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Tibet

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Bandiera del Tibet prima del 1950. Questa versione è stata introdotta da Thubten Gyatso nel 1912. È utilizzata dal Governo tibetano in esilio e, per questo, vietata dalle autorità cinesi in quanto simbolo di separatismo.
Bandiera del Tibet prima del 1950. Questa versione è stata introdotta da Thubten Gyatso nel 1912. È utilizzata dal Governo tibetano in esilio e, per questo, vietata dalle autorità cinesi in quanto simbolo di separatismo.

Il Tibet (in Tibetano: བོད་, Bod, pronuncia nel dialetto di Lhasa; in cinese: 西藏, pinyin: Xīzàng; antica grafia Thibet) è una regione dell'Asia centrale che in passato costituiva uno stato autonomo. Ad oggi quasi la totalità del Tibet è sotto il controllo della Repubblica Popolare Cinese. A causa dell'altitudine media di 4.900 m., è chiamato anche Tetto del Mondo.

Indice

[modifica] Definizioni

            Estensione storica reclamata da alcuni gruppi tibetani
Territorio tibetano appartenente dalla Rep. Pop. Cinese
Territorio della TAR
Territorio reclamato dall'India come parte del Aksai Chin
Territorio reclamato dalla Cina come parte della TAR
Territorio storicamente sotto la sfera culturale tibetana


Il Tibet non ha una definizione univoca.

Per il Governo tibetano in esilio, il Tibet è la larga area sotto l'influenza culturale tibetana per parecchi secoli, comprendendo le province tradizionali del Amdo, Kham (Khams) e Ü-Tsang (dBus-gTsang), ma escludendo l'area sotto l'influenza culturale del Tibet storico fuori la Repubblica Popolare Cinese comprendente Arunachal Pradesh, Sikkim, Bhutan e Ladakh, area reclamata solo da qualche gruppo tibetano;

Per la Repubblica Popolare Cinese, il Tibet è la Regione Autonoma del Tibet, chiamata anche Tibet Autonomous Region o TAR, reclamando anche il territorio del Arunachal Pradesh come appartenente alla stessa. Alcuni cinesi reclamano anche Sikkim, Bhutan e Ladakh come appartenenti alla TAR. La TAR copre solo l'Ü-Tsang e il Kham occidentale, mentre l'Amdo e il Kham orientale appartengono alle province cinesi di Qinghai, Gansu, Yunnan e Sichuan.

[modifica] Clima

Il clima è piuttosto rigido e ventoso e possono esserci escursioni notturne anche superiori ai 30°C.

I monsoni provenienti dall'India e dal Nepal, notevolmente ridotti dalla catena himalayana portano alcune leggere precipitazioni in particolare nella parte sud-occidentale tra metà giugno e metà settembre. Il clima è molto secco per tutto il resto dell'anno. Le temperature più basse sono tra i mesi di dicembre e febbraio. D'inverno le precipitazioni nevose sono scarse nella valle e abbondanti nella catena himalayana. I passi del sud rimangono spesso chiusi per la neve durante l'inverno.

A Lhasa (a 3.595 m. sul livello del mare) le temperature massime vanno da qualche grado sopra lo zero d'inverno ai 25°C d'estate, mentre le minime vanno dai -15°C ai +10°C.

[modifica] Geografia

Foto satellitare presa sopra l'altopiano del Tibet
Foto satellitare presa sopra l'altopiano del Tibet

Il Tibet è situato sull'omonimo altipiano (detto anche Plateau tibetano) ad un'altitudine media di circa 4.900 metri. La sua montagna più alta è l'Everest che con i suoi 8.842 metri è la montagna più alta del mondo e fa parte della catena dell'Himalaya compresa per gran parte nel territorio tibetano.

