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Pasquale Villari – L’insegnamento della storia

Signori,

Quest’anno tocca a me l’onore di rivolgervi la parola, nel giorno in cui si riaprono i nostri corsi accademici. Vengo ad esporvi poche e semplici osservazioni, intorno all’insegnamento della Storia nelle Scuole Superiori. Ed ho scelto questo argomento, perchè, senza uscire dai miei studi, esso m’offre l’occasione di parlarvi ancora del nuovo indirizzo che ha preso la Sezione di lettere e filosofia del nostro Istituto, dopo le riforme che vi furono introdotte dal Governo, nel passato anno.

A tutti è noto come, sin dal principio di questo secolo, gli studi storici hanno preso uno sviluppo sempre maggiore. Ogni giorno vediamo sorgere nuovi scrittori, vengono alla luce libri importanti sulla storia antica e moderna; le pubblicazioni di documenti, fatte per opera dei privati o dei Governi, sono andate esse pure crescendo di numero e d’importanza. Nè solo i grandi Stati, come la Prussia e la Francia; ma ancora i più piccoli, come la Svizzera ed il Belgio, s’affaticano a mettere in luce i monumenti del loro passato. L’Italia non tralascia di fare la sua parte, sebbene non proceda con molto ordine, e l’Inghilterra, avversa sempre a spendere il Continua la lettura di Pasquale Villari – L’insegnamento della storia

Pasquale Villari – Antiche leggende e tradizioni che illustrano la Divina Commedia

DANTE
E

LA LETTERATURA IN ITALIA

I.

Nel principio di questo secolo, si pubblicava a Roma la Visione d’un frate Alberico, monaco di Montecassino, e subito si vide accapigliarsi l’irrequieta moltitudine dei comentatori. Da un lato si voleva, in quella strana leggenda, trovar la prima idea del poema sacro; e dall’altro, si gridava allo scandalo contro chi poteva veder somiglianza tra le divine immagini del poeta, e i sogni puerili d’un frate ignorante. Ma questa battaglia cessò presto, e non si seppe mai chi aveva ottenuto la vittoria. Gli avversari sembravano stanchi d’aver tirato dei colpi in aria, senza risultato; il pubblico non capiva, perchè uno scritto così povero sollevasse tanto rumore; e per un pezzo non s’è udito più ragionar di frate Alberico. In questo mezzo, però, si trovava nelle letterature straniere un gran numero di simili leggende, che parevano avere colla Divina Commedia i medesimi rapporti. Storici ed eruditi, come Ozanam, Labitte, Wright e tanti altri, non esitarono punto a dire, che Dante ritrovò l’idea del suo poema in tutto il secolo; che la Francia, la Germania, tutta l’Europa avevano contribuito in qualche modo alla Divina Commedia.

Nè ciò bastava. Dopo avere studiato ed esaltato i Continua la lettura di Pasquale Villari – Antiche leggende e tradizioni che illustrano la Divina Commedia

Antonio Vismara – Storia delle cinque gloriose giornate di Milano nel 1848

CENNO STORICO

FINO AL 1848

Grave compito è quello di stendere spassionata storia, giacchè più spesso o per malignità della natura umana, o per simpatie che uno scrittore nutra per dati uomini o per date forme di governo o di indirizzi morali, o perchè il tempo non abbia permesso che i fatti venissero dal freddo soffio della storia presentati nella loro nudità e nella concatenazione che hanno nel movimento cosmico, ne avviene che le storie sieno o svisate o esagerate o mentite; ragione che suggerì a Montesquieu quelle dure parole che: Les histoires sont des faits faux composés sur des faits vrais, ou bien à l’occasion des vrais(1).

Noi ci siam preposti di attenerci scrupolosamente al vero, nè di scostarvici nemmeno per amor di patria o di libertà.

Noi riteniamo che importante sia la storia che presentiamo, perchè è storia di eroiche gesta di un popolo che, perchè volle, – e fortemente volle, – seppe riacquistarsi la propria libertà; seppe rivendicare diritti che la prepotenza del più forte gli aveva rapiti; di un popolo che dalla disperazione di un grave servaggio seppe inspirarsi a forti sensi, e vincere, – perchè

Una salus victis nullam sperare salutem(2).

Imparino da essa i nepoti le forti virtù del cittadino che Continua la lettura di Antonio Vismara – Storia delle cinque gloriose giornate di Milano nel 1848

Vita, delitti, arresto e condanna del famigerato brigante Giuseppe Musolino, detto il bandito d’Aspromonte

A miei lettori.

Pieve Santo Stefano è un grazioso paese nel territorio di Aspromonte.

Appartiene alla provincia di Reggio-Calabria, al circondario di Calanna e conta da circa 7000 abitanti, la maggior parte operai e negozianti di carbone.

I suoi contorni sono rallegrati da lunghe siepi d’aranci e da spalliere di bergamotti che profumano l’aria come tanti giardini coltivati a bella posta da agrumi.

Più là spingendosi, si incomincia a salire per montuosi terreni rivestiti di castagni e di faggi. Là si scorgono rocce insormontabili, profondi burroni, catapecchie circondate da folti ginestre e da giuncheti quasi inaccessibili.

