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Silva, João Manuel Pereira da – Christovam Colombo e o descobrimento da America

EText-No. 32519
Title: Christovam Colombo e o descobrimento da America
Author: Silva, João Manuel Pereira da
Language: Portuguese
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EText-No. 32519
Title: Christovam Colombo e o descobrimento da America
Author: Silva, João Manuel Pereira da
Language: Portuguese
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EText-No. 32519
Title: Christovam Colombo e o descobrimento da America
Author: Silva, João Manuel Pereira da
Language: Portuguese
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EText-No. 32519
Title: Christovam Colombo e o descobrimento da America
Author: Silva, João Manuel Pereira da
Language: Portuguese
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EText-No. 32519
Title: Christovam Colombo e o descobrimento da America
Author: Silva, João Manuel Pereira da
Language: Portuguese
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EText-No. 32519
Title: Christovam Colombo e o descobrimento da America
Author: Silva, João Manuel Pereira da
Language: Portuguese
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Fernando Colombo – Historie del S.D.FERNANDO COLOMBO; Nelle quali s’ha particolare, et vera relazione della vita, et de’ fatti dell’Ammiraglio D.Christoforo Colombo, suo padre; Et dello scoprimento, ch’egli fece delle Indie Occidentali, dette Nuovo Mondo, hora possedute dal Sereniss. Re Catolico: Nuovamente di Lingua Spagnuola tradotte nell’Italiana dal S.Alfonso Ulloa. Con Privilegio. In Venetia, MDLXXI. Appresso Francesco de’ Franceschi Sanese – PDF

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Amnistia per i reati meno gravi; rendere immediatamente meno invivibile il carcere: intervista a Gherardo Colombo

Trentatrè anni come magistrato penale mi hanno convinto della dannosità del carcere; oggi il carcere calpesta la dignità delle persone. Così com’è fatto è in contrasto con il principio fondamentale della Costituzione.La legge del taglione è stata un passo in avanti rispetto alla possibilità di vendicarsi senza limiti; un passo in avanti sulla strada delle garanzie. E’ stata però utilizzata in senso contrario; come giustificatore della retribuzione. E’ tuttavia impossibile arrivare al bene infliggendo il male. E’ necessario un grande lavoro culturale, bisogna cominciare a costruire un sistema di giustizia che preveda, come conseguenza della sanzione, non l’applicazione del male ma un percorso dove chi ha fatto male ad altre persone, il cui danno deve essere riparato, assuma la responsabilità dei suoi comportamenti. Quando il tema della sicurezza pubblica è sotto i riflettori, da tutte o quasi tutte le forze politiche la risposta è: pene più severe, giustizia più certa. Reazione immotivata; si gioca sull’emozione.Un giornale vende molto di più se parla di mostri piuttosto che cercando di andare a capire i fatti. Peraltro, vogliamo identificare l’altro come colui che ha dentro di sé il male per esorcizzare il fatto di essere umani: un impasto di elementi positivi e negativi. Il capro espiatorio serve a far sentire le persone innocenti, anche quando innocenti non sono.Dobbiamo fare il contrario di ciò che è stato fatto negli ultimi decenni; serve un ampio schieramento politico per rendere, immediatamente, meno invivibile il carcere. Ripensandoci, sono arrivato alla conclusione che – invece – in questa situazione, l’amnistia deve essere amnistia punto e basta. Amnistia, ovviamente, per i reati meno gravi. D’altra parte in carcere su sessantasettemila persone abbondanti soltanto forse quindicimila persone sono effettivamente pericolose. si potrebbe quantomeno riportare il numero complessivo di detenuti a quello della capienza regolamentare (45.817 ndr) e questo senza mettere a repentaglio la sicurezza generale della cittadinanza. La situazione delle carceri è tragica: quasi il 10% delle persone detenute compie atti autolesionistici. (2011: 945 tentati suicidi; 65 i morti – ndr). La situazione di fatto peggiora sempre di più; considerato che si potrebbe modellare l’amnistia sui reati meno gravi, questo mi ha indotto a far cadere questa specie di condizione, rappresentata dall’assunzione della responsabilità.Chi non si occupa direttamente del carcere, ha quest’altra idea secondo cui conviene chiudere il carcere; chiudere le persone dentro questo buco di cui va bene che nessuno poi si occupi più.

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da: www.radioradicale.it