Giacomo Leopardi – Alla Primavera o delle favole antiche

Perché i celesti danni
Ristori il sole, e perché l’aure inferme
Zefiro avvivi, onde fugata e sparta
Delle nubi la grave ombra s’avvalla;
Credano il petto inerme
Gli augelli al vento, e la diurna luce
Novo d’amor desio, nova speranza
Ne’ penetrati boschi e fra le sciolte
Pruine induca alle commosse belve;

Forse alle stanche e nel dolor sepolte
Umane menti riede
La bella età, cui la sciagura e l’atra
Face del ver consunse
Innanzi tempo? Ottenebrati e spenti
Di febo i raggi al misero (altro…)

Giacomo Leopardi – Bruto minore

Poi che divelta, nella tracia polve
Giacque ruina immensa
L’italica virtute, onde alle valli
D’Esperia verde, e al tiberino lido,
Il calpestio de’ barbari cavalli
Prepara il fato, e dalle selve ignude
Cui l’Orsa algida preme,
A spezzar le romane inclite mura
Chiama i gotici brandi;
Sudato, e molle di fraterno sangue,
Bruto per l’atra notte in erma sede,
Fermo già di morir, gl’inesorandi
Numi e l’averno accusa,
E di feroci note
Invan la sonnolenta aura percote.
Stolta virtù, le cave nebbie, i campi
Dell’inquiete larve
Son le (altro…)

Giacomo Leopardi – A un vincitore nel pallone

Di gloria il viso e la gioconda voce,
Garzon bennato, apprendi,
E quanto al femminile ozio sovrasti
La sudata virtude. Attendi attendi,
Magnanimo campion (s’alla veloce
Piena degli anni il tuo valor contrasti
La spoglia di tuo nome), attendi e il core
Movi ad alto desio. Te l’echeggiante
Arena e il circo, e te fremendo appella
Ai fatti illustri il popolar favore;
Te rigoglioso dell’età novella
Oggi la patria cara
Gli antichi esempi a rinnovar prepara.
Del barbarico sangue in Maratona
Non colorò la destra
Quei (altro…)

Giacomo Leopardi – Nelle Nozze della sorella Paolina

Poi che del patrio nido
I silenzi lasciando, e le beate
Larve e l’antico error, celeste dono,
Ch’abbella agli occhi tuoi quest’ermo lido,
Te nella polve della vita e il suono
Tragge il destin; l’obbrobriosa etate
Che il duro cielo a noi prescrisse impara,
Sorella mia, che in gravi
E luttuosi tempi
L’infelice famiglia all’infelice
Italia accrescerai. Di forti esempi
Al tuo sangue provvedi. Aure soavi
L’empio fato interdice
All’umana virtude,
Né pura in gracil petto alma si chiude.
O miseri o codardi
Figliuoli avrai. Miseri eleggi. (altro…)

Giacomo Leopardi – Ad Angelo Mai

Italo ardito, a che giammai non posi
Di svegliar dalle tombe
I nostri padri? ed a parlar gli meni
A questo secol morto, al quale incombe
Tanta nebbia di tedio? E come or vieni
Sì forte a’ nostri orecchi e sì frequente,
Voce antica de’ nostri,
Muta sì lunga etade? e perché tanti
Risorgimenti? In un balen feconde
Venner le carte; alla stagion presente
I polverosi chiostri
Serbaro occulti i generosi e santi
Detti degli avi. E che valor t’infonde,
Italo egregio, il fato? (altro…)

Giacomo Leopardi – Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze

Perché le nostre genti
Pace sotto le bianche ali raccolga,
Non fien da’ lacci sciolte
Dell’antico sopor l’itale menti
S’ai patrii esempi della prisca etade
Questa terra fatal non si rivolga.
O Italia, a cor ti stia
Far ai passati onor; che d’altrettali
Oggi vedove son le tue contrade,
Né v’è chi d’onorar ti si convegna.
Volgiti indietro, e guarda, o patria mia,
Quella schiera infinita d’immortali,
E piangi e di te stessa ti disdegna;
Che senza sdegno omai la doglia è stolta:
Volgiti e (altro…)

Giacomo Leopardi – All’Italia

O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l’erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi
I nostri padri antichi. Or fatta inerme,
Nuda la fronte e nudo il petto mostri.
Oimè quante ferite,
Che lividor, che sangue! oh qual ti veggio,
Formosissima donna! Io chiedo al cielo
E al mondo: dite dite;
Chi la ridusse a tale? E questo è peggio,
Che di (altro…)

Giovanni Pascoli – Paulo Ucello

Capitolo I

In prima come Paulo dipintore fiorentino s’invogliò d’un monachino o ciuffolotto e non poté comprarlo e allora lo dipinse.