Il forestiero che visita quelle località, non può fare a meno di inarcare il ciglio a meraviglia, rimirando quasi, passo passo, sempre nuove scene pittoresche e poetiche, che gli si fanno gradatamente davanti dalla più amena e ridente e, quella più arida e fòsca.

Gli abitanti di questo paese sono quasi tutti improntati da quel tipo maschio che rivela l’uomo meridionale, il vero calabrese.

Le donne sono anch’esse formose, e, dal più al meno, dotate tutte di una bellezza provocante.

Ma tanto gli uomini che le donne, abbiano pure un cuor buono, risenton sempre però, di quell’ambiente Continua la lettura di Vita, delitti, arresto e condanna del famigerato brigante Giuseppe Musolino, detto il bandito d’Aspromonte

Annie Vivanti – Vae victis! – PDF

“La prima ad essere pronta fu Chérie. Si gettò sulle spalle il lungo accappatoio a righe e si chinò a sollevare Amour che le abbaiava alle calcagne rosee e si torceva per l’impazienza di uscire. «Au revoir dans l’eau», disse la fanciulla con allegro gesto di saluto alla piccola Mirella e a Frida, la governante tedesca. «Oh, Frida! Vite, vite, dégrafez-moi!» gridò Mirella volgendo le spalle alla giovane donna e indicandole con dito impaziente un gruppo di fettucce annodate che le pendevano dietro.”

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Annie Vivanti – …Sorella di Messalina

“Piero e Alberto in barca sul Po lessero casualmente l’annuncio nella quarta pagina del giornale, e risero. – Che cinismo! – disse Alberto, disapprovando. – Che sfrontatezza! – disse Piero, ridendo. – Rispondiamo? – Ah, io no! – esclamò Alberto. – Tu hai l’anima di un trepido coniglio in un corpo di giovane pantera, – disse Piero. – Risponderò io.”

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Annie Vivanti – Naja tripudians – PDF

“- Lasciamo fare a Madre Natura, – disse Mr Williams, il medico di campagna, uscendo dalla camera della sofferente e chiudendo cautamente l’uscio dietro di sè. E battè sulla spalla del marito, accasciato su una seggiola nel corridoio col capo tra le mani: – Lasciamo fare a Madre Natura. Francis Harding alzò la fronte su cui cadevano scomposti i capelli già biancheggianti. – Ma non c’è pericolo?…”

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Annie Vivanti – Gioia – PDF

“La mia anima naviga in un mare di letizia. Rescia mi ha mandato il vestito: charmeuse verde-Nilo con bordo di velvet vieux-rose. Lidia e la Delvago che vennero a trovarmi erano verdi d’invidia. La vita è buona a viversi. …. Bisogna ch’io scriva a quell’oscuro scultore romano. Che noia! Perchè ho detto che volevo conoscerlo? Melzi e Flavia dicono che è un grave austero melanconico genio.”

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Annie Vivanti – I divoratori – PDF

“La creaturina nella culla aprì gli occhi e disse: – Ho fame. Nulla si mosse nell’ombra della camera silenziosa e l’infante ripetè il breve grido inarticolato. Allora s’udì un fruscìo di vesti, un lieve accorrere di passi: due tenere braccia lo sollevano, e lo acqueta un cinguettìo di dolci parole vane. Ecco per la puerile guancia il fresco petto materno, per la piccola bocca avida ecco la fonte di blande e bianche delizie.”

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Vincenzo Viviano – Racconto istorico della vita del signore Galileo Galiei

Al Ser.mo Principe Leopoldo di Toscana,

mio Sig.r et P.ron Col.mo

Ser.mo Principe,

Avendo V. A. S. risoluto di far scriver la vita del gran Galileo di gloriosa memoria, imposemi che, per notizia di chi dall’A. V. S. è destinato per esequire così eroico proponimento, io facesse raccolta di ciò che a me sovvenisse in tal materia, o d’altrove rintracciare io potesse: onde, per obbedire con ogni maggior prontezza a’ cenni dell’A. V., reverente le porgo le seguenti memorie, spiegate da me con istorica purità, e con intera fedeltà registrate, avendole estratte per la maggior parte dalla viva voce del medesimo Sig.r Galileo, dalla lettura delle sue opere, dalle conferenze e discorsi già co’ suoi discepoli, dalle attestazioni de’ suoi intrinseci e familiari, da pubbliche e private scritture, da più lettere de’ suoi amici, e finalmente da varie confermazioni e riscontri che le autenticano per verissime e prive d’ogni eccezzione.

Nacque dunque Galileo Galilei, nobil fiorentino, il giorno 19 di Febbraio del 1563 ab Incarnatione, secondo lo stil fiorentino, nella città di Pisa, dov’allora dimoravano i suoi genitori.

Il padre suo fu Vincenzio di Michelangelo Galilei, gentiluomo versatissimo nelle matematiche e principalmente nella musica speculativa, della quale ebbe così eccellente cognizione, che forse tra i teorici Continua la lettura di Vincenzo Viviano – Racconto istorico della vita del signore Galileo Galiei