ASIA/ TERRA SANTA – Gerusalemme, autorità israeliane bloccano il Festival culturale organizzato nella Maison d’Abraham. I Capi delle Chiese cattoliche: episodio preoccupante

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Gerusalemme – Poliziotti israeliani e agenti in borghese irrompono in un edificio gestito a Gerusalemme Est da una organizzazione cattolica e posto sotto tutela diplomatica francese, interrompendo bruscamente un festival di attività culturali che sarebbero “illegali” in quanto direttamente riconducibili all’Autorità nazionale palestinese. L’episodio, verificatosi martedì 26 ottobre, ha provocato la reazione dell’Assemblea dei Capi delle Chiese cattoliche di Terra Santa, che in un comunicato hanno espresso “preoccupazione” davanti ai “ripetuti atti ostili e repressivi” messi in atto nella Città Santa dalle autorità israeliane “verso tutto ciò che è considerato palestinese”.
La “Maison d’Abraham” sorge a Gerusalemme Est, nel quartiere di Silwan, a sud della Città Vecchia. La struttura, gestita dall’associazione Secours catholique , offre ospitalità ai pellegrini e sostiene iniziative a favore delle famiglie palestinesi residenti nella zona. La “Casa di Abramo” continua a godere di un particolare status di “protezione” da parte delle istituzioni francesi, come accade anche per la chiesa di Sant’Anna, nella Città Vecchia di Gerusalemme.
Martedì 26 ottobre aveva avuto inizio presso la struttura, un festival culturale di tre giorni, organizzato dal Teatro nazionale palestinese Hakawati, dal Conservatorio nazionale Edward Saïd e dal Teatro ambulante Qafilah. L’iniziativa, sponsorizzata dall’Onu e da organizzazioni francesi e austriache, prevedeva anche la realizzazione di laboratori teatrali e musicali rivolti ai giovani palestinesi residenti nella zona, e era stata lanciata martedì mattina alla presenza del Console francese a Gerusalemme. Secondo fonti diplomatiche citate dalle agenzie internazionali, poliziotti e agenti in borghese hanno fatto irruzione quando le attività erano già iniziate, interrompendole bruscamente e mostrando ai responsabili della Maison un ordine di annullamento delle attività in corso, firmato da Omer Barlev, Ministro israeliano per la sicurezza pubblica. Nell’ordine si disponeva l’annullamento del Festival in quanto “sostenuto e finanziato dall’Autorità palestinese senza permesso scritto”. Nella vicenda riemerge la politica d’Israele, volta a impedire ogni attività riconducibile all’Autorità palestinese nei quartieri di Gerusalemme Est, rivendicata dalle forze politiche palestinesi come Capitale dello Stato di Palestina.
L’Assemblea dei Capi delle Chiese cattoliche di Terra Santa ha definito del tutto “ingiustificata” la decisione delle autorità israeliane di impedire un evento che aveva carattere “puramente culturale”, nella linea delle attività sostenute dalla Maison d’Abraham, sempre volte a favorire la convivenza pacifica tra gli abitanti della Città Santa. “A Gerusalemme” si legge nel comunicato diffuso dai rappresentanti delle comunità cattoliche locali, “assistiamo al ripetersi di atto ostili e repressivi delle autorità israeliane verso tutto ciò che è considerato palestinese, come se i palestinesi non avessero il diritto di espressione nella Città Santa, come se non ne facessero parte, e come se Gerusalemme non fosse anche per loro”. Mentre Gerusalemme dovrebbe rimanere “ugualmente aperta a tutti”, come Città Santa “che accoglie tutti e non rifiuta nessuno”