Archivi tag: Verga

Giovanni Verga – I Malavoglia – Audiolibro – Edizione Librivox

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Giovanni Verga

sen. Giovanni Carmelo Verga Parlamento del Regno d’Italia Senato del Regno d’Italia Giovanni Verga Luogo nascita Catania Data nascita 31 agosto o 2 settembre 1840 Luogo morte Catania Data morte 27 gennaio 1922 Professione Scrittore Legislatura XXV Legislatura del Regno d’Italia Senatore a vita Investitura Categoria 20 (Coloro che con servizi o meriti eminenti hanno… Leggi tutto »

Giovanni Verga – L’osteria dei “Buoni amici”

La prima volta che agguantarono Tonino in questura, un sabato grasso, fu per via di quelle donne di San Vittorello, che l’Orbo l’aveva strascinato a far baldoria coi denari della settimana. Per fortuna non gli trovarono addosso la grossa chiave colla quale aveva mezzo accoppato il Magnocchi, merciaio. Erano stati a mangiare e a bere… Leggi tutto »

Giovanni Verga – Semplice storia

Balestra era arrivato da poco al reggimento, insaccato nel cappotto; Femia stava bambinaia in via Cusani: così incontravansi spesso in piazza Castello, davanti alla banda, Femia leticando coi bambini della padrona, lui perso nella baraonda di Milano, e pensando al suo paese, colla mano sulla daga. Un bel giorno finirono col mettersi a sedere allato,… Leggi tutto »

Giovanni Verga – Amore senza benda

Battista, il ciabattino, era morto col crepacuore che Tonio, suo eguale, fosse arrivato a metter bottega in Cordusio, e lui no: la vedova seguitava ad arrabattarsi facendo la levatrice in Borgo degli Ortolani, magra come un’acciuga, con delle mani spolpate che sembrava se le fosse fatte apposta pel suo mestiere. Tutta pel figliuolo, Sandro, un… Leggi tutto »

Giovanni Verga – Al Veglione

C’era andato a portare un paniere di bottiglie, di quelle col collo inargentato, nel palco della contessa, e s’era fermato col pretesto di aspettare che le vuotassero; tanto, in cinque com’erano nel palchetto, non potevano asciugarle tutte, e qualcosa sarebbe rimasta anche in fondo ai piatti. Sicché alle sue donne aveva detto: – Aspettatemi alla… Leggi tutto »

Giovanni Verga – I bastioni di Monforte

Nel vano della finestra s’incorniciano i castagni d’India del viale, verdi sotto l’azzurro immenso – con tutte le tinte verdi della vasta campagna – il verde fresco dei pascoli prima, dove il sole bacia le frondi; più in là l’ombrìa misteriosa dei boschi. Fra i rami che agita il venticello s’intravvede ondeggiante un lembo di… Leggi tutto »

Giovanni Verga – I Malavoglia – Capitolo XIV

Quando ‘Ntoni Malavoglia incontrò don Michele per dargli il resto fu un brutto affare, di notte, mentre diluviava, ed era scuro che non ci avrebbe visto neppure un gatto, all’angolo della sciara verso il Rotolo, dove bordeggiavano quatte quatte le barche che facevano finta di pescar merluzzi a mezzanotte, e dove ‘Ntoni andava a ronzare,… Leggi tutto »

Giovanni Verga – I Malavoglia – Capitolo XI

Una volta ‘Ntoni Malavoglia, andando gironi pel paese, aveva visto due giovanotti che s’erano imbarcati qualche anno prima a Riposto, a cercar fortuna, e tornavano da Trieste, o da Alessandria d’Egitto, insomma da lontano, e spendevano e spandevano all’osteria meglio di compare Naso, o di padron Cipolla; si mettevano a cavalcioni sul desco; dicevano delle… Leggi tutto »

Giovanni Verga – I Malavoglia – Capitolo X

‘Ntoni andava a spasso sul mare tutti i santi giorni, e gli toccava camminare coi remi, logorandosi la schiena. Però quando il mare era cattivo, e voleva inghiottirseli in un boccone, loro, la Provvidenza e ogni cosa, quel ragazzo aveva il cuore più grande del mare. Il sangue dei Malavoglia! diceva il nonno; e bisognava… Leggi tutto »

Giovanni Verga – I Malavoglia – Cap. IX

Né i Malavoglia, né alcun altro in paese sapevano di quel che stavano almanaccando Piedipapera collo zio Crocifisso. Il giorno di Pasqua padron ‘Ntoni prese quelle cento lire che ci erano nel canterano, e si mise il giubbone nuovo per andare a portarle allo zio Crocifisso. – Che son tutte qui? disse costui. – Tutte… Leggi tutto »

Giovanni Verga – L’ultima visita

Nel palazzo Dolfini tutt’a un tratto era calata una nube di tristezza. La malattia di donna Vittoria, che durava da circa una settimana, s’era aggravata nella notte. Il medico, prima d’andarsene, aveva scritto un’ultima ordinazione sul tavolino dell’anticamera, volgendo le spalle all’uscio, dinanzi al servitore serio e grave, di già in cravatta bianca sino dalle… Leggi tutto »