Archivi categoria: 1492

Georges Bernanos – Un crime – Audiolivre – Lecture de Ar Men

da: www.audiocite.net

Cet enregistrement est mis à disposition sous un contrat Creative Commons BY (attribution) NC (Pas d’utilisation commerciale) ND (Pas de modification).

Alessandro Manzoni – Storia della colonna infame – Audiolibro – Lettura di Roberto Arricale

Ai giudici che, in Milano, nel 1630, condannarono a supplizi atrocissimi alcuni accusati d’aver propagata la peste con certi ritrovati sciocchi non men che orribili, parve d’aver fatto una cosa talmente degna di memoria, che, nella sentenza medesima, dopo aver decretata, in aggiunta de’ supplizi, la demolizion della casa d’uno di quegli sventurati, decretaron di più, che in quello spazio s’innalzasse una colonna, la quale dovesse chiamarsi infame, con un’iscrizione che tramandasse ai posteri la notizia dell’attentato e della pena. E in ciò non s’ingannarono: quel giudizio fu veramente memorabile.
In una parte dello scritto antecedente, l’autore aveva manifestata l’intenzione di pubblicarne la storia; ed è questa che presenta al pubblico, non senza vergogna, sapendo che da altri è stata supposta opera di vasta materia, se non altro, e di mole corrispondente. Ma se il ridicolo del disinganno deve cadere addosso a lui, gli sia permesso almeno di protestare che nell’errore non ha colpa, e che, se viene alla luce un topo, lui non aveva detto che dovessero partorire i monti. Aveva detto soltanto che, come episodio, una tale storia sarebbe riuscita troppo lunga, e che, quantunque il soggetto fosse già stato trattato da uno scrittore giustamente celebre (Osservazioni sulla tortura, di Pietro Verri), gli pareva che potesse esser trattato di nuovo, con diverso intento. E basterà un breve cenno su questa diversità, per far conoscere la ragione del nuovo lavoro. Così si potesse anche dire l’utilità; ma questa, pur troppo, dipende molto più dall’esecuzione che dall’intento.

Copertina (formato MP3)
Introduzione (formato MP3)
Capitolo 1 (formato MP3)
Capitolo 2 (formato MP3)
Capitolo 3 (formato MP3)
Capitolo 4 (formato MP3)
Capitolo 5 (formato MP3)
Capitolo 6 (formato MP3)
Capitolo 7 (formato MP3)

da: www.liberliber.it
Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/

Italy versus France – The Bach Players

Italian or French? Jean Baptiste Lully and Arcangelo Corelli were the champions of these two musical styles and the main subjects of the many attempts to establish which style was better. Or could the two styles be united? This programme paints a musical picture of the seventeenth century in Europe, through the music of Corelli, Lully, and their contemporaries.

Chief among the reconcilers was the organist and composer Georg Muffat. German but of Scottish ancestry, it was he who introduced both styles to Germany. Also included are Rebel’s homage to Lully and Couperin’s to Corelli.

“This is the most enjoyable programme of seventeenth-century chamber music I have heard in a long time. The recording manages to capture the strings in gutty rather than silvery detail so we relax and enjoy the music without suffering from steel-string fatigue. Altogether, this is a wonderfully diplomatic programme which brings the best out in everyone – French, Italian, German and performers alike.”

Pubblicato su autorizzazione ottenuta in seguito all’associazione alla casa discografica www.magnatune.com

Emma Wallace – Temptation_

Vintage-inspired from the songs of Cole Porter, George Gershwin and Jerome Kern, the songs on this album would be perfectly at home on Tin Pan Alley thumped out on an old upright. Start with Song In My Head or Fred Astaire to get in the mood to give into this temptation!

Featuring piano and sultry female vocals (with a sprinkling of instruments from accordion to upright bass), the album starts with a song in your head, ends with a circus-themed.

Pubblicato su autorizzazione ottenuta in seguito all’associazione alla casa discografica www.magnatune.com

Johann Sebastian Bach – Goldberg Variations – Trascrizione per chitarra – Andreas Almqvist

On this record Andreas Almqvist has chosen to study Johann Sebastian Bach’s Goldberg Variations from the horizon of a guitarist. A guitar is different from a harpsichord or any other instrument. The guitar has its own demands. This means that the performer necessarily must try to bring the several preconditions into the personal unit his musical taste demands. With sensibility and great knowledge he gives us his version of the Aria with variations.

Pubblicato su autorizzazione ottenuta in seguito all’associazione alla casa discografica www.magnatune.com

Il violoncello e la rivoluzione – Musica per Diderot – Vito Paternoster

In France, 1740, the aristocratic violist da gamba, abbot and lawyer, Hubert Le Blanc wrote a strange book, published in Amsterdam by Pierre Mortier entitled “Défense de la basse de viole contre les enterprises du violon et les prétentions du violoncello” (Defense of the bass viol contrary to the enterprises of violin and the pretensions of the violoncello.)

Who could be interested in a sarcastic and eccentric book with cultivated arguments applauding the wonders of the family of viols, yet disparaging the ever-increasing popular violin and cello?

What lay behind this harmless conflict?

The viols were an emblem of the aristocracy. Instruments attributed with an ease of playing a refined melancholic language which was suitable for events in the halls of castles and reserved for guests of prestige.

The performers of viols did not need to impress the audience with flashy or very difficult artistry. Performances comprised of lyrical, polyphonic passages with few sixteenth notes and no necessity to go into the treble. It was acceptable to use the smaller viola and always remain in the harmonious sounds of the first position. This display of skill was considered the virtue of a plebeian.