[modifica] Città

Piazza del Barkhor, Lhasa
Piazza del Barkhor, Lhasa

Lhasa è la capitale tradizionale del Tibet e ora costituisce la capitale della Regione Autonoma del Tibet. Altre città tibetane sono Shigatse (gZhis-ka-rtse), Gyantse (rGyang-rtse), Chamdo (Chab-mdo), Nagchu (Nag-chu), Nyingchi (Nying-khri), Nedong (sNe-gdong), Dartsendo (Dar-btsen-mdo), Jyekundo (sKyes-rgu-mdo) o Yushu (Yul-shul), Golmud (Na-gor-mo), Barkam ('Bar-khams), Gartse (dKar-mdzes), Lhatse (lHa-tse), Machen (rMa-chen), Pelbar (dPal-'bar), Sakya (Sa-skya) e Tingri (Ding-ri).

[modifica] Regioni

Il Tibet era storicamente composto da diverse regioni:

  • Amdo (a'mdo) nel nord-est, appartiene alle province cinesi di Qinghai, Gansu e Sichuan,
  • Kham (khams) nell'est, parte delle province cinesi del Sichuan, nord Yunnan e parte del Qinghai,
  • Kham occidentale, parte della Regione Autonoma del Tibet,
  • Ü (dbus), nel centro, parte della Regione Autonoma del Tibet,
  • Tsang (gtsang) nell'ovest, parte della Regione Autonoma del Tibet

[modifica] Fiumi

I maggiori fiumi hanno origine dal plateau in particolare dalla provincia cinese di Qinghai. I più importanti son:

[modifica] Etnie

Per approfondire, vedi la voce Tibetani.
Gruppi Etnolinguistici del Tibet, 1967 (Guarda la carta intera, con legenda)
Gruppi Etnolinguistici del Tibet, 1967 (Guarda la carta intera, con legenda)

Storicamente la popolazione del tibet è costituita primariamente da Tibetani. Altri gruppi etnici includono i Monpa, Lhoba, Mongoli e Hui. Dopo l'annessione cinese del Tibet, l'etnia prevalente è quella dei cinesi Han. Tuttavia non vi sono stime concordanti. Il Governo tibetano in esilio stima che vi siano 7,5 milioni di non tibetani introdotti dal governo cinese per nazionalizzare la regione, contro 6 milioni di tibetani, e ritiene che la recente apertura della ferrovia del Qingzang, che collega Lhasa con Pechino in 40 ore, faciliterà l'afflusso di persone da altre provincie cinesi. Secondo il Governo cinese, la Regione Autonoma del Tibet è abitata dal 92% da Tibetani, mentre le altre zone del Tibet appartenenti ad altre province cinesi è più bassa, smentendo ogni accusa.

[modifica] Economia

L'economia tibetana è dominata dall'agricoltura e dall'allevamento. Lo yak rappresenta una delle maggiori fonti di sussistenza per le famiglie rurali in quanto viene utilizzato come forza motrice per il lavoro nei campi, per il latte e derivati ed, infine, per la carne.

Gli ultimi anni hanno costituito un'apertura al turismo, quasi esclusivamente interno, recentemente promosso dalle autorità cinesi.

La ferrovia del Qingzang che collegherà Lhasa con Pechino contribuirà ad incrementare l'economia in particolare della parte cinese della popolazione che aumenterà notevolmente.

[modifica] Cultura

Leone di pietra a guardia del Palazzo del Potala
Leone di pietra a guardia del Palazzo del Potala

Il Tibet rappresenta il centro tradizionale del Buddhismo tibetano, una forma distintiva del Buddhismo Vajrayana. Il buddhismo tibetano è praticato anche in Mongolia e largamente praticato dai Buryat nella Siberia meridionale.

Nelle città è presente anche una piccola comunità di musulmani, conosciuti come Kachee (o Kache), la cui origine deriva da tre regioni: Kashmir (Kachee Yul nell'antico Tibet), Ladakh e paesi centro asiatici turchi. L'influenza islamica in Tibet proviene anche dall'antica Persia. C'è anche una consolidata comunità di musulmani cinesi (Gya Kachee) di etnia Hui cinese. Sembra che le popolazioni provenienti da Kashmir e Laddakh emigrarono verso il Tibet a partire dal XII secolo. I matrimoni e le interazioni graduali hanno portato ad un'ingrandimento della comunità islamica tibetana nei pressi di Lhasa.

