Archivi tag: Barbieri

Walter Scott – I puritani di Scozia – Traduzione di Gaetano Barbieri

EText-No. 43458
Title: I Puritani di Scozia, vol. 1
Author: 1832;Scott, Sir Walter;1771;Scott, Walter;Cleishbotham, Jedediah;Templeton, Laurence;Malagrowther, Malachi
Language: Italian
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EText-No. 43458
Title: I Puritani di Scozia, vol. 1
Author: 1832;Scott, Sir Walter;1771;Scott, Walter;Cleishbotham, Jedediah;Templeton, Laurence;Malagrowther, Malachi
Language: Italian
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EText-No. 43458
Title: I Puritani di Scozia, vol. 1
Author: 1832;Scott, Sir Walter;1771;Scott, Walter;Cleishbotham, Jedediah;Templeton, Laurence;Malagrowther, Malachi
Language: Italian
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EText-No. 43458
Title: I Puritani di Scozia, vol. 1
Author: 1832;Scott, Sir Walter;1771;Scott, Walter;Cleishbotham, Jedediah;Templeton, Laurence;Malagrowther, Malachi
Language: Italian
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EText-No. 43458
Title: I Puritani di Scozia, vol. 1
Author: 1832;Scott, Sir Walter;1771;Scott, Walter;Cleishbotham, Jedediah;Templeton, Laurence;Malagrowther, Malachi
Language: Italian
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Walter Scott – La sposa di Lammermoor – Traduzione di Gaetano Barbieri

EText-No. 42881
Title: La promessa sposa di Lammermoor, Tomo I (of 3)
Author: 1771;Scott, Walter;Cleishbotham, Jedediah;Scott, Sir Walter;Malagrowther, Malachi;Templeton, Laurence;1832
Language: Italian
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EText-No. 42881
Title: La promessa sposa di Lammermoor, Tomo I (of 3)
Author: 1771;Scott, Walter;Cleishbotham, Jedediah;Scott, Sir Walter;Malagrowther, Malachi;Templeton, Laurence;1832
Language: Italian
Link: 4/2/8/8/42881/42881-h/42881-h.htm

EText-No. 42881
Title: La promessa sposa di Lammermoor, Tomo I (of 3)
Author: 1771;Scott, Walter;Cleishbotham, Jedediah;Scott, Sir Walter;Malagrowther, Malachi;Templeton, Laurence;1832
Language: Italian
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EText-No. 42881
Title: La promessa sposa di Lammermoor, Tomo I (of 3)
Author: 1771;Scott, Walter;Cleishbotham, Jedediah;Scott, Sir Walter;Malagrowther, Malachi;Templeton, Laurence;1832
Language: Italian
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EText-No. 42881
Title: La promessa sposa di Lammermoor, Tomo I (of 3)
Author: 1771;Scott, Walter;Cleishbotham, Jedediah;Scott, Sir Walter;Malagrowther, Malachi;Templeton, Laurence;1832
Language: Italian
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EText-No. 42883
Title: La promessa sposa di Lammermoor, Tomo III (of 3)
Author: 1771;Templeton, Laurence;1832;Malagrowther, Malachi;Cleishbotham, Jedediah;Scott, Sir Walter;Scott, Walter
Language: Italian
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EText-No. 42883
Title: La promessa sposa di Lammermoor, Tomo III (of 3)
Author: 1771;Templeton, Laurence;1832;Malagrowther, Malachi;Cleishbotham, Jedediah;Scott, Sir Walter;Scott, Walter
Language: Italian
Link: 4/2/8/8/42883/42883-h/42883-h.htm

EText-No. 42883
Title: La promessa sposa di Lammermoor, Tomo III (of 3)
Author: 1771;Templeton, Laurence;1832;Malagrowther, Malachi;Cleishbotham, Jedediah;Scott, Sir Walter;Scott, Walter
Language: Italian
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EText-No. 42883
Title: La promessa sposa di Lammermoor, Tomo III (of 3)
Author: 1771;Templeton, Laurence;1832;Malagrowther, Malachi;Cleishbotham, Jedediah;Scott, Sir Walter;Scott, Walter
Language: Italian
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EText-No. 42883
Title: La promessa sposa di Lammermoor, Tomo III (of 3)
Author: 1771;Templeton, Laurence;1832;Malagrowther, Malachi;Cleishbotham, Jedediah;Scott, Sir Walter;Scott, Walter
Language: Italian
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Ulisse Barbieri – Un sogno

