GAspara Stampa – Quando io dimando nel mio pianto Amore

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Quando io dimando nel mio pianto Amore,
che così male il mio parlar ascolta,
mille fiate il dì, non una volta,
ché mi fere e trafigge a tutte l’ore:
– Come esser può, s’io diedi l’alma e ‘l core
al mio signor dal dì ch’a me l’ho tolta,
e se ogni cosa dentro a lui raccolta
è riso e gioia, è scema di dolore,
ch’io senta gelosia fredda e temenza,
e d’allegrezza e gioia resti priva,
s’io vivo in lui, e in me di me son senza?
– Vo’ che tu mora al bene ed al mal viva –
mi risponde egli in ultima sentenza –
questo ti basti, e questo fa’ che scriva.

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