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Francesco Petrarca – In tale stella duo belli occhi vidi

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In tale stella duo belli occhi vidi,
tutti pien’ d’onestate et di dolcezza,
che presso a quei d’Amor leggiadri nidi
il mio cor lasso ogni altra vista sprezza.
Non si pareggi a lei qual piú s’aprezza,
in qual ch’etade, in quai che strani lidi:
non chi recò con sua vaga bellezza
in Grecia affanni, in Troia ultimi stridi;
no la bella romana che col ferro
apre il suo casto et disdegnoso petto;
non Polixena, Ysiphile et Argia.
Questa excellentia è gloria, s’i’ non erro,
grande a Natura, a me sommo diletto,
ma’ che vèn tardo, et sùbito va via.

Francesco Petrarca – Vive faville uscian de’ duo bei lumi

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Vive faville uscian de’ duo bei lumi
ver’ me sí dolcemente folgorando,
et parte d’un cor saggio sospirando
d’alta eloquentia sí soavi fiumi,
che pur il rimembrar par mi consumi
qualor a quel dí torno, ripensando
come venieno i miei spirti mancando
al varïar de’ suoi duri costumi.
L’alma, nudrita sempre in doglia e ‘n pene
( quanto è ‘l poder d’una prescritta usanza!),
contra ‘l doppio piacer sí ‘nferma fue,
ch’al gusto sol del disusato bene,
tremando or di paura or di speranza,
d’abandonarme fu spesso entra due.

Francesco Petrarca – Quando ‘l voler che con duo sproni ardenti

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Quando ‘l voler che con duo sproni ardenti,
et con un duro fren, mi mena et regge
trapassa ad or ad or l’usata legge
per far in parte i miei spirti contenti,

trova chi le paure et gli ardimenti
del cor profondo ne la fronte legge,
et vede Amor che sue imprese corregge
folgorar ne’ turbati occhi pungenti.

Onde, come collui che ‘l colpo teme
di Giove irato, si ritragge indietro:
ché gran temenza gran desire affrena.

Ma freddo foco et paventosa Continua a leggere

Francesco Petrarca – In mezzo di duo amanti honesta altera

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In mezzo di duo amanti honesta altera
vidi una donna, et quel signor co lei
che fra gli uomini regna et fra li dèi;
et da l’un lato il Sole, io da l’altro era.

Poi che s’accorse chiusa da la spera
de l’amico piú bello, agli occhi miei
tutta lieta si volse, et ben vorrei
che mai non fosse inver’ di me piú fera.

Súbito in alleggrezza si converse
la gelosia che ‘n su la prima vista
per sí alto adversario Continua a leggere

Giovan Battista Marino – Seno – Da duo candidi margini diviso

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Da duo candidi margini diviso
apre quel sen, ch’ogni altro seno aborre,
con angusto canal, che latte corre,
una via che conduce in paradiso.

Non osa alcun, che non rimanga ucciso,
in quel fonte vital le labra porre,
ché quinci e quindi alabastrina torre
guarda in duo vivi scogli Amore assiso,

e, volando talor spedito e lieve
su quell’alpi d’avorio, aventa e scocca
strali di foco involti entro la neve;

onde, mentr’ivi a un punto ed arde e fiocca,
con amara dolcezza insieme Continua a leggere