Ma poi che ‘l dolce riso humile et piano – Francesco Petrarca

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Ma poi che ‘l dolce riso humile et piano
piú non asconde sue bellezze nove,
le braccia a la fucina indarno move
l’antiquissimo fabbro ciciliano,

ch’a Giove tolte son l’arme di mano
temprate in Mongibello a tutte prove,
et sua sorella par che si rinove
nel bel guardo d’Apollo a mano a mano.

Del lito occidental si move un fiato,
che fa securo il navigar senza arte,
et desta i fior’ tra l’erba in ciascun prato.

Stelle noiose fuggon d’ogni parte,
disperse dal bel viso inamorato,
per cui lagrime molte son già sparte.

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