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Gandolin – Gli invisibili – Edizione Liber Liber

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Perché scrivo

Genova, Febbraio
Questo mio piccolo libro, denso di fatti e di ragionamenti, farà pensare.
Ogni pensiero susciterà dubbi d’ogni sorta: eppure l’anima mia, scrivendo, è sgombra d’ogni dubbiezza: la mente è tutta vibrante d’energia e di serenità, come se una primavera di luci, di verità, di bellezze ideali prorompesse gaia da tutte le misteriose profondità dell’essere, infondendomi una gioia di vita interiore che non saprei descrivere.
Giusto, è carnevale: e molta brava gente prova gusto a mascherarsi, nelle fogge più strane: invece, io provo una voluttà indicibile nel buttar via ogni maschera d’ipocrisia sociale: e spalancare il cuore, come uno sportello.
In Italia, ma soprattutto all’estero – osservò acutamente il Petruccelli, in una sua vecchia monografia sopra la Continua a leggere

Gandolin – Guerra in tempo di bagni – Edizione Liber Liber

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I.

Nel quale già si vede un amore infelice.

— Ma quest’omnibus è tornato, sì o no?
— Non ancora, signor conte.
— Pure, il diretto dovrebb’essere già arrivato da mezz’ora!
— Lei sa bene che un treno in orario ha sempre mezz’ora di ritardo, tanto più se è un diretto.
Il conte Giorgio Tibaldi mormorò tra le labbra una parola italiana, che somigliava alquanto al sinonimo d’un accidente, poi escì dall’atrio del Grand Hôtel e si fermò sopra l’ampia gradinata, a fumare rabbiosamente una favorita, guardando, spazientito e distratto, il Tirreno troppo turchino e troppo tranquillo, in desolante monotonia, e la rotonda di Pancaldi, popolata di sonnolenti leggitori di giornali, di mamme industriose, assorte Continua a leggere

Gandolin – La famiglia De-Tappetti – Edizione Liber Liber

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I

La Rivista

Policarpo De-Tappetti, incauto padre e scrivano presso il Fondo per il culto, ha promesso al figlio Agenore, sei anni e quattro mesi, di condurlo al Macao.

– Agenore – gli ha detto, la sera del sabato, con accento severo – tu appartieni a una nazione di ben trenta eziandio milioni di abitanti, non ficcarti le dita nel naso! a una nazione che è stata maestra di civiltà…. non grattarti! perdio, la testa, quando parla papà, hai capito? a una nazione insomma, di cui è operoso scrivano colui che ti ha messo all’onore del mondo. Domani è la festa dello Statuto.

– Papà, che cos’è lo Statuto?

– Lo Statuto è, figlio mio, quella cosa per cui non c’è che la gente senza educazione, che finga d’ignorare i proprii doveri, tra cui, te lo dico una volta per sempre, quello di ubbidire mammà e papà, e di non fare certe risposte; che non le Continua a leggere

Gandolin – Dodici monologhi – Edizione Liber Liber

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LA PAURA DEL CORAGGIO

(Entra sulla scena a precipizio, con tutti i segni del panico. Fa cenno agli spettatori di conservare un silenzio assoluto. Guarda, cauto, dalla parte dove è sbucato e con la mimica sembra accennare che due brutti ceffi gli avevano teso un agguato, ma che ora si allontanano…. sono scomparsi…. respira!… No, ritornano!… Altro spavento. Ah no! è un falso allarme. Altro respiro di sollievo.)

– Ora, ora, un momento e poi vi conto tutto. (guarda ancora di dentro) Si sono squagliati…. Dio, che cosa! sembravo un velocipede: il guaio si è che mi sento (si tasta i ginocchi) sgonfiare i pneumatici. Che cosa facevo? Scappavo a rotta di collo. Per paura? Oh come vi sbagliate! Scappavo per troppo coraggio. Tremo tutto? Sfido! tremo per troppo coraggio. (guarda c. s.) Oh Dio, ritornano!… No: è uno spazzino. Ma guardate Cheche fatalità! Alla distanza di un anno Continua a leggere

Gandolin – Ciarle e macchiette – PDF . Edizione Liber Liber

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Il marchese Alfonso Orlandi, uomo di tatto se non di spirito, subito si era accorto che ci faceva la parte del terzo incomodo: per ciò, passati neppure dieci minuti in ciarle inconcludenti, si alzò dalla poltrona, e con l’inchino misurato del gentiluomo corretto, porse la mano guantata alla bella padrona di casa.
– Contessa: a rivederci.
– Così presto!
– Si figuri con che piacere rimarrei: ma ho ancora cinque o sei visite da fare e alle sei devo trovarmi al municipio, col conte….
– Questo municipio!
– Salute pubblica, contessa! – esclamò il marchese, sorridendo.
– Ma, dunque, c’è pericolo!
– Dicono.
– Dio! quel mio marito è tanto preoccupato!… da che lo hanno delegato all’igiene, è diventato proprio un uomo impossibile; son due giorni, si figuri, che lo vedo e non lo vedo. Stamane, m’ha fatto sapere che farebbe nottata al municipio. Ma, dico io, bisogna essere matti!

da: www.liberliber.it

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