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Greco di Calabria - Wikipedia

Greco di Calabria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, in seguito a discussione, si è deciso di usare nella nomenclatura delle pagine il termine lingua per quelle riconosciute come tali nella codifica ISO 639-1, ISO 639-2 oppure ISO 639-3, approvata nel 2005. Per gli altri idiomi, viene usato il termine dialetto. (elenco ufficiale)

Greco-calabro (Greka)
Creato da: {{{creatore}}} nel {{{anno}}}
Contesto: {{{contesto}}}
Parlato in: Italia
Regioni:Parlato in: Provincia di Reggio Calabria (Calabria)
Periodo: {{{periodo}}}
Persone: ~ 5.000
Classifica: non in top 100
Scrittura: alfabeto latino
Tipologia: sintattica
Filogenesi:

Lingue indoeuropee
 Greche
  Attiche
   Greco-calabro
    
     
      
       
        
         
          
           
            
             
              

Statuto ufficiale
Nazioni: Italia
Regolato da:
Codici di classificazione
ISO 639-1
ISO 639-2
ISO 639-3 {{{iso3}}}
SIL   (EN)
SIL {{{sil2}}}
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Diffusione del Greco di Calabria
Diffusione del Greco di Calabria.
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Il dialetto greco-calabro, definito anche greco di Calabria, è un idioma parlato in provincia di Reggio Calabria.
È chiamato localmente grecanico o greco vutano di Bova (RC), ed è una lingua appartenente all'isola linguistica greca d'Italia insieme alla Grecìa Salentina.

Indice

[modifica] Storia

Tale lingua era parlata in tutta la Calabria meridionale fino al XV-XVI secolo, quando fu progressivamente sostituita dal dialetto romanzo, influenzato comunque dal greco-calabro nella grammatica e in molti vocaboli (nel XVIII secolo il dialetto calabrese aveva ancora moltissimi grecismi). Ancora in età angioina la lingua greca veniva usata in una vasta area, compresa tra Seminara, Taurianova, la valle del Mésima e l'altopiano del Poro, caratterizzata da dialetti, toponimi e forme folcloristiche. Un breve escursus storico consente di verificare la scomparsa progressiva del greco in varie aree calabresi, a partire dal Cinquecento.

Verso la metà del XVI secolo la lingua greca era stata eliminata nel bacino del Petrace, in particolare nell'alta valle del Diverso e del Tasi. Nel corso del secolo successivo il fenomeno regressivo interessò talune valli del versante occidentale dell'Aspromonte che incombono sullo Stretto di Messina, come ad esempio le fiumare di Catona e di Gallico.

Nel corso del XIX secolo la perdita dell'antico idioma interessava centri come Pentedattilo, Africo, Brancaleone, Motta San Giovanni, Montebello, San Lorenzo; aree del versante jonico dell'Aspromonte.

Nel corso dei primi decenni del XX secolo il fenomeno regressivo ha interessato i comuni di Palizzi, Staiti, Cardeto, Roccaforte del Greco, Amendolea e Condofuri.

Durante il periodo fascista le minoranze linguistiche venivano scoraggiate ed anche il Greco di Calabria era tra queste. Negli anni '30, per dare dello stupido ad una persona, si usava l'espressione "mi sembri un greco", l'uso di altre lingue che non fossero l'italiano, dunque considerate dialetti, veniva considerato dagli stessi parlanti come un simbolo di arretratezza e i maestri punivano gli alunni sorpresi a parlare un idioma "straniero" in classe.

Per molti anni gli ellenofoni di Calabria sono rimasti nell'oblio. Persino in Grecia si ignorava la loro esistenza. Essa fu riscoperta grazie al lavoro del glottologo e filologo tedesco Gerhard Rohlfs, che contribuì molto alla salvaguardia della lingua.

[modifica] Classificazione

La lingua ha molti punti in comune col neogreco. Discussa è, comunque, la sua origine, alcuni sostengono che sia un dialetto derivato dal greco bizantino, mentre altri affermano che si sia addirittura evoluta indipendentemente dal greco ellenistico e che derivi dal greco parlato nella Magna Grecia. Forte è quindi l'idea che si tratti di tracce rimaste nella zona dall'antico possesso di Bisanzio o della Magna Grecia.

Ne è prova il fatto che è una lingua arcaica, che presenta parole che oggi in Grecia sono sconosciute, e possiede nel suo vocabolario molte parole derivate dal greco dorico.