Di buona ora tornato all’abituro
Paulo di Dono non finì un mazzocchio
ch’egli scortava. Dipingea sul muro

un monachino che tenea nell’occhio
dalla mattina, che con Donatello
e ser Filippo era ristato a crocchio.

Quelli compravan uova. Esso un fringuello
in gabbia vide, dietro il banco, rosso
cinabro il petto, e nero un suo mantello;

nero un cappuccio ed un mantello (altro…)

Giovanni Pascoli – Rossini

PRELUDIO

Di sghembo entrò, cantarellando roco,
nella sua stanza, e s’avviò pian piano
alla finestra. Aveva, dentro, il fuoco.

Nella via scura, ormai deserta, un coro
ebbro e discorde si perdea lontano.
Ma il cielo pieno era di note d’oro.

Era la Lira, appesa al cielo, in riva
della Galassia, sovra il monte santo.
Al soffio eterno ella da sé tinniva.

Al suo tinnir cantava il Cigno immerso
nell’onde bianche, e col suo grande canto
placido navigava l’Universo.

Ma no: Rossini non udia che (altro…)

Giovanni Pascoli – Tolstoi

Cercava sempre, ed era ormai vegliardo.
Cercava ancora, al raggio della vaga
lampada, in terra, la caduta dramma.
L’avrebbe forse ora così sorpreso
con quella fioca lampada pendente,
e gliel’avrebbe con un freddo soffio
spenta, la Morte. E presso a morte egli era!
e Dio gli disse: “Io già non venni a pace
mettere in terra; pace no, ma spada.
Venni a separar l’uomo da suo padre,
figli da madre, suocera da nuora.
I suoi di casa l’uomo avrà nemici”.
E Dio soggiunse: (altro…)

Errico Malatesta – L’evoluzionismo di P. Kropotkin

Pietro Kropotkin è senza dubbio uno di quelli che hanno contribuito di più  forse più che gli stessi Bakunin ed Eliseo Reclus  alla elaborazione e alla propagazione dell’idea anarchica. Ed egli ha perciò ben meritato l’ammirazione e la riconoscenza che tutti gli anarchici hanno per lui.
Ma, in omaggio alla verità e nell’interesse superiore della causa, bisogna riconoscere che l’opera sua non è stata tutta ed esclusivamente benefica. Non fu (altro…)

Errico Malatesta – Il Socialismo in Italia

(…) Quando Bakunin venne in Italia, una profonda crisi travagliava il paese, e specialmente quella parte eletta del paese che partecipava alla vita politica non per basso egoismo di avventurieri ed arrivisti, ma per ragioni ideali ed amore sincero di bene generale.
Il nuovo regno dei Savoia, cui aveva messo capo la lotta per l’indipendenza d’Italia, non rispondeva punto alle aspirazioni di coloro che prima e meglio di tutti avevano promosso e (altro…)

Garcilaso de la Vega – Cuando me paro a contemplar mi estado

Cuando me paro a contemplar mi estado
y a ver los pasos por dó me ha traído,
hallo, según por do anduve perdido,
que a mayor mal pudiera haber llegado;

mas cuando del camino estoy olvidado,
a tanto mal no sé por dó he venido:
sé que me acabo, y mas he yo sentido
ver acabar conmigo mi cuidado.

Yo acabaré, que me entregué sin arte
a quien sabrá perderme y acabarme,
si quisiere, y aun sabrá querello:

que pues mi voluntad (altro…)

Gil Vicente – Dicen que me case yo

Dicen que me case yo:
no quiero marido, no.

Más quiero vivir segura
n’esta sierra a mi soltura,
que no estar en ventura
si casaré bien o no.
Dicen que me case yo:
no quiero marido, no.

Madre, no seré casada
por no ver vida cansada,
o quizá mal empleada
la gracia que Dios me dio.
Dicen que me case yo:
no quiero marido, no.

