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Costantinopoli

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Ippodromo di Costantinopoli
Ippodromo di Costantinopoli

Costantinopoli (nome latino: Constantinopolis, greco: Κωνσταντινούπολη) è il nome della città capitale dell'Impero Romano tra il 330 e il 395, capitale dell'Impero bizantino tra il 395 e il 1453 e capitale dell'Impero Ottomano tra il 1453 e il 1923. È spesso indicata anche come Bisanzio, dal nome greco della città precedente al 330. Nel 1930 il nome greco-latino (usato per vezzo eurocentrico dall'Occidente e tollerato dagli Ottomani, che dei Bizantini si ritenevano i legittimi e migliori successori) fu abolito ufficialmente da Atatürk in favore di quello turco di Istanbul che gli occidentali - nella forma di Stamboul - attribuivano invece alla sola parte sita sulla riva destra del Corno d'Oro.[1]
Oggi la città costituisce il maggior centro urbano della Turchia.

Mappa di Costantinopoli nel XVI secolo
Mappa di Costantinopoli nel XVI secolo

Costantinopoli è il nome italiano di Kostantinoupolis, che in greco significa "Città di Costantino". Il nome le fu dato in onore dell'imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell'Impero romano l'11 maggio dell'anno 330. Costantino la ribattezzò Nova Roma, ma questo nome non entrò mai nell'uso comune. Roma continuò a mantenere sull'antica Bisanzio i suoi diritti politici e commerciali. La città venne inaugurata con panem et circenses, ed un carro mobile introdusse nell'Ippodromo una statua di Costantino con significato allegorico.

Durante il medioevo, Costantinopoli, capitale dell'Impero Bizantino, è la più grande e ricca città d'Europa: si pensa che nel X sec. arrivasse a contare un milione di abitanti. La basilica di Hagia Sophia, monumento di estrema rilevanza architettonica, diventa il centro della cristianità greco-ortodossa. Nonostante le aspre lotte interne per il potere e la scarsa autorità individuale dell'imperatore, l'oligarchia bizantina mantenne una stabile struttura politica durante i quasi mille anni dell'impero.

Mappa del centro di Costantinopoli
Mappa del centro di Costantinopoli

Dotata di un notevole impianto di fortificazioni, la città rimase per secoli inespugnata, fino al 1204, quando venne saccheggiata dagli eserciti della quarta crociata. Iniziò, per Costantinopoli, un periodo di lento declino. Il 29 maggio 1453, la città, oramai quasi spopolata, cadde in mano ai turchi ottomani guidati da Maometto II il Conquistatore, che ne fece la capitale dell'Impero Ottomano. La caduta di Costantinopoli, e quindi la fine dell'Impero Romano d'Oriente, è indicata talvolta come l'evento che convenzionalmente chiude il medioevo e inizia l'evo moderno.

Veduta di Costantinopoli di Nicolas de Fer, Parigi 1696
Veduta di Costantinopoli di Nicolas de Fer, Parigi 1696

Sotto i sultani ottomani, Costantinopoli ritrovò un nuovo periodo di splendore, diventando sede del califfato nel 1517, ma mantenendo la sede del patriarcato greco-ortodosso e in generale il carattere cosmopolita che la caratterizzò nei secoli precedenti. Il XVI sec. segnò l'apice del potere ottomano. A questo secolo risale la costruzione delle più importanti moschee della città: Beyazit, Suleymaniye (la più grande moschea di Istanbul), Sultan Ahmed e Fatih (lett. "il Conquistatore", riferito al sultano Maometto II, ossia Mehmet II). L'impero ottomano, sconfitto durante la prima guerra mondiale, finì ufficialmente il 1 novembre 1922. Quando nel 1923 fu fondata la Repubblica di Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad Ankara.

La città fu chiamata, nel corso dei secoli, con svariati nomi: Costantinopoli (nome ufficiale), Neà Romè o Nuova Roma, Polis o La Città (per eccellenza, come già Roma), Rūmiyya al-Kubrā (La maggior Roma, in Arabo), Qostantiniyye (Costantinopoli in Arabo e in Turco), Istanbul, Stambul, Islambol (centro dell'Islam, perché sede del Califfato), Michaelgard (città di Michele, nome di alcuni Imperatori, nella lingua dei mercenari Variaghi, cioè Vichinghi, che parlavano l'antico germanico norreno), Zarigrado (cioè città degli Imperatori in Russo e in Bulgaro), Gostandnubolis (il suo nome in Armeno). Istanbul divenne il nome ufficiale solo nel 1930. Il nome Istanbul, a sua volta, sembra sia derivato dalle parole greche Eis ten polin che significano "verso la Città", sulla cui origine peraltro si discute ancora. Costantinopoli era conosciuta durante l'era bizantina. Il nome Costantinopoli Nuova Roma viene ancora oggi usato ufficialmente dalla Chiesa ortodossa.

Indice

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • Alexander P. Kazhdan, Bisanzio e la sua civiltà, traduzione di Giovanna Arcetri, Bari, Laterza, 1995. Saggio sulla cultura bizantina tra il X e il XII sec.
  • Steven Runciman, The Fall of Constantinople, 1453, Cambridge (UK), Cambridge University Press, 1990. ISBN 0521398320.
  • Jonathan Phillips, The Fourth Crusade and the Sack of Constantinople, Pimlico, 2005. ISBN 1844130800
  • Philip Mansell, Constantinople: City of the World's Desire.

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[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. La dizione Istanbul per Costantinopoli risale all'ultima fase del Sultanato selgiuchide di Rūm (Müsameret ül-akhbar (Le massime conversazioni) di Kāmal al-Dīn Aksarāyī, Ankara, 1944) ed è affermato nel primo periodo ottomano (Die altosman. anon. Chroniken, ed. di F. Giese, Breslau, 1922), in cui viene riportato il toponimo ﺍﺳﺘﻨﺒﻮﻝ, vale a dire Istinbūl o Istanbūl (le vocali in arabo/persiano/turco-ottomano non sono marcate). Nel XII secolo le fonti armene parlano di Stampol (cfr. H. J. Siruni, Studia et Acta Islamica, n. 164, 1960).
    Un'ulteriore conferma è data dall'attestazione della presenza della nisba "Istanbūlī" (di Istanbul) fin dal 1500 circa. Nessuna nisba per converso Qusṭanṭīniyyī (di Costantinopoli) è attestata, a dimostrazione dell'uso pressoché esclusivo del toponimo Costantinopoli da parte occidentale.
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