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Lingua italiana - Wikipedia

Lingua italiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La lingua italiana è l'idioma di it.wiki, la versione di Wikipedia che state sfogliando.
Italiano ({{{nomenativo}}})
Creato da: {{{creatore}}} nel {{{anno}}}
Contesto: {{{contesto}}}
Parlato in: Italia, San Marino, Città del Vaticano, Svizzera, Slovenia, Croazia, Francia, Principato di Monaco, Libia, Tunisia, Eritrea, Etiopia, Somalia, Somaliland, Malta, Albania, Canada, Argentina, Brasile, Messico, Venezuela e presso le comunità di emigrati che vivono all'estero
Regioni:Parlato in: {{{regione}}}
Periodo: {{{periodo}}}
Persone: 70 milioni-125 milioni. Secondo alcuni studi, gli italofoni (compresi coloro che lo parlano come seconda lingua) sono 200 milioni.
Classifica: 11-19
Scrittura: {{{scrittura}}}
Tipologia: SVO sillabica
Filogenesi:

Indoeuropee
 Italiche
  romanze
   Italiano
    
     
      
       
        
         
          
           
            
             
              

Statuto ufficiale
Nazioni: Italia, San Marino, Città del Vaticano, Svizzera, lingua minoritaria in Slovenia e in Croazia
Organizzazioni internazionali: Unione Europea, Unione Latina, Sovrano Militare Ordine di Malta.
Regolato da: Accademia della Crusca
Codici di classificazione
ISO 639-1 it
ISO 639-2 ita
ISO 639-3 {{{iso3}}}
SIL ITN  (EN)
SIL {{{sil2}}}
Estratto in lingua
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo - Art.1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Il Padre Nostro
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Traslitterazione
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Lingua - Elenco delle lingue - Linguistica
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Distribuzione geografica dell'italiano
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L'italiano ( ) è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Esiste un gran numero di dialetti neo-romanzi.

L'italiano moderno è, come tutte le lingue nazionali, un dialetto che è riuscito a far carriera; ad imporsi, cioè, come lingua ufficiale di una regione molto più vasta di quella originaria. In questo caso fu il dialetto fiorentino, parlato a Firenze, a prevalere, non tanto per ragioni politiche - come spesso capitava - ma per il prestigio culturale di cui era portatore. Il toscano, ed il fiorentino illustre (in quanto arricchito di prestiti dal siciliano, francese e latino) in particolare, era in effetti la lingua nella quale scrissero Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, considerati i tre padri fondatori della lingua italiana (insieme con Alessandro Manzoni per l'italiano moderno). Naturalmente, era anche la lingua colta della città di Firenze, stimata per la sua prosperità culturale lungo i secoli e per la sua splendida architettura. Ma il primo documento sino a oggi trovato in lingua italiana non è un'opera letteraria bensì un placito notarile, conservato nell'abbazia di Montecassino e risalente al 960: è il cosiddetto Placito capuano.

Indice

[modifica] Influenze linguistiche

Prima dell'avvento dell'Impero romano, è l'etrusco ad essere parlato in Toscana e nel Lazio settentrionale ("Tuscia"). Se la lingua etrusca è stata cancellata nel corso di qualche secolo dall'avvento del latino, dopo la conquista romana, la sua influenza può esser rimasta nel sostrato del toscano, ma la questione è ampiamente dibattuta. Il latino volgare divenne ben presto la lingua parlata in Italia e in gran parte d'Europa. Data la durata e la qualità della dominazione romana sul Continente, è facile capire perché il latino sia la base di moltissime lingue europee. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, la Toscana vide arrivare gli Ostrogoti e i Longobardi (secoli V e VI), popolazioni provenienti dal nord e dall'est dell'Europa. Esse influenzarono la lingua della regione solo nel lessico, le altre caratteristiche restarono più o meno immutate. Il toscano resta una delle parlate romanze più conservative e vicine al latino.

[modifica] Dialetti

Mappa dei dialetti italiani.
Ingrandisci
Mappa dei dialetti italiani.

