Archivi tag: Senza categoria

Trattato delli buboni, e carboni pestilenti, con le loro cause, segni, e curationi – Luchino Boerio

Il Bubone è un tumore, il quale nel suo principio è di forma longhetta, e mobile, e nel suo stato vien poi rotonda, et acuta, immobile, fissa, e molto attaccata profondo alli emuntorij, come del cervello drieto l’orecchie, e allhora le chiamano parotide, al emuntorio el cuore, quando viene sotto le ascelle, à quello del fegato quando viene a liguine, e perciò alhora qua sogliono chiamarle iguinaglie, e sono fatte di una materia più crassa, e viscosa, che il carbone, il quale è generato di una materia piu acre, bollente, e furiosa, che fa eschara dove si ferma transmissa per la forza, e vivacità della virtù espulsiva delli membri principali alli suoi emuntorij, quale è un sangue corrotto, e del tutto privato della sua propria natura, è in maniera alterato, et immutato, che di tutta la sua sostanza resta nemico alla natura.

Download (PDF, 458KB)

Willy Brandt. Un socialista democratico di lingua europea

L’intervista di Oriana Fallaci a Willy Brandt. Mauro Del Bue, direttore dell’Avanti! online, ne discute con Bernhard Rapkay, Pia Locatelli, Roberto Sajeva nell’ambito della Festa nazionale del PSI.

da: www.radioradicale.it
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/

Legalità e Ambiente per ricordare Angelo Vassallo

Organizzato dalla Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, e nasce dalla volontà del Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, di ricordare personalmente Angelo Vassallo, a pochi giorni dall’anniversario della sua morte. L’evento sarà caratterizzato da un colloquio del Presidente della Camera e del Vicepresidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella con diversi Sindaci del territorio che hanno accettato l’invito della Fondazione. Presente all’incontro anche il neo Procuratore Generale Antimafia Franco Roberti, che per anni ha seguito le indagini dell’omicidio del compianto Sindaco di Pollica. Si discuterà inoltre di ambiente e sostenibilità con il Presidente dell’associazione “Cittaslow international” Pier Giorgio Oliveti.

Ar mio, sopra la lama ch’e’ rintorta – Cesare Pascarella

Ar mio, sopra la lama ch’e’ rintorta
C’e’ stampata ‘na lettra cor un fiore;
Me lo diede Ninetta che m’e’ morta,
Quanno che me ce messi a fa’ l’amore

E quanno la baciai la prima vorta,
Me disse: – Si m’avrai da da’ er dolore
De dimme che de me nun te n’importa,
Prima de dillo sfonnemece er core. –

E da quer di’ che j’arde el lanternino
Davanti a la crocetta ar camposanto,
Lo porto addosso come un abitino.

E si la festa vado a fa’ bisboccia,
Si be’ che ci abbi’ tanti amichi accanto,
Er mejo amico mio ce l’ho in saccoccia.

A Compare Domenico – Giuseppe Gioachino Belli

Me so ffatto, compare, una regazza
bianca e roscia, chiapputa e bbadialona,
co ’na faccia de matta bbuggiarona,
e ddu’ brocche, pe ddio, che cce se sguazza.

Si la vedessi cuanno bballa in piazza,
cuanno canta in farzetto, e cquanno sona,
diressi: «Ma de che? mmanco Didona,
che squajjava le perle in de la tazza».

Si ttu cce vôi viení dda bbon fratello
te sce porto cor fedigo e ’r pormone;
ma abbadamo a l’affare de l’uscello.

Perché si ccaso sce vôi fà er bruttone,
do dde guanto a ddu’ fronne de cortello
e tte manno a Ppalazzo pe cappone.

Ceñida, si asombrada no, la frente – Luis de Gongora

Ceñida, si asombrada no, la frente
De una y otra verde rama obscura,
A los pinos dejando de Segura
Su urna lagrimosa, en son doliente,

Llora el Betis, no lejos de su fuente,
En poca tierra ya mucha hermosura:
Tiernos rayos en una piedra dura
De un sol antes caduco que luciente.

¡Cuán triste sobre el pórfido se mira
Casta Venus llorar su cuarta gracia,
Si lágrimas las perlas son que vierte!

