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Lingua italiana

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Italiano ({{{nomenativo}}})
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Parlato in: Italia (ufficiale), San Marino(ufficiale), Città del Vaticano (coufficiale insieme al latino), Svizzera (coufficiale insieme al tedesco, francese e romancio). È seconda lingua, coufficiale insieme allo sloveno, in alcuni comuni della Slovenia, e, insieme al croato, in Istria (Croazia). È lingua non ufficiale ma compresa e parlata da una parte della popolazione nel Principato di Monaco, in Corsica, a Malta, in Albania, ed è diffuso presso le comunità di emigrati che vivono all'estero, tra cui le più numerose si trovano in Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Australia, Venezuela, Germania e Belgio.
Regioni:Parlato in: {{{regione}}}
Periodo: {{{periodo}}}
Persone: 70 milioni-125 milioni. Secondo alcuni studi, gli italofoni (compresi coloro che lo parlano come seconda lingua) sono 200 milioni.
Classifica: 11-19
Scrittura: {{{scrittura}}}
Tipologia: SVO sillabica
Filogenesi:

Indoeuropee
 Italiche
  romanze
   Italiano
    
     
      
       
        
         
          
           
            
             
              

Statuto ufficiale
Nazioni: Italia, San Marino, Città del Vaticano, Svizzera, lingua minoritaria in Slovenia e in Croazia
Organizzazioni internazionali: Unione Europea, Unione Latina, Sovrano Militare Ordine di Malta.
Regolato da: Accademia della Crusca
Codici di classificazione
ISO 639-1 it
ISO 639-2 ita
ISO 639-3 ita  (EN)
SIL ITN  (EN)
SIL {{{sil2}}}
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Il Padre Nostro
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Traslitterazione
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Distribuzione geografica dell'italiano
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L'italiano (ascolta [?]) è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Ha un gran numero di dialetti neo-romanzi e di varianti regionali. L'italiano è lingua ufficiale dell'Italia, di San Marino, della Svizzera (insieme al francese, al tedesco e al romancio) e della Città del Vaticano (insieme al latino). È seconda lingua, coufficiale insieme al croato, nella Regione Istriana (Croazia) e, insieme allo sloveno, nelle città di Pirano, Isola d'Istria e Capodistria in Slovenia. È inoltre ampiamente compreso nel Principato di Monaco, a Malta, in Corsica (Francia) e, in misura minore, in Albania.

Indice

[modifica] Origine

L'italiano moderno trae origine dal latino, e come i vari dialetti italiani e altre lingue romanze, proviene dal latino volgare (parlato dal popolo, volgo) e non dal latino illustre, che fu la lingua usata dai letterati dell'epoca.

Mentre la lingua letteraria rimase "cristallizzata" da regole grammaticali precise, frutto di un lavoro letterario lungo cinque secoli, nel corso dei secoli la lingua parlata si trasformò divenendo sempre più simile ai vari dialetti italiani attuali (e alle altre lingue romanze nel mondo romano fuori la penisola), adattandosi ai diversi accenti locali e subendo influenze diverse nelle varie regioni d'Europa.

Scomparvero così i casi e nacquero gli articoli: il numerale unus, per esempio, significava anche qualcuno, un tale e divenne articolo indeterminativo (unus indeterminativo lo usa anche il poeta Ovidio nelle "Metamorfosi"); i pronomi dimostrativi divennero articoli determinativi e nuovi dimostrativi vennero formati fondendo i vecchi ille e iste con eccu(m). Il primo documento sino a oggi trovato in lingua italiana non è un'opera letteraria bensì un placito notarile, conservato nell'abbazia di Montecassino e risalente al 960: è il cosiddetto Placito capuano.

L'italiano moderno non è, come spesso accade con le lingue nazionali, un dialetto che è riuscito a far carriera; ad imporsi, cioè, come lingua ufficiale di una regione molto più vasta di quella originaria. In realtà si tratta di un connubio linguistico delle corti medievali italiane riunite, con forti influenze linguistiche, sulla base di un substrato del fiorentino, parlato a Firenze. La lingua fu infatti creata quasi "a tavolino" dai letterati italiani toscani che cercarono di depurare i dialetti locali creando un Dolce stil novo, in cui tutte le corti italiane potessero riconoscersi. Durante i primi secoli dell'italiano autori quali Dante Alighieri, Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti rielaborarono brillantemente le esperienze poetiche precedenti e ne diffusero l'uso nelle corti medioevali. Chiaramente a base di supporto toscana venne modifica in maniera fecondissima da inserzioni linguistiche oltre che dal latino (come è ovvio), anche dal dal siciliano, dal francese, e dalle altre lingue informazione. Successivamente l'italiano si è rafforzato nelle sue posizione assumendo l'autorevolezza di altri pilastri della poetica italiana Francesco Petrarca a Giovanni Boccaccio, ad Alessandro Manzoni Di fatto l'italiano moderno è stato sempre relegato ai ceti sociali più raffinati fino all'avvento della televisione, che lo ha diffuso più capillarmente nella popolazione (nel cui linguaggio tuttavia rimane una forte connotazione regionalistica).