I numerosi dialetti italo-romanzi possono essere classificati in base alle loro comuni origini linguistiche. Alla comune provenienza dal latino si sommano le lingue precedenti alla conquista romana (substrati) e soprattutto i superstrati dovuti ai contatti con vari popoli, che hanno differenziato le diverse parlate locali.[1]

All'interno dei dialetti italiani, accomunati da numerose caratteristiche morfologiche come i plurali non sintagmatici, si possono suddividere dialetti settentrionali (romanzi occidentali) e centro-meridionali (romanzi orientali) secondo l'influenza del sostrato celtico.[2]

Tale sostrato porta alla presenza di fenomeni specifici nei dialetti del nord Italia, che vengono quindi anche detti "gallo-italici" (Con l'esclusione di Veneto, Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia che presentano caratteristiche differenti).[3]

[modifica] Dialetti e lingue settentrionali

  • Romanzo orientale:

[modifica] Dialetti e lingue dell'Italia centrale

[modifica] Dialetti e lingue dell'Italia meridionale

I dialetti del sud Italia sono suddivisi in due gruppi principali "meridionale" e "meridionale estremo":

[modifica] Dialetti e lingue della Sardegna

[modifica] Presenza nel mondo

[modifica] Lingua ufficiale

L'italiano è lingua ufficiale in Italia e San Marino sui rispettivi interi territori nazionali. È una lingua ufficiale (insieme allo sloveno) nei quattro comuni costieri della Slovenia (Capodistria, Isola d'Istria, Pirano, Portorose) e in Istria (Croazia) accanto al croato. Al di fuori dell'Italia va anzitutto considerata la Svizzera, dove la lingua italiana è una delle quattro lingue ufficiali con il tedesco, il francese e il romancio, secondo i dati del censimento dell'anno 2000, l'italiano è la lingua principale di 470.961 persone residenti nella Confederazione (pari al 6.5 % della popolazione), di cui 254.997 residenti nel Canton Ticino, dove l'italiano, oltre a essere lingua ufficiale, è considerato la lingua principale dal 83.1 % della popolazione. L'italiano è pure lingua ufficiale - accanto al romancio e al tedesco nel Canton Grigioni, dove è considerato lingua principale dal 10.2 % della popolazione. Sono di lingua italiana le valli meridionali dei Grigioni: Val Mesolcina, Val Calanca, Val Bregaglia e Val Poschiavo. L'italiano è diffuso infine nell'uso per ragioni turistiche nell'alta Engadina. L'unico comune svizzero sul versante settentrionale delle Alpi di lingua italiana (per ragioni risalenti alla riforma religiosa), Bivio, è invece oggi ormai sostanzialmente germanizzato e viene solamente parlato dal 29% degli abitanti (erano l'80% nel 1860).

Nella Città del Vaticano è usata correntemente ed è la lingua coufficiale della Santa Sede con il latino. Per tale motivo è diventata "lingua franca" della Santa Sede e le gerarchie ecclesiastiche spesso la utilizzano per comunicare tra di loro.

[modifica] Diffusione al di là dei Paesi ufficialmente italofoni

L'italiano è diffusissimo a Malta, dove moltissimi lo parlano e tutti lo capiscono, e dove fu lingua ufficiale fino al 1934, nelle zone costiere della Dalmazia (Croazia), in Slovenia, in Albania e in Tunisia, grazie anche ai programmi televisivi italiani che li raggiungono e soprattutto alle numerose minoranze linguistiche italiane. È molto diffusa anche in Francia in Corsica, in quanto il corso è molto simile al toscano, e in Costa Azzurra, soprattutto nel Nizzardo. È molto diffuso anche nel Principato di Monaco.

Buona diffusione ha anche nelle ex-colonie italiane in Africa: Libia (dove è lingua di lavoro, insieme all'inglese), Eritrea, Etiopia, Somaliland e Somalia (in quest'ultimo Paese è stata lingua ufficiale fino al 1963 e usata nell'insegnamento universitario fino al 1991, allo scoppio della guerra civile). In altre nazioni, a causa della forte e prolungata emigrazione italiana nel mondo, esistono importanti comunità italiane (Stati Uniti, Sud America (specialmente Brasile, Argentina e Uruguay), Australia, Canada, Messico, Francia, Germania e Belgio soprattutto), che oggi cercano di recuperare e tramandare a figli e nipoti la loro cultura e lingua d'origine.

Dal sito del Ministero degli esteri [1] risultano presenti forti comunità di cittadini italiani residenti all'estero, esclusa la già citata Svizzera (presenza di 520.550 italiani), si tenga presente che queste cifre indicano solo i cittadini italiani residenti all'estero e non tutte le persone realmente italofone :

  1. Germania 708.019 italiani
  2. Argentina 618.443
  3. Francia 358.603
  4. Brasile 292.519
  5. Belgio 281.674 (il 3% della popolazione, ben oltre la presenza dei parlanti di lingua tedesca, che è lingua ufficiale in alcuni comuni di confine)
  6. USA 188.926
  7. Regno Unito 173.493
  8. Canada 140.812
  9. Australia 131.679
  10. Messico 125.655
  11. Venezuela 121.655
  12. Uruguay 74.163
  13. Spagna 61.383
  14. Cile 44.734
  15. Sud Africa 32.330
  16. Paesi Bassi 30.529
  17. Perù 25.787
  18. Lussemburgo 22.913 (il 5% della popolazione)
  19. Austria 13.824
  20. Grecia 10.654
  21. Colombia 10.474
  22. Israele 10.221 (compresa Gerusalemme)
  23. Ecuador 10.105

Da tali dati risultano, inoltre, 6.631 italiani residenti nel Principato di Monaco (il 21% della popolazione).

L'italiano ha influenzato pesantemente lo spagnolo parlato in Argentina e in Uruguay grazie alla forte immigrazione.

Notiamo infine come la lingua italiana, pur classificandosi solo al 19° posto tra le lingue più parlate al mondo (70 milioni di parlanti circa), è la terza più studiata come lingua straniera[citazione necessaria], dopo inglese e francese e prima di tedesco e spagnolo. Questo grazie al fascino che l'Italia ha nel mondo e all'opera preziosa degli Istituti italiani di cultura. Nel Canada anglofono è la seconda lingua più studiata dopo il francese, mentre negli Stati Uniti e in Regno Unito è la quarta lingua più studiata dopo francese, spagnolo e tedesco.

Secondo uno studio dell'Unione Europea, è al secondo posto per numero di parlanti madrelingua in ambito europeo (16%), dopo il tedesco (24%) e accanto a francese e inglese, ma è quarta (18%) come lingua parlata [2].

Secondo studi attendibili, gli italofoni nel mondo sarebbero circa 200 milioni, di cui 70 milioni cittadini italiani o di paesi italofoni o appartenenti a minoranze linguistiche italofone e 65 milioni oriundi italiani(Media e comunicatori italici).

[modifica] Fonetica

[modifica] Vocali

fonema parole
[a] nave, galassia
[e] pianéta, réte
[ɛ] sfèra, zèro
[i] mito, riso
[o] confrónto, órdine
[ɔ] vuòto, bucòlico
[u] numero, nulla

Nota:

È possibile ascoltare anche la vocale [ə], come completamento del suono di una consonante. Essa nella lingua scritta viene o tralasciata o trascritta come 'e'.

Esempio:

"La C di 'cento' si legge 'ce'"
in cui "ce" viene solitamente letto [ʧə] piuttosto che [ʧe]

[modifica] Consonanti

Tra parentesi quadre gli allofoni di [n] alveolare.

