ASIA/VIETNAM – Sostegno a poveri e malati: la Chiesa profondamente impegnata nelle opere di carità per la pandemia

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Ho Chi Minh City. – Mentre il Vietnam, considerato paese che aveva contrastato con successo la pandemia, è colpito dalla quarta ondata, soprattutto dalla variante Delta del Covid-19, le diocesi della Chiesa cattolica in Vietnam continuano a essere attive nell’opera di prevenzione e di carità. Le comunità locali diramano avvisi specifici, istruzioni ai sacerdoti, ai religiosi e ai laici, invitando al rispetto dei protocolli e a partecipare alle liturgie online al fine di mantenere il legame di fede con la comunità, che soffre con il resto della popolazione.
Nel contesto di emergenza presente in tutte le città e villaggi, in particolare a Ho Chi Minh City e nelle province meridionali, i Vescovi delle 27 diocesi cattoliche del Paese hanno esortato tutti i fedeli a sostenere i poveri e i malati causati dalla pandemia. In una lettera diffusa pubblicamente dai Vescovi, firmata dall’Arcivescovo Joseph Nguyen Chi Linh, Arcivescovo Metropolita di Hue e Presidente della Conferenza episcopale cattolica del Vietnam, pervenuta all’Agenzia Fides, si rimarca: “Mai, nemmeno durante la guerra, Ho Chi Minh City ha attraversato giorni di sfide urgenti come oggi. Avvengono tragedie sempre più gravi: famiglie e comunità infette, ospedali sovraffollati, medici e personale medico esausti, squadre di prevenzione sotto pressione, interruzioni della produzione di beni e servizi, trasporti limitati, aumento dei prezzi delle materie prime. La città, un tempo conosciuta come la ‘Perla dell’Estremo Oriente’, centro economico fiorente, è ora in pericolo, con carenza di personale, carenza di riso, mancanza di verdure, mancanza di denaro e mancanza di medicine. Decine di migliaia di anziani e bambini che vendono prodotti in strada, venditori ambulanti, taxi e lavoratori a giornata, cosa faranno e come potranno guadagnare e procurarsi il cibo se non possono uscire, a causa del confinamento, nei prossimi giorni? Dove troveranno soldi gli operai di fabbrica a giornata? E le fabbriche, senza forza lavoro, ridurranno gli stipendi o chiuderanno?”
La fase storica, secondo i Vescovi, è drammatica: “Oggi più che mai, esortiamo i cittadini che vivono nelle campagne a guardare questa bella città, che un tempo era un centro d’amore, diventare un epicentro di pandemia. Esorto i vietnamiti all’estero a ricordare che una volta riecheggiava la canzone ‘Saigon è così bella, Saigon’. Chiamiamo, per fedeltà, tutti i membri del popolo di Dio, congregazioni, parrocchie, gruppi, organizzazioni caritative, a considerare questo tempo presente come una reale possibilità di praticare lo spirito di carità secondo il Vangelo. Esortiamo le organizzazioni dei mass-media a trasmettere rapidamente questa idea a tutti. Vi preghiamo di agire con urgenza. Facciamo tutto il possibile per salvare i nostri fratelli e sorelle che stanno lottando con la malattia e per il sostentamento”.
Il testo della missiva nota: “Non sappiamo quanto durerà la crisi e come si svilupperà. Ma per i cattolici questo è un segno dei tempi, che ci impone di essere pronti per riconoscere la volontà di Dio. La pandemia sta scatenando il caos nel nostro paese ma noi, insieme ai compatrioti vietnamiti ovunque, in patria o all’estero, costruiremo una nuova città e una nuova società basata sull’amore reciproco”.
In risposta all’appello, le comunità cristiane si sono mobilitate e hanno lanciato raccolte di denaro e di beni materiali e alimentari. soprattutto nelle aree rurali, da inviare alla popolazione di Ho Chi Minh City.
Proprio nell’epicentro dell’emergenza, l’Arcivescovo di Ho Chi Minh City, Mons. Joseph Nguyen Nang, ha invitato tutti i fedeli dell’arcidiocesi a rispettare rigorosamente il distanziamento tra le famiglie per porre fine alla catena di diffusione del virus. Inoe ha invitato a “condividere il cibo quotidiano per le famiglie bisognose” e ha inviato 430 persone tra sacerdoti, religiosi e volontari, negli ospedali per prendersi cura e donare conforto morale e spirituale ai malati di Covid. “Questa per tutti i religiosi è un’ottima opportunità per svolgere la missione della loro vocazione di uomini e donne di Dio, che possono dispensare i Sacramenti, tra i quali l’unzione degli infermi”, ha detto. Quando un paziente muore per Covid-19, il governo della città consente alle autorità religiose di compiere i riti funebri per i defunti prima di essere cremati. “Questo è un gesto significativo per confortare i cattolici. L’arcidiocesi organizzerà un gruppo di sacerdoti che si alterneranno per svolgere questo compito”, ha detto Mons. Joseph Nguyen Nang.
La Chiesa del Vietnam – affermano i Vescovi – è sempre parte integrante della nazione, operando per il bene comune e a servizio di tutte le persone in in difficoltà, senza alcuna distinzione di religione, cultura, etnia, non solo con la preghiera ma anche con la presenza di conforto e la partecipazione a opere caritative, con senso di responsabilità e amore verso la nazione.