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[GUIDA] Vediamo come aggiornare da Ubuntu 18.10 a Ubuntu 19.04

Ubuntu 19.04 (Disco Dingo) è già disponibile e sicuramente molti di voi vorranno aggiornare il sistema per provare le ultime novità introdotte dagli sviluppatori di Canonical.

Non mi dilungo a riassumervi tutte le nuove funzionalità introdotte in Disco Dingo, le trovate nell’articolo dedicato. A bordo c’è GNOME 3.32, il kernel Linux 5.0, LibreOffice 6.2, Firefox 66… tutte le principali applicazioni sono state aggiornate .

Aggiornare da Ubuntu 18.10 (Cosmic Cuttlefish) è un must visto che Cuttlefish sarà supportato solo fino a Luglio 2019.

Aggiorniamo da Ubuntu 18.10 a Ubuntu 19.04

Come Ubuntu 18.10, Ubuntu 19.04 supporta solo le architetture a 64-bit (amd64) pertanto non dovrebbero esserci problemi di sorta nel passaggio da Cosmic a Dingo. Prima di aggiornare è comunque caldamente consigliato eseguire un backup dei vostri dati più importanti.

Inoltre, prima di procedere con l’upgrade, assicuratevi che la vostra installazione di Ubuntu 18.10 sia aggiornata dando da terminale il comando “sudo apt update && sudo apt full-upgrade“.

Terminate le operazioni aprite di nuovo il terminale e date quanto segue:

    • update-manager -c

Il Software Updater tool dovrebbe subito notificarvi che una nuova release è disponibile. A questo punto cliccate su “Upgrade” e seguite la procedura guidata. Alla fine del processo riavviate il sistema.

Alternativamente potete dare il seguente comando:

sudo do-release-upgrade -c

P.S: Queste istruzioni sono valide anche per i vari flavors di Ubuntu.

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Disponibile Ubuntu 19.04 Disco Dingo: ecco tutte le novità

Ubuntu 19.04 (Disco Dingo) è finalmente disponibile, vediamo quali sono le novità introdotte in questa release.

Iniziamo col dire che Ubuntu 19.04 sarà supportato fino a Gennaio 2020: non è una LTS release. Se preferite la stabilità vi consiglio di rimanere su Ubuntu 18.04 LTS (che avrà ben 10 anni di supporto).

Ubuntu 19.04 Disco Dingo

Ho già dedicato diversi articoli a Disco Dingo qui su LFFL. Vi ho svelato la nuova mascotte, che richiama un po’ la polygon art, con la sua caratteristica geometria tagliente, e vi ho parlato delle novità attese in questa release.

Ubuntu 19.04 arriverà con il Kernel Linux 5.0, rilasciato da oltre un mese ormai, e con a bordo GNOME 3.32 e le relative novità. Alcuni componenti sono già aggiornati alla versione 3.32.1: GNOME Shell, Settings, GDM3, Gedit (text editor), Software, GNOME Terminal, etc.

ubuntu 19.04

Questa release propone con diversi componenti aggiornati: GCC 8.3, Glibc 2.29, Boost 1.67, rustc 1.31, Python 3.7.2, Ruby 2.5.3, PHP 7.2.15, Perl 5.28.1, Golang 1.10.4, libvvirt 5.0, QEMU 3.1 e OpenJDK 11. Presente Mozilla Firefox 66.0 e la suite LibreOffice 6.2.2. Finalmente gli sviluppatori hanno introdotto l’ultima release di Nautilus insieme all’icon set Yaru.

Per le desktop icons Ubuntu 19.04 Disco Dingo ha abbandonato Nautilus e ora usa l’estensione Deskop Icons.

Questa estensione riporta in auge le icone desktop tradizionali e offre più funzionalità di Nautilus, incluso il supporto al multi-monitor e il supporto per Wayland. Le icone sono tutte resizable, presenti thumbnails, symlinks, shortcut da tastiera e molto altro.

ubuntu 19.04 icons GNOME Files (Nautilus) è stato finalmente aggiornato all’ultima versione (3.32) dopo essere stato fermo alla 3.26 nelle due precedenti release di Ubuntu.

