ASIA/TERRA SANTA – “Terapia del sorriso” sponsorizzata dal Patriarcato latino per aiutare le donne palestinesi a affrontare pressioni psicologiche e guarire da ferite interiori

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Gerusalemme – La chiamano “terapia della risata” o “terapia del sorriso”, formula che indica tecniche e pratiche volte a utilizzare e canalizzare in chiave terapeutica gli effetti benefici che il buon umore e l’allegria possono esercitare su stati di sofferenza, soprattutto di ordine psicologico. Il dipartimento dei servizi sociali del Patriarcato Latino di Gerusalemme ha voluto organizzare un laboratorio di terapia della risata rivolto in particolare alle donne palestinesi della Città Santa. Al laboratorio hanno preso parte 16 donne palestinesi di Gerusalemme Est, la parte della Città Santa dove è concentrata la popolazione araba. Il laboratorio, promosso anche su iniziativa del parroco Amjad Sabbara e affidato alla specialista Bianca Morcos Tourjman, ha costituito parte integrante dei programmi di sostegno a favore della popolazione femminile locale patrocinati dal Patriarcato latino fin dalla prima diffusione della pandemia da Covid-19, programmi realizzati con il coinvolgimento di Caritas Jerusalem e il contributo operativo del Centro ecumenico palestinese Al-Sabil.
L’iniziativa – informano gli organi ufficiali di comunicazione del Patriarcato – prova a farsi carico almeno parzialmente del disagio e delle sofferenze anche psicologiche che hanno colpito in particolare le donne palestinesi di Gerusalemme durante l’ultimo anno e mezzo, tempo in cui ai problemi sociali e economici cronici affrontati dalla popolazione palestinese della Città Santa si sono aggiunti l’isolamento sociale, il crollo delle attività lavorative, le paure e i problemi di ordine medico-sanitario legati alla pandemia. Molte delle donne partecipanti al laboratorio sopravvivono con sussidi di disoccupazione che coprono a malapena i costi di affitto delle loro abitazioni. La maggior parte di loro, o i loro mariti, lavoravano in alberghi e ristoranti rimasti senza clienti, dopo che la pandemia ha portato all’interruzione dei flussi di pellegrinaggi e turisti provenienti dall’estero.
I progetti di sostegno inaugurati dal Patriarcato latino nel tempo della pandemia forniscono a donne e a ragazze di Gerusalemme Est attività manuali e corsi di formazione professionale per fornire competenze di base, in vista dello sviluppo di future iniziative volte a incrementare l’imprenditorialità femminile nel territorio. Un rapporto diffuso in passato dall’Istituto nazionale di assicurazione israeliano aveva attestato che nel 2012 solo il 13 % delle donne palestinesi di Gerusalemme svolgevano attività lavorative retribuite.
“Le donne a Gerusalemme Est soffrono a causa di forti pressioni” ha affermato la signora Dima Khoury, direttrice del dipartimento dei servizi sociali del Patriarcato latino, aggiungendo che le donne “sono il fondamento e il pilastro di ogni famiglia” e laboratori come quello dedicato alla terapia della risata, nel garantire a tutte le partecipanti la massima riservatezza, possono aiutarle a non rimuovere ferite interiori nascondendole nel proprio inconscio e “a sfogare le pressioni e la rabbia in modo sano”, in modo da preservare o ritrovare il loro equilibrio psicologico.