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Unione Europea

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Unione Europea1
Bandiera dell'Unione Europea
Motto: In varietate concordia (Unità nella diversità)
Paesi membri
Paesi candidati
Lingue ufficiali
Sedi istituzionali
Presidente del Consiglio Europeo Angela Merkel (Germania)
(fino al 30 giugno 2007)
Presidente della Commissione José Manuel Durão Barroso
(fino al 30 ottobre 2009)
Presidente del Parlamento Hans-Gert Poettering
Superficie 4 326 253 km² (7° nel mondo*)
Popolazione (2006)
 - Densità
492 852 385 (3° nel mondo*)
114 ab./km²
Valuta Euro (€) in 13 paesi
Fusi orari UTC/+1/+2 (regioni periferiche: -4 e +4)
Inno Beethoven, Inno alla gioia
Dominio Internet .eu
Prefisso telefonico Ogni paese membro ha il proprio. Vi è una proposta di adottare in futuro +3 per tutti i membri.
PIL totale (2006)
 - Pro capite
13 841 mld $ (1° nel mondo)
28 119 $ per ab.
HDI 0,922 (stima)
Festa nazionale 9 maggio (anniversario della dichiarazione di Robert Schuman)
Fondazione
 - Della CEE
 - Della UE
 
Trattato di Roma, 25 marzo 1957
Trattato di Maastricht, 7 febbraio 1992
Sito ufficiale www.europa.eu
* se considerata come un unico paese

L'Unione Europea (UE) è un'organizzazione di tipo sovranazionale e intergovernativo, che dal 1° gennaio 2007 comprende 27 paesi membri indipendenti e democratici; si tratta della più vasta "confederazione" di stati indipendenti esistente al mondo. La sua istituzione sotto il nome attuale risale al Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1° novembre 1993), al quale tuttavia gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità Europee precedentemente esistenti.

L'Unione consiste attualmente di una zona di libero mercato caratterizzata da una moneta unica, l'euro, regolamentata dalla Banca Centrale Europea e attualmente adottata da 13 dei 27 stati membri; essa presenta inoltre una unione doganale fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai suoi cittadini libertà di movimento, lavoro ed investimento all'interno degli stati membri. L'Unione presenta inoltre una politica agricola comune, una politica commerciale comune e una politica comune della pesca.

L'Unione Europea non è un'organizzazione tra governi (come le Nazioni Unite) né una federazione di stati (come gli Stati Uniti d'America), ma un organismo sui generis, alle istituzioni del quale gli stati membri delegano parte della propria sovranità nazionale. Le sue competenze spaziano dagli affari esteri alla difesa, alle politiche economiche, all'agricoltura, al commercio e alla protezione ambientale. In alcuni di questi campi le funzioni dell'Unione Europea la rendono simile ad una federazione di stati (ad esempio per quanto riguarda gli affari monetari o le politiche ambientali); in altri settori, per contro, l'Unione è più vicina ad una confederazione (ad esempio per quanto riguarda gli affari interni) o ad un'organizzazione internazionale (come per la politica estera).

Gli organi principali dell'Unione comprendono il Consiglio dei Ministri, la Commissione, la Corte di Giustizia, il Parlamento, il Consiglio Europeo e la Banca Centrale Europea. L'istituzione dell'Europarlamento risale al 1950, e dal 1979 i suoi membri sono democraticamente eletti, in tutti i territori dell'Unione, a suffragio universale, per una durata in carica di cinque anni.

Indice

[modifica] Status

Da semplice organizzazione internazionale l'Unione Europea, nel corso degli anni, ha gradualmente acquisito numerose prerogative tipiche di una federazione, con il progressivo trasferimento di poteri e di sovranità dagli Stati membri agli organismi comunitari. Malgrado ciò, essa si fonda tuttora su trattati internazionali recepiti a livello interno da tutti gli Stati membri, e non costituisce un'entità politica unitaria.

Il problema della definizione dell'attuale status giuridico dell'Unione è sfociato, il 29 ottobre 2004, nella firma, a Roma, del Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa, comunemente noto come Costituzione Europea. Tale testo ribadisce la possibilità di una cooperazione rafforzata per la promozione di iniziative di integrazione tra gruppi di paesi, già prevista nel trattato di Amsterdam e in quello di Nizza.