¡Oh Antonio, oh tú del músico de Tracia
Prudente imitador! Tu dulce lira
Sus privilegios rompa hoy a la muerte.

¡Oh excelso muro, oh torres coronadas – Luis de Gongora

¡Oh excelso muro, oh torres coronadas
De honor, de majestad, de gallardía!
¡Oh gran río, gran rey de Andalucía,
De arenas nobles, ya que no doradas!

¡Oh fértil llano, oh sierras levantadas,
Que privilegia el cielo y dora el día!
¡Oh siempre glorïosa patria mía,
Tanto por plumas cuanto por espadas!

Si entre aquellas rüinas y despojos
Que enriquece Genil y Dauro baña
Tu memoria no fue alimento mío,

Nunca merezcan mis ausentes ojos
Ver tu muro, tus torres y tu río,
Tu llano y sierra, ¡oh patria, oh flor de España!

Mientras Corinto, en lágrimas deshecho – Luis de Gongora

Mientras Corinto, en lágrimas deshecho,
La sangre de su pecho vierte en vano,
Vende Lice a un decrépito indïano
Por cien escudos la mitad del lecho.

¿Quién, pues, se maravilla deste hecho,
Sabiendo que halla ya paso más llano,
La bolsa abierta, el rico pelicano,
Que el pelícano pobre, abierto el pecho?

Interés, ojos de oro como gato,
Y gato de doblones, no Amor ciego,
Que leña y plumas gasta, cient arpones

Le flechó de la aljaba de un talego.
¿Qué Tremecén no desmantela un trato,
Arrimándole al trato cient cañones?

Alberto Boccardi – Il peccato di Loreta – PDF

La vecchia casa, appartenente da oltre settanta anni alla famiglia dei Sant’Angelo, è sita in una delle più belle e pittoresche posizioni dell’alto Friuli.

L’edificio a due piani, fabbricato nello stile de’ villini veneti, è posto sul colmo di una collinetta in mezzo alla vallata ubertosa, che si stende da Tricesimo a Cividale. La vista che vi si gode è stupenda: dal grande balcone della sala al primo piano l’occhio abbraccia una distesa larghissima di paese: di fronte, nella lontananza, ritto sulla curva cerulea dell’orizzonte, l’angelo d’oro che si libra sul castello di Udine; poi, mezzo nascosti tra le spalliere de’ gelseti, o surgenti come bianche fantasie in mezzo alla vastità dei prati verdeggianti, i numerosi villaggetti, fatti di poche casipole aggruppate intorno a un campanile: Leonacco, Fraelacco, Nimis, San Pelagio, Torreano; di fianco, in una sfumatura candida, la linea serpeggiante del Torre, e in fondo, di là dai poggi di Montegnacco, il fosco profilo delle Carniche, dalle creste brulle e dentellate.

Nel paese la famiglia dei Sant’Angelo è notissima ed amata. Gente buona ed alla mano, amica del povero e dedita tutta ad un’onesta ed indefessa operosità, i Sant’Angelo hanno una storia semplice e si sono creata la loro modesta fortuna a furia di lavoro.

Download (PDF, 562KB)

Giovanni Boccaccio – Trattatello in lode di Dante – PDF

Nel tempo nel quale la dolcezza del cielo riveste de’ suoi ornamenti la terra, e tutta per la varietà de’ fiori mescolati fra le verdi frondi la fa ridente, era usanza della nostra città, e degli uomini e delle donne, nelle loro contrade ciascuno in distinte compagnie festeggiare; per la qual cosa, infra gli altri per avventura, Folco Portinari, uomo assai orrevole in que’ tempi tra’ cittadini, il primo dì di maggio aveva i circustanti vicini raccolti nella propia casa a festeggiare, infra li quali era il già nominato Alighieri. Al quale, sì come i fanciulli piccoli, e spezialmente a’ luoghi festevoli, sogliono li padri seguire, Dante, il cui nono anno non era ancora finito, seguìto avea; e quivi mescolato tra gli altri della sua età, de’ quali così maschi come femine erano molti nella casa del festeggiante, servite le prime mense, di ciò che la sua picciola età poteva operare, puerilmente si diede con gli altri a trastullare.