Arrigo Boito – Il trapezio

Savio Meng-pen, discepolo mio prediletto, fin da quel giorno in cui la paralisi m’irrigidì la lingua (e fu in sul principio di questa luna), tu mi sei stato sempre vicino, hai soccorso ai bisogni del mutolo ora indagando il mio cenno, or seguendo con l’occhio, e come anche ora fai,…

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Arrigo Boito – Iberia

I. L’epoca di questo fatto ci è ignota; il paese è la Spagna. Un cavallo corre furiosamente per campi deserti, un cavaliere lo sprona, nero l’uno, nero l’altro; ravvolti nelle pieghe d’un immenso mantello, sembrano una nuvola d’uragano che voli, radendo la terra, col fulmine in grembo. Il cavaliere nasconde…

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Arrigo Boito – L’alfier nero

Chi sa giocare a scacchi prenda una scacchiera, la disponga in bell’ordine davanti a sé ed immagini ciò che sto per descrivere. Immagini al posto degli scacchi bianchi un uomo dal volto intelligente; due forti gibbosità appaiono sulla sua fronte, un po’ al disopra delle ciglia, là dove Gall mette…

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Edgar Allan Poe – Doppio assassinio nella via Morgue

Le facoltà dello spirito, che si definiscono colla parola analitiche, sono in sè stesse pochissimo suscettibili d’analisi, e non le apprezziamo se non per i loro risultati. Quello che ne sappiamo, tra le altre cose, è che esse sono, per chi le possiede in grado straordinario, sorgente di vive gioje….

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Edgar Allan Poe – Silenzio

Le sommità delle montagne riposano; la vallata, le rocce e la caverna sono mute. Alcman. – Ascoltami, disse il Demonio, posandomi la sua mano sulla testa. La contrada di cui ti parlo è una ben triste contrada nella Libia, sulle rive del fiume Zaira. E là non regnano nè riposo,…

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Edgar Allan Poe – Morella

Lui stesso, per lui stesso, con lui stesso, omogeneo, eterno. Platone. Ciò che io provavo verso la mia amica Morella era una profonda, ma singolarissima affezione. – Avendo fatto a caso la sua conoscenza, or son molti anni, la mia anima avvampò, fino dal nostro primo incontro, di ardori che…

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Edgar Allan Poe – Il ritratto ovale

Il castello, nel quale il mio domestico s’era deciso di penetrare a viva forza, anziché permettermi, deplorevolmente ferito come io era, di passare una notte all’aria aperta, era una di quelle costruzioni, indecifrabile miscuglio di grandezza e di melanconia, che hanno per sì lungo tempo innalzate le loro rocche eccelse…

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