Sebbene 18 stati membri abbiano già recepito il documento, prevalentemente per via parlamentare, il processo di ratifica si è interrotto il 29 maggio 2005 con un referendum popolare in cui il 54,7% dell'elettorato francese ha scelto di non sottoscrivere il Trattato; pochi giorni dopo, il 1° giugno, anche la popolazione dei Paesi Bassi si è dichiarata contraria all'introduzione del Trattato (con il 61,6% dei voti). In precedenza l'unico stato membro a ratificare la Costituzione mediante referendum era stato la Spagna, dove il 76,8% dei votanti si era pronunciato a favore del Trattato.

Non è attualmente chiaro se il Trattato Costituzionale sia destinato ad essere parzialmente modificato e quindi nuovamente sottoposto all'opinione pubblica, oppure se alcune parti di esso possano essere comunque integrate nell'attuale acquis comunitario senza ricorrere nuovamente allo strumento del referendum. Da più parti si sollecita comunque una risoluzione rapida della situazione, poiché il funzionamento delle istituzioni comuni, che avrebbe enormemente giovato dell'introduzione della Costituzione, è attualmente ritenuto inadatto alla coesistenza di ben 27 stati membri, ciascuno dei quali con diritto di veto in aree fondamentali della politica comune.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi le voci Storia dell'integrazione europea e Cronologia dell'integrazione europea.
Il Quai d'Orsay a Parigi, dove Schuman tenne la sua dichiarazione.
Il Quai d'Orsay a Parigi, dove Schuman tenne la sua dichiarazione.

La costituzione di entità statali o parastatali che comprendessero l'intero territorio europeo può essere fatta risalire a periodi storici ben antecedenti rispetto alla fondazione dell'Unione Europea. Il primo organismo di tale genere è certamente l'Impero Romano, che tuttavia non condivideva la medesima estensione geografica dell'Unione (essendo incentrato sul Mar Mediterraneo); inoltre le conquiste territoriali romane dipendevano dalla potenza militare dell'Impero, e le province annesse dovevano sottostare ad un'amministrazione statale fortemente centralizzata.

Esempi successivi includono l'Impero dei Franchi di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero (una struttura meno omogenea, che era caratterizzata da un'amministrazione decentrata) e l'unione doganale che si venne a creare sotto il dominio di Napoleone dopo l'anno 1800.

Una delle prime proposte di riunificazione pacifica del continente sotto l'egida di un'unica istituzione sovranazionale fu avanzata dal pacifista Victor Hugo; ad ogni modo, l'idea cominciò a prendere fortemente piede solamente dopo le due guerre mondiali, guidata dalla determinazione a completare rapidamente la ricostruzione dell'Europa ed eliminare l'eventualità di nuovi, futuri conflitti fra le sue nazioni.

Furono fondamentalmente considerazioni di questo tipo a portare, nel 1951, la Germania dell'Ovest, la Francia, l'Italia e gli stati del Benelux ad istituire la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, entrata in vigore nel 1952.

La prima unione doganale fra paesi europei, la cosiddetta Comunità Economica Europea, fu istituita mediante il Trattato di Roma del 1957 ed implementata nel 1958; successivamente rinominata Comunità Europea, è oggi uno dei tre pilastri dell'Unione Europea, secondo i dettami del Trattato di Maastricht.