Resta comunque il concetto che il greco calabro, diffuso nella Bovesìa, sia una parte peculiare dei dialetti ellenofoni parlati in Italia, probabilmente con una sua propria evoluzione, distintasi da quella greca molti secoli fa.

Rispetto al neogreco il greco di Calabria ha perso in molti casi la -s finale

neogreco greco di Calabria italiano
gaidaros gadaro asino

inoltre non conosce il futuro, la cui funzione è assunta dal presente indicativo. Si scrive usando caratteri latini.

La definizione di "grecanico" per gli ellenofoni è erronea. Infatti i grecanici sono da essi considerati tutti gli abitanti della Calabria meridionale, che un tempo fu completamente ellenofona. Gli ellenofoni di oggi sono i "Greci di Calabria", ma questa distinzione è poco nota.

[modifica] Dialetto o lingua

Il greco calabro viene menzionato nel Red Book dell'UNESCO sulle lingue a rischio di estinzione[1] insieme al greco salentino, mentre ne parla Euromosaic [2] riconoscendolo tra le lingue minoritarie a rischio dell'Unione Europea.

Ethnologue lo menziona come dialetto del greco moderno[3], cosa chiaramente discutibile per via del distacco dal filone principale avvenuto in epoca bizantina, o addirittura in epoca ancora più antica, e alla scarsa intellegibilità tra le due forme. Infatti più che dialetto del greco moderno dovrebbe essere una forma dialettale del greco medioevale o greco bizantino.

Tuttavia questa forma di greco non ha avuto nel tempo sviluppi consistenti ed è sempre rimasta lingua quotidiana o di uso familiare, senza riuscire ad imporsi in altri usi come quelli amministrativi, o ecclesiastici o letterari. Il greco di Calabria ha dunque le caratteristiche peculiari di una lingua anche se l'uso che se ne fa è quello di un dialetto.

[modifica] Grammatica del greco di Calabria

La grammatica della lingua grecanica è molto semplificata rispetto al greco antico. La costruzione della frase è identica all'italiano, e segue lo schema Soggetto - verbo - complemento oggetto poiché probabilmente la lingua ha subito una sorta di "italianizzazione".

Allo stesso modo dell'italiano si possono costruire frasi composte da più espressioni concatenate da avverbi e i sostantivi si dividono in due generi: Maschile - Femminile;

Gli Articoli sono obbligatori come in italiano. Esistono gli articoli determinativi (il, lo, la) ed indeterminativi (uno una un(o));

I verbi sono anch'essi semplificati rispetto al greco antico;

[modifica] Differenze con il dialetto calabrese e l'italiano

Questo è un passo della fiaba tradizionale grecanica "L'asino e il lupo":

(Lingua Italiana)
L'asino e il lupo

Un mattino un asino pascolava beato in un prato d'erba tenera su un piano tra due montagne. Nelle vicinanze scorreva un ruscello, producendo un allegro mormorio con la sua acqua fresca e limpida

(Dialetto Calabrese)
Lu sceccu e lu lupo

Nu jornu, di matina, nu sceccu pasciva cuntentu erba frisca nta nu chianu ammenzù a li muntagni. Dhha nta li vicinanzì ncer un gadduni chi scindendu, mandava na musica duci cu la so poca acqua frisca e pulita.

(Greco di Calabria)
To gadaro ce lo lico

Mia mera, asce purrì, ena gadàro evoscevvje charapimèno, chorto chlorò sce ena mmali mesa sta vunà. Ecì condà iche era rrìaci pu trèchonda èsteddhe mia mùsica glicìa me to lìgo nerò frisco ce catharò.


[modifica] Distribuzione geografica

Mappa che mostra le aree del Greco di Calabria (la Bovesia) e del Greco Salentino (il Salento).
Ingrandisci
Mappa che mostra le aree del Greco di Calabria (la Bovesia) e del Greco Salentino (il Salento).

Oggi il Greco di Calabria viene parlato all'incirca in una decina di comuni della Bovesìa, soprattutto a Bova, Roghudi, Gallicianò, ed anche a Chorìo di Roghudi, Bova Marina, e nel capoluogo Reggio Calabria dove nei quartieri San Giorgio Extra e Rione Modena vi sono delle minoranze ellenofone.

Il numero degli interessati all'uso di tale idioma ammonta a circa 2.000 persone per lo più anziane, più circa un centinaio di parlanti tra i quartieri Arangea e Sbarre nella città di Reggio e un altro ridotto numero a Melito di Porto Salvo, grazie all'immigrazione da Roghudi e da Chorìo in seguito alle alluvioni del 1971 e del 1972.