Il Governo cinese, a partire dalla Grande rivoluzione culturale, ha cercato di distruggere i simboli tradizionali della cultura originale tibetana (demolendo monasteri, incarcerando monaci e limitando o, addirittura, proibendo (per i funzionari pubblici, le guide turistiche ed altri mestieri) di professare la loro religione e operando vandalismi in alcuni posti sacri ai tibetani. Tuttavia sono stati preservati e parzialmente ristrutturati alcuni palazzi per incrementare il turismo, soprattutto interno.

[modifica] Storia

[modifica] Origini: storia e miti

Le notizie sull'origine del popolo tibetano sembrano poche ed incerte. Sembra, comunque, discendere dalle tribù nomadi guerriere Qiang che, secondo documenti cinesi, già dal II secolo AC attaccavano i confini del potente Impero Cinese. Tuttavia, prima del VII secolo, non vi sono evidenze di presenza di un popolo politicamente compatto.

Molti miti bön, poi ripresi dal buddhismo tibetano, parlano dell'origine del Tibet e del suo popolo. Uno di questi fa risalire l'origine del popolo tibetano all'unione tra una scimmia ed un'orchessa che ebbero sei figli, considerati gli antenati delle principali sei tribù tibetana. La scimmia è considerata dal buddhismo tibetano una manifestazione di Chenresing (Avalokiteśvara), il Bodhisattva della pietà.

Un mito sulla creazione narra che il vuoto fu riempito dal vento, poi da una pioggia torrenziale. La pioggia, dopo avere formato un oceano primordiale, cessò. Il vento, invece continuava fortissimo e agitò le acque a tal punto che si raddensarono come il burro dal latte.

Un'altra leggenda narra che il primo principe tibetano scese dal cielo dal quale si calò per mezzo di una corda.

[modifica] Dal VII al XIX secolo

Dal VII al X secolo il Tibet era costituito da un forte impero. La società prevedeva tre tipi di proprietà: quella della nobiltà, quella del clero buddhista e quella libera. Questa forma di società continuò per un millennio, fino, cioè, all'invasione cinese del Tibet del 1950.

Il Palazzo del Potala, ex-residenza del Dalai Lama.
Il Palazzo del Potala, ex-residenza del Dalai Lama.

Dal XIII secolo il Tibet era annesso all'Impero Mongolo. A seguito di questa annessione, l'attuale Repubblica Popolare Cinese rivendica il territorio tibetano come parte della Cina, pertanto reclama la legittimità dell'annessione del Tibet. Alcune critiche rivolte alla Cina replicano che sarebbe come se l'India rivendicasse diritti nei confronti di Myanmar (ex Birmania) in quanto in passato appartenenti entrambe all'impero coloniale britannico.

In realtà i Mongoli annetterono il Tibet prima di conquistare la Cina e cessò quando questi persero potere nel paese. I Mongoli lasciarono il comando alla scuola di buddhismo Sa-Skya. Seguì un interregno nel quale dominarono dinastie secolari. I Mongoli tornarono ad invadere il Tibet all'inizio del XVI secolo, restituendo il potere alla massima autorità religiosa, il Dalai Lama.

All'inizio del XVIII secolo, la Cina ottenne il diritto di avere un commissario residente chiamato amban a Lhasa. Quando i Tibetani si ribellarono contro i Cinesi nel 1750 e uccisero l'amban, l'esercito cinese entrò nel paese e ne nominò il successore.