Già di fitte tenèbre si copriva
Il Cielo e belli di lor calma luce
Sfavillavano gli astri. Armonizzava
Il Creato una santa melodia
D’amore, e il dolce mormorio dell’aura,
Dell’usignuol la nota mestamente
Cara spingea la mente involontaria
A svolger quelle pure aspirazioni
Senza cui non è vita. Allor le molli
Pupille chiuse al sonno, ed il pensiero
Tacque. Ma non col sonno accavalcarsi
Immagini ad immagine. Una, sola
Bella, radiante, sfolgorommi innanzi
Nella magica possa ond’ella adorna
Prima mostrossi alle abbagliate ciglia
Il primo dì che in lei lo sguardo io fissi,
E da quel guardo mi discese al core
Un’arcana dolcezza, una febbrile
Ansia di lunghi rapimenti, il dolce
Vagheggiar d’una speme, onde si mesce
Il dolore e la gioja, e tutto è bello,
Anche la morte quando fia divisa;
Fu sogno il mio?… tanto almen protrarsi
Possa che la mia stanca anima trovi
Un istante di calma, e una dolce ora
Di delirio l’allieti. Tutto fugge
Innanzi all’uomo, e sono ahi! ben caduche!
Le gioie che ne screziano il cammino!…
Oh! angelica sembianza che fra il sogno
Nell’ebbrezza profonda d’un istante,
Tanto m’hai gioja quì nel core infusa,
Che mesta senza te la vita scorre…
Deh! a me non t’invola aereo spirto
Dimmi! deh… dimmi ove cercar ti debbo!…
Col guardo intento e d’un’arcana speme
Animato pur sempre, in ogni stella
M’affisserò che ad ogni canto, a ogni aura
Che l’orecchio mi sfiori, la tua voce
Cara e gentil, come armonia divina
Persuaderammi l’alma, e dell’Eliso
Non avrò invidia se tu meco in terra
Dividerai la mia grama esistenza!…
D’amor, lo credi, ha d’uopo ogni Poeta.
Oh! perché sgorghi altiero, o lieto il canto
Dalle sue labbra trepidanti sempre,
Perché il pianto ed il gemito raccolga
E l’infame tripudio della colpa,
E in faccia al mondo l’indignato scagli
O il tremebondo accento, ognor d’un cuore
Ardente e casto che col suo s’unisca
Egli ha d’uopo: d’un cor che lo comprende!…
D’un sorriso ove possa inebbriarsi,
E d’una mano che la sua riarsa
Or dall’ira talor resa tremante
D’alta pietà gli stringa, e sul suo seno
Riposi ancor lo stanco capo, dove
Tanta ferve d’immagini convulsa
Continua lotta!… Ei non sarà mai grande
Tanto siccome allor ch’egli alla donna
Ch’elesse inspiratrice de’ suoi Canti
Dirà fremendo nel fervor d’un bacio:
A te… a te sola tutta la mia gloria!…
Di quanti beni sol fabbro è l’eterno
Il tuo amore vogl’io, e s’anco l’uomo
Tutto il livor sopra di me scagliasse
Il tuo amore mi basta!… Co’ miei Canti
Qui, nel mio cor vivrai eternamente!…
Separati dal mondo, ne fia mondo
Il nostro affetto sol, quanto ci attornia
Sol d’amor ne favelli, ed ei ne tessa
Un eterno concento… Ancor sul labbro
Mormorava la supplice parola…
Sull’ingenuo sembiante si diffuse
Un soave sorriso, troppo bello
Per esser mortale, promettente
Di troppo cara speme per durare
Più d’un istante, e quell’istante volse!…
Tesi le braccia con supremo sforzo,
Di luce un raggio mi colpì le ciglia,
Era luce comun, raggio di sole!…
Ma dell’anima il raggio… era sparito.