Fractional scaling, sia per Wayland che per Xorg

Presente il fractional scaling anche per Xorg (che è di default). Per chi non lo sapesse il fractional scaling consente lo scaling a risoluzioni atipiche (es: 125% o 150%) ed è molto utile per chi ha uno schermo HiDPI.

Per abilitarlo con Wayland date il seguente comando:

gsettings set org.gnome.mutter experimental-features "['scale-monitor-framebuffer']"

Per abilitarlo con Xorg, invece, date il seguente comando:

gsettings set org.gnome.mutter experimental-features "['x11-randr-fractional-scaling']"

Tracker

Tracker è presente di default su Ubuntu 19.04. Si tratta di un filesystem indexer, metadata storage system e search tool: viene usato da alcune app di GNOME. Vi permette una ricerca più rapida di file e cartelle dalla Activities Overview e vi consente di cercare in modo rapido con l’app Files.

Altre novità

ubuntu1904-theme-iconsEcco una breve lista di novità “minori”:

  • Presente una nuova opzione chiamata NOMODESET nel Grub menu per aiutare gli utenti che hanno problemi con la scheda grafica;
  • La preview delle finestre nella dock è statica e dipende dall’ordine in cui sono state aggiunte;
  • E’ stata aggiunta una Livepatch tab nella sezione Software & Updates anche se Ubuntu 19.04 non supporta il Livepatch non essendo una LTS;
  • AMD FreeSync;
  • Supporto per le schede NVIDIA GeForce RTX 2000 “Turing”;
  • Supporto per le schede AMD Radeon Picasso e Raven2;
  • Primo supporto per il Wi-Fi 802.11ax;
  • Presente Xorg 1.20.4, Mesa 19.0.2 con supporto per AMD FreeSync;

Ubuntu 19.04 può essere scaricato dal sito ufficiale: https://www.ubuntu.com/download.

Questa release è ovviamente disponibile anche per i vari flavors come Kubuntu, Xubuntu, Ubuntu MATE, Lubuntu trovate tutto qui: https://wiki.ubuntu.com/DiscoDingo/ReleaseNotes.

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Entroware aggiorna la propria gamma di laptop Linux powered

Entroware ha aggiornato la propria gamma di laptop Linux powered.

Entroware attualmente vende 9 laptop Linux, ovvero: Apollo (14″), Orion (14″), Aether (15″), Proteus (15″), Kratos (15″), Zeus (16″), Athena (17″), Helios (17″) e Hybris (17″). L’azienda britannica ha aggiornato l’hardware dei laptop Athena, Apollo, Helios, Proteus e Zeus. Potete ora acquistarli con le ultime schede Nvidia (GeForce RTX 20-series) e con le CPU Intel di 8a e 9a generazione.

Ad esempio il laptop Proteus può essere acquistato nelle varianti Core i5 8265U e Core i7 8565U (entrambe le versioni a 4 cores e 8 threads) mentre Athena e Zeus possono essere acquistati con un Intel Core i7 8750H (6 cores e 12 threads).

Our refreshed range of @Ubuntu Laptops now includes NVIDIA RTX graphics, up to 64GB memory, thinner bezels than ever, and the all-new Helios Workstation Laptop with a Desktop Core i9 processor option. https://t.co/kI5yJ8cCy0 #Ubuntu #LinuxHardware @ubuntu_mate pic.twitter.com/A8H8HbI5fb

— Entroware (@Entroware) 16 aprile 2019

L’Helios può essere acquistato con l’i5 9600K (cpu con 6 core) con l’i7 9700K (cpu con 8 core) o con l’Intel Core i9 9900K (processore con 8 cores e 16 threads). Helios è la punta di diamante di Entroware dal punto di vista prestazionale, pesa 4 KG e dispone di un alimentatore da 330 watt. Supporta anche fino a 64 GB di memoria DDR4-2666, fino a 12 TB di spazio di archiviazione e più display grazie a una porta HDMI, 2 Mini DisplayPort, una porta Thunderbolt 3 e una porta USB-C Gen 2.

Athena, Helios e Zeus possono essere acquistati con una tra le tre seguenti schede video: Nvidia GeForce RTX 2060/2070/2080.

