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Quarta crociata

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Dipinto di Delacroix che raffigura l'entrata dei crociati a Costantinopoli.
Dipinto di Delacroix che raffigura l'entrata dei crociati a Costantinopoli.

La quarta crociata fu indetta da Papa Innocenzo III all'indomani della propria elezione al soglio pontificio nel 1198, e fu diretta contro i musulmani in Terrasanta. Nella prima enciclica di Innocenzo III dell'agosto 1198 la liberazione di Gerusalemme è vista come necessaria.

La crociata stentava tuttavia a partire a causa della morte di Riccardo Cuor di Leone e dell'interdetto lanciato sulla Francia, perché il re aveva ripudiato sua moglie Ingeburge di Danimarca.

I nobili francesi scelsero come loro capo il conte Teobaldo di Champagne, che però morì nel marzo 1201; fu Bonifacio I del Monferrato a prendere il suo posto. L'obiettivo era di prendere d'assalto l'Egitto, seguendo il progetto che Riccardo Cuor di Leone aveva prospettato al termine della sua spedizione in Terrasanta, durante la Terza Crociata.

I crociati si riunirono a Venezia nel 1202, avendo ottenuto una flotta dalla Serenissima con cui trasportare le truppe, dietro il pagamento di un'alta somma di denaro. Rispetto alle previsioni, il numero dei crociati che avevano risposto all'appello del Papa era molto ridotto, e il denaro raccolto bastava a coprire appena un terzo delle spese. Mentre una parte dei pellegrini abbandonava l'impresa, oppure decideva di tentare la via di terra, il capo dei crociati, Bonifacio I del Monferrato negoziò un compromesso con il doge, Enrico Dandolo: i crociati avrebbero riconquistato per i Veneziani il porto di Zara, la cui popolazione si era ribellata pochi anni prima, ed aveva consegnato la città al regno di Ungheria. Zara venne presa e saccheggiata il 24 novembre 1202.

Durante l'inverno nella città dalmata, i crociati ricevettero un'ambasciata del principe bizantino Alessio, figlio dell'imperatore Isacco II, detronizzato e tenuto in prigione da Alessio III. La proposta era quella d'una loro collaborazione per riappropriarsi del trono, in cambio di aiuti militari ai crociati, riunione delle due Chiese e accordi mercantili con Venezia.

Veneziani e crociati attaccarono contemporaneamente Costantinopoli, Alessio III si diede alla fuga e Isacco II venne liberato.

L'entrata dei crociati a Costantinopoli.
L'entrata dei crociati a Costantinopoli.

Le promesse fatte dall'imperatore ai crociati tardavano a realizzarsi, soprattutto per quel che riguarda il riavvicinamento delle due Chiese, fortemente osteggiato dal popolo. Durante una sommossa, Alessio IV venne ucciso dal cugino Alessio V, ostile ai latini.

I crociati decisero allora di impadronirsi del potere per proprio conto. L'imperatore sarebbe stato poi eletto dai vincitori. La città venne conquistata il 12 aprile 1204: seguì un saccheggio che durò tre giorni.

Il 16 maggio venne eletto imperatore Baldovino di Fiandra. L'Impero Latino venne fondato su basi feudali. I Veneziani ottennero i tre ottavi della città.

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