No será ni es nacido
tal para ser mi marido;
y pues que tengo sabido
que la flor ya me la só,
dicen que (altro…)

Jose Zorrilla – A la memoria desgraciada del joven literato D. Mariano José de Larra

Ese vago clamor que rasga el viento
es la voz funeral de una campana;
vano remedo del postrer lamento
de un cadáver sombrío y macilento
que en sucio polvo dormirá mañana.

Acabó su misión sobre la tierra,
y dejó su existencia carcomida,
como una virgen al placer perdida
cuelga el profano velo en el altar.
Miró en el tiempo el porvenir vacío,
vacío ya de ensueños y de gloria,
y se entregó a ese sueño sin memoria,
¡que nos lleva a otro mundo (altro…)

AAVV – Vladimir Vysotsky

Si potrebbe essere sopraffatti dalla cronaca‚ dalla tentazione di considerare Vladimir Vysotsky come la scoperta di un ennesimo dissidente, di un eretico cresciuto all’ombra dei divieti del regime sovietico. O peggio ancora cedere alle facili lusinghe del poeta maudit, dei predestinati al martirio poetico-musicale alla Jim Morrison. Ma non è così, o almeno non solo. Se a dodici anni dalla sua scomparsa ha senso “scoprire” questo personaggio così poco conosciuto da (altro…)

AAVV – Racconti Galeghi

Un bambino incapace di sopportare una già lunghissima vita a ritroso; un forzuto di paese imbestialito per essere stato ritratto in un mascherone da carnevale con tanto di verruche sul naso; i giochi crudeli d’una banda di ragazzi che mimano il violento mondo degli adulti; un guaritore che cura i pazienti facendosi raccontare particolari curiosi della loro vita o distraendoli con barzellette, fino a scoprire il nome segreto d’ogni singola malattia…

Sono (altro…)

AAVV – Racconti dalle Canarie

L’arcipelago vulcanico subtropicale delle Canarie, costituito da sette isole maggiori, con un milione e mezzo di abitanti concentrati in circa 7.500 chilometri quadrati, si trova al largo della costa atlantica nordoccidentale dell’Africa, dove gli antichi collocavano il Giardino dei Beati o quello delle Esperidi, da cui Ercole, varcate le famose colonne, rubò le mele d’oro. La conquista spagnola, conclusasi alla fine del XV secolo, portò alla scomparsa o assimilazione degli aborigeni (altro…)

AAVV – Racconti Ecuadoriani

«Ieri sera, attorno alla mezzanotte e trenta, l’agente di polizia N. 451, che prestava servizio nella zona, trovò, all’incrocio delle vie Escobedo e García, un individuo di nome Ramírez, in pressoché completo stato di prostrazione. Il poveretto sanguinava abbondantemente dal naso e, interrogato che fu dall’agente, disse di essere stato vittima di un’aggressione da parte di alcuni individui a lui sconosciuti, unicamente per aver chiesto loro una sigaretta. L’agente invitò il (altro…)

José María Blanco-White – La revelacion interna

¿Adónde te hallaré, Ser Infinito?
¿En la más alta esfera? ¿En el profundo
abismo de la mar? ¿Llenas el mundo
o en especial un cielo favorito?

«¿Quieres saber, mortal, en dónde habito?»,
dice una voz interna. «Aunque difundo
mi ser y en vida el universo inundo,
mi sagrario es un pecho sin delito.

»Cesa, mortal, de fatigarte en vano
tras rumores de error y de impostura,
ni pongas tu virtud en rito externo;

»no abuses de los dones de mi mano,
no esperes (altro…)

L. Frank Baum – Little Wizard Stories in Oz

EText-No. 19467
Title: Little Wizard Stories of Oz
Author: Baum, L. Frank (Lyman Frank), 1856-1919
Language: English
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      1/9/4/6/19467/19467-mp3/littlewizardstories_01_baum.mp3

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      1/9/4/6/19467/19467-mp3/littlewizardstories_02_baum.mp3

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      1/9/4/6/19467/19467-mp3/littlewizardstories_03_baum.mp3

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      1/9/4/6/19467/19467-mp3/littlewizardstories_04_baum.mp3

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      1/9/4/6/19467/19467-mp3/littlewizardstories_05_baum.mp3

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      1/9/4/6/19467/19467-mp3/littlewizardstories_06_baum.mp3

