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Giuseppe Cesare Abba – Prendi moglie!

Adagio, adagio, anche pel dottor Asquini erano arrivati i cinquantacinque, età già così solenne che chi l’ha gli pare di non poter vedere il fondo delle memorie, da tante che sono, sebbene talora le colga tutte con un’occhiata della mente, come se tutto fosse di ieri. E l’Asquini, in quanto a memorie, poteva dire d’aver vissuto per due. Medico da trent’anni, era ormai come un vecchio e buon parroco, perchè nel (altro…)

Giuseppe Cesare Abba – I baffi ed il cuore del signor Saul

– Tant’è, questa sera non posso mangiare! – esclamò il signor Saul, spingendo in là il piatto di carne che aveva dinanzi; – Grifò, prova a darmi due peperoni.
– Perchè, signor padrone? non aveva comandato l’arrosto? – venne a dire Lucrezia, stando sull’uscio, tra la cucina e la sala da pranzo.
– Sì, ma non lo voglio più; non ho appetito. Perchè fate il muso ora? Non ho mica detto che il (altro…)

Giuseppe Cesare Abba – Il Dottor Crisante

Il dottor Paleari se ne tornava cavalcando come se non sapesse neppure d’essere in sella, tanto l’animo suo si lasciava rapire dalla vista dei monti lontani di dov’egli veniva, i bei monti tra i quali, cadendo dall’opposta parte dell’orizzonte, il sole entrava di traverso, e vi illuminava certe profondità di boschi, che nell’altre ore del giorno l’occhio non trovava, e che, a guardarle in quell’ora, parevano senza fine.
Che pace lassù! esserci (altro…)

Giuseppe Cesare Abba – Da Quarto al Volturno – Sezione 3 – Da Milazzo a Messina

Dov’è, che cosa è Milazzo? Sono corso a vedere la carta; eccolo tra Cefalù e il Faro, una lingua sottile, che si inoltra e par che guizzi nel mare.

D’oggi in là quel po’ di terra scura, col castello di cui sento parlare, non mi verrà mai vista con la fantasia tra l’acque azzurre, senza che la visione si mescoli di file rosse correnti come rivi di sangue in mezzo al verde (altro…)

Giuseppe Cesare Abba – Da Quarto al Volturno – Sezione 2 – Da Calatafimi a Palermo

Alcamo, 17 maggio

Sulla soglia d’una chiesetta, quasi in riva al mare.

Da Calatafimi a qui fu una camminata allegra, per campagne fiorenti. Ma dappertutto vi era traccia della sconfitta che facemmo toccare ai regi: zaini, berretti, bende insanguinate buttate lungo la via. All’alba partendo si cantava; poi, tra per quella vista e per il sole che si alzò a schiacciarci, si tacque e si tirò innanzi come ombre. Verso le dieci, ci (altro…)

Giuseppe Cesare Abba – Da Quarto al Volturno – Sezione 1 – “Alla vigilia della grande impresa”

Parma, 3 maggio 1860. Notte.

Le ciance saranno finite. Se ne intesero tante che parevano persino accuse. – Tutta Sicilia è in armi; il Piemonte non si può muovere; ma Garibaldi? – Trentamila insorti accerchiano Palermo: non aspettano che un capo, Lui! Ed egli se ne sta chiuso in Caprera? – No, è in Genova. – E allora perché non parte? – Ma Nizza ceduta? dicevano alcuni. E altri più generosi: – (altro…)