[modifica] Influenze linguistiche

Prima dell'avvento dell'impero romano, è l'umbro prima e l'etrusco poi ad essere parlato in Toscana e nel Lazio settentrionale ("Tuscia"). Se la lingua etrusca è stata cancellata nel corso di qualche secolo dall'avvento del latino, dopo la conquista romana, la sua influenza può esser rimasta nel sostrato del toscano, ma la questione è ampiamente dibattuta. Il latino volgare divenne ben presto la lingua parlata in Italia e in gran parte d'Europa. Data la durata e la qualità della dominazione romana sul Continente, è facile capire perché il latino sia la base di moltissime lingue europee. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, la Toscana vide arrivare gli ostrogoti e i longobardi (secoli V e VI), popolazioni provenienti dal nord e dall'est dell'Europa. Esse influenzarono la lingua della regione solo nel lessico, le altre caratteristiche restarono più o meno immutate. Il toscano resta una delle parlate romanze più conservative e vicine al latino.


[modifica] Presenza nel mondo

[modifica] Lingua ufficiale

L'italiano è lingua ufficiale in Italia, San Marino e Città del Vaticano sui rispettivi interi territori nazionali.

In Italia la proposta di legge costituzionale approvata dalla Camera il 28 marzo 2007 (dovrà essere approvata dal Senato e in quanto modifica costituzionale necessita di doppia deliberazione da parte di ogni ramo del Parlamento) prevede la modifica dell'art. 12 della Costituzione in "L’italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali.". Già oggi lo Statuto di Autonomia della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige (DPR n. 670 del 31 agosto 1972), - che costituisce legge costituzionale - prevede all'art. 99 che "(...) quella italiana (...) è la lingua ufficiale dello Stato". Dicitura ripetuta dall'art. 1 del DPR n. 574 del 15 luglio 1988 "Norme di attuazione dello Statuto Speciale per la Regione Trentino-Alto Adige" e richiamata dalla Legge ordinaria n. 482 del 15 dicembre 1999 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" che stabilisce all'art. 1 che "la lingua ufficiale della Repubblica è l'italiano".

È seconda lingua ufficiale (dopo lo sloveno) nei tre comuni costieri della Slovenia (Capodistria, Isola d'Istria e Pirano) e in Istria (Croazia) dopo il croato. Al di fuori dell'Italia va anzitutto considerata la Svizzera, dove la lingua italiana è una delle quattro lingue ufficiali con il tedesco, il francese e il romancio, secondo i dati del censimento dell'anno 2000, l'italiano è la lingua principale di 470.961 persone residenti nella Confederazione (pari al 6.5 % della popolazione), di cui 254.997 residenti nel Canton Ticino, dove l'italiano, oltre a essere lingua ufficiale, è considerato la lingua principale dal 83.1 % della popolazione.

L'italiano è pure lingua ufficiale - accanto al romancio e al tedesco nel Canton Grigioni, dove è considerato lingua principale dal 10.2 % della popolazione. Sono di lingua italiana le valli meridionali dei Grigioni: Val Mesolcina, Val Calanca, Val Bregaglia e Val Poschiavina. L'italiano è diffuso infine nell'uso per ragioni turistiche nell'alta Engadina. L'unico comune svizzero sul versante settentrionale delle Alpi di lingua italiana (per ragioni risalenti alla riforma religiosa), Bivio, è invece oggi ormai sostanzialmente germanizzato. In questo comune la lingua italiana è ora parlata solamente dal 29% degli abitanti (erano ancora l'80% nel 1860).

Nella Città del Vaticano è usata correntemente ed è la lingua coufficiale della Santa Sede con il latino. Per tale motivo è diventata "lingua franca" della Santa Sede e le gerarchie ecclesiastiche spesso la utilizzano per comunicare tra di loro.

[modifica] Diffusione al di là dei Paesi ufficialmente italofoni

L'italiano è diffuso a Malta, dove è parlato e compreso da numerose persone, e dove fu lingua ufficiale fino al 1934, in alcune zone costiere della Dalmazia (Croazia) e in Albania, grazie anche ai programmi televisivi italiani che li raggiungono e, nel caso della Croazia, alle minoranze linguistiche italiane. È compreso e conosciuto anche nel Nizzardo e soprattutto in Corsica (Francia), in quanto la Lingua corsa presenta notevolissime analogie con i dialetti toscani. È molto diffuso anche nel Principato di Monaco, la cui lingua originaria appartiene al gruppo ligure.

È ancora presente, anche se in costante calo già dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, nelle ex-colonie italiane in Africa: Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia (in quest'ultimo Paese è stata lingua ufficiale fino al 1963 e usata nell'insegnamento universitario fino al 1991, allo scoppio della guerra civile): solo in quest'ultimo paese però viene parlato come seconda lingua ma soltanto in alcune zone e prevalentemente da fasce di popolazione di età avanzata. In altre nazioni, a causa della forte e prolungata emigrazione italiana nel mondo, esistono importanti comunità italiane (Stati Uniti, Sud America (specialmente Brasile, Argentina e Uruguay), Australia, Canada, Francia, Germania e Belgio soprattutto).