Il numero di 2.000 si riferisce comunque a persone che comprendono l'idioma, ma tra queste le persone al di sotto dei 35 anni sono appena una cinquantina, nonostante gli sforzi delle associazioni culturali e degli organi amministrativi. A Bova molte persone studiano anche il greco moderno.

[modifica] Lingua ufficiale

In seguito all'approvazione della legge sulle Minoranze Linguistiche ha cominciato ad essere attivo l'IRSSEC, Istituto Regionale Superiore di Studi Ellenocalabri, di cui fanno parte i rappresentanti delle Associazioni e dei Comuni grecocalabri, che sarà l'unico Istituto titolato ufficialmente alla cura del patrimonio ellenocalabro.

Il comune di Bova ha anche istituito un Osservatorio Permanente per la Lingua e Cultura Greca in Calabria che si occupa del monitoraggio, lo studio, la programmazione e l'organizzazione di attività volte alla salvaguardia della lingua e della tradizione greca della Calabria. L'ente è stato intitolato a Rohlfs e Karanastasis, due fra i maggiori studiosi di minoranze etniche e linguistiche calabresi.

[modifica] Attività di tutela

Il governo greco di Atene, attraverso l'Associazione Internazionale degli Ellenofoni (SFEE), ha stabilito relazioni con il periodico locale "La Ionica" e ha invitato ufficialmente i greco-calabri a partecipare ai meeting che si tengono annualmente in Grecia. Oltre a questo La Ionica ha ottenuto ben poco dagli organi amministrativi, infatti solo nelgi ultimi anni si è assistito ad una sensibilizzazione al problema.

La Regione Calabria infatti ha accordato la tutela alle minoranze greche accanto a quelle albanesi e ha promosso l'istruzione bilingue. Nel 1993 la stessa regione ha istituito un Istituto Regionale Superiore di Studi Ellenofoni a Bova Marina. Tuttavia l'attività formativa non ha avuto molta fortuna a causa della scarsa preparazione degli insegnanti e lo stesso bilinguismo di fatto non esiste nell'amministrazione in quanto solo i comuni di Bova e di Bova Marina hanno cartelli stradali nelle due lingue.

[modifica] Associazioni culturali

Grazie al filologo Rohlfs un gruppo di studenti universitari si erano associati per pubblicare un pamphlet intitolato La Ionica. Nel 1970 il gruppo si ricostituì come circolo culturale La Ionica e il pamphlet divenne un periodico dove pubblicare poesia e prosa sia in italiano che in greco-calabro. Lo stesso circolo ha stabilito contatti con gli ellenofoni della Grecìa Salentina per creare la UGIM (Unione dei Greci dell'Italia Meridionale) al fine di tutelare insieme il bilinguismo e di ottenere riconoscimenti basilari come le indicazioni stradali in due lingue e uno spazio su radio locali.

Dietro l'esempio de La Ionica, si sono formate altre associazioni locali come:

[modifica] I punti critici

L'abbandono progressivo della lingua è dovuto al fatto che essa è stata indicata per molti anni come dialetto, quindi come una forma "bassa" di espressione, tipica delle popolazioni rurali o pastorali e analfabete. La scarsezza di registri linguistici, quindi, ne condiziona la sopravvivenza.

La lingua si è conservata finché la popolazione è rimasta isolata sulle montagne dell'Aspromonte, ma con il dilagare del fenomeno dell'emigrazione buona parte della popolazione ha lasciato la zona perdendo le forme espressive tipiche col progredire delle generazioni, inoltre la scolarizzazione che incentiva l'uso di altre lingue, come l'italiano, anche nell'uso quotidiano ha contribuito alla diminuzione di persone che parlano il Greco di Calabria.

Le attività di tutela, anche se riconosciute dagli organi amministrativi, sono di fatto bloccate in quanto la legge promuove la presenza di ellenofoni nelle scuole e nelle università, ma non ci sono insegnanti o lettori con una conoscenza adeguata del greco-calabro che possano offrire dei corsi. L'attività di formazione è dovuta soprattutto all'iniziativa dei gruppi culturali a livello locale, con supporto finanziario di qualche comune.

Anche l'insegnamento nelle scuole non è stato condotto in forma di bilinguismo, ma, negli anni scorsi, è stato svolto come corso opzionale parallelo alle attività scolastiche o come corso obbligatorio negli asili e nella scuola primaria, grazie ai fondi regionali e della Comunità Europea. Tuttavia il numero di allievi era molto basso.

Al contrario il corso di greco-calabro è totalmente assente nelle scuole secondarie, dove invece potrebbe essere utile, soprattutto nei licei e le associazioni culturali attualmente svolgono soprattutto corsi per adulti.

