Martedì 6 Agosto 2019 – 143ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Seduta
Ora inizio: 12:01

La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il calendario dei lavori dopo la pausa estiva fino al 20 settembre. Le Commissioni torneranno a riunirsi lunedì 2 settembre, l’Assemblea tornerà a riunirsi da martedì 10 settembre alle ore 12,30 per esaminare il ddl sul distacco dei comuni marchigiani, provvedimenti dalla sede redigente, ratifiche di accordi internazionali, prima deliberazione sul ddl costituzionale di soppressione del CNEL, sindacato ispettivo. La settimana dal 16 al 20 settembre sarà riservata ai lavori delle Commissioni.

L’Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 1374-B, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 giugno 2019, n. 59, recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020.

La relatrice sen. Granato (M5S) ha illustrato le modifiche apportate dalla Camera: nella procedura selettiva per le assunzioni a tempo indeterminato di personale artistico e tecnico delle fondazioni lirico sinfoniche, la quota riservata ai precari storici è stata riportata al 50 per cento. La proroga per l’adeguamento alla normativa antincendio delle scuole è stata differita al 31 dicembre 2021 e per gli asili al 2019, ma è prevista l’emanazione di un decreto per la diminuzione dei rischi. Il relatore di minoranza sen. Verducci (PD) ha osservato che il provvedimento ha un’impostazione emergenziale e la stabilizzazione del personale ha un sapore propagandistico in mancanza di risorse per un’adeguata programmazione. Nella discussione è intervenuto il sen. D’Arienzo (PD) che, riconosciuti aspetti positivi quali i patti con il territorio e il credito agevolato per le fondazioni lirico sinfoniche, ha invitato il Governo a rivedere alcuni parametri di finanziamento che penalizzano i teatri con maggiore pubblico. In replica la relatrice ha ricordato che, dopo anni di mala gestione, commissariamento, tagli e licenziamenti, il Governo ha invertito la tendenza e ha avviato un percorso di stabilizzazione del personale. Nelle dichiarazioni di voto, la sen. De Petris (Misto-LeU) ha annunciato l’astensione, segnalando che il decreto penalizza i precari storici e non scioglie l’ambivalenza circa il carattere pubblico o privato delle fondazioni. Il sen. Iannone (FdI), annunciando l’astensione, si è rammaricato del mancato accoglimento di emendamenti sulla stabilizzazione e sui biglietti nominali. La sen. Malpezzi (PD), annunciando l’astensione, ha evidenziato che alla Camera è stato ridotto il numero di posti riservati ai precari storici e ha rimproverato al Governo di non aver stanziato risorse per la cultura. Il sen. Cangini (FI), annunciando l’astensione, ha rilevato che il decreto non stanzia risorse per ripristinare i corpi di ballo, non ridisegna il rapporto tra piattaforme digitali e creatività, non elimina il problema dei biglietti nominali. I sen. Pittoni (L-SP) e Daniela De Lucia (M5S) hanno annunciato voto favorevole ricordando che le risorse per la cultura saranno stanziate dalla legge per lo spettacolo dal vivo e dalla legge di bilancio.

L’Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 1372, Deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione, collegato alla manovra di finanza pubblica.

