VATICANO – Per una Chiesa sempre e tutta missionaria

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Città del Vaticano – Se il mese di ottobre, che la Chiesa definisce “mese missionario” è un tempo speciale in cui i fedeli cattolici in tutto il mondo sono chiamati a riscoprire e rinnovare la loro vocazione missionaria, ricevuta in forza del battesimo, è pur vero che “la Chiesa è per sua natura missionaria” e l’opera di animazione, promozione, sensibilizzazione non si esaurisce certo in un mese all’anno. Dura , invece, una vita intera. Ne è convinto padre Dinh Anh Nhue Nguyen OFM Conv che è Segretario Generale della Pontifici Unione Missionaria, nonché Direttore del Centro Internazionale di Animazione Missionaria e dell’Agenzia Fides. Ricordando le figure carismatiche di Paolo Manna e Pauline Jaricot, padre Dinh Anh Nhue Nguyen OFM Conv illustra all’Agenzia Fides, a conclusione del mese missionario, le attività e lo spirito delle Pontificie Opere Missionarie, impegnate nella colletta universale, nella preghiera e nella comunicazione missionaria per 365 giorni all’anno.
Afferma Padre Nguyen: “Noi delle Pontificie opere missionarie che a nome del Pontefice ci occupiamo della promozione e dell’animazione della missione evangelizzatrice della Chiesa in tutto il mondo, siamo molto grati a Papa Francesco per questo suo ringraziamento commovente ai missionari e alle missionarie, e ci uniamo ben volentieri a lui nell’esprimere sempre la nostra gratitudine a quanti si spendono con generosità “in prima linea”. E noi, che non siamo “in prima linea”, cosa possiamo fare per rendere ancora più concreta tale gratitudine? A proposito mi viene in mente la riflessione di un campione dell’animazione missionaria: il beato Paolo Manna, fondatore della Pontificia unione missionaria , una delle quattro Pontificie opere missionarie. Attraverso un’immagine e con il linguaggio specifico del suo tempo egli scrive: “In guerra c’è sempre chi sta al fronte e chi nelle retrovie. Cosa fanno quelli nelle retrovie per i soldati combattenti? Parlano di loro con grande ammirazione. E i cristiani parlano dei missionari? Sentono per essi simpatia ed ammirazione? Nelle retrovie, pregano per i soldati al fronte e inviano loro molte cose. E voi, pregate per i soldati di Gesù Cristo, per i missionari, perché il Signore dia loro forza, coraggio, pazienza e tutte le grazie necessarie? Cosa mandate voi cristiani delle retrovie per le missioni?” Sono parole sante che non hanno perso del tutto la loro attualità. E per questo la Pum le ha riproposte a tutti nella sua pagina web per la meditazione missionaria per questo ottobre. Sì, sostenere i missionari e missionarie “in prima linea” con la preghiera intensa e incessante dovrà essere il primo impegno e, al contempo, un atto di gratitudine da parte di tutti coloro che sono “nelle retrovie”, per usare l’espressione del beato Manna. E poi, parlando di loro con simpatia e ammirazione, si deve cercare anche di raccogliere gli aiuti materiali necessari da inviare per la loro missione di evangelizzazione. Si tratta delle intuizioni che aveva seguito un ao campione dell’animazione missionaria, Pauline Jaricot, fondatrice della prima Pontificia opera missionaria, quella della Propagazione della fede, vale a dire “preghiera e carità” per sostenere le missioni e i missionari all’estero”.

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