ASIA/SIRIA – Un video ricorda la testimonianza del gesuita Frans van der Lugt, assassinato 5 anni fa ad Homs

Homs – Domenica 7 aprile ricorre il quinto anniversario dell’assassinio di p. Frans van der Lugt, gesuita olandese di 75 anni, assassinato ad Homs durante la guerra che ha devastato la Siria. Sebbene buona parte della comunità internazionale fosse stata evacuata, padre van der Lugt decise di rimanere con le persone con le quali aveva vissuto per 50 anni, nonostante i bombardamenti e le crescenti difficoltà quotidiane, come la mancanza di cibo. All’epoca era l’ultimo gesuita rimasto ad Homs.
P. Frans van der Lugt è stato ucciso lunedi 7 aprile 2014, intorno alle 8 del mattino. Il religioso è stato sequestrato da uomini armati, che lo hanno picchiato e poi ucciso con due pallottole alla testa, davanti alla residenza dei Gesuiti a Homs, dinanzi alla gente. Viveva in Siria dal 1966, sempre molto impegnato per i poveri e nel dialogo interreligioso. A Homs aveva avviato negli anni ’80 un centro di spiritualità, poco fuori dalla città, che ospitava circa 40 ragazzi con handicap mentale, provenienti dai villaggi vicini. Negli ultimi tre anni prima della sua morte, il religioso aveva vissuto in un monastero che sorge nella città vecchia, dove si trovavano i civili assediati per molti mesi dall’esercito regolare .
In occasione del 5° anniversario del suo assassinio, i gesuiti dell’Olanda e delle Fiandre hanno realizzato un video animato su di lui, disponibile in 9 lingue, in cui fa un appassionato appello a non lasciare che la morte abbia l’ultima parola. Oggi quattro gesuiti vivono nella casa in cui è stato assassinato e dove è sepolto. Molte persone vengono a pregare nella sua tomba. Sebbene le strade e gli edifici intorno alla comunità siano stati seriamente danneggiati, i gesuiti organizzano corsi di educazione e centinaia di giovani e adulti frequentano la chiesa. Sotto la sua guida, un grande gruppo di “Fede e Luce”, per i giovani con disabilità, è fiorito ad Homs.

da: www.fides.org
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