[modifica] Dichiarazioni, convenzioni, atti, trattati e accordi

1950 Dichiarazione Schuman
1951 Trattato di Parigi
1954 Trattato di Bruxelles modificato sull'UEO
1957 Trattati di Roma
1965 Trattato di Fusione
1970 Trattato di Lussemburgo
1985 Accordi di Schengen
1986 Atto Unico Europeo

1992 Trattato di Maastricht
1994 Compromesso di Ioannina
1997 Dichiarazione sull'UEO
1999 Trattato di Amsterdam
2001 Trattato di Nizza
2001 Dichiarazione di Laeken
2004 Costituzione europea
2007 Dichiarazione di Berlino

[modifica] Cronologia dell'integrazione europea

09/05/1950 La Dichiarazione Schuman istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.
18/04/1951 I sei stati fondatori firmano il Trattato di Parigi, che istituisce ufficialmente la CECA.
23/05/1952 I sei stati firmano firmano il Trattato istitutivo della Comunità Europea di Difesa.
30/08/1954 L'Assemblea Nazionale Francese rigetta la CED, che non entrerà mai in vigore.
01/06/1955 Dal al 3 giugno si svolge la fondamentale Conferenza di Messina.
25/03/1957 I Trattati di Roma istituiscono la Comunità Economica Europea.
01/07/1968 Entra in vigore l'unione doganale.
01/01/1973 Irlanda, Regno Unito e Danimarca entrano nella CEE.
giugno 1979 Prime elezioni a suffragio universale diretto del Parlamento Europeo.
01/01/1981 La Grecia fa il suo ingresso nella CEE.
01/01/1986 Spagna e Portogallo entrano nella CEE. Firma dell'Atto Unico Europeo.
03/10/1990 L'unificazione tedesca comporta l'entrata automatica della oramai ex Repubblica Democratica Tedesca nella CEE.
07/02/1992 I dodici stati CEE firmano il Trattato di Maastricht, che istituisce l'Unione Europea dal 1° gennaio 1993.
01/01/1995 Austria, Svezia e Finlandia entrano nell'Unione Europea.
26/03/1995 In Francia, Benelux, Germania, Spagna e Portogallo entrano in vigore gli Accordi di Schengen.
22/07/1997 La Dichiarazione sull'UEO istituisce una cooperazione rafforzata fra UE e UEO.
02/10/1997 I quindici stati membri dell'Unione firmano il Trattato di Amsterdam.
26/10/1997 Gli accordi di Schengen entrano in vigore anche per l'Italia.
01/11/1997 Gli accordi di Schengen entrano in vigore anche per l'Austria.
01/01/1999 Entra in vigore l'euro; è fissato il tasso di concambio con 11 precedenti valute nazionali.
01/01/2000 Gli accordi di Schengen entrano in vigore anche per la Grecia.
25/03/2000 Gli accordi di Schengen entrano in vigore anche per Danimarca, Finlandia, Svezia, Islanda e Norvegia.
01/01/2002 L'euro diviene valuta corrente in dodici paesi dell'Unione e a San Marino, Vaticano, Andorra e Monaco.
01/01/2003 L'Unione succede all'ONU, in Bosnia ed Erzegovina, alla guida del contingente di pacificazione della regione.
01/05/2004 L'UE si allarga a Polonia, Slovenia, Ungheria, Malta, Cipro, Lettonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia.
29/10/2004 Viene firmato a Roma il Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa.
01/01/2007 L'UE si allarga a Bulgaria e Romania. La Slovenia adotta l'euro.
25/03/2007 L'UE compie 50 anni: in un vertice informale viene adottata la Dichiarazione di Berlino per cercare di sbloccare l'impasse costituzionale.

[modifica] Istituzioni

L'Unione Europea si articola intorno alle istituzioni inizialmente previste nell'ambito delle Comunità Europee e dei suoi organi specifici.

Le principali istituzioni dell'Unione Europea sono:

