il generale Aung San e i membri del suo gabinetto, assassinati dopo la vittoria del movimento per l’indipendenza del 1947. Ma è anche un modo per ricordare anche “i martiri di oggi”, uccisi dalla repressione della giunta militare instauratasi il 1° febbraio scorso.
Il raduno internazionale inviterà l’Associazione delle nazioni del Sudest asiatico , di cui il Myanmar fa parte con ai nove Paesi, a riconoscere il Governo-ombra del Paese i cui parlamentari – ricorda una nota del Nug inviata a Fides – “sono stati eletti da oe l’84% dei cittadini birmani in un’elezione democratica libera ed equa”. Nel documento il Nug ricorda che si è dotato di “una nuova Costituzione federale” e che prosegue la discussione con le diverse comunità etniche del Myanmar per “una transizione verso un vero federalismo”. La richiesta di riconoscimento del Nug, oeché all’Asean, viene inoata anche a tutti i governi dei Paesi dove si svolgeranno le singole manifestazioni, dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Gran Bretagna al Canada. “La gente del Myanmar – conclude la nota del Nug – mostrerà al mondo che, pur abitando in Paesi diversi, i birmani saranno una sola persona”. In tal modo il Nug si propone di superare le differenze etniche e religiose che per anni hanno avvelenato il cammino del Myanmar e di promuovere la pace, la convivenza e la giustizia sociale.
Il richiamo all’Asean ricorda che l’organizzazione si era impegnata a portare avanti un piano di pacificazione e dialogo in cinque punti che però non è sostanzialmente mai stato avviato, mentre continuano le violazione dei diritti fondamentali e, secondo dati confermati dall’organizzazione Assistance Association for Political Prisoners, oe 900 persone sono state uccise e oe 5mila sono ancora in carcere.