Edgar Allan Poe – Il gatto nero – Lettura di Mela Boev – MP3

Per il racconto stranissimo eppure casalingo che mi metto a stendere per iscritto, non mi aspetto né chiedo di essere creduto. Sarebbe pazzia pretenderlo trattandosi di un caso nel quale i miei sensi rifiutano di prestar fede a loro stessi. Eppure matto non sono; e certissimamente non sogno. Ma domani morirò e oggi vorrei liberarmi l’anima di questo peso. Il mio scopo immediato è di metter davanti al mondo in maniera chiara, succinta, senza commenti, una serie di semplici avvenimenti domestici che nelle loro conseguenze mi hanno terrificato, torturato, annientato. Non mi proverò a spiegarli. A me non hanno dato che orrore, a molti sembreranno più strampalati che orribili. In avvenire, forse, si troverà un intelletto che saprà ridurre il mio fantasma al luogo comune; un intelletto più calmo, più logico, e assai meno eccitabile del mio, il quale, nelle circostanze che io racconto con stupore, non vedrà nulla più di una successione normale di cause ed effetti molto naturali.
Già dall’infanzia mi distinguevo per la docilità e l’umanità del mio carattere. La mia bontà di cuore era tale da farmi persino prendere in ridicolo dai miei compagni. Volevo bene soprattutto agli animali, e i miei genitori mi permettevano di tenerne una gran varietà. Passavo il mio tempo con loro, e nulla mi rendeva contento come nutrirli e accarezzarli.

      Il gatto nero - Edgar Allan Poe

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