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EText-No. 25197 Title: Mentana e il dito di Dio – Episodi narrati dal superstite Ettore Pozzi – Seconda – edizione, con importanti aggiunte fatte dall’Autore Author: Pozzi, Ernesto;1843;Pozzi, Ettore;1904 Language: Italian Link: cache/generated/25197/pg25197.epub EText-No. 25197 Title: Mentana e il dito di Dio – Episodi narrati dal superstite Ettore Pozzi –…

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Antonia Pozzi – Fantasia settembrina

Questa notte è passato l’autunno: l’accompagnava un’orchestrina arguta di pioggia e folatelle e gli gemeva una ballata, carezzosamente. Tutto il corteo ha danzato sopra i tegoli e zampettato dentro la grondaia fin dopo il tocco; poi la brigatella si è incamminata verso la montagna, col suo fulvo signore. E tutta…

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Antonia Pozzi – Benedizione

Tempia contro tempia si trasfondono le nostre febbri. Fuori, tremoli lunghi di stelle e l’edera, con le sue palme protese, a trattenere un luccicore mite. Nella mia casa che riscalda, tu mi parli delle grandi cose che nessun altro sa. Lontano, una gran voce d’acqua scroscia a parole incomprese e…

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Antonia Pozzi – Alpe

Sulla parete strapiombante, ho scorto una chiazza rossastra ed ho creduto che fosse sangue: erano licheni piatti ed innocui. Ma io ne ho tremato. Eppure, folle lampo di tripudio e saettante verità sarebbero un volo e un urto ed un vermiglio spruzzo di vero sangue. Sì, bello morire, quando la…

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Antonia Pozzi – L’erica

Nel prato troppo verde si dibatte la nostra inanità convulsa e si affanna in diastole e sistole di spasimo incrociando stormi di monachelle bianche e nere. Nel bosco alla mia animalesca irrequietudine che mordicchia nocciole tu offri l’erica livida dei morti e il mio offuscato amore lustra lavato d’acido pianto….

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Antonia Pozzi – Vertigine

Afferrami alla vita, uomo. La cengia è stretta. E l’abisso è un risucchio spaventoso che ci vuole assorbire. Vedi: la falda erbosa, da cui balza questo zampillo estatico di rupi, somiglia a un camposanto sconfinato, con le sue pietre bianche. Io mi vorrei tuffare a capofitto nella fluidità vertiginosa; vorrei…

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Antonia Pozzi – Elegia

Sogno, per una tomba, un monumento: «Un’ombra, alta figura ammantellata, enigmatica e cupa. Sulle rigide braccia di lei, riverso, il corpo nudo d’una fanciulla: ha il capo rovesciato più in basso dei ginocchi, il collo teso nel vano sforzo di rialzare il viso, le labbra semiaperte, gli occhi larghi, penosi,…

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Antonia Pozzi – Vaneggiamenti

Io l’ho veduto, allora. Tu sonavi il tuo violino, con la testa bassa: le ciglia ti segnavano sul viso due strisce d’ombra. Io vibravo, forse, insieme con le corde, nei singhiozzi che l’anima imprimeva alla tua mano e t’incontravo al sommo delle dita. O forse ti giocavo sui capelli insieme…

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