  • il Parlamento Europeo, eletto a suffragio universale diretto da tutti i cittadini dell'Unione ogni cinque anni; ai sensi del Trattato ha sede a Strasburgo, ma svolge i suoi lavori anche a Bruxelles (dove si trova un altro emiciclo) e a Lussemburgo (sede del segretariato).
  • il Consiglio dell'Unione Europea (o Consiglio dei Ministri), formato dai ministri degli Stati membri che si occupano della stessa materia (es. al Consiglio dei ministri convocato per urgenza economica parteciperanno tutti i ministri dell'economia, ambientale quelli dell'ambiente ecc.), con sede a Bruxelles.
  • il Consiglio europeo che comprende un rappresentante per ogni stato: il Capo di Stato (se si tratta di repubbliche semipresidenziali o presidenziali) o quello di Governo (se si tratta di monarchie o repubbliche parlamentari). La presidenza è assegnata a uno stato e ruota ogni 6 mesi; il presidente di turno è anche il Presidente dell'Unione Europea
  • la Commissione Europea, che rappresenta gli interessi generali dell'UE, formata da un Commissario per Stato membro, con sede a Bruxelles.
  • la Corte di giustizia delle Comunità europee, che vigila sull'applicazione del diritto comunitario, con sede a Lussemburgo.
  • la Corte dei Conti europea, che verifica il finanziamento delle attività dell'UE, con sede a Lussemburgo.
  • Il Mediatore Europeo, che difende i cittadini e le organizzazioni dell'UE dalla cattiva amministrazione
  • Il Garante europeo della protezione dei dati, che assicura che le istituzioni e gli organi dell'UE, nel trattamento dei dati personali, rispettino il diritto alla privacy dei cittadini dell'Unione.

[modifica] Organismi finanziari

[modifica] Organismi consultivi

[modifica] Organismi interistituzionali

  • L'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, che pubblica, stampa e distribuisce informazioni sull'Unione e sulle sue attività;
  • L'Ufficio europeo per la selezione del personale, che assume il personale per le istituzioni dell'UE e gli altri organismi.

[modifica] Agenzie decentrate

Per approfondire, vedi la voce Agenzie dell'Unione Europea.
  • 16 agenzie comunitarie, che svolgono alcuni compiti tecnici, scientifici o di gestione nell'ambito comunitario (il "primo pilastro" dell'Unione Europea);
  • L'Istituto dell'Unione europea per gli studi sulla sicurezza e il Centro satellitare dell'Unione europea, che svolgono compiti specifici connessi alla politica estera e di sicurezza comune (il "secondo pilastro" dell'Unione Europea);
  • Europol e Eurojust, che aiutano a coordinare le politiche e la cooperazione giudiziaria in materia penale (il "terzo pilastro" dell'Unione Europea).

[modifica] Tre pilastri

Per approfondire, vedi la voce Tre pilastri dell'Unione Europea.

Il Trattato di Maastricht ha creato l'Unione Europea, strutturandola in tre pilastri:

[modifica] Paesi membri e allargamento

L'attuale estensione dell'Unione Europea.
L'attuale estensione dell'Unione Europea.
Per approfondire, vedi le voci Paesi membri dell'Unione Europea e Allargamento dell'Unione Europea.

Originariamente costituita dai sei stati fondatori, l'Unione Europea è giunta, con l'ultimo allargamento del 1° gennaio 2007, ad includere 27 stati membri.

Per l'incorporazione di uno stato terzo all'Unione, questo deve rispettare una serie di condizioni economiche e politiche conosciute come criteri di Copenaghen. Nello specifico, i paesi candidati, oltre a dover essere situati geograficamente in Europa, debbono presentare:

  • Istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani e il rispetto delle minoranze;
  • Un'economia di mercato funzionante e la capacità di fronteggiare la competizione e le forze del mercato all'interno dell'Unione;
  • La capacità di sostenere gli obblighi derivanti dall'adesione, inclusi l'adesione all'unione politica, economica e monetaria.

Nel dicembre 1995 il Consiglio Europeo di Madrid ha riformulato i criteri d'accesso, richiedendo che i nuovi membri adattino la propria struttura amministrativa e giuridica per fare in modo che la legislazione europea possa essere efficacemente adottata dalla legislazione nazionale.

[modifica] Economia

Il PIL procapite (a pari potere d'acquisto) nell'Unione, secondo le stime FMI per il 2007. Le tonalità di verde e di rosso indicano rispettivamente valori più o meno elevati. I valori sono espressi in dollari.
Il PIL procapite (a pari potere d'acquisto) nell'Unione, secondo le stime FMI per il 2007. Le tonalità di verde e di rosso indicano rispettivamente valori più o meno elevati. I valori sono espressi in dollari.

