EUROPA/ITALIA – Anno Ignaziano: i Gesuiti celebrano un tempo speciale di rinnovamento “per mettere Cristo al centro”

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Roma – “La conversione di Sant’Ignazio non riguarda solo il passato, ma anche il presente e il futuro. È un’opportunità di rinnovamento e di riscoperta delle radici ignaziane. È un’occasione per fermarsi, fare un bilancio e rimettere Cristo al centro. Seguendo questo spirito, abbiamo pensato di dare un rilievo particolare ai 500 anni della conversione di Sant’Ignazio di Loyola dopo la sua ferita a Pamplona, indicendo uno speciale Anno giubilare, che è partito lo scorso maggio e avrà termine il 31 luglio 2022, giorno della festa di Sant’ignazio”. A riferirlo all’Agenzia Fides è padre Arturo Sosa, Preposito Generale della Compagnia di Gesù, ricordando che il 12 marzo 2022, ricorrerà il 400esimo anniversario della canonizzazione di Sant’Ignazio: “Ignazio – spiega – ha fondato la Compagnia di Gesù per aiutare le persone a vedere che Dio sta lavorando nella realtà della loro vita e ad apprezzare il sogno più ampio e più grande a cui il Signore ci chiama ogni giorno”.
In tutto il mondo, sono numerosi gli eventi, le iniziative e i programmi pastorali e missionari dedicati alla spiritualità Ignaziana. In Germania, sarà proiettato un documentario in più lingue su Ignazio e la sua spiritualità, dal titolo “Ignatius the Godseeker”. Negli Stati Uniti è stata lanciata un’iniziativa di racconti, dal titolo “In the Pilgrim’s Company”. In Francia, a Marsiglia, si sta organizzando un incontro di grande importanza della famiglia Ignaziana per novembre 2021. In Ungheria, si sta preparando un gioco da tavolo in numerose lingue per apprendere in maniera divertente la storia dei Gesuiti e per avere un’esperienza in comunità. In America Latina, è in fase di preparazione una serie di guide alla preghiera, con capsule audio-visive, da diffondere sui social media. In Africa sarà bandito un concorso fotografico per giovani Gesuiti per catturare in immagini vari aspetti della missione della Compagnia di Gesù nel continente.
“È bene ricordare – osserva padre Arturo – che la ferita subita da Ignazio a Pamplona non fu tanto un lieto fine, ma un felice inizio. La conversione consiste, a volte, in grandi momenti di cambiamento, ma è anche un processo che ci accompagna durante tutta la nostra vita: questo processo – conclude – è un pellegrinaggio lungo strade tortuose, a volte dovendo tornare sui nostri passi, a volte sentendoci persi. Ma incontrando lungo la strada persone che ci indicano la via e ci tendono la mano”.

Link correlati :Guarda la video intervista sul canale Youtube dell’Agenzia Fides

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