Il relatore, sen. Barbaro (L-SP), ha illustrato il provvedimento con il quale il Governo propone un’ampia delega volta a ridisegnare il settore e a proseguire il riordino avviato con la legge di bilancio che ha stanziato maggiori risorse per 60 milioni di euro: a un ridimensionamento del ruolo del Coni, ricondotto alla funzione di Comitato olimpico come negli altri Paesi del mondo, si accompagna l’esigenza di dare risposte sia per i profili sanitari dello sport che per quelli dell’istruzione. Il Governo ha accolto un ordine del giorno sull’armonizzazione del processo legislativo con i principi della carta olimpica. Il Capo I reca disposizioni in materia di ordinamento sportivo e conferisce delega al Governo per il riordino del Comitato olimpico nazionale (CONI) e della disciplina di settore. Tra i principi e criteri direttivi della delega vi sono: la definizione degli ambiti di attività del CONI, delle Federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva, in coerenza sia con le novità introdotte dall’ultima legge di bilancio sia con il ruolo proprio del CONI quale organo di governo dell’attività olimpica; la conferma dell’attribuzione al CONI, in coerenza con quanto disposto dalla Carta olimpica, della missione di incoraggiare e divulgare i principi e i valori dell’olimpismo, in armonia con l’ordinamento sportivo internazionale; la previsione di limitazioni e vincoli – inclusa la possibilità di disporne il divieto – per le scommesse sulle partite di calcio delle società che giocano nei campionati della Lega nazionale dilettanti; la previsione che il CONI eserciti poteri di vigilanza sulle attività sportive delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva e delle associazioni benemerite, al fine di garantire il loro svolgimento in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del Comitato olimpico internazionale e del CONI medesimo. L’articolo 2 introduce misure relative ai centri sportivi scolastici con l’obiettivo di organizzare e sviluppare la pratica dell’attività sportiva nelle istituzioni scolastiche. L’articolo 3 reca disciplina relativa alla cessione, al trasferimento o all’attribuzione del titolo sportivo, definito quale insieme delle condizioni che consentono la partecipazione di una società sportiva a una determinata competizione nazionale. L’articolo 4 introduce l’obbligo, per gli atti costitutivi delle società sportive professionistiche, di prevedere la costituzione di un organo consultivo deputato a tutelare gli interessi dei tifosi tramite l’espressione di pareri obbligatori, ma non vincolanti, sulle questioni di loro interesse. Il Capo II interviene in materia di professioni sportive. L’articolo 5 conferisce delega al Governo per il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché del rapporto di lavoro sportivo. Tra i principi e criteri direttivi della delega: il riconoscimento del carattere sociale e preventivo-sanitario dell’attività sportiva, quale strumento di miglioramento della qualità della vita e della salute, nonché quale mezzo di educazione e sviluppo sociale; il riconoscimento dei principi di specificità dello sport e del rapporto di lavoro sportivo (come definito a livello nazionale ed europeo) e delle pari opportunità, anche per le persone con disabilità; l’individuazione della figura del lavoratore sportivo. L’articolo 6 conferisce delega al Governo per il riordino delle disposizioni in materia di rapporti di rappresentanza di atleti e di società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo. Il Capo III reca disposizioni di semplificazione e sicurezza in materia di sport. L’articolo 7 conferisce delega al Governo per il riordino e la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi, nonché della disciplina relativa alla costruzione di nuovi impianti sportivi, alla ristrutturazione e al ripristino di quelli già esistenti, inclusi quelli scolastici. L’articolo 8 conferisce delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative relative agli adempimenti e agli oneri amministrativi e di natura contabile a carico delle Federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva, delle associazioni benemerite e delle loro affiliate riconosciuti dal CONI. L’articolo 9 conferisce delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali, al fine di garantire livelli di sicurezza più elevati. Il Capo IV, costituito dal solo articolo 10, reca le disposizioni finali.

La relatrice di minoranza sen. Sbrollini (PD), richiamando la lettera inviata questa mattina dal Comitato internazionale olimpico, ha contestato l’eccessiva ampiezza della delega, affermando che contrasta con i principi della carta olimpica, limita l’autonomia dello sport, svilisce il CONI che è ridotto a un ruolo di rappresentanza, non tiene conto delle indicazioni emerse nelle audizioni. L’Assemblea ha respinto la questione pregiudiziale avanzata dal sen. Ferrari (PD), a favore della quale hanno svolto dichiarazione di voto i sen. Simona Malpezzi (PD), Loredana De Petris (Misto-LeU) e Casini (Aut), mentre il sen. Romeo (L-SP) ha dichiarato voto contrario. Alla discussione generale hanno partecipato i sen. Tatjana Rojc, Taricco (PD), Laniece (Aut), Ciriani (FdI), Cangini (FI) i quali hanno paventato il rischio che la politica invada l’ambito sportivo e che l’Italia sia esclusa dalle competizioni olimpiche. Il relatore sen. Sbarbaro (L-SP) si è rammaricato per la restrizione del dibattito al solo articolo 1. Ha ricordato che negli anni il CONI ha perduto autonomia finanziaria e ha assicurato che ci sarà una riflessione su Sport e Salute Spa, cui la legge di bilancio ha affidato il compito di finanziare gli organismi sportivi. La relatrice di minoranza ha ribadito che il provvedimento non riveste carattere d’urgenza e richiederebbe un esame più approfondito.

Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Valente ha ricordato le storture della gestione clientelare del CONI e ha difeso la scelta di attribuire compiti finanziari a Sport e Salute Spa. Ha richiamato i principi della delega che tutelano espressamente l’autonomia del CONI, cui spettano in via esclusiva compiti di vigilanza, e ha assicurato che i decreti delegati rispetteranno la carta olimpica. Ha ricordato inoltre che il Governo ha svolto un confronto con il mondo sportivo e ha posto l’accento sull’articolo 5 che riconosce il lavoro sportivo con le relative tutele previdenziali e assicurative.

Respinti tutti gli emendamenti, nelle dichiarazioni finali i sen. Errani (Misto-LeU) e Daniela Sbrollini (PD) hanno annunciato voto contrario rimproverando al Governo di aver creato una spaccatura nel mondo dello sport; i sen. Iannone (FdI) e Moles (FI) hanno annunciato l’astensione confidando nel confronto in sede di attuazione della delega; il sen. Rufa (L-SP), annunciando voto favorevole, ha rivendicato allo Stato le scelte di indirizzo e la responsabilità dello sport, che in passato sono state delegate al CIO, e ha richiamato le norme sull’istituzione di centri sportivi nelle scuole, sulla valorizzazione dei laureati in scienze motorie e sulla tutela del lavoro sportivo. La sen. Angela Piarulli (M5S), annunciando voto favorevole, ha posto l’accento sulla funzione sociale dello sport, su una visione di lungo periodo e sulla trasparenza degli investimenti.

da: www.senato.it

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