Anonymous – Evangile selon Saint Jean – Traduction Française par Louis Segond – 1910 – Audiobook

      jean_01-05_bible_lsg-1910_64kb
      jean_06-08_bible_lsg-1910_64kb
      jean_09-12_bible_lsg-1910_64kb
      jean_13-17_bible_lsg-1910_64kb
      jean_18-21_bible_lsg-1910_64kb

da: http://www.librivox.org
Licenza: Pubblico Dominio

http://www.classicistranieri.com/wp-content/uploads/2011/08/Evangile_Jean_1109.pdf

Léon Bloy – Projet d’Oraison funebre

C’est à peine si quelques-uns savent qu’il vient de mourir. Quand la multitude de ceux qui se croient vivants apprendra sa mort, il y aura sûrement dans les journaux de vives jérémiades clichées sur le grand écrivain défunt «qu’on a eu la douleur de perdre», après l’avoir si bassement détesté pendant sa vie.

Ces lamentations univoques et professionnelles seront ramassées à la pelle, comme la terre des cimetières, par les fossoyeurs de (altro…)

Léon Bloy – Le Parloir des Tarentules

Ce fut chez Barbey d’Aurevilly, en 1869, au temps de ma jeunesse radieuse, que je rencontrai ce poète. Il m’intéressa tout de suite par ses cheveux et son coup de gueule.

C’était un hirsute blanc dont le port de tête continuel semblait un défi à tous les tondeurs. Bien qu’il eût à peine quarante ans, l’épaisse toison couleur de neige qu’il secouait dans les vents lui donnait, à quelque distance, l’aspect d’un (altro…)

Léon Bloy – La Religion de M. Pleur

Généralement, les individus
qui ont excité mon dégoût en ce
monde étaient des gens florissants
et de bonne renommée. Quant aux
coquins que j’ai connus, et ils ne
sont pas en petit nombre, je pense
à eux, à eux tous sans exception,
avec plaisir et bienveillance.
THOMAS DE QUINCEY

L’aspect de ce vieillard fécondait la vermine. Le fumier de son âme était tellement sur ses mains et sur son visage qu’il n’eût pas été possible d’imaginer un contact plus effrayant. (altro…)

Léon Bloy – La Tisane

Jacques se jugea simplement ignoble. C’était odieux de rester là, dans l’obscurité, comme un espion sacrilège, pendant que cette femme, si parfaitement inconnue de lui, se confessait.

Mais alors, il aurait fallu partir tout de suite, aussitôt que le prêtre en surplis était venu avec elle, ou, du moins, faire un peu de bruit pour qu’ils fussent avertis de la présence d’un étranger. Maintenant, c’était trop tard, et l’horrible indiscrétion ne pouvait (altro…)

Charles Baudelaire – Le Vampire

Toi qui, comme un coup de couteau,
Dans mon coeur plaintif es entrée ;
Toi qui, forte comme un troupeau
De démons, vins, folle et parée,

De mon esprit humilié
Faire ton lit et ton domaine ;
– Infâme à qui je suis lié
Comme le forçat à la chaîne,

Comme au jeu le joueur têtu,
Comme à la bouteille l’ivrogne,
Comme aux vermines la charogne,
– Maudite, maudite sois-tu !

J’ai prié le glaive rapide
De conquérir ma liberté,
Et j’ai dit au poison (altro…)

Charles Baudelaire – Le Soleil

Le long du vieux faubourg, où pendent aux masures
Les persiennes, abri des secrètes luxures,
Quand le soleil cruel frappe à traits redoublés
Sur la ville et les champs, sur les toits et les blés,
Je vais m’exercer seul à ma fantasque escrime,
Flairant dans tous les coins les hasards de la rime,
Trébuchant sur les mots comme sur les pavés,
Heurtant parfois des vers depuis longtemps rêvés.

Ce père nourricier, ennemi des chloroses,
Eveille dans les champs les vers (altro…)

Charles Baudelaire – Le Voyage

Pour l’enfant, amoureux de cartes et d’estampes,
L’univers est égal à son vaste appétit.
Ah ! que le monde est grand à la clarté des lampes !
Aux yeux du souvenir que le monde est petit !