Il modello Apollo (14″), più leggero ed economico, è stato aggiornato con il supporto per il processore Intel Core i7-8565U Whisky Lake. Questo modello non supporta la grafica dedicata e arriva ai 32 GB di RAM DDR4-2400 e 6 TB di storage.

Entroware laptops: Ubuntu inside

entroware linuxTutti i laptop sono venduti con Ubuntu 18.04 LTS (Bionic Beaver) installato di default. Alternativamente potete richiedere Ubuntu 18.10 o Ubuntu MATE 18.04 LTS / Ubuntu MATE 18.10 (basati sul desktop environment MATE).

Potete acquistare uno dei laptop sopra citati (e configurarlo a vostro piacere) sullo store online di Entroware che, chiaramente, spedisce nelle principali Nazioni Europee e quindi anche in Italia.

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Pengwin (WLinux): la distro per il WSL arriva alla versione 1.2

Vi ricordate di WLinux? Ve ne ho parlato un paio di volte qui su LFFL. Si tratta di una “distribuzione” Linux pensata specificatamente per il WSL (se non sapete cos’è il Windows Subsystem for Linux vi rimando agli articoli precedenti). La distribuzione ha recentemente cambiato nome e ora si chiama Pengwin.

Ci sono molteplici distribuzioni Linux disponibili sul WSL tra cui Ubuntu, openSUSE Leap 42, Debian GNU/Linux e Kali Linux. Queste distro non sono chiaramente ottimizzate per il WSL, contengono pacchetti non necessari e magari mancano di alcuni tool utili per lo sviluppo. Ecco perchè gli sviluppatori della Whitewater Foundry hanno deciso di sviluppare e poi pubblicare sul Microsoft Store di Windows 10 una distro ottimizzata appositamente per il WSL.

Pengwin si basa su Debian e potete scaricarlo direttamente dallo store di Microsoft su Windows.

Pengwin 1.2

pengwin 1Questa nuova release include diversi strumenti per sviluppare applicazioni Linux in C e C++. Mi riferisco ad esempio a Visual Studio e a Clion. Sono stati integrati inoltre componenti per ambienti Ibm Cloud, Openstack, Amazon Web Services e Terraform.

Su Pengwin 1.2 è ora possibile avviare applicazioni grafiche tramite Xorg o altri display server simili come, ad esempio, X410. Una volta installato Pengwin potete configurare il tutto mediante il comando pengwin-setup.

Dai menu si potrà impostare il layout della tastiera e la lingua, l’emulatore di terminale da usare (csh, zsh o fish), gli editor e i development environment (tra cui NodeJS, Go e Python). Una volta terminata l’installazione gli utenti potranno gestire anche i vari Azure deployment con PowerShell e azure-cli, inoltre sarà avviato fin da subito il demone di openssh-server cosi da poter lavorare anche da remoto.

Trovate il changelog completo qui e maggiori dettagli sulla pagina GitHub del progetto. Sullo store di Microsoft la distro può essere acquistata in questi giorni per 9,99 euro (-50%). Per provarla è necessario Windows 10 versione 16215.0 (o superiore).

Vi ricordo che esiste anche una versione Enterprise di Pengwin. Con Pengwin Enterprise la società si rivolge a quei settori che devono rispettare severi requisiti di sicurezza e normativi. Trovate ulteriori dettagli sul sito ufficiale.

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Chrome OS 75: USB support per le nostre Linux apps

Negli ultimi mesi ho dedicato ampio spazio a Chrome OS qui su LFFL in quanto gli sviluppatori di Google hanno introdotto la possibilità di eseguire nel sistema operativo le Linux apps. Google nella release 73 del suo sistema operativo ha iniziato a garantire alle Linux apps l’accesso alle cartelle Android.

Con Chrome OS 73, Google ha anche implementato il supporto per la segnalazione di ulteriori dati di telemetria da parte dei Chromebook oltre a nuove funzionalità che includono una migliore integrazione nativa di Google Drive, una migliore gestione della memoria, controlli multimediali nativi per il video player e supporto per l’audio focus su CrOS.

L’integrazione tra Chrome OS e Linux non è ancora ottimale e Big G continua release dopo release a migliorare le cose.