But enter the Italians, les buffons, with their wagon theaters and their comic operas, larmoyant. All you could access. It was enough to pay admission. The artists, in order to survive, had to impress with their skill. They bring their violins and cellos with powerful sounds and skills of unmatched speed, doubles and exaggerated extensions.

French musicians leave their violas and to learn from Neapolitans, Romans or Venetians.

This is a great insult and come one, two, three querelle des buffons.

The Enlighteners don’t wait.

Yet, an anti-aristocratic Diderot (1713-1784), more concerned with music, defended vigorously the Italian style.

Since Bastille Day in 1789, marking the beginning of the revolution and the extermination of the nobility, there was an immediate decline of viol and a triumphant advance of the new instruments of the bourgeois society.

This album is the story of this change.

Music by: Joseph Bodin de Boismortier, Michel Corrette, Jean Baptiste Sèbastien Brèval, Jean Barrière, Martin Berteau.

It was made for the celebration of the 300th anniversary of the birth of Diderot and in collaboration with the Alliance Francaise.

Pubblicato su autorizzazione ottenuta in seguito all’associazione alla casa discografica www.magnatune.com

Italo Svevo – Una burla riuscita – Lettura di Sandra Marini – MP3

Copertina (formato MP3)
Capitolo I (formato MP3)
Capitolo II (formato MP3)
Capitolo III (formato MP3)
Capitolo IV (formato MP3)
Capitolo V (formato MP3)
Capitolo VI (formato MP3)
Capitolo VII (formato MP3)
Capitolo VIII (formato MP3)

da: www.liberliber.it

Licenza: Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale”

Luigi Pirandello – Il fu Mattia Pascal – Lettura di Mauro Leuce – MP3

Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:
— Io mi chiamo Mattia Pascal.
— Grazie, caro. Questo lo so.
— E ti par poco?

Non pareva molto, per dir la verità, neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all’occorrenza:
— Io mi chiamo Mattia Pascal.

Qualcuno vorrà bene compiangermi (costa così poco), immaginando l’atroce cordoglio d’un disgraziato, al quale avvenga di scoprire tutt’a un tratto che… sì, niente, insomma: né padre, né madre, né come fu o come non fu; e vorrà pur bene indignarsi (costa anche meno) della corruzione dei costumi, e de’ vizii, e della tristezza dei tempi, che di tanto male possono esser cagione a un povero innocente.

Copertina (formato MP3)
I: Premessa (formato MP3)
II: Premessa seconda (filosofica) a mo’ di scusa (formato MP3)
III: La casa e la talpa (formato MP3)
IV: Fu così (formato MP3)
V: Maturazione (formato MP3)
VI: Tac tac tac… (formato MP3)
VII: Cambio treno (formato MP3)
VIII: Adriano Meis (formato MP3)
IX: Un po’ di nebbia (formato MP3)
X: Acquasantiera e portacenere (formato MP3)
XI: Di sera, guardando il fiume (formato MP3)
XII: L’occhio e Papiano (formato MP3)
XIII: Il lanternino (formato MP3)
XIV: Le prodezze di Max (formato MP3)
XV: Io e l’ombra mia (formato MP3)
XVI: Il ritratto di Minerva (formato MP3)
XVII: Rincarnazione (formato MP3)
XVIII: Il fu Mattia Pascal (formato MP3)
Avvertenza sugli scrupoli della fantasia (formato MP3)

da: www.liberliber.it
Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale”

Lev Tolstoj – La morte di Ivan Ilijc – La sonata a Kreutzer – Lettura di Cristiana Melli

Copertina (formato MP3)
Introduzione (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. I (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. II (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. III (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. IV (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. V (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. VI (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. VII (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. VIII (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. IX (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. X (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. XI (formato MP3)
La morte di Ivan Ilijc. XII (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. I (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. II (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. III (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. IV (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. V (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. VI (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. VII (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. VIII (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. IX (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. X (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XI (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XII (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XIII (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XIV (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XV (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XVI (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XVII (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XVIII (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XIX (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XX (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XXI (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XXII (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XXIII (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XXIV (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XXV (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XXVI (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XXVII (formato MP3)
La sonata a Kreutzer. XXVIII (formato MP3)

da: www.liberliber.it
Licenza: Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale”

Edgar Allan Poe – Il gatto nero – Lettura di Mela Boev – MP3

Per il racconto stranissimo eppure casalingo che mi metto a stendere per iscritto, non mi aspetto né chiedo di essere creduto. Sarebbe pazzia pretenderlo trattandosi di un caso nel quale i miei sensi rifiutano di prestar fede a loro stessi. Eppure matto non sono; e certissimamente non sogno. Ma domani morirò e oggi vorrei liberarmi l’anima di questo peso. Il mio scopo immediato è di metter davanti al mondo in maniera chiara, succinta, senza commenti, una serie di semplici avvenimenti domestici che nelle loro conseguenze mi hanno terrificato, torturato, annientato. Non mi proverò a spiegarli. A me non hanno dato che orrore, a molti sembreranno più strampalati che orribili. In avvenire, forse, si troverà un intelletto che saprà ridurre il mio fantasma al luogo comune; un intelletto più calmo, più logico, e assai meno eccitabile del mio, il quale, nelle circostanze che io racconto con stupore, non vedrà nulla più di una successione normale di cause ed effetti molto naturali.
Già dall’infanzia mi distinguevo per la docilità e l’umanità del mio carattere. La mia bontà di cuore era tale da farmi persino prendere in ridicolo dai miei compagni. Volevo bene soprattutto agli animali, e i miei genitori mi permettevano di tenerne una gran varietà. Passavo il mio tempo con loro, e nulla mi rendeva contento come nutrirli e accarezzarli.

      Il gatto nero - Edgar Allan Poe

da: www.liberliber.it
Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale