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Giorgio Gaber

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Giorgio Gaber
Giorgio Gaber in concerto
Giorgio Gaber in concerto
Nazionalità Italia
Genere Pop, Teatro canzone
Periodo attività 1958 - 2003
Etichetta {{{Etichetta}}}
Album pubblicati 26
Studio
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«La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone...
la libertà non è uno spazio libero,
libertà... è partecipazione.
- Giorgio Gaber 1973 - La libertà»

Giorgio Gaber al secolo Giorgio Gaberscik (Milano25 gennaio 1939 – Camaiore1 gennaio 2003) è stato un cantautore, attore e commediografo italiano.

In realtà, qualsiasi definizione va stretta ad un personaggio simile, affettuosamente chiamato "il Signor G" dai suoi estimatori. È stato anche un chitarrista di vaglia, interprete della prima canzone rock in italiano (nell'anno 1958, Ciao ti dirò).

Molto apprezzate sono state anche le sue performance come autore ed attore teatrale; è stato iniziatore assieme a Sandro Luporini del 'genere' denominato teatro canzone.

A Giorgio Gaber è dedicato il rinnovato auditorium sotterraneo del Grattacielo Pirelli, a Milano.

Indice

[modifica] Gli esordi

Figlio di una famiglia piccolo-borghese di origini istriane, Gaber iniziò a suonare a causa di un infortunio alla mano che imponeva un'attività costante e non pericolosa ai fini della rieducazione motoria. Considerato che lo stato generale di salute del bimbo non era tra i migliori e che il fratello maggiore Marcello suonava la chitarra, si pensò di avviarlo allo strumento. L'idea diede buoni risultati, sia sotto il profilo medico che sotto quello artistico, visto che a 14 anni Gaber viene scritturato per un veglione di capodanno, riscuotendo il primo cachet di 1.000 lire.

Nel 1954 in una cantina milanese, la sua dote chitarristica è scoperta da Ghigo Agosti che nell'immediato lo recluta. Insieme fondano il primo gruppo rock della storia italiana, Ghigo e gli arrabbiati, che si aggiudica il festival jazz di Milano del '54 con primissimi esempi di rhythm and blues e rock and roll, che lo identificano nel primigenio chitarrista rock italiano .


Con Ghigo inizia a presidiare i templi della musica meneghina, quali il Derby e Santa Tecla, luoghi in cui ebbe modo di conoscere altri cantanti e noti musicisti dell'epoca, fra i quali Luigi Tenco, Gianfranco Reverberi, Adriano Celentano, Ricky Gianco e Mogol, che anni dopo gli procurò un contratto per la Ricordi. Suonò poi nei gruppi rock Rocky Mountains Old Time Stompers (dove sostituì Tony Dallara, che aveva intrapreso la carriera solista) e Rolling Crew.

Nel 1956 si congeda da Ghigo, Ricky Gianco prende il suo posto nella Band Ghigo e gli arrabbiati, e nel 1957 entra a far parte del gruppo esordiente Rocky Mountains con Jannacci e Celentano .

Nel 1958 scrive insieme a Luigi Tenco la canzone "Ciao ti dirò", che verrà portata al successo da Adriano Celentano e che, incisa dallo stesso Gaber, gli frutterà la prima apparizione televisivia alla trasmissione "Il Musichiere"; visto che sia Tenco che Gaber non erano ancora iscritti alla SIAE, richiesero il deposito della canzone Ciao ti dirò (ispirata a "Jailhouse Rock" di Elvis Presley), che risulta firmata da Giorgio Calabrese e Giampiero Reverberi, anche se composta dai due. I due composero poi altri brani insieme sviluppando parallelamente anche una intensa amicizia.

Nel 1958 Gaber e Tenco parteciparono, insieme a Adriano Celentano, Enzo Jannacci, Paolo Tomelleri e Gianfranco Reverberi, ad una tournée in Germania dai molti risvolti curiosi (vedi sito esterno).

Con Enzo Jannacci formò un duo, I due corsari, che debuttò alla fine del 1958 con due flexy-disc, Come facette mammata (un classico della canzone umoristica napoletana) e Non occupatemi il telefono, e proseguì l'anno successivo con altri 45 giri, incisi per la Dischi Ricordi, fino a pubblicare nel 1960 il loro primo album, Giorgio Gaber - Enzo Jannacci.

Dopo un sodalizio sentimentale-artistico con la cantante e attrice Maria Monti, nel 1965 Gaber sposa Ombretta Colli, allora studentessa di lingue orientali (cinese e russo) all'Università Statale di Milano.

Partecipò a quattro edizioni di Sanremo (1961 "Benzina e cerini"; 1964 "Così felice"; 1966 "Mai, mai, mai Valentina"; 1967 "... E allora dai!") e si classificò al secondo posto al Festival di Napoli con il brano "A' Pizza"; 1966

[modifica] Il Signor G

Nel 1969 lanciò uno dei suoi successi più noti, "Com'è bella la città", esempio di inserimento di tematiche sociali (tuttora attualissime, peraltro) nella canzone. L'anno successivo, al Piccolo teatro di Milano, si presentò con la prima felice edizione de "Il Signor G", un recital che avrebbe portato in molte piazze italiane nelle numerose ripetute edizioni.

Nel 1974 gli viene consegnato il Premio Tenco nella prima edizione della rassegna musicale. Ha ricevuto anche la Targa Tenco nel 2001 per il brano La razza in estinzione e nel 2003 per l'album Io non mi sento italiano.

Questo fu il momento di svolta nella sua carriera: rinunciò all'enorme successo televisivo che aveva raggiunto per iniziare il suo percorso teatrale, portando la "canzone a teatro" (creando il genere del teatro canzone). Ricomparirà in televisione solo negli anni '90, con un paio di partecipazioni a spettacoli di intrattenimento di massa (in una occasione eseguirà Pressione bassa e in un'altra Il dilemma, pezzi certamente non di facile ascolto, senza minimamente lasciarsi prendere dal gioco dell'autocitazione con annesso medley rievocativo), probabilmente come gesto di affetto e rispetto per il suo pubblico che non sempre era in condizione di seguirlo nelle sue performance teatrali. Infine, già segnato dalla malattia, comparirà nel 2001 in un programma di e con il vecchio amico Adriano Celentano, insieme ad Antonio Albanese, Dario Fo e lo stesso Celentano in una surreale partita a carte.

Da tempo malato, si spense nel giorno di Capodanno del 2003 nella sua casa di campagna a Montemagno in Toscana.

Acuto osservatore del costume, autore mai banale e sempre originale, con una visione particolarmente orientata verso temi sociali, Gaber è stato capace di combinare l'ironia con la melodia: ha sempre subito reiterati (ma vani) tentativi di etichettatura politica, ma lo sguardo di Gaber sulla società, sul costume e sulla politica, ha sempre mostrato un profondo spirito critico, capace di colpire amaramente ogni ideologia.

La sua opera deve molto alla collaborazione con Sandro Luporini.

[modifica] Discografia teatrale

  • Il signor G (1970)
  • I borghesi (1971)
  • Dialogo tra un impegnato e un non so (1972)
  • Far finta di essere sani (1973) in studio
  • Far finta di essere sani (stag. teatr. 1973-74)
  • Anche per oggi non si vola (1974)
  • Libertà obbligatoria (1976)
  • Polli di allevamento (1978)
  • Pressione bassa (1980)
  • Io se fossi Dio (1980)
  • Anni affollati (1981)
  • Il teatro di Giorgio Gaber (1982)
  • Gaber (1984)
  • Io se fossi Gaber (1985)
  • Piccoli spostamenti del cuore (1987)
  • Parlami d'amore Mariù (1987)
  • Il Grigio (1989)
  • Storie del signor G (1991) in vhs
  • Il teatro canzone (1992)
  • Ma per fortuna che c'e`... Giorgio Gaber (1994)
  • Io come persona (1994)
  • E pensare che c'era il pensiero (1994)
  • E pensare che c'era il pensiero (1995)
  • Gaber 96/97 (1996)
  • Un'idiozia conquistata a fatica (1997)
  • Un'idiozia conquistata a fatica (1998) II vers.
  • Gaber 1999/2000 (1999)
  • La mia generazione ha perso (2001)
  • Io non mi sento italiano (2003)

Oltre a questa, esiste una vasta discografia di 33 e 45 giri relativa alla sua produzione di canzoni di musica leggera e ballate popolari.

  • "Ja-Ga brothers" (1983) con E. Jannacci, è la riedizione delle incisioni del 1960 dei due.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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