Bilabiale Labiodentale Dentale Alveolare Postalveolare Palatale Velare
Nasali m [ɱ] [n] n ɲ [ŋ]
Occlusive p b t d k g
Fricative f v s z ʃ
Affricate ʦ ʣ ʧ ʤ
Vibranti r
Vibrati ɾ
Laterali l ʎ
Approssimanti j w

[modifica] Alfabeto

L'italiano utilizza 21 lettere dell'alfabeto latino. In effetti k, j, w, x, y esistono solo in parole d'origine straniera, toponimi (Jesi) o come varianti grafiche di scrittura (ad es. in Pirandello gioja invece di gioia). Esistono accenti grafici sulle vocali: in particolare quello acuto (´) solo sulla e (raramente sulla o e sulla a; una grafia ricercata li esigerebbe anche su i e u dal momento che sono sempre "vocali chiuse") e quello grave (`) su tutte le altre. L'accento circonflesso (^) serve per indicare la contrazione di due vocali, in particolare due /i/. Si è soliti indicarlo soprattutto nei (pochi) casi in cui vi possa essere ambiguità di tipo omografico. Per esempio la parola "geni" può riferirsi sia a delle menti brillanti (al singolare: "genio") sia ai nostri caratteri ereditari (al singolare: "gene"). Scritta "genî" non può che riferirsi al primo significato. L'accento grafico è obbligatorio sulle parole tronche (o ossitone o meglio ancora "ultimali"), che hanno cioè l'accento sull'ultima sillaba e finiscono per vocale. Altrove l'accento grafico è facoltativo, ma utile per distinguere parole altrimenti omografe.

[modifica] Note

  1. Alcuni studiosi utilizzano il termine "lingua" per sottolineare le differenze di alcuni idiomi (dialetti del nord delle province di Massa-Carrara, Pesaro e Urbino, quelli della Campania, il salentino, Basilicata, Calabria e Sicilia). L'uso comune richiede però l'uso del termine dialetto per tutte le varietà prive di riconoscimento ufficiale e quindi di uso subalterno rispetto all'italiano.
  2. Il tratto più tipico è la lenizione, anche se un tipo di lenizione si è comunque recentemente sviluppato anche al sud, sia pur con caratteristiche diverse, ed in Toscana (attestata dal XVI secolo) con modalità particolarissime che le hanno fruttato il nome di "gorgia". La presenza di strutture grammaticali comuni, dette "gallicismi" e riscontrabili anche in francese (je suis en train de manger), lingua che in questo preciso caso dimostra il residuo di un substrato celtico: sun/sum dré a mangià/mangiä/maià/magnà/magnar/magnär/magner. La possibilità di formulare frasi interrogative tramite una sorta di "inversione" (fenomeno diffuso in Lombardia ed Emilia-Romagna) come in francese (piacentino "mangi?": te a t' mang? che può essere reso con te mangiat?); Altri fenomeni, come la trasformazione della a accentata in ä o è (specialmente in Piemonte ed Emilia-Romagna) o la nasalizzazione della n. La presenza delle cosiddette vocali turbate come ö ed ü in Lombardia, Emilia-Romagna (province di Piacenza e Parma), Piemonte e Liguria per altri studiosi sarebbe invece da attribuire ad un superstrato germanico portato con le invasioni barbariche alla caduta dell'Impero Romano. Di grande interesse è infine il permanere di idiomi gallo-siculi in talune zone della Sicilia e della Basilicata.
  3. Secondo certi studiosi gli idiomi gallo-italici italiani, retoromanzi e veneti costituirebbero un sistema separato detto reto-cisalpino (Atti del convengo internazionale degli studi sulle lingue romanze dell'Italia del Nord, Trento, 21-23 ottobre 1993), in quanto versioni conservative di un idioma comune alla valle padana assestatosi nel medio evo. Da tale varietà deriverebbero gli idiomi del gruppo cisalpino, in seguito all'assorbimento di innovazioni di origine francese (idiomi galloromanzi italiani e veneto).
  4. Il pantesco, dialetto siciliano di Pantelleria, ha forti influssi arabi)
  5. Esistono diverse teorie rispetto all'origine dei dialetti del sardo (esclusi gallurese e forse il sassarese perché simili al corso, e quindi ricollegabili al toscano, ed in particolare al pisano) e degli idiomi retoromanzi (romancio, ladino, friulano). Residui di una latinità occidentale secondo alcuni studiosi, secondo altri apparterrebbero invece ad un diasistema esteso dall'Istria fino alla Spagna (Alicante) (Con l'esclusione del Veneto più simile al romanzo orientale).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni


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