Se considerata nel suo insieme, l'Unione Europea possiede l'economia più grande al mondo, con un prodotto interno lordo complessivo stimato in 10,335 miliardi di euro (nel 2006). L'economia europea è peraltro in una fase di espansione accelerata, principalmente per via della presenza di stati di recente ingresso caratterizzati da economie meno avanzate, i quali presentano pertanto un notevole potenziale di sviluppo.

Secondo l'ambiziosa strategia di Lisbona, l'Unione Europea si è prefissa l'obiettivo di diventare l'economia più dinamica e competitiva al mondo entro il 2010.

Segue un prospetto sintetico che mostra la situazione economica dei ventisette stati dell'Unione, degli stati in fase di negoziazione per l'accesso e dei rimanenti stati europei (fatta eccezione per il Montenegro, per il quale non sono ancora disponibili dati macroeconomici completi a causa della recente indipendenza dalla Serbia). Gli Stati sono ordinati a seconda del prodotto interno lordo pro capite (PIL) a parità di potere d'acquisto (PPP).

I dati si riferiscono alle proiezioni del Fondo Monetario Internazionale per l'anno 2007.

[modifica] Stati membri dell'Unione

Paese PIL PPP
(mld dollari)
PIL PPP
pro capite
Inflaz. Disoccupaz.
Lussemburgo 35,194 76 025 $ +2,3% 4,7%
Irlanda 191,694 45 135 $ +2,5% 4,2%
Danimarca 203,502 37 399 $ +2,0% 4,9%
Austria 298,683 36 189 $ +1,7% 4,6%
Finlandia 179,141 34 162 $ +1,5% 7,8%
Belgio 353,326 33 908 $ +1,9% 8,2%
Paesi Bassi 549,674 33 079 $ +1,8% 3,9%
Regno Unito 2 004,461 32 949 $ +2,4% 5,1%
Germania 2 698,694 32 684 $ +2,6% 7,8%
Svezia 296,715 32 548 $ +1,8% 4,3%
Francia 1 988,171 31 377 $ +1,9% 8,5%
Italia 1 791,006 30 383 $ +2,1% 7,5%
Spagna 1 203,404 28 810 $ +3,4% 8,3%
Grecia 274,493 24 733 $ +3,5% 9,5%
Slovenia 49,062 24 459 $ +2,3%
Cipro 19,692 23 419 $ +2,3% 3,0%
Malta 8,447 21 081 $ +2,8%
Portogallo 217,892 20 673 $ +2,2% 7,6%
Rep. Ceca 210,410 20 539 $ +3,3%
Estonia 25,796 19 243 $ +3,8%
Ungheria 190,343 18 922 $ +5,8%
Slovacchia 101,220 18 705 $ +3,6%
Lituania 56,985 16 756 $ +3,3%
Lettonia 34,426 15 061 $ +6,3%
Polonia 556,933 14 509 $ +2,3%
Bulgaria 82,533 10 844 $ +3,8%
Romania 218,926 10 152 $ +4,9%[1] 5,0%[2]

[modifica] Paesi candidati all'adesione

Paese PIL PPP
(mld dollari)
PIL PPP
pro capite
Inflaz. Disoccupaz.
Croazia 61,804 13 923 $ +2,8%
Turchia 653,298 8 839 $ +7,2%
Macedonia 17,902 8 738 $ +2,0%

[modifica] Potenziali candidati

Paese PIL PPP
(mld dollari)
PIL PPP
pro capite
Inflaz. Disoccupaz.
Bosnia ed Erzegovina 27,410 6 884 $ +2,5%
Albania 19,818 6 259 $ +3,0%
Serbia 51,162 6 112 $ +9,7%
Montenegro n/d n/d n/d

[modifica] Altri Stati europei

Paese PIL PPP
(mld dollari)
PIL PPP
pro capite
Inflaz. Disoccupaz.
Norvegia 212,017 45 449 $ +2,0% 3,9%
Islanda 11,857 38 939 $ +4,5% 1,9%
Svizzera 255,943 35 067 $ +1,2% 2,5%
Russia 1 812,497 12 798 $ +8,5%
Bielorussia 83,877 8 695 $ +9,0%
Ucraina 390,306 8 442 $ +13,5%
Moldavia 9,827 2 900 $ +10,5%

[modifica] Aspetti positivi e punti forti

[modifica] Fondi per lo sviluppo regionale

La distribuzione dei fondi per lo sviluppo regionale nel 2006; in colore più scuro, le zone di Obiettivo 1; in colore più chiaro, le zone di Obiettivo 2.
La distribuzione dei fondi per lo sviluppo regionale nel 2006; in colore più scuro, le zone di Obiettivo 1; in colore più chiaro, le zone di Obiettivo 2.
Per approfondire, vedi la voce Fondo europeo per lo sviluppo regionale.

