Tozzi

Federigo Tozzi – Bestie

Che punto sarebbe quello dove s’è fermato l’azzurro? Lo sanno le allodole che prima vi si spaziano e poi vengono a buttarsi come pazze vicino a me? Una mi ha proprio rasentato gli occhi, come se avesse avuto piacere d’impaurirsi così, fuggendo. Che chiarità tranquille per queste campagne, che si…

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Federigo Tozzi – La capanna

Alberto Dallati, benché ormai non fosse più un ragazzo, non aveva voglia di lavorare. Si alzava tardi e si sedeva al sole, appoggiato al muro; fumando sigarette e tirando sassate al gatto quando attraversava l’aia. La casa era stata fatta su per una salita, in modo che la fila delle…

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Federigo Tozzi – Roberto e Natalia

Roberto spalancò la finestra; e una ventata umida gli batté su la faccia, gli entrò sotto le palpebre. Il solito pensiero, rapido più della ventata, gli chiese: – Sei ben certo di amare Natalia? Ed egli si mise a scriverle. Scriveva in fretta, perché si immaginava ch’ella leggesse la lettera…

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Federigo Tozzi – La vendetta

Questa necessità di ucciderlo io l’ho percepita da prima come un’idea affatto indipendente da me, una specie di nucleo distaccato e che io potevo isolare anche di più; sebbene fosse capace di procurarmi un malessere diffusamente intimo. Era come una specie di formazione; a cui io non prendevo parte. Una…

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Federigo Tozzi – La stessa donna

Quando i due amici si rividero dopo tre anni, ebbero quasi vergogna di se stessi: benché si fossero scritti sempre, era come una riconciliazione timida, che li molestava. E Raffaello, per tentare l’amicizia di Felice, gli chiese: – Che hai fatto in tutto questo tempo? Felice, con un’ostilità involontaria, rispose:…

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Federigo Tozzi – Elia e Vannina

Elìa amava la moglie più di quando se n’era innamorato; e desiderava di amarla sempre di più. Era alto e magro, con il volto a fetta, schiacciato dalle parti, con gli orecchi rossi che parevano tutti attaccati; sempre imberbe, benché avesse trent’anni. La moglie, Vannina, era in vece piacente e…

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Federigo Tozzi – Un pezzo di lettera

…Qualche volta, non posso fare a meno delle cose ripugnanti. Mi sento arrossire e ne provo una sensazione di rimorso; ma resisto per essere disgustato quanto è possibile, fino in fondo; finché nella mia anima non pare quasi un sogno. Tu mi dirai, mia amica, perché scrivo così. Ecco: ricopio…

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Federigo Tozzi – La mia amicizia

Mi parve che suonassero il campanello. Mi alzai ed andai ad aprire: non c’era nessuno. Vidi anche che il campanello non era stato mosso. Ma siccome non ammettevo che mi fossi sbagliato, stetti un pezzetto ad ascoltare alle scale. Da quel giorno odiai la mia casa; e passavo le giornate…

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Federigo Tozzi – La gallina disfattista

Il signor Demetrio Serti, a cinquant’anni, si era fatto sentimentale. In villeggiatura ci andava perché, dopo cena, quando la digestione gli faceva passare quei deliziosi brividi di freddo su lo stomaco, era certo di provare, stando alla finestra, certe emozioni indefinibili che gli inumidivano gli occhi; e allora, difatti, guardava…

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