Archivi tag: Grazia

Grazia Deledda – Dopo il divorzio

EText-No. 43226
Title: Dopo il divorzio
Author: 1871;1936;Madesani, Grazia Deledda;Deledda, Maria Grazia Cosima;Deledda, Grazia
Language: Italian
Link: cache/generated/43226/pg43226.epub

EText-No. 43226
Title: Dopo il divorzio
Author: 1871;1936;Madesani, Grazia Deledda;Deledda, Maria Grazia Cosima;Deledda, Grazia
Language: Italian
Link: 4/3/2/2/43226/43226-h/43226-h.htm

EText-No. 43226
Title: Dopo il divorzio
Author: 1871;1936;Madesani, Grazia Deledda;Deledda, Maria Grazia Cosima;Deledda, Grazia
Language: Italian
Link: cache/generated/43226/pg43226.mobi

EText-No. 43226
Title: Dopo il divorzio
Author: 1871;1936;Madesani, Grazia Deledda;Deledda, Maria Grazia Cosima;Deledda, Grazia
Language: Italian
Link: 4/3/2/2/43226/43226-h.zip

EText-No. 43226
Title: Dopo il divorzio
Author: 1871;1936;Madesani, Grazia Deledda;Deledda, Maria Grazia Cosima;Deledda, Grazia
Language: Italian
Link: 4/3/2/2/43226/43226-0.zip
Link: 4/3/2/2/43226/43226-8.zip

Michelangelo Buonarroti – Dimmi di grazia, Amor, se gli occhi mei

Dimmi di grazia, Amor, se gli occhi mei
veggono ‘l ver della beltà c’aspiro,
o s’io l’ho dentro allor che, dov’io miro,
veggio scolpito el viso di costei.
Tu ‘l de’ saper, po’ che tu vien con lei
a torm’ogni mie pace, ond’io m’adiro;
né vorre’ manco un minimo sospiro,
né men ardente foco chiederei.
– La beltà che tu vedi è ben da quella,
ma cresce poi c’a miglior loco sale,
se per gli occhi mortali all’alma corre.
Quivi si fa Continua la lettura di Michelangelo Buonarroti – Dimmi di grazia, Amor, se gli occhi mei

Pietro Aretino – Ove il mettrete voi? Ditel’ di grazia

Ove il mettrete voi? Ditel’ di grazia,
dietro o dinanzi? io vo’ ‘l sapere,
perché farovi forse dispiacere
se nel cul me lo caccio per disgrazia.

– Madonna, no, perché la potta sazia
il cazzo sì che v’ha poco piacere,
ma quel che faccio, il fo per non parere
un Frate Mariano, verbi gratia.

Ma poi ch’il cazzo in cul tutto volete
come vogliono savi, io sono contento
che voi fate del mio ciò che volete.

E pigliatelo con man, mettetel’ dentro:
che Continua la lettura di Pietro Aretino – Ove il mettrete voi? Ditel’ di grazia

Grazia Deledda – Racconti a Grace

Fra venti anni, speriamo anche trenta, la vecchia nonna Grazia dirà alla sua bella nipotina Grace, figlia di suo figlio e di una nuora inglese o americana, o magari gagliarda e fiera ciociara:
– Tu, mia carissima, ieri nel pomeriggio hai pregato la tua mamma di accompagnarti a fare uno spuntino nella pineta di Cervia, vicina a quella famosa di Ravenna: in un’ora e tre quarti, per via aerea, siete arrivate felicemente lassù. Tua mamma, che ha ancora qualche goccia di romanticheria nel suo sangue generoso, voleva scendere nell’antica casetta dei nonni, sul margine della verde-azzurra Cervia dantesca; tu hai preferito il grande albergo della pineta, ed hai anche ballato: verso sera, già eravate a casa, fresche e lievi come piccioni viaggiatori. Ai miei tempi, invece! Sai quante ore ci volevano per andare da Roma a Cervia? Dieci, ed anche dodici. Dodici ore, dico, e tre trasbordi. La prima volta che si dovettero fare questi tre trasbordi, il nonno tuo non me lo disse che al momento della partenza, per non destarmi spavento e, sopratutto, non decidermi a non partire. Ma poi le cose andarono bene. Io avevo preparato un cestino di provviste per una ragione che ti spiegherò poi: e dentro questo cestino, bene avvolte nella carta oleata, oltre le classiche uova sode e il salame e il pollo, ci si trovavano le tenere membra arrostite di una squisita lepre che, col relativo rosmarino, mi era stata regalata da una giovanissima scrittrice, proprietaria di fattorie e boschi, allora alle sue prime armi, adesso celebre in tutto il mondo. Si tratta della nostra buona amica Midi. Perché il prezioso cestino e la domestica che lo portava non andassero sperduti nella confusione dei trasbordi, ci si prese il lusso di farli viaggiare con noi, in seconda classe: per la verità, aggiungo che la donna la volli io, al mio seguito, perché aiutasse meglio il tuo caro nonno a caricarmi sul treno.
Tutto, dunque, andò Continua la lettura di Grazia Deledda – Racconti a Grace

Cecco Angiolieri – I’ ho sì poco di grazia ‘n Becchina

I’ ho sì poco di grazia ‘n Becchina,
in fé di Di’, ch’anche non tèn a frodo,
che in le’ non posso trovar via né modo,
né medico mi val né medicina;
ch’ella m’è peggio ch’una saracina
o che non fu a’ pargoli il re Rodo;
ma certo tanto di le’ me ne lodo,
ch’esser con meco non vorrìe reina.
Ecco ‘l bell’erro c’ha da me a lei:
ch’i’ non cherre’ a Di’ altro paradiso
che di basciar la terr’, u’ pon li piei;
ed i’ fossi sicur d’un fiordaliso,
ch’ella dicesse: – Con vertà ‘l ti diei –
e no ch’i’ fosse dal mondo diviso!