Web Analytics

Static Wikipedia: Italiano -Inglese (ridotta) - Francese - Spagnolo - Tedesco - Portoghese
 
Esperanto - Napoletano - Siciliano - Estone - Quality - New - Chinese Standard  - Simple English - Catalan - Gallego - Euskera
Wikipedia for Schools: English - French - Spanish - Portuguese
101 free audiobooks - Stampa Alternativa - The Open DVD - Open Bach Project  - Libretti d'opera - Audiobook PG

Miklós Nyiszli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Miklós Nyiszli (Szilágysomlyó, Ungheria, oggi in Romania - 17 giugno 1901 - 5 maggio 1956) è stato un medico e scrittore di religione ebraica deportato nell'aprile 1944, assieme alla moglie e alla figlia adolescente, nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia.

È conosciuto per essere l'autore del libro Un medico a Auschwitz - Memorie di un medico deportato, pubblicato poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, in cui racconta le circostanze in cui riuscì a scampare alla morte nel lager di Auschwitz e negli altri tre campi di concentramento in cui fu trasferito durante le marce forzate di evacuazione dalle zone di concentramento dei deportati[1] durante i concitati mesi che preludevano, fra l'inverno e la primavera del 1945, la fine del Terzo Reich.

Nel libro, Nyiszli - di professione medico patologo, e che in Germania aveva studiato e lavorato per dieci anni prima della guerra - ha narrato gli orrori a cui ha assistito e la sua esperienza di deportato addetto ad un sonderkommando (morti viventi il cui destino era quello di essere soppressi al termine di un servizio di quattro mesi) come braccio destro (suo malgrado) di Josef Mengele, il medico del nazismo cui è stata attribuita la pratica di test medici sugli ebrei vittime dei campi di sterminio.

Indice

[modifica] La vita nel lager

Al suo arrivo ad Auschwitz, Nyiszli si offrì volontario come medico e fu assegnato per il servizio di assistenza sanitaria alle baracche del settore 12. Notato da Mengele per la sua abilità professionale, fu da questi aggregato come medico anatomo-patologo al dodicesimo sonderkommando e trasferito nella palazzina adiacente il crematorio numero 3, appositamente approntata e nella quale era stata allestita una sala per le autopsie fornita delle più moderne attrezzature.

Nella narrazione della quotidianità di rinchiuso - come numero A.8.450 - all'interno del KZ di Auschwitz, del suo rapporto con le SS e con i compagni del sonderkommando, dei tentativi di rivolta e di fuga, rivelando il suo turbamento di uomo prima ancora che di medico per le azioni cui era obbligato a compiere, Nyiszli ha descritto minuziosamente le atrocità di cui è stato testimone, e di come sia stato forzato da Mengele e dal comando del campo di Auschwitz a condurre test medici e compiere autopsie su decine e decine di cadaveri, particolarmente di persone deformi, gemelli, popoli nomadi ed ebrei.

Mengele, nel suo disegno criminale di ricerca medica, aveva disposto una serie di dettagliati esami, da compiere dapprima in vita e poi sui cadaveri dei reclusi, per avvalore le sue tesi di correlazione fra le deformità fisiche, in particolare in coppie di gemelli, oppure trasmesse di padre in figlio, fra le popolazioni di religione ebraica per dimostrarne la supposta inferiorità.

Miklós Nyiszli - Cronologia di una deportazione
maggio 1944

Campo di concentramento di Auschwitz: inizio della prigionia

giugno 1944

Assegnazione al sonderkommando del crematorio numero 1 in qualità di medico anatomo-patologo

agosto 1944

Grazie ad un lasciapassare rilasciatogli da Mengele che lo autorizza a muoversi all'interno del campo, riesce ad incontrare moglie e figlia prima che queste vengano trasferite in un campo di lavoro

ottobre 1944 Tentativo di rivolta, sedato nel sangue, del sonderkommando addetto al crematorio numero 1
novembre 1994

Mengele annuncia a Nyszli l'imminente chiusura del KZ di Auschwitz e la conseguente demolizione dei forni crematori