Allo scopo di appianare le disomogeneità presenti nel tessuto economico e sociale delle diverse regioni del continente, l'Unione promuove la crescita delle aree meno sviluppate attraverso l'erogazione di ingenti fondi riservati al finanziamento degli investimenti nelle seguenti aree:

  • La creazione di nuovi posti di lavoro;
  • L'investimento nelle infrastrutture, per favorire lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro (nelle aree coperte dall'Obiettivo 1) e, in generale, per diversificare e rivitalizzare le attività economiche locali;
  • Il supporto alle piccole e medie imprese locali, ad esempio favorendo il trasferimento delle tecnologie e promuovendo strumenti finanziari idonei al sostentamento delle aziende, anche tramite aiuti economici diretti;
  • L'investimento nel campo dell'educazione e della sanità (nelle aree coperte dall'Obiettivo 1);
  • Lo sviluppo dell'ambiente produttivo, la promozione della ricerca di nuove tecnologie, lo sviluppo della società dell'informazione, la tutela dell'ambiente, le pari opportunità nell'accesso al lavoro e la cooperazione interregionale e transnazionale.

Complessivamente, i fondi europei per lo sviluppo regionale contribuiscono al sostentamento di aree economicamente e socialmente meno sviluppate, segnatamente negli stati membri di recente ingresso.

[modifica] Progetto Erasmus

Per approfondire, vedi la voce Progetto Erasmus.

Il progetto Erasmus, nato nel 1987, permette agli studenti universitari europei di svolgere un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria università all'interno di un qualsiasi altro ateneo situato all'interno dell'Unione.

Il progetto fu creato per educare le future generazioni di cittadini all'idea di appartenenza europea; dalla sua creazione si è giunti a mobilitare all'interno della comunità europea oltre un milione di studenti. Attualmente 2199 istituzioni universitarie dei 31 paesi che aderiscono al programma Socrates partecipano al progetto Erasmus.

Per molti studenti universitari europei il programma Erasmus offre l'occasione per vivere all'estero in maniera indipendente per la prima volta. Per questa ragione è diventato una sorta di fenomeno culturale ed è molto popolare fra gli studenti universitari europei. Il programma non incoraggia solamente l'apprendimento e la comprensione della cultura ospitante, ma anche un senso di comunità tra gli studenti appartenenti a paesi diversi. L'esperienza dell'Erasmus è considerata non solo un momento universitario ma anche un'occasione per imparare a convivere con culture diverse.

[modifica] Diritti umani e democrazia

Gli stati confinanti con l'Unione Europea secondo la classificazione di Freedom House. ██ Stati liberi ██ Stati parzialmente liberi ██ Stati non liberi
Gli stati confinanti con l'Unione Europea secondo la classificazione di Freedom House.

██ Stati liberi

██ Stati parzialmente liberi

██ Stati non liberi

L'Unione Europea ha da sempre assunto il principio dello stato di diritto e la promozione dei diritti umani come propri valori fondanti; essa difende attivamente tali diritti sia all'interno dei suoi confini che nelle proprie relazioni estere, ponendo talvolta precisi requisiti per la concessione di accordi commerciali o di altro genere.

Per quanto riguarda la situazione interna, l'Unione Europea ha promosso l'armonizzazione delle legislazioni nazionali in materia di asilo politico per i rifugiati, e si propone di combattere il razzismo e la xenofobia attraverso il sostegno ad una rete di organizzazioni non governative ed una specifica Agenzia.

