Giovedì 11 Luglio 2019 – 132ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Seduta
Ora inizio: 09:37

In apertura di seduta il sen. Ferrari (PD) ha richiamato le notizie di stampa sulle intercettazioni di conversazioni tra esponenti della Lega e funzionari russi, ha segnalato che tre interrogazioni sull’argomento non sono state pubblicate perché giudicate inammissibili dalla Presidenza; ha chiesto quindi spiegazioni sulla direttiva restrittiva riguardante gli atti di sindacato ispettivo. Il Presidente del Senato ha spiegato di aver ammesso le interrogazioni su fatti che hanno fondamento probatorio e ha ribadito l’inammissibilità di dibattiti su ipotesi giornalistiche.

L’Assemblea ha ripreso l’esame del ddl costituzionale n. 214-515-805-B, Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari, approvato in prima deliberazione dal Senato e approvato senza modificazioni in prima deliberazione dalla Camera dei deputati.

Il testo prevede la riduzione complessiva del numero di parlamentari, i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Nella seduta di ieri si è conclusa la discussione generale e hanno avuto luogo le repliche.

Nelle dichiarazioni di voto il sen. Durnwalder (Aut) ha annunciato voto favorevole, pur esprimendo perplessità su un testo che non interviene sul procedimento legislativo, sul rapporto tra Parlamento ed Esecutivo e sul rapporto tra elettori ed eletti; ringraziando il relatore, sen. Calderoli, per la modifica relativa alle province autonome, ha segnalato infine al Governo l’opportunità di garantire, in sede di rideterminazione dei collegi elettorali, un’adeguata rappresentanza del gruppo linguistico tedesco. Secondo la sen. De Petris (Misto-LeU), che ha annunciato voto contrario, l’ossessione degli ultimi anni di modificare per via costituzionale l’assetto delle Camere ha indebolito il potere legislativo; la mera diminuzione del numero dei parlamentari rivela una concezione riduttiva della democrazia parlamentare e un’analisi errata delle ragioni della crisi della rappresentanza. Il sen. Ciriani (FdI), nel dichiarare voto favorevole, ha osservato che la sola riduzione del numero dei parlamentari sembra volta a ottenere un facile consenso e ha auspicato un intervento di riforma più ampio che preveda il presidenzialismo, il superamento del bicameralismo perfetto, la soppressione dei senatori a vita, la revisione delle soglie elettorali di sbarramento. Secondo il sen. Zanda (PD), che ha dichiarato voto contrario, la riduzione dei parlamentari non può curare i malanni della democrazia, al contrario nell’attuale contesto caratterizzato da una miscela di nazionalismo e autoritarismo pericolosa per la tenuta europea, l’intervento si configura come un tentativo di controllare la rappresentanza e accelerarne il declino. La sen. Faggi (L-SP), nell’annunciare voto favorevole, ha manifestato stupore per i timori espressi dal PD che nel 2014 ha proposto una modifica, bocciata dagli elettori, che sopprimeva l’elezione diretta del Senato e riduceva a cento il numero dei rappresentanti. Il sen. Malan (FI), annunciando la non partecipazione al voto, ha ricordato il costante contributo alle riforme costituzionali dato dal Gruppo che è favorevole a una riduzione del numero dei parlamentari in un contesto di miglioramento dell’efficienza istituzionale; la modifica odierna assume invece un diverso significato alla luce dell’ideologia antidemocratica di M5S. Il sen. Corbetta (M5S) nell’annunciare voto favorevole, ha ricordato che la modifica si configura come un intervento costituzionale limitato, chiaro, semplice, condiviso a parole da tutte le forze politiche; la riduzione del numero dei parlamentari, in una misura pari alle democrazie europee, unitamente alle altre proposte relative agli istituti di democrazia diretta, mira a rinsaldare il rapporto tra cittadini e istituzioni.

da: www.senato.it

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