10 gennaio 1945

Su un giornale recuperato fortunatamente, Nyszli apprende dell'offensiva in atto da parte dell'armata russa, ormai a pochi chilometri dal KZ

18 gennaio 1945 Via Birkenau, inizia il trasferimento al campo di concentramento di Mauthausen-Gusen
5 maggio 1945

Campo di concentramento di Ebensee: termine della prigionìa

Un altro fronte di ricerca disposto da Mengele era quello di accertare le principali e più frequenti cause di decesso dei deportati nei campi nazisti. Gli esiti di tali indagini confluivano poi all'istituto di igiene e batteriologia delle SS al villaggio di Risgau, distante circa tre chilometri dal crematorio in cui operava Nyszli, mentre gli scheletri degli sventurati venivano avviati al museo antropologico di Berlino che, negli intendimenti dell'ufficiale nazista, doveva costituire la principale documentazione a futura memoria del Reich millenario.

Uno degli episodi narrati dal medico ungherese nel suo libro è servito come traccia per il film La zona grigia (The Grey Zone). In tale episodio Nyiszli racconta di come lui e i suoi collaboratori - anch'essi medici deportati - avessero un giorno scoperto, in una camera a gas presso il forno crematorio a cui era assegnato, una giovane ancora in vita sotto una massa di corpi inanimati. Invano la giovane fu rianimata e salvata, poiché subito dopo fu uccisa da due SS.

Durante gli oltre otto mesi trascorsi ad Auschwitz e nei sottocampi in cui fu recluso, Nyiszli ebbe modo di assistere - secondo la sua testimonianza - allo sterminio di decine di migliaia di persone appartenenti a svariate etnie, nazionalità, religione o genere.

Quando seppe che nel campo femminile C erano rinchiuse sua moglie e sua figlia, riuscì, grazie alla sua padronanza della lingua tedesca e alla comprensibile forza della disperazione che lo aiutò nella sua opera di negoziatore, a convincere gli ufficiali SS a trasferirle in un campo di lavoro. Si riunirà a loro solo diversi mesi dopo la fine del conflitto quando anch'esse faranno ritorno a casa al termine della prigionìa.

[modifica] Ad Auschitz e ritorno

Truppe americane liberano i prigionieri del campo di concentramento di Mauthausen-Gusen
Truppe americane liberano i prigionieri del campo di concentramento di Mauthausen-Gusen

Nyiszli rimase nel campo di Auschwitz fino a pochi giorni prima dell'arrivo dell'armata sovietica, il 27 gennaio del 1945.

Il 18 gennaio, assieme a circa sessantaseimila altri prigionieri, venne avviato in quella che è passata alla storia come la marcia della morte, ovvero il trasferimento dei deportati da un campo di sterminio all'altro, in disperata fuga all'interno dei territori di Germania, Cecoslovacchia, Polonia e Austria appartenenti al Reich.

La prima tappa di questa marcia fu, per Nyiszli e i suoi compagni, il campo di concentramento di Mauthausen-Gusen, presso Linz, nel nord dell'Austria. Dopo circa tre settimane trascorse in isolamento nelle baracche di Mauthausen, fu trasferito poi nei sottocampi di Melk und der Donau, distante pressapoco tre ore di treno, e di Ebensee.

Dopo aver trascorso quasi un anno di prigionìa, inclusi i due mesi trascorsi fra Melk und der Donau ed Ebensee, Nyiszli e i suoi compagni di deportazione vennero liberati dai soldati dell'esercito statunitense il 5 maggio del 1945.

[modifica] Note

  1. Approfondimento: (EN) [1].

[modifica] Bibliografia

  • Miklós Nyiszli, Un medico a Auschwitz - Memorie di un medico deportato, Ginevra, Ferni, 1980 (per altre edizioni - anche per il titolo alternativo di Auschwitz, i medici della morte - vedi: ISBN 1559702028)
  • Olga Lengyel, Five Chimneys

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Ulteriori approfondimenti


Altre lingue