Dal punto di vista delle relazioni internazionali, dal 1992 l'Unione ha introdotto nei propri accordi commerciali o di cooperazione con paesi terzi una clausola che indica il rispetto dei diritti umani come elemento essenziale del rapporto bilaterale (p. es. nell'accordo di Cotonou, che lega la UE a 78 paesi in via di sviluppo ai quali si richiedono precisi impegni nel campo del rispetto dei diritti umani). I principali obiettivi della politica estera europea sono dichiaratamente il progresso e la pacificazione internazionale, ritenuti possibili solo nell'ambito di una struttura democratica.

[modifica] Critiche e punti deboli

[modifica] Barriere linguistiche

L'Unione Europea contempla 23 lingue ufficiali, lingue parlate in almeno uno degli stati membri (anche se solo il francese, l'inglese e il tedesco sono usate come lingue di lavoro all'interno della Commissione Europea).

Il Parlamento Europeo conta circa quattromila interpreti, per un costo stimato in quasi un miliardo di euro all'anno; mediamente un singolo documento può richiedere fino ad una settimana per essere tradotto in tutte le lingue dell'Unione, spesso per la necessità di passare attraverso lingue intermedie, data la mancanza di interpreti in grado di tradurre direttamente da una lingua all'altra (le possibili combinazioni delle lingue ufficiali dell'unione, prese a due a due, sono infatti 253). Oltre al dispendio di risorse umane ed economiche, il lavoro di traduzione può compromettere la chiarezza dei documenti o addirittura portare alla perdita di informazioni e a divergenze fra versioni in lingue diverse del medesimo documento.

In passato, il commissario europeo Neil Kinnock ha proposto di rendere l'inglese la lingua di lavoro ufficiale dell'Unione; questo non comprometterebbe il principio secondo cui tutte le leggi approvate in via definitiva debbono essere tradotte nelle ventitré lingue ufficiali, e modificherebbe solamente il funzionamento interno delle istituzioni europee.

Un'altra proposta di notevole interesse è stata quella di introdurre l'esperanto come lingua di lavoro unica per l'intera Unione, per ovviare alla fondamentale necessità di evitare favoritismi verso gli Stati anglofoni nelle trattative e nei dibattiti politici.

Per non incorrere in questa obiezione, circola fin dagli anni Settanta, soprattutto nei paesi nordici, la proposta di adottare come lingua ufficiale europea il latino, considerando che, di fatto, è stata l'unica lingua comune nella storia del continente.

[modifica] Politica agricola comune

La politica agricola comune (PAC) è un sistema di finanziamenti destinati alle attività di coltivazione all'interno dell'Unione; il suo scopo principale è quello di mantenere livelli adeguati di produzione agricola concedendo sussidi alle aziende ed ai lavoratori direttamente impiegati nel settore.

Furono introdotti sussidi e incentivi alla produzione agricola, per aumentarne la quantità e per rendere più stabili i prezzi, a beneficio degli agricoltori. In seguito si sono aggiunti gli obbiettivi di garantire la sicurezza dei prodotti alimentari e il rispetto dell'ambiente rurale.

Una delle misure della politica agricola perseguita in quegli anni consistette nella fissazione di livelli minimi di prezzo per i prodotti agricoli, che generano enormi eccedenze. La procedura usuale dell'Unione Europea era pagare gli esportatori perché potessero vendere tali prodotti all'estero.

L’opinone pubblica ha dimostrato chiaramente di rifiutare di finanziare senza limite i surplus, ma tale politica venne presa di mira non tanto dai paesi del terzo mondo esportatori di derrate agricole quanto dai paesi ricchi, in primo luogo gli Stati Uniti, che pretendevano di esportare nel ricco mercato europeo.[3]