Un matin nous partons, le cerveau plein de flamme,
Le coeur gros de rancune et de désirs amers,
Et nous allons, suivant le rythme de la lame,
Berçant notre infini sur le fini des mers :

Les uns, joyeux de fuir une (altro…)

Charles Baudelaire – Allégorie

C’est une femme belle et de riche encolure,
Qui laisse dans son vin traîner sa chevelure.
Les griffes de l’amour, les poisons du tripot,
Tout glisse et tout s’émousse au granit de sa peau.
Elle rit à la mort et nargue la Débauche,
Ces monstres dont la main, qui toujours gratte et fauche,
Dans ses jeux destructeurs a pourtant respecté
De ce corps ferme et droit la rude majesté.
Elle marche en déesse et repose en sultane ;
Elle a (altro…)

Giosuè Carducci – L’Aminta e la vecchia poesia pastorale

I

L’Aminta è un portento: portento vivo d’armonia tra l’ispirazione e l’espressione e l’impressione rispondentisi negli effetti, che è il sommo nell’arte della poesia riflessa: portento storico nella spirituale continuità della poesia italiana, perché venne al momento opportuno, chiudendo il lavoro della imitazione perennemente innovante e trasformante del Rinascimento e aprendo nella idealizzazione, se può dirsi, della sensualità voluttuosamente malinconica l’età della musica, la quale nel regno della fantasia e dell’arte doveva (altro…)

Giosuè Carducci – Sì crudelmente fero è quel flagello

Sí crudelmente fero è quel flagello
Onde me già del breve correr lasso
Il disinganno sferza a ciascun passo,
Che fine io chiamo al reo cammin l’avello;

E tra forme gentili e nel piú bello
Aprir de’ floridi anni io l’occhio abbasso,
Quasi cercando oltre la terra il passo
A l’inamabil cieco ultimo ostello.

Ma di speme atteggiato e di dolore
Mi sofferma un sembiante; e lacrimoso
Pur in me guarda, e pio tace. Furore

Quinci ed amor nel petto procelloso
Surgono a (altro…)

Giosuè Carducci – Tu mesta peregrina il dolce nido

Tu, mesta peregrina, il dolce nido
Lasci e de l’aer nostro il novo gelo:
T’invita più benigno ardor di cielo
E primavera di straniero lido.

E me lasci che tristi ore divido
Pur co ‘l dolore onde i lassi occhi velo.
Tornerà tempo che senz’ombra o velo
Si porga l’aer nostro a te piú fido.

Allor candidi soli; allor fiorente
Il colle e il piano; allor tutto d’amore
Ti riconsiglierà soavemente.

Né allor ti sovverrai l’uman dolore
Di che si piange or qui. (altro…)

Giosuè Carducci – Peregrino del ciel Garrulo a volo

Peregrino del ciel, garrulo a volo
Tu fuggi innanzi a le stagion nembose,
E vedi il Nilo e nostre itale rose,
Né muti stanza perché muti polo:

Se pur de le lontane amate cose
Cape ne’ vostri angusti petti il duolo,
Né mai flutto inframesso o pingue suolo
Oblio del primo nido in cor ti pose;

Quando l’ala soffermi a’ poggi lieti
Che digradano al mar da l’Apennino
Bianchi di marmi e bruni d’oliveti,

Una casa a la valle ed un giardino
Cerca, (altro…)

Giosuè Carducci – Forse avverrà se destro il fato assente

Forse avverrà, se destro il fato assente
Vóto che surga pio di sen mortale,
Giuseppe, e s’a piú ferma età non mènte
Il prometter di questa audace e frale,

Che in piú libero cielo aderga l’ale,
D’amor, di sdegno e di pietà possente,
Questo verso, che fioco or passa quale
Eco notturna per vallea silente:

Pur caro a me, che del rio viver lasso,
Ma ogn’or di voi, sacre sorelle, amante
Lo inscrivo qui come in funereo sasso:

Pago se alcun dirà (altro…)

Giosuè Carducci – Ideale

Poi che un sereno vapor d’ambrosia
da la tua coppa diffuso avvolsemi,
o Ebe con passo di dea
4     trasvolata sorridendo via;

non piú del tempo l’ombra o de l’algide
cure su ‘l capo mi sento; sentomi,
o Ebe, l’ellenica vita
8     tranquilla ne le vene fluire.

E i ruinati giú pe ‘l declivio
de l’età mesta giorni risursero,
o Ebe, nel tuo dolce lume
12    agognanti di rinnovellare;

e i novelli anni da la caligine
volenterosi la fronte adergono,
o Ebe, al tuo raggio (altro…)

We are not Charlie and we will never be.