Archivi tag: Berchet

Guglielmo Berchet – La Repubblica di Venezia e la Persia

EText-No. 34352
Title: La Repubblica di Venezia e la Persia
Author: Berchet, Guglielmo
Language: Italian
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EText-No. 34352
Title: La Repubblica di Venezia e la Persia
Author: Berchet, Guglielmo
Language: Italian
Link: 3/4/3/5/34352/34352-h/34352-h.htm

EText-No. 34352
Title: La Repubblica di Venezia e la Persia
Author: Berchet, Guglielmo
Language: Italian
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EText-No. 34352
Title: La Repubblica di Venezia e la Persia
Author: Berchet, Guglielmo
Language: Italian
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EText-No. 34352
Title: La Repubblica di Venezia e la Persia
Author: Berchet, Guglielmo
Language: Italian
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EText-No. 34352
Title: La Repubblica di Venezia e la Persia
Author: Berchet, Guglielmo
Language: Italian
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Giovanni Berchet – Opere, Volume Secondo : scritti critici e letterari

EText-No. 20094
Title: Opere, Volume Secondo : scritti critici e letterari
Author: 1851;Berchet, Giovanni;1783
Language: Italian
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EText-No. 20094
Title: Opere, Volume Secondo : scritti critici e letterari
Author: 1851;Berchet, Giovanni;1783
Language: Italian
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EText-No. 20094
Title: Opere, Volume Secondo : scritti critici e letterari
Author: 1851;Berchet, Giovanni;1783
Language: Italian
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EText-No. 20094
Title: Opere, Volume Secondo : scritti critici e letterari
Author: 1851;Berchet, Giovanni;1783
Language: Italian
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EText-No. 20094
Title: Opere, Volume Secondo : scritti critici e letterari
Author: 1851;Berchet, Giovanni;1783
Language: Italian
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Giovanni Berchet – SUL “CACCIATORE FEROCE” E SULLA “ELEONORA” DI GOFFREDO AUGUSTO BÜRGER – LETTERA SEMISERIA DI GRISOSTOMO AL SUO FIGLIUOLO

Figliuolo carissimo,

M’ha fatto maraviglia davvero che tu, convittore di un collegio, ti dessi a cercarmi con desiderio cosí vivo una traduzione italiana di due componimenti poetici del Bürger. Che posso io negare al figliuolo mio? Povero vecchio inesercitato, ho penato assai a tradurli; ma pur finalmente ne sono venuto a capo.
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Giovanni Berchet – LETTERA SUL DRAMMA “DEMETRIO E POLIBIO” CANTATO NEL TEATRO CARCANO

Di Milano, il dí 27 luglio 1813.

Non ho fatto risposta prima d’ora alla tua dimanda intorno al merito dell’opera seria Demetrio e Polibio, perché il giudicio mio in fatto di musica, non potendo io derivarlo, come sai, da conoscenza alcuna dell’arte, sarebbe forse parso intempestivo anche a me medesimo, se per indurmi a proferirlo avessi stimato sufficiente Continua la lettura di Giovanni Berchet – LETTERA SUL DRAMMA “DEMETRIO E POLIBIO” CANTATO NEL TEATRO CARCANO

Giovanni Berchet – Il Trovatore

Va per la selva bruna
Solingo il Trovator
Domato dal rigor
Della fortuna.
La faccia sua sì bella
La disfiorò il dolor;
La voce del cantor
Non è più quella
Ardea nel suo segreto,
E i voti, i lai, l’ardor
Alla canzon d’amor
Fidò indiscreto.
Dal talamo inaccesso
Udillo il suo signor:
L’ improvvido cantor
Tradì sè stesso.
Pei dì del giovinetto
Tremò alla donna il cor,
Ignara fino allor
Di tanto affetto.
E supplice al geloso,
Ne contenea il furor:
Bella del proprio onor
Piacque allo sposo.
Rise l’ingenua. Blando
L’accarezzò il signor;
Ma il giovin Trovator
Cacciato è in bando.
De’ cari occhi fatali
Più non vedrà il fulgor;
Non berà più da lor
L’oblio de’ mali.
Varcò quegli atri muto
Ch’ei rallegrava ognor
Cogl’inni del valor,
Col suo liuto.
Scese – varcò le porte Continua la lettura di Giovanni Berchet – Il Trovatore