Negli ultimi anni gli organi dell’Unione hanno radicalmente cambiato la politica tradizionale. I nuovi regolamenti hanno drasticamente ridotto gli stimoli a produrre. Il risultato di tale inversione di rotta, proprio nel momento in cui gli Stati Uniti stanno dirottando verso usi non alimentari, ma energetici, le loro eccedenze agricole è stao criticato da chi paventa un acuirsi del problema dell'approvvigionamento di cibo. Questo mentre l’Asia sta mutando radicalmente dieta, e non avendo spazi sufficienti per produrre cereali per l’allevamento li dovrà acquistare [4]. Avere abbandonato la politica della sicurezza potrebbe provocare, conseguenze negative per i paesi come l’Italia, che ormai non produce che una frazione dei cereali consumati e dei panelli proteici necessari per l'allevamento. [5]

La PAC, anche nella versione attuale, è stata peraltro accusata di distribuire fondi in maniera poco equilibrata, favorendo le aziende agricole più grandi e sostenendo la diffusione di metodi di coltivazione invasivi.

La PAC, da sola, assorbe investimenti per circa 45 miliardi di euro annui, pari alla metà del budget complessivo dell'Unione Europea; tale valore corrisponde, a titolo di paragone, ad una spesa di circa 10 euro al mese da parte di ogni cittadino dell'Unione.

[modifica] Rappresentanza democratica

Secondo alcuni critici, le strutture istituzionali dell'Unione Europea non garantiscono un'adeguata rappresentanza democratica ai suoi cittadini; le principali funzioni sono infatti attribuite al Consiglio dei ministri e non al Parlamento Europeo, che è investito di poteri relativamente più limitati. I lavori dell'Europarlamento sono inoltre scarsamente coperti dai mezzi di comunicazione della maggior parte degli stati membri, e di conseguenza l'opinione pubblica non è generalmente a conoscenza del funzionamento e delle decisioni dell'istituzione.

[modifica] Rapporti esterni

La Partnership euromediterranea, o Processo di Barcellona, è stata varata con la conferenza di Barcellona del 27-28 novembre 1995. Vi parteciparono i ministri degli Esteri degli allora 15 stati membri e dodici paesi dell'Africa Mediterranea e del Vicino Oriente: Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Malta, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia e l'Autorità Nazionale Palestinese. La Libia era presente come paese osservatore. Attualmente, dopo l'allargamento del 2004 e quello del 2007, la partnership coinvolge i Ventisette e dieci paesi della sponda sud del Mediterraneo. Gli obiettivi dell'accordo sono tre: rafforzare le relazioni in materia politica e di sicurezza, creare una partnership economica e finanziaria, e potenziare la cooperazione nei settori sociale, culturale e umano.

[modifica] Note

  1. http://english.hotnews.ro/Romania-reports-4.87-inflation-in-2006-articol_44108.htm
  2. http://www.insse.ro/statistici/comunicate/lunar_indicatori/a06/sic09r06.pdf Rata şomajului înregistrat în luna septembrie 2006 a fost de 5,0%
  3. Antonio Saltini, Agripower: i futuri signori del grano del Pianeta, in Spazio rurale, LI, n. 2/2006
  4. Antonio Saltini, L’Asia abbandona il riso. E’ la più grande rivoluzione alimentare della storia, in Spazio rurale, L, n. 3/2005
  5. Antonio Saltini, Un deficit confortante, una dipendenza inquietante, in Spazio rurale, XLIX, n. 8-9 2004

[modifica] Bibliografia

  • Luisa Antoniolli, Giannantonio Bennacchio, Ferdinando Layolo di Cossano. Lineamenti di diritto dell'Unione Europea, Padova, CEDAM, 2005. ISBN 8813259792
  • Biavati, Diritto processuale comunitario, Milano, Giuffré Editore
  • G. Mammarella — P. Cacace, Storia e politica dell’Unione Europea, Bari-Roma, Laterza
  • Nascimbene, Comunità e Unione europea. Codice delle istituzioni, ult. ed., Giappichelli, Torino
  • Fausto Pocar, Diritto dell'Unione e delle Comunità Europee (decima edizione), Milano, Giuffrè Editore, 2006. ISBN 8814132437
  • Tesauro, Diritto comunitario, IV ed., CEDAM, Padova, 2005
  • Tizzano, Codice dell’Unione europea, ult. ed., CEDAM, Padova
  • Giuliana Laschi, L'unione Europea, Carrocci

[modifica] Voci correlate

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