Guittone d’Arezzo, Amor merzé, per Deo, merzé, merzede

Amor merzé, per Deo, merzé, merzede
del gran torto, ché più v’amo che mene.
Lasso, morte perdona om per merzede
a quel che di morir servito ha bene;
e no è cor crudel sì, che merzede
no ‘l faccia umil, tal che pietà retene;
e vence Deo per sua vertù merzede,
e cosa altra che voi no li si tene.
Ma certo già non porete orgogliando
montar tanto, che più sempre eo non sia
con merzede cherere umiliando.
E pur conven che l’alta umiltà mia
vad’a forza orgoglio vostro abassando,
e facciavi d’umana segnoria.