Gaspara Stampa – Fiume, che dal mio nome nome prendi

Fiume, che dal mio nome nome prendi,
e bagni i piedi a l’alto colle e vago,
ove nacque il famoso ed alto fago,
de le cui fronde alto disio m’accendi,
tu vedi spesso lui, spesso l’intendi,
e talor rendi la sua bella imago;
ed a me che d’altr’ombra non m’appago,
così sovente, lassa, lo contendi.
Pur, non ostante che la nobil fronde,
ond’io piansi e cantai con più d’un verso,
la tua mercé, sì spesso lo nasconde,
prego ‘l ciel ch’altra pioggia o nembo avverso
non turbi, Anasso, mai le tue chiar’onde
se non quel sol che da quest’occhi verso.

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