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Giosuè Carducci – E voi, se fia che l’imminente possa

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E voi, se fia che l’imminente possa
Deprechiate e del fato empio le guerre,
Voi non avrete a cui regger si possa
Vostra vecchiezza quando orba si atterre.

Soli del figliuol vostro in su la fossa
Quel dí che i dolorosi occhi vi serre
Aspetterete. O forse no. Son l’ossa
Sparse de’ nostri per diverse terre.

Oh, che il dí vostro d’atre nubi pieno
Non tramonti in procella! oh, che il diletto
Capo si posi ad un fidato seno!

Io chiamo invano (more…)

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mar, maggio 26 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giosuè Carducci – Te gridi vil quei che piegò la scema

Te gridi vil quei che piegò la scema
Alma sotto ogni danno ed a l’ostile
Possa adulò, pago a cessar l’estrema
Liberatrice d’ogni cor gentile:

Te gridi vile il mondo, il mondo vile
Che muor di febbre su le piume, e trema,
Pur franto da la lunga età senile,
In conspetto a la sacra ora suprema.

Ben te, o fratel, di ricordanza pia
Proseguirà qual cor senta i funesti
Regni del fato e il viver nostro orrendo,

Te che di sangue spazïosa (more…)

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mar, maggio 26 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giosuè Carducci – E tu, venuto a’ belli anni ridenti

E tu, venuto a’ belli anni ridenti
Quando a la vita il cor piú si disserra.
Contendi al fato il prode animo, e in terra
Poni le membra di vigor fiorenti.

Ahi, ahi fratello mio! Deh, quanta guerra
Di mesti affetti e di pensier frementi
Te su gli occhi de’ tuoi dolci parenti
Spingeva ad affrettar pace sotterra!

Or teco posa il tuo dolor. Né il viso
Piú de la madre e non la donna cara
O il fratel giovinetto o (more…)

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mar, maggio 26 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giosuè Carducci – Cara benda che in van mi contendesti

Cara benda che in van mi contendesti
Nera il candido sen d’Egeria mia,
Spoglia già glorïosa, or ne’ dí mesti
De le gioie che fûr memoria pia:

Tu sol di tanto amore oggi mi resti,
E l’inganno mio dolce anche pería;
Ond’io te stringo al nudo petto, e questi
Freddi baci t’imprimo. Ahi, ma la ria

Fiamma pur vive e pur divampa orrenda
E tu su ‘l cor, tu su ‘l mio cor ti stai
Quasi face d’inferno, o lieve benda.

Deh, (more…)

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mar, maggio 26 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giosuè Carducci – E degno è ben, però ch’a te potei

E degno è ben, però ch’a te potei,
Lasso!, chinar l’ingegno integro eretto,
S’ora in gioco tu volgi, e lieto obietto
L’ire, o donna, ti sono e i dolor miei.

Io quel dí che mie voglie a te credei
Pur vagheggiando accuso; e strappo e getto
Tua terribile imagine dal petto
In van: tu meco, erinni mia tu sei.

Ahi donna! ne le miti aure è il sorriso
Di primavera, e il sole è radïante,
E il verde pian del lume (more…)

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mar, maggio 26 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giosuè Carducci – Deh, chi mi torna a voi, cime tirrene

Deh, chi mi torna a voi, cime tirrene
Onde Fiesole al pian sorride e mira?
Deh, chi mi posa sotto l’ombre amene
Ove un rio piange e molle il vento spira?

Oh, viva io là fuor di timore e spene,
Lontan rugghiando de’ miei fati l’ira!
L’erbe il ciel l’onde ivi d’amor son piene,
E ne l’aure odorate amor sospira.

A te il suolo beato eterni fiori
Sommetterebbe, Egeria; e d’ombre sante
Proteggerebbe un lauro i nostri amori.

Ivi queto morrei. Tu (more…)

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mar, maggio 26 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giosuè Carducci – Nè mai levò sí neri occhi lucenti

Nè mai levò sí neri occhi lucenti
Saffo i preghi cantando a Citerea,
Quando nel petto e per le vene ardenti
A lei sí come nembo amor scendea;

Né désti mai sí molli chiome a’ venti,
Corinna, tu sovra l’arena elea,
Quando sotto le corde auree gementi
Fremeati il seno e a te Grecia tacea:

Sí come or questa giovinetta bella
Tremanti di desio gli umidi rai
E del crin la fulgente onda raccoglie,

In quel che dolce guarda, e la favella,
Qual (more…)

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mar, maggio 26 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Atene a un passo dal crac

di Carlo Musilli

Invece dell’accordo si avvicina la bancarotta. Dopo mesi di trattative il tempo è quasi scaduto, ma l’intesa fra i creditori internazionali e la Grecia non sembra ancora a portata di mano. Da Atene, intanto, arrivano segnali contrastanti. Ieri  Syriza ha respinto la richiesta dell’ala estremista del partito di non rimborsare i prestiti al Fondo monetario internazionale (95 voti contro 75). Bocciate anche le proposte di nazionalizzare le banche e d’indire un referendum sull’intesa da siglare con Ue e Fmi.

“La Grecia e i suoi creditori hanno una necessità imperativa di raggiungere un accordo il prima possibile”, ha detto il portavoce del Governo, Gabriel Sakellaridis, aggiungendo che l’Esecutivo punta a raggiungere un’intesa entro l’inizio di giugno: “Finché saremo nella posizione di pagare i nostri impegni, li pagheremo. E’ responsabilità del governo fare fronte ai propri obblighi”.

L