Dal sito del Ministero degli esteri [1] risultano presenti forti comunità di cittadini italiani residenti all'estero, esclusa la già citata Svizzera (presenza di 520.550 italiani), si tenga presente che queste cifre indicano solo i cittadini italiani residenti all'estero e non tutte le persone realmente italofone :

  1. Germania 708.019 italiani (il 0,9 % della popolazione)
  2. Argentina 618.443 (1,5 %)
  3. Francia 358.603 (0,6 %)
  4. Brasile 292.519 (0,2 %)
  5. Belgio 281.674 (3 %)
  6. USA 188.926
  7. Regno Unito 173.493
  8. Canada 140.812
  9. Australia 131.679
  10. Messico 125.655
  11. Venezuela 121.655
  12. Uruguay 74.163
  13. Spagna 61.383
  14. Cile 44.734
  15. Sud Africa 32.330
  16. Paesi Bassi 30.529
  17. Perù 25.787
  18. Lussemburgo 22.913 (il 5% della popolazione)
  19. Austria 13.824
  20. Grecia 10.654
  21. Colombia 10.474
  22. Israele 10.221 (compresa Gerusalemme)
  23. Ecuador 10.105

Da tali dati risultano, inoltre, 6.631 italiani residenti nel Principato di Monaco (il 21% della popolazione).

L'italiano ha in parte influenzato lo spagnolo parlato in Argentina e in Uruguay grazie alla forte immigrazione, anche se molti italianismi diffusisi in Argentina soprattutto nel lunfardo, il peculiare argot di Buenos Aires, sono ormai considerati arcaicismi in castigliano, oppure hanno mutato il loro significato rispetto alla voce italiana che li ha originati. Simile influenza, ma meno accentuata, viene registrata nel portoghese parlato nel Brasile meridionale (soprattutto nel Paraná e Rio Grande do Sul; in quest'ultimo stato una varietà della Lingua veneta chiamata talian è diffusa nella regione montuosa dello stato).

Nel Canada anglofono l'italiano è la seconda lingua più studiata dopo il francese, mentre negli Stati Uniti e in Regno Unito è la quarta lingua più studiata dopo francese, spagnolo e tedesco.

Secondo uno studio dell'Unione Europea, l'italiano è al secondo posto per numero di parlanti madrelingua in ambito europeo (16%), dopo il tedesco (24%) e accanto a francese e inglese, ma è quarta (18%) come lingua parlata [2].

Secondo alcuni studi, gli italofoni nel mondo sarebbero circa 200 milioni, di cui 70 milioni cittadini italiani o di paesi italofoni o appartenenti a minoranze linguistiche italofone e 65 milioni oriundi italiani(Media e comunicatori italici).

[modifica] Fonetica

[modifica] Vocali

Vedi inoltre Sistema_vocalico_italiano

fonema parole
[a] nave, galassia
[e] pianéta, réte
[ɛ] sfèra, zèro
[i] mito, riso
[o] confrónto, órdine
[ɔ] vuòto, bucòlico
[u] numero, nulla

[modifica] Consonanti

Tra parentesi quadre gli allofoni di [n] alveolare.

Bilabiale Labiodentale Dentale Alveolare Postalveolare Palatale Velare
Nasali m [ɱ] [n] n ɲ [ŋ]
Occlusive p b t d k g
Fricative f v s z ʃ
Affricate ʦ ʣ ʧ ʤ
Vibranti r
Vibrati ɾ
Laterali l ʎ
Approssimanti j w

[modifica] Alfabeto

L'italiano utilizza 21 lettere dell'alfabeto latino. In effetti k, j, w, x, y esistono solo in parole d'origine straniera, toponimi (Jesi) o come varianti grafiche di scrittura (ad es. in Pirandello gioja invece di gioia). Esistono accenti grafici sulle vocali: in particolare quello acuto (´) solo sulla e (raramente sulla o e sulla a; una grafia ricercata li esigerebbe anche su i e u dal momento che sono sempre "vocali chiuse") e quello grave (`) su tutte le altre. L'accento circonflesso (^) serve per indicare la contrazione di due vocali, in particolare due /i/. Si è soliti indicarlo soprattutto nei (pochi) casi in cui vi possa essere ambiguità di tipo omografico. Per esempio la parola "geni" può riferirsi sia a delle menti brillanti (al singolare: "genio") sia ai nostri caratteri ereditari (al singolare: "gene"). Scritta "genî" non può che riferirsi al primo significato. L'accento grafico è obbligatorio sulle parole tronche (o ossitone o meglio ancora "ultimali"), che hanno cioè l'accento sull'ultima sillaba e finiscono per vocale. Altrove l'accento grafico è facoltativo, ma utile per distinguere parole altrimenti omografe.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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