Please visit our new website audiobookgratis.it. It's absolutely free!

Privacy Policy - Cookie Policy - Termini e condizioni di servizio




Sorry, but we don't accept any kind of donations.
But if you insist, you can help us indirectliy. Just subscribe our YouTube channel.

buying one of our books here (some of theme are also available for free download):

Il volto di Don Chisciotte [INFO] [BUY NOW] [E-BOOK PUB] [GET A FREE COPY] [AUDIO EXTRACT]
Debito Formativo [INFO] [BUY NOW] [E-BOOK EPUB] [KINDLE] [AUDIO EXTRACT]
Nunc et in hora mortis nostrae [BUY NOW] [AUDIOBOOK] [E-BOOK EPUB] [FREE PDF EDITION] [YOUTUBE]
Audiolibri Audible [LINK] [CURATELA LIBRIVOX]
Installare WordPress ed evitare lo stress [E-BOOK EPUB] [KINDLE]
Duepuntozero [BUY NOW] [FREE PDF EDITION]
Un giorno tutto questo dolore ti sarà inutile (never completed) [FREE ODT EDITION]
Difendere la Privacy (very, very old) [FREE PDF EDITION]

We support the Kiwix project (ZIM format) for reading Wikipedia, Wikisource, Wikinews, Wikibooks, Wikiquote, Wikihow, Wikiwoyage, Wikitionary, Wikiversity.
Project Gutenberg, Videos, Vikidia and Other Resources off line


Ruggieri Apuliese – Umìle sono, ed orgoglioso

Umìle sono ed orgoglioso,
prode e vile e corag[g]ioso,
franco e sicuro e pauroso,
e sono folle e sag[g]io,
e dolente e allegro e gioioso,
largo e scarso e dubitoso,
cortese e villano enodioso;
fac[c]iomi pro e danag[g]io.
E dirag[g]iovi, [ buona gente,] como
male e bene ag[g]’io più di null’omo.
Povero e ric[c]o e disasciato
sono, e fermo e malato,
giovane e vec[c]hio, ed agravato
e sano spessamente;
mercé faccio e pec[c]ato,
ch’io favello e non sono nato,
sono disciolto e legato
lo core e la mente.
Or intendete [ di ciò ] la rasgione:
giorno e notte istò [in] pensasgione.
Umìle son quando la veo;
e orgoglioso ché goleo
quella per cui mi deleo
s’io la potesse avere;
e sono pro’ per lei ch’è Deo,
tant’ è chiaro il suo splendeo;
bene son vil ch’i’ no scoteo
lo mio corag[g]io a dire.
Franco e sicuro sono ch’io vi ‘ntendo;
e pauroso ché non ag[g]io amendo.
Savio sono ch’io non dico
d’orgoglio né acatto nemico;
e sono folle ch’io m’imbrico
in così alto amore;
e villano ch’io mi disdico
di tut[t]e l’altre es[s]ere amico;
e cortese ch’io gastico
di villania ‘l mio core.
Ag[g]ione pro ch’io ne sono insegnato;
e danno c’amo e non sono amato.
Largo sono del fino amare;
e scarso molto d’ubrïare
quella che mi fa pensare
la notte e la dia;
di spaldire mi fa allegrare:
quando la veo non pos’ parlare;
e dolente mi fa stare:
di sé fa carestia.
Ag[g]ione pro per lei, ch’è [ . . . ] dia,
e male, non che madonna il mi dia.
Ric[c]o sono de la speranza;
povero di fin’amanza;
sanami la fina amanza,
quando la pos’ vedere;
n’ò gran male che mi lanza;
fermami la grand’ esmanza;
e favello a gran baldanza:
tut[t]or la gredo avere.
Ma non son nato a quel ch’io penzo fare,
se madonna non mi degnasse [amare].
Legato son, non pos’ fug[g]ire
i[n] nulla parte al meo disire;
sono disciolto per servire
tut[t]or, se mi valesse;
vec[c]hio sono per ubidire
quella che mi fa morire;
giovane, al buono ver dire,
se madona volesse.
E fo pec[c]ato, per lei ché m’ascondo;
e mercé ché di mal fare m’ascondo.
[R]ug[g]ieri Apugliesi conti,
Dio!, con’ vive a forti punti;
cavalieri e marchesi e conti
lo dicono igne parte,
che mali e beni a·llui son giunti;
questo mondo e valli e monti.
Madonna li sembianti à conti;
lo cor m’auna e parte.
E la ventura sempre scende e sale;
tosto aviene a l’omo bene e male.


I commenti qui sono chiusi.