Chrome OS 75, USB support per le Linux apps

Gli sviluppatori hanno aggiunto nella dev build 75.0.3759.4 il supporto all’USB per le Linux Apps. Inutile dire che è una funzionalità utilissima e fondamentale per chi vuole usare le app Linux sul proprio Chromebook.

La novità è stata svelata da Keith I Myers il quale ha specificato che ci sono ancora alcuni problemi sui quali stanno lavorando. Ciò è però normale considerando che si tratta ancora di una build di sviluppo.

Abilitare questa funzionalità implica abilitare alcuni flag su Chrome OS:

chrome://flags/#crostini-usb-allow-unsupported

chrome://flags/#crostini-usb-support

Dopodichè è necessario riavviare il Chromebook e lanciare un terminale Linux dando i seguenti comandi:

sudo apt-get update

sudo apt-get dist-upgrade

A questo punto, quando collegherete un device USB, comparirà la seguente notifica pop-up:

chrome os 75 linux appsPotete quindi ‘passare’ il device all’istanza Linux. Per verificare che l’operazione è effettivamente andata a buon fine vi basta dare il comando lsusb da terminale.

linux apps chrome os usbP.S: Questa dev build ha dei problemi se decidete di abilitare la GPU pertanto vi consiglio di attendere l’aggiornamento ufficiale di Google. Se avete provato la build e brickato il sistema abilitando la GPU qui trovate la procedura per risolvere il problema.

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Ubuntu 19.04 (Disco Dingo) entra in final freeze: Giovedì la final release

Da un paio di giorni Ubuntu 19.04 Disco Dingo è entrato ufficialmente in Final Freeze.

Ho già dedicato diversi articoli a Disco Dingo qui su LFFL. Vi ho svelato la nuova mascotte, che richiama un po’ la polygon art, con la sua caratteristica geometria tagliente, e vi ho parlato delle novità attese in questa release.

Ubuntu 19.04 arriverà con il Kernel Linux 5.0, rilasciato da oltre un mese ormai, e con a bordo GNOME 3.32. La maggior parte delle funzionalità attese in Ubuntu 18.10 Cosmic Cuttlefish che sono state posticipate (per i vari motivi di cui abbiamo parlato in passato) arriveranno in Disco Dingo.

Questa release propone con diversi componenti aggiornati: GCC 8.3, Glibc 2.29, Boost 1.67, rustc 1.31, Python 3.7.2, Ruby 2.5.3, PHP 7.2.15, Perl 5.28.1, Golang 1.10.4, libvvirt 5.0, QEMU 3.1 e OpenJDK 11. Presente Mozilla Firefox 66.0 e la suite LibreOffice 6.2.2. Finalmente gli sviluppatori hanno introdotto l’ultima release di Nautilus insieme all’icon set Yaru.

Il Final Freeze è quella fase in cui solo i bug critici verranno trattati dagli sviluppatori. Nelle prossime ore sarà rilasciata una Release Candidate e il 18 Aprile ci sarà la final release.

Ubuntu 19.04 (Disco Dingo) avrà 9 mesi di supporto (aggiornamenti software e di sicurezza) in quanto non si tratta di una LTS release. Sarà dunque supportato fino a Gennaio 2020. Non ci resta che attendere ancora qualche giorno per mettere le mani sulla final release e toccare con mano le modifiche introdotte dagli sviluppatori in questi mesi.

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GNOME 3.32: disponibile la prima point release

Questi ultimi giorni sono stati abbastanza privi di notizie interessanti in ambito Linux. E’ stato pubblicato il nuovo rapporto mensile di netmarketshare che vede l’adozione del pinguino su desktop ferma al 2.10% contro il (quasi) 10% di macOS e l’87.5% di Windows. Da diversi mesi Linux oscilla tra il 2% e il 3%, niente di nuovo. Ho deciso dunque di parlarvi dell’arrivo della prima point release di GNOME 3.32.

GNOME 3.32 è stato rilasciato un mese fa ma, come saprete, solo con l’arrivo della prima point release una nuova versione di GNOME viene considerata stabile. GNOME 3.32 è una bella release con tante nuove funzionalità, un nuovo tema GTK, un nuovo stile con un set di icone aggiornato e vanta importanti miglioramenti dal punto di vista prestazionale. Per tutte le novità nel dettaglio vi rimando all’articolo di Marzo.

GNOME 3.32.1

Questa prima point release va a migliorare la stabilità complessiva correggendo i bug emersi nelle ultime settimane. Non sono state introdotte nuove funzionalità, è solo una bug-fixing release, pertanto l’aggiornamento è caldamente consigliato.

gnome 3.32 1Per aggiornare potete usare lo snapshot ufficiale o compilare i sorgenti. Alternativamente vi basta installare GNOME dai repositories della vostra distribuzione di riferimento.

GNOME 3.32 “Taipei” riceverà solo due point release: la seconda (e ultima) è attesa per il prossimo 8 Maggio 2019. Chiaramente le applicazioni principali verranno mantenute aggiornate fino all’end of life che coinciderà con l’arrivo di GNOME 3.34 atteso per l’autunno di quest’anno.

GNOME 3.34

GNOME 3.34, come svela la release schedule, come sempre molto ben dettagliata, sarà sviluppato con il codename GNOME 3.33.x. Il primo development snapshot, GNOME 3.33.1, arriverà il 24 Aprile.

Ci saranno altre tre dev release tra Maggio e Luglio prima che GNOME 3.34 entri in beta. La prima beta arriverà il 7 Agosto, la seconda il 21/08. La beta 2 sarà rilasciata a ridosso della conferenza GUADEC 2019 che avrà luogo dal 23 al 28 Agosto a Thessaloniki (Salonicco) in Grecia. Come di consueto la nuova release di GNOME avrà come codename il nome del posto dove ha avuto luogo la GUADEC. Sarà dunque GNOME 3.34 “Thessaloniki”.

La prima release candidate arriverà il 4 Settembre e, una settimana dopo, la final release, che è fissata per l’11 Settembre.

GNOME 3.34 riceverà poi 2 point release: GNOME 3.34.1 e GNOME 3.34.2. La prima arriverà il 9 Ottobre mentre l’arrivo della seconda point release è ancora ignoto (probabilmente sarà per la fine di Novembre).

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Il nuovo browser Edge basato su Chromium “potrebbe” arrivare su Linux

Come vi avevo già accennato in passato Microsoft ha deciso di dare nuova linfa al progetto Microsoft Edge. La nuova versione del brower è infatti basata su Chromium, dal quale deriva anche Google Chrome.

Nelle ultime ore la nuova versione del browser è stata rilasciata agli Insider ed è dunque disponibile all’utilizzo nel Dev Channel (per aggiornamenti settimanali) e nel Canary Channel (per le novità quotidiane). Entrambe le release sono disponibili solo per Windows 10, presto lo saranno anche per Windows 7, Windows 8.1 e macOS.

Ok, e Linux?

Microsoft Edge: forse anche su Linux

Non che si senta la necessità di avere Edge su Linux, sia chiaro.

Il browser assomiglia molto a Chrome. Le principali distinzioni riguardano le tab, altamente personalizzabili, le impostazioni (ben organizzate) e il motore di ricerca che è, ovviamente, Bing. Ad oggi pare addirittura impossibile impostare Google come motore di ricerca predefinito, ma si tratta sicuramente di un problema di gioventù. Microsoft garantisce che Edge consumerà poco, sarà fluido e supporterà ARM64.

Kyle Pflug di Microsoft ha dichiarato su Twitter che per ora non è prevista una versione Linux ma che potrebbe arrivare presto:

Not yet – it’s something we’d like to do eventually (our build system runs on Linux) but we’re taking things one step at a time starting from Win10, and can’t commit to Linux just yet.

— Kyle Pflug (@kylealden) 8 aprile 2019

Qualsiasi browser basato su Chromium è disponibile anche per Linux (Chrome, Vivaldi, Opera): non dovrebbe essere difficile per Microsoft garantire il supporto per il pinguino… Inoltre visto il recente avvicinamento tra Microsoft e la community Linux pare strano che Nadella non metta a disposizione il browser della casa di Redmond anche per le distribuzioni Linux. Vi terrò aggiornati.

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Arriva Opera 60: restyling dell’interfaccia utente e wallet per criptovalute

Opera 60, rinominato Opera Reborn 3, è ufficialmente disponibile per tutte le piattaforme supportate (Windows, Mac e, ovviamente, GNU/Linux).

Le cose da segnalare sono molteplici, la più interessante è forse il completo restyling dell’interfaccia utente. La nuova UI è stata ridefinita borderless dagli sviluppatori. Sono state ridisegnate le schede, mentre comandi principali e barra degli indirizzi sembrano ora un tutt’uno con la finestra. Presenti due temi: uno chiaro e uno più scuro.

Wallet per criptovalute, VPN gratuita e illimitata

Il Browser ha introdotto il wallet Ethereum ed il supporto alle Dapps anche sui dispositivi Desktop.

opera 60Opera diventa dunque il primo crypto browser disponibile per computer e smartphone ad includere nativamente un wallet Ethereum ed il supporto al Web 3.0, dunque alle Dapps.

Come specificato dal comunicato, la versione desktop del browser si sincronizzerà con la versione mobile installata sul vostro smartphone Android, permettendo di accedere e di usare su entrambi i dispositivi il saldo del vostro wallet Ethereum.

Questa novità permetterà agli utenti di effettuare transazioni e interagire con l’Internet del futuro basato su blockchain, conosciuto anche come Web 3.0. Riteniamo che entro il 2019 ogni browser dovrebbe essere pronto per il Web 3.0

ha affermato Krystian Kolondra, vicepresidente esecutivo di Opera.

Gli utenti potranno accedere a determinate Dapps semplicemente digitando l’indirizzo di un’applicazione Web 3 nella barra degli indirizzi del browser. L’esperienza dunque, sarà la medesima della classica navigazione web.

La tecnologia Blockchain rimette il potere ed il controllo nelle mani degli utenti. È possibile firmare in modo sicuro le transazioni e identificarsi nei siti Web senza condividere grandi quantità di dati non necessari.

ha proseguito Kolondra.

E’ stato poi introdotta una VPN gratuita che sfrutta i server di Opera: è il primo browser ad implementarla nativamente.

opera 60 vpn opera reborn 3 3Per chi non lo sapesse una VPN sostituisce l’indirizzo IP locale con uno virtuale.

Potete scaricare Opera 60 (o Opera Reborn 3) dal sito ufficiale.

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SuperTuxKart, in arrivo su Linux: disponibile la RC1 del “clone” di Mario Kart

Nintendo, si sa, è leader nel genere dei giochi “Kart Racing”. Mario Kart è sicuramente il gioco più popolare di questo genere con un gameplay divertente e consolidato. Il problema, non da poco, è che Mario Kart funziona solo su console Nintendo. Se volete un’alternativa valida e divertente SuperTuxKart può essere considerato uno dei giochi che più si avvicina alla qualità del prodotto Nintendo.

SuperTuxKart è un gioco open-source, completamente gratuito e multi-piattaforma. Il gioco non è ancora pronto ma da pochi giorni è disponibile la prima release candidate (SuperTuxKart 0.10 RC1). L’arrivo di questa RC, utile agli sviluppatori per  trovare eventuali bug, è segno che la final release di SuperTuxKart è dietro l’angolo.

SuperTuxKart 0.10 RC1

supertuxkart rc1Diversi tracciati sono stati modificati e ne sono stati aggiunti di nuovi ma la più grande novità di questa versione è l’arrivo del multiplayer sia online che via LAN.
Alcuni tracciati di gioco sono stati aggiunti o aggiornati.

La prossima versione di SuperTuxKart è quasi pronta! La prima release candidate è ora disponibile per i test. Ora dovete aiutarci a testare il gioco per trovare eventuali bachi da correggere.

queste le paroledi Joerg Henrichs, Project Lead.

Henrichs ha poi aggiunto quanto segue:

Sono stati aggiunti o aggiornati diversi circuiti: la vecchia pista del palazzo è stata sostituita con il nuovo aggiornamento del circuito di Ravenbridge Mansion, mentre l’add-on Black Forest fa ora parte del track set stk!

Potete scaricare questa RC1, sia per Linux, che per Windows, macOS o Android, da Sourceforge. La data della final release non è stata ancora rivelata.

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