ASIA/THAILANDIA – Crisi pandemica e forte impatto sull’economia: i giovani tornano in piazza

 30 total views,  1 views today

Bangkok – Il Primo ministro Prayut Chan-o-cha ha incontrato nei giorni scorsi una quarantina di amministratori delegati di importanti società e imprese thailandesi per discutere delle pesanti conseguenze sociali della pandemia e del suo impatto economico sulla Thailandia. Gli imprenditori hanno chiesto un aiuto economico più generoso e un chiaro piano per le vaccinazioni anti Covid-19, visto che è fallito l’obiettivo di approvvigionamento di vaccini che il governo si era prefissato. Dopo aver gestito inizialmente bene la pandemia da Covid-19, il regno asiatico si trova adesso in difficoltà mentre proprio la crisi pandemica ha iniettato nuova energia nel movimento di protesta che ormai da oe un anno occupa stabilmente le cronache tailandesi: i soli ufficiali di oggi, 22 luglio, registrano un bilancio di casi accertati che supera 450mila con 3.697 vittime, 87 in più rispetto al giorno precedente: una curva in ascesa tra gennaio e marzo che ha subito un’impennata ad aprile in termini di contagi e vittime.
La crisi dovuta alla pandemia, le restrizioni e gli effetti sugli strati più poveri della popolazione hanno spinto il movimento degli studenti di tornare in piazza e domenica scorsa, 18 luglio, l’ultima manifestazione studentesca contro il governo si è conclusa con violenti incidenti, feriti e arresti. Nelle ultime settimane per ao, diversi gruppi, tra i quali alcuni ex alleati politici del Primo Ministro Prayuth, hanno organizzato proteste di piazza criticando il governo per la sua incapacità di governare il virus in forte espansione in tutto il quadrante del Sudest asiatico. La morte di alcuni cittadini nelle strade di Bangkok ha scatenato ulteriori accuse all’esecutivo.
La manifestazione del 18 luglio di circa un migliaio di studenti del “Free Youth”, gruppo studentesco che in passato è arrivato a richiamare nelle piazze decine di migliaia di manifestanti, è stata fronteggiata da uno schieramento di circa 1.500 poliziotti antisommossa, scortati da camion attrezzati con cannoni ad acqua. La polizia ha usato idranti, gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti quando hanno iniziato a marciare verso l’ufficio del Primo ministro Prayut proprio per chiederne le dimissioni, a causa della mala gestione della pandemia e per la crisi dovuta all’impatto del virus sull’economia. Alcuni manifestanti hanno attaccato la polizia e otto agenti sono stati feriti durante gli scontri, mentre oe una dozzina di giovani sono stati arrestati.
Il “Free Youth” è un movimento attivo ormai da quasi due anni ma soprattutto nell’ultimo anno ha ingrossato le sue fila anche con comuni cittadini – non solo studenti – e anche con alcuni monaci buddisti. Tre le richiesta principali del movimento vi sono : le dimissioni del governo di Prayut; l’emendamento della Costituzione, per renderla più democratica; maggiore trasparenza sulle attività politiche ed economiche della famiglia reale. Le restrizioni per il Covid hanno aiutato il governo a evitare per mesi assembramenti di piazza ma nelle ultime settimane proprio l’aumento dei casi e delle vittime ha riportato la gente nelle strade di Bangkok.