Il grosso problema resta, comunque, la scarsa conoscenza della lingua da parte degli insegnanti a cui non viene richiesto il bilinguismo per l'abilitazione all'insegnamento. Qualche attività di formazione sugli stessi docenti viene fatta da qualche associazione culturale come Jalò tu Vúa, ma grazie ai contributi della Comunità Europea. Quest'ultima associazione ha anche operato per creare una "grammatica greco-calabra". Tuttavia cresce l'interesse, soprattutto tra i giovani, per il neogreco a discapito della forma greco-calabra.

[modifica] Letteratura

È importante mostrare la presenza di Calabresi nell'Umanesimo e nel Rinascimento. Infatti i grecisti in questo periodo venivano frequentemente dalla Calabria forse per la presenza di una forte influenza greca. Lo studio e la riscoperta del greco fu opera di due monaci del monastero di Seminara: Barlaam, vescovo di Gerace, e il suo discepolo, Leonzio Pilato. Leonzio Pilato, in particolare, è stato un grecofono nato vicino Reggio Calabria. È stato un importante insegnante e traduttore del greco, ha aiutato Giovanni Boccaccio nelle traduzioni delle opere di Omero.

Alla fine degli anni '70 l'associazione Jalò tu Vúa ha formato un gruppo di studio per impostare degli standard metodologici per l'insegnamento del greco-calabro e per stendere una grammatica per le scuole. Il comune di Bova ha pubblicato quest'ultima in forma di pamphlet nel 1979 col titolo La Glossa di Bova.

Negli ultimi anni sono stati pubblicati interessanti strumenti didattici, soprattutto ad opera di due studiosi grecanici: Filippo Violi e Filippo Condemi. Altre pubblicazioni letterarie riguardano antologie di poesie, libri sulla storia locale o calendari trilingue (italiano, greco-calabro e neogreco). Il greco-calabro, penalizzato negli anni passati dalla mancanza di registri letterari e di un uso più elevato della lingua che per tanti secoli è rimasta a livello di espressione familiare o di uso comune tra contadini e pastori, è oggi in grado di vantare una vasta produzione letteraria.

[modifica] Mass-media

Esistono due periodici in greco-calabro: I Riza che è trilingue (italiano, greco-calabro e greco moderno) ed è pubblicato dall'associazione Jalò tu Vúa, e CUMELCA, pubblicato dall'associazione omonima. Il primo è quadrimestrale e per la metà è scritto in greco-calabro, mentre CUMELCA è un trimestrale scritto per metà in greco-calabro, ma di fatto appare ad intervalli irregolari.

Al momento non esistono stazioni radio in lingua greco-calabra a causa della crisi delle radio private locali. Infatti nel periodo tra il 1977 e il 1984, coincidente con il boom delle radio locali, qualche stazione trasmetteva programmi in questa lingua come Radio San Paolo a Reggio di Calabria, Radio Antenna Don Bosco a Bova Marina e RTM a Melito di Porto Salvo.

[modifica] Musica

Esistono gruppi folcloristici locali e gruppi di ricerca etnomusicale all'interno delle varie associazioni come la Cumelca.it della Cum.El.Ca, i Megàli Ellàda dell'associazione Odisseas e il Delia del Jalò tu Vúa, che cantano in grecanico. A fine agosto si tiene a Bova Marina "O Nostos", un festival annuale di musica greco-calabra con la partecipazione di quasi tutti i gruppi grecanici.

L'area ellenofona di Reggio Calabria ogni estate è sede del festival musicale itinerante Paleariza, che costituisce un vero e proprio biglietto da visita etno-turistico e culturale dell’intera zona in cui è parlato il Greco di Calabria.

[modifica] Bibliografia

Nei titoli seguenti è possibile reperire buona parte delle notizie storiche, filologiche, antologiche, letterarie, lessicali e grammaticali più importanti per una conoscenza della storia e della cultura dei Greci e del Greco di Calabria.