Giovanni Berchet – Matilde

La fronte riarsa,
Stravolti gli sguardi,
La guancia cosparsa
D’angustia e pallor:
Da sogni bugiardi
Matilde atterrita,
Si desta, s’interroga,
S’affaccia alla vita,
Scongiura i fantasimi
Che stringonla ancor:
“Cessate dai carmi;
Non ditelo sposo:
No, padre, non darmi
All’uomo stranier.
“Sul volto all’esoso,
Nell’aspro linguaggio
Ravvisa la sordida
Prontezza al servaggio,
L’ignavia, la boria
Dell’austro guerrier.
“Rammenta chi è desso,
L’Italia, gli affanni;
Non mescer l’oppresso
Col sangue oppressor.
“Fra i servi e i tiranni
Sia l’ira il sol patto.
A pascersi d’odio
Que’ perfidi han tratto
Fin l’alme più vergini
Create all’amor.” –
E sciolta le chiome,
Riversa nel letto,
Dà in pianti siccome
Chi speme non ha.
Serrate sul petto
Le trepide braccia,
Di nozze querelasi
Che niun le minaccia,
Paventa miserie
Che Dio non le dà.
Tapina! L’altare,
L’anello è svanito;
Ma innanzi le pare
Quel ceffo tuttor.
Ha bianco il Continua la lettura di Giovanni Berchet – Matilde

Giovanni Berchet – Il rimorso

Ella è sola, dinanzi le genti;
Sola, in mezzo dell’ampio convito:
Nè alle dolci compagne ridenti
Osa intender lo sguardo avvilito:
Vede ferver tripudi e carole,
Ma nessuno l’invita a danzar;
Ode intorno cortesi parole,
Ma vêr lei neppur una volar.
Un fanciullo che madre la dice
S’apre il passo, le corre al ginocchio,
E co’ baci la lagrima elice
Che a lei gonfia tremava nell’occhio.
Come rosa, è fiorente il fanciullo:
Ma nessuno a mirarlo ristà.
Per quel pargolo un vezzo, un trastullo,
Per la madre un saluto non v’ha.
Se un ignaro domanda al vicino
Chi sia mai quella mesta pensosa
Che su i ricci del biondo bambino
La bellissima faccia riposa;
Cento voci risposta gli fanno,
Cento scherni gl’insegnano Continua la lettura di Giovanni Berchet – Il rimorso

Giovanni Berchet – Il Romito del Cenisio

Viandante alla ventura,
L’ardue nevi del Cenisio
Un estranio superò;
E dell’itala pianura
Al sorriso interminabile
Dalla balza s’affacciò.
Gli occhi alacri, i passi arditi
Subitaneo in lui rivelano
Il tripudio del pensier.
Maravigliano i romiti,
Quei che pavido il sorressero
Su pei dubbi del sentier.
Ma l’un d’essi, col dispetto
D’uom crucciato da miserie,
Rompe i gaudi al viator,
Esclamando: – “Maledetto
Chi s’accosta senza piangere
Alla terra del dolor!”
Qual chi scosso d’improvviso,
Si risente d’un’ingiuria
Che non sa di meritar;
Tal sul vecchio del Cenisio
Si rivolse quell’estranio
Scuro il guardo a saettar.
Ma fu un lampo. – Del Romito
Le pupille venerabili
Una lagrima velò;
E l’estranio, impietosito,
Ne’ misteri di quell’anima,
Sospettando, penetrò.
Chè un dì a lui, nell’aule algenti
Là lontan su l’onda baltica,
Dall’Italia andò un Continua la lettura di Giovanni Berchet – Il Romito del Cenisio