ASIA/PAKISTAN – La croce di Kovardo e simboli della fede cristiana nel Nord del Pakistan: si preparano nuovi studi

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Multan – “Oltre alla croce rinvenuta nel villaggio di Kovardo, tra le le montagne di Skardu-Baltistan, nel nord del Pakistan, sono state trovate o potenzialmente localizzate molte altre iscrizioni, oggetti e siti archeologici, che indicano la ricchezza culturale e religiosa dei popoli del Pakistan. Durante la nostra visita alla croce di Kovardo siamo rimasti sorpresi nel vedere altri simboli della fede cristiana sulle montagne, in particolare i simboli di una croce e di un agnello. Molti altri simboli incisi sulle montagne e sulle colline. Con l’aiuto di alcuni amici abbiamo potuto scoprire il luogo delle tombe dei due missionari che hanno vissuto in quell’area, purtroppo trasformato in un camminamento di collegamento tra diverse abitazioni private; mancano le lapidi”: è quanto afferma in un messaggio inviato all’Agenzia Fides p. Gulshan Barkat OMI, docente di Storia della Chiesa presso l’Istituto Nazionale Cattolico di Teologia di Karachi.
P. Gulshan Barkat ha inoltre affermato: “La croce Kovardo scoperta nel giugno 2020 prova la presenza di molte stratificazioni di cultura, storia, movimenti e tradizioni religiose a Skardu. E’ anche la prova della civiltà sviluppatasi Skardu che non è solo un centro geograficamente importante, dato dall’incontro tra HinduKush, Karakoram, le catene dell’Himalaya e il fiume Indo”. Aggiunge p. Barkat: “Questa area era legata alla via della seta, che collegava la Cina con l’impero persiano e oltre, con la Siria e Costantinopoli. Dal 500 d.C. la Via della Seta è stata la via di collegamento tra Cina e Mongolia attraverso quello che oggi è il Pakistan settentrionale e l’Asia centrale”.
P- Barkat informa: “La croce Kovardo pesante 4 tonnellate ed è fatta di marmo calcareo, è alta 6,7 piedi e larga 6,4 piedi. Giaceva a testa in giù finché un gruppo di uomini non l’ha girata. Si pensa che una parte della croce, a una delle due estremità, sia spezzata e resti ancora nel terreno dove era installata”. Per asscurare la conservazione di quel reperto archeologico “i residenti della zona hanno donato alla Chiesa una porzione di terreno circostante il luogo del ritrovamento. ponendo recinzioni per proteggere la croce”.
I sacerdoti cattolici p. Robert McCulloch e p. Gulshan Barkat OMI, che di recente hanno visitato il sito archeologico di Skardu-Baltistan, hanno compiuto uno studio e nei giorni scorsi hanno tenuto una relazione sulla Croce di Kovardo presso l’Istituto Pastorale di Multan agli Insegnanti di Catechismo presenti da varie città del Pakistan.
Parlando all’Agenzia Fides p. Robert McCulloch, Procuratore generale della società di San Colombano, rileva: “Questa croce è una scoperta importante in Pakistan: e non riguarda solo la nostra storia, ma anche la fede cattolica. La storia ha molto da insegnarci e gli scavi archeologici e gli studi relativi alla croce amplieranno e approfondiranno questa conoscenza e comprensione”. Il sacerdote australiano, per oltre 34 anni missionario in Pakistan, osserva: “La scoperta della croce non è in alcun modo una minaccia per la realtà nazionale o religiosa del Pakistan. Si tratta di un’importante testimonianza della realtà dei popoli che hanno vissuto per migliaia di anni all’interno dell’attuale Pakistan, soprattutto a Skardu”.
P. McCulloch ha inoltre affermato: “C’è grande entusiasmo sulle sfide intellettuali e archeologiche che circondano la scoperta della croce di Kovardo. Attendiamo con impazienza la possibilità di un Memorandum di Intesa tra l’Università del Baltistan e il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma, per disporre ulteriori studi in relazione a questo ritrovamento”. E aggiunge: “L’Associazione Internazionale dei Musei ha manifestato interesse per la tutela del luogo del ritrovamento della croce. Eminenti archeologi in Italia e in Ungheria auspicano che l’attività archeologica relativa alla croce di Kovardo possa rientrare nei termini dell’accordo culturale italo-pakistano esistente”, conclude.