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Ulisse Barbieri – Cicalata

Diletto amico, or mo senti un’istoria
Che per diporto un dì, a narrar t’appresi:
Un rompicollo, quale io pur mi sono,
Che al certo non vuo’ star co’ santi in chiesa
Già ti so ben, ma questo poi non toglie
Che se leggiero di cervel, di sasso
Ti batta in petto un cor, come a certuni
Eroi della prudente opra, del detto…
Ch’anzi in versar sovra taluna piaga
Fremer ti vidi generosa bile…
È ver che tanto converria star zitti,
Perché dar fiato al vento è logorarsi
Il polmon, pari a quel che a quanto è detto,
Volea asciugar il mar con un cucchiajo
Ma dacché siamo in ballo, danziam pure,
Già tra noi lo facciamo, e ben mi rido,
S’altri poi torca il naso; e ti sovviene
L’antico adagio, che la lingua batte
U’ il dente duole? or se talun s’offende
Avrò côlto nel segno… e tiriam dritto.
Che fanno al mondo?… mi chiedesti un giorno
Ammiccandomi alcuni, d’una goffa
Ricercata eleganza imbellettati,
Sfoggiatori di spilli e di cravatte,
Di paletot, gilet… Che vanno, vengono,
D’uno in altro caffè… dall’uno all’altro
Magazzino di mode, a cui sul labbro
Suonano eterni, ed in stucchevol modo
Eternamente sciocchi…, i nomi insigni
Dell’Essler, della Rich, della Taglioni,
Quali ce li dipinse il gran Parini
Col suo fino sarcasmo, e a cui s’addice
Di leoni l’epiteto emulato,
Onde a ragione il Veneziano Vate,
Bestie li disse ognor per eccellenza.
Alla strana domanda io ti risposi:
Mangiano, giran, giuocan, parlan, fumano;
Cose che come vedi assai li aggrava,
E sul libro dorato della storia
Inciderà i lor nomi… E che?… ti pare
Che sia sì picciol cosa, abbottonarsi
La zimarra onde spicchi snello il fianco?…
L’adattarsi il cappello? l’accurata
Scelta di questo o quel calzon che meglio
S’addica al genio dell’inquieta mente?…
E poi… non ti par nulla l’alternato
Pensare al come debban fugar l’ore?…
Il cinguettar tra una boccata e l’altra
Dell’Oriental prodotto, in vorticosi
Spire scomposto, a dritta ed a rovescio
Di tutto e di ciascun?… stringere i nodi
Della mente, onde trarne ricchi suoni
Delle esperte menzogne… è ver che nulla
Sapran di quanto dicono, ed ignoti
Quelli di cui sparlâr, saranno ancora.
Che importa! è disprezzar d’uopo ogni cosa
Onde parer saputi… e male o peggio
Dire d’ognun; però non starti a credere
Che vuoti sien per questo di cervello…
E’ ti san dir che le più belle stoffe
Dall’Anglia o dalla Francia a noi sen vengono,
Che a Milano è sortito il figurino,
Da Paris per telegrafo trasmesso,
Perché già si sa ben che da Parigi
Le leggi den venir; che dalla poppa
Ancor non s’è spoppata la Piccina…
Sin che davver si spoppi e mostri quanto
Possa, ove del valor s’armi e del dritto.
Che un uomo d’alto grado a trenta passi,
De’ sfidarsi con chi gli pesti un callo,
Che la signora B di mezzanotte
Ricevette l’amante, e la vezzosa
Signora C a dispetto del marito
Fa l’occhio dolce a Tizio… e Tizio dice
Che gli affari gli vanno a gonfie vele
Ch’è appien felice… ed è servito il gonzo
Anco se il gonzo invece il ben servito
Diè come accade a spasimante amico.
E infin tant’altre belle cosettine
Che come vedi dan molto da fare.
Al postutto essi sono gli ambulanti
Gazzettini del giorno… e tu mi chiedi
Gente cotale cosa fanno al mondo?
D’ogni sorta ven vogliono, o mio caro,
Ed è proverbio antico, che non falla.
Si ride, e si fa ridere. A te dunque
Guarda, pensa, risolvi e a collocarli
Al posto lor non durerai fatica.
Deh salvete, o sublimi! e or che ci siete
Per un sbaglio al certo, vi restate.

Mantova, Novembre 1863.

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