EUROPA/ROMANIA – Fioriscono piccoli missionari nella comunità greco-cattolica dei bambini rom

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Bucarest – Sono da poco entrati a far parte dell’Infanzia Missionaria diversi bambini rom della parrocchia greco-cattolica di Barbu Lautaru, dedicata a “Sant’Andrea Apostolo” e al “Beato Vescovo Ioan Suciu”, visitata dal Santo Padre nel viaggio apostolico in Romania nel 2019. “E’ una visita ancora molto viva nei ricordi di questi piccoli – racconta il vice parroco, padre Ciprian Ioan Sucio -. I bambini ne parlano soprattutto alle persone che vengono a trovarci mostrando con orgoglio la sede dove il Papa si è seduto”.
A Barbu Lăutaru, il quartiere rom più antico della città di Blaj, la Chiesa Unita Romena ha svolto, nel tempo, una costante attività spirituale e sociale a sostegno di questa comunità. In particolare il beato Vescovo martire Ioan Suciu, a cui è intitolata la chiesa, consacrata nel 2019, ha avuto un ruolo centrale nell’accompagnamento spirituale dei rom. Nato a Blaj, Ioan Suciu, noto per la sua apertura verso la comunità, è cresciuto con molti rom e, dopo aver terminato gli studi, ha dedicato parte della sua attività al sostegno di questa comunità. Conosciuto come il “Vescovo della gioventù” ha svolto azioni catechetiche con i giovani rom, azioni che ha unito alle sue grandi passioni. In molti ricordano ancora oggi le sue gite con i giovani rom, le partite di calcio che giocò con loro.
“La nostra presenza di accompagnamento spirituale, oe ad offrire attività di preghiera e di formazione per tutti, è rivolta specialmente ai bambini – racconta padre Ciprian Ioan Sucio -. Durante gli incontri cogliamo l’occasione per capire se hanno problemi a scuola o casa perché spesso proprio a scuola vengono discriminati; noi cerchiamo di incoraggiarli, formarli nello spirito dell’amore e del perdono e trascorriamo con loro giornate di svago e gioco”.
A quei bambini Papa Francesco aveva detto durante la visita nella loro comunità: “I vostri volti coloreranno i miei ricordi e popoleranno la mia preghiera”. Quelle parole sono rimaste scolpite nelle loro menti, tanto che sono state usate per un biglietto fatto pervenire al Papa per ringraziarlo delle benedizioni apostoliche donate loro in occasione della prima comunione ricevuta lo scorso giugno.
“I bambini ora vogliono fare visita al Papa come lui ha fatto con loro!”, onclude padre Suciu.