[modifica] XX secolo e storia contemporanea

Nel 1904 la Gran Bretagna spedì forze militari indiane, anche a seguito dell'interesse per il Tibet manifestato dallo Zar di Russia e costrinsero il Tibet ad aprire il confine all'India britannica. I britannici cercarono di trattare con il Tibet, ma non riuscendoci a causa dell'opposizione cinese dei manchu, nel 1906 firmarono un accordo che riconoscevano l'autorità della Cina sul Tibet . Nel 1910 i manchu che governavano la Cina, invasero il Tibet e costrinsero il Dalai Lama a fuggire in India dagli inglesi fino al 1913, dopo che in Cina scoppiò la rivoluzione.

Nel 1913 Tibet e Mongolia firmarono un trattato proclamando la loro reciproca indipendenza dalla Cina. Nel 1914 venne negoziato in India un ulteriore trattato tra il Tibet, la Cina e la Gran Bretagna (la Convenzione di Simla) per definire confini e sovranità. Questo trattato era molto favorevole ai Britannici, per questo motivo i Cinesi non lo firmarono. Essi non riconobbero mai questo trattato, per questo motivo rivendicano, ad oggi, il territorio indiano del Arunchal Pradesh.

La I guerra mondiale e la guerra civile cinese causarono impoverimento della Cina e cessarono provvisoriamente il loro interesse sul Tibet facendo sì che Thubten Gyatso (XIII Dalai Lama) governò indisturbato sul territorio reclamato oggi dal Governo tibetano in esilio, ad eccezione della regione del Amdo (Qinghai dove gli Hui, che controllavano i territori vicini nello Xining, cercavano di esercitare il proprio potere.

Nel 1950 l'Esercito di Liberazione Popolare entrò in Tibet frantumando l'esercito tibetano, quasi esclusivamente cerimoniale. Nel 1951 venne firmato un trattato di pace sotto la pressione cinese. Poiché alcune riforme del nuovo governo, tra le quali quella di una redistribuzione delle terre, sarebbero risultate impopolari, queste vennero proposte solo nelle regioni più periferiche del Kham orientale e nell'Amdo. Qui, nel 1959, con il supporto della CIA, venne organizzata una rivolta che venne stroncata provocando decine di migliaia di morti. Tenzin Gyatso (XIV Dalai Lama) e altri funzionari del governo si esiliarono in India, ma sparuti gruppi di resistenza continuarono la lotta in patria fino al 1969. Nel 1965 venne creata la Regione Autonoma del Tibet.

Durante la Grande rivoluzione culturale, i cinesi organizzarono campagne di vandalismo contro monasteri e siti simbolo della cultura tibetana. Dal 1950 vennero distrutti oltre 6.000 monasteri, di cui molti secolari. Circa 1.200.000 tibetani vennero uccisi. Si tratta comunque di stime in quanto non furono diffusi rapporti ufficiali e i tibetani non erano in grado di potere verificare con esattezza il numero. Anche gli arrestati furono molte migliaia. Anche ad oggi si contano tibetani, soprattutto monaci e monache, nelle carceri cinesi per reati politici legati alla richiesta di indipendenza.

Il Governo tibetano in esilio denuncia la volontà del Governo Cinese di cancellare definitivamente la cultura del Tibet con la repressione, da una parte, e con una propaganda martellante sui mass media e per le strade. Inoltre le scuole non possono insegnare il tibetano oltre ad una certa età, mentre rimane il cinese la lingua ufficiale.

Anche il Dalai Lama, in esilio, ormai non richiede più l'indipendenza del Tibet, ma una vera autonomia che possa preservare ciò che è rimasto della sua cultura e che possa garantire ai tibetani i diritti umani fondamentali.

[modifica] Bibliografia

  • Andreas Gruschke: «Miti e leggende del Tibet. Storie di guerrieri, monaci, demoni e dell’origine del mondo», Neri Pozza Editore, Vicenza 1999
  • Tucci Giuseppe: «Le religioni del Tibet», 1976

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Vicini al Governo cinese

[modifica] Vicini al Governo tibetano in esilio

[modifica] Fotografie del Tibet