ASIA/PAKISTAN – I fedeli laici, evangelizzatori nelle periferie

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Karachi – “C’è urgente bisogno di raggiungere i nostri fedeli della parrocchia, rimanere in contatto con loro, pregare con loro e far sentire loro che la Chiesa si prende cura di loro ed è accanto a loro in ogni esigenza o difficoltà. In effetti le chiese e cappelle della mia parrocchia sono piene la domenica, ma solo il dieci per cento del totale dei cattolici della zona partecipa. Dobbiamo guardare e pensare anche a tutti gli altri: per questo ci aiuteranno i laici missionari”: con queste parole p. Arthur Charles, parroco nella chiesa di Sant’Antonio a Karachi, riferisce all’Agenzia Fides di aver conferito il solenne mandato missionario a 19 fedeli laici, tra i quali 5 donne, coinvolgendoli come operatori pastorali nella Chiesa locale.
P. Arthur Charles, uno dei sacerdoti anziani dell’Arcidiocesi di Karachi, per otto mesi ha curato la formazione di questi laici alla luce dei contenuti fondamentali della fede cattolica e li ha preparati organizzando per loro sessioni di studio delle Sacre Scritture, del Catechismo della Chiesa Cattolica, dei Sacramenti e della Pastorale. Raccontando questa esperienza, dichiara all’Agenzia Fides: “Nel nostro territorio, le parrocchie hanno immensa estensione e i sacerdoti e i catechisti hanno bisogno dell’aiuto di altri operatori pastorali perché spesso non riusciamo a raggiungere tutti i nostri parrocchiani, nelle periferie e nei villaggi. Per questo mi è venuta l’idea di coinvolgere più attivamente operatori pastorali laici e inviarli in missione nel territorio della parrocchia”.
Parlando delle responsabilità degli operatori pastorali p. Charles rimarca: “Ogni operatore pastorale ha deciso di dedicare ogni giorno due ore alle visite a domicilio. Viene chiesto un breve tempo di preghiera con ogni famiglia, dai 15 ai 20 minuti, in cui si legge il Vangelo e si prega per la famiglia. Liberamente le famiglie possono dare un’offerta. Gli operatori pastorali, poi, vedendo le situazioni locali, possono segnalare al parroco le famiglie particolarmente bisognose perché si possano aiutare con speciali iniziative di carità”.
P. Arthur Charles osserva: “Ci sono molte aree nelle nostre parrocchie dove ci sono diversi Pastori protestanti e pentecostali che, con la loro predicazione, possono allontanare le nostre famiglie dalla fede cattolica. Speriamo che, grazie alla visita dei nostri operatori pastorali nelle zone più lontane, i nostri fedeli possano radicarsi e rafforzarsi nella fede, nella speranza e nella carità”.
Aggiunge il parroco: “Per i prossimi quattro mesi accompagnerò personalmente gli operatori pastorali e li incontrerò per ascoltare le loro esperienze e le sfide che incontrano, li guiderò e continuerò a curare la loro formazione”.
“Spero che in futuro – conclude – attraverso questa iniziativa avremo buoni candidati per svolgere il ministero di Catechisti e, grazie alle buone opere di questi operatori pastorali, possa anche aprirsi la strada per il ministero degli accoliti e dei diaconi sposati nella Chiesa in Pakistan”.

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