Dichiarazione del Presidente Fico per la Festa dell’Unità nazionale e la Giornata delle Forze Armate

Con la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, commemoriamo oggi la fine della Prima guerra mondiale nel nostro Paese, di cui quest’anno ricorre il centenario. Il primo pensiero è rivolto a tutti coloro – civili e militari – che persero la vita o rimasero menomati in modo permanente a causa di quel devastante conflitto; è un omaggio non rituale, che deve servire anche a ribadire che, in nessun caso, la guerra può portare a soluzioni giuste e indolori e che non scatenino, a loro volta, nuovi contrasti e più profonde lacerazioni. La memoria delle distruzioni morali e materiali provocate su scala globale deve richiamare tutti a questa consapevolezza, quale monito, soprattutto, a non ripetere errori che hanno segnato nel profondo la storia dell’umanità. È questo lo spirito dell’articolo 11 della nostra Costituzione, dove si afferma che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. In questa prospettiva, va sottolineato il contributo di uomini e donne delle Forze Armate alla stabilizzazione internazionale attraverso le delicate missioni svolte sotto l’egida della NATO, dell’ONU e dell’Unione europea,. Così come il loro impegno decisivo, talora complementare con quello di altre istituzioni nazionali, sul piano della pubblica utilità e della risposta tempestiva a situazioni emergenziali. Si pensi, al riguardo, alle attività di contrasto e di prevenzione dei reati ambientali nell’operazione “Terra dei Fuochi”, o alle provvidenziali operazioni di soccorso nei confronti delle popolazioni colpite dalle alluvioni di questi giorni e dal recente terremoto del Centro Italia. Sono convinto che sia anche in queste missioni speciali, portate a compimento con passione e professionalità dalle nostre Forze armate, che si rispecchi l’immagine più autentica dell’Italia: quella di un Paese che ha conosciuto gli orrori della guerra e che, facendo tesoro degli insegnamenti della storia, ha fatto dei principi di solidarietà, di democrazia, di cooperazione e pacificazione tra i popoli la sua cifra identitaria e, al tempo stesso, la sua irrinunciabile stella polare.

Tratto da: www.camera.it
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