[modifica] Grammatiche

  • Gerhard Rohlfs, Grammatica storica dei dialetti Italogreci, Monaco di Baviera, 1977;
  • G.A. Crupi, La glossa di Bova, XXXI distretto scolastico della Calabria, Bova Marina (RC), 1979 e Associazione culturale Jonica, Roma, 1980;
  • S. Scott, Grammatica elementare del Greco di Calabria, 1979;
  • V.G. Ferreri, L'idioma dei greci della Bovesìa, in F. Maspero, Esercizi di neogreco, Cisalpina goliardica, Milano, 1987;
  • Filippo Condemi, Grammatica Grecanica, Coop. Contezza, Reggio Calabria, 1987;
  • Filippo Violi (con traduzione in neogreco di Costantino Nikas), La nuova Grammatica e Sintassi Grecanica, Camera del Commercio Italiana per la Grecia, Atene;

[modifica] Letterature

  • Filippo Violi, Storia degli studi e della letteratura popolare grecanica, C.S.E. Bova (RC), 1992
  • Filippo Violi, La storia e la letteratura greca di Calabria. Autori e testi, Rexodes Magna Grecia, Reggio Calabria, 2001;

[modifica] Saggi Antologici

  • Fwteinh Kaimakh, EΛΛHNOΦWΩH KAΛABPIA (απo την α?καιοτητα και τo Bυζαντιο μεκ?ι σημε?α), ekdoseiV MILHTOS, 2002;
  • G. Rossi Taibbi - G.Caracausi, Testi neogreci di Calabria, Ist. Siciliano. di St. Bizantini e Neogreci, Palermo, 1959;
  • S. Nucera, Agapao na graspo, Marra, Cosenza, 1987;
  • B. Casile, Strafonghìa sto scotìdi, Quale Cultura-Jaca Book, Cosenza, 1991;
  • Filippo Violi, Pèmmu, jatì?, Centro Studi Ellenofoni, Bova Marina (RC), 1995;
  • S. Nucera, Chimàrri, JacaBook, Cosenza, 1999;

[modifica] Racconti, tradizioni popolari, romanzi

  • Rossi - Taibbi - Caracausi, Testi neogreci di Calabria, Istituto Siciliano Studi Bizantini e Neoellenici, Palermo, 1959;
  • G.A. Crupi, Cento favole esopiche, in La glossa di Bova, Jonica, Roma, 1980;
  • Filippo Violi, Le radici della nostra cultura, C.S.E., Bova Marina (RC), 1991;
  • S. Nucera, Chalònero, Qualecultura, Vibo Valentia, 1993;

[modifica] Saggi storici

  • Filippo Violi, La grecità calabrese: origini e storia, 1997, Apodiafàzzi, Bova (RC) (in ristampa);
  • C. Longo, Un momento della lenta eutanasia della grecità calabrese, I.S.D. Roma, 1988;
  • A. Catanea - Alati, Le origini di Bova e del suo nome, Tip. "Italo-Orientale San Nilo", Grottaferrata, 1969;
  • P. Larizza, La Magna Grecia, Tip.del Senato, Loescher, Roma, 1929;

[modifica] Studi filologici e linguistici

  • G. Morosi, I dialetti romaici del Mandamento di Bova, Archivio Glottol. Italiano, vol. IV, pp. 1-116
  • Gerhard Rohlfs, Vocabolario etimologico della grecità dell'Italia Meridionale, Niemeyer, Halle, 1929;
  • Gerhard Rohlfs, Lexicon graecanicum Italiae inferioris, Niemeyer, Tubingen, 1964;
  • Gerhard Rohlfs, Scavi linguistici nella Magna Grecia, Niemeyer, Halle, 1933;
  • Gerhard Rohlfs, Nuovi scavi linguistici nell'antica Magna Grecia, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, Palermo, 1972;
  • Gerhard Rohlfs, Calabria e Salento. Saggi di storia linguistica. Studi e ricerche, Longo, Ravenna, 1980;
  • Gerhard Rohlfs, Le origini della grecità in Calabria, Archivio Storico della Calabria e Lucania, 1933;
  • G. Falcone, Il dialetto romaico della Bovesìa, Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, Milano, 1973;
  • G. Rossi Taibbi, Testi Neogreci di Calabria (in Prolegomeni), Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, Palermo, 1959;
  • M. Katsojannou, Sociolinguistique du grec e de la Grèce, in Plurilinguismes, n. 4, Revue d'Etudes et de Recherches en Planification Linguistique, Parigi, 1992, pp. 84-111;
  • M. Katsojannou, Voix et conjugaison verbale en Gréco, G.R.E.D.I., Lacito, 1992, pp. 89-104;
  • M. Katsojannou, L'expression du sujet explicitatif en langue Gréco: variation d'actance ou évolution typologique, EURASIE, Lacito, 1993/1994, pp. 127-139;
  • C. Petropoulou, Lingua e dialetto nella Grecìa calabrese: aspetti linguistici e culturali, in A.S.C.L., a. LIX, Roma, 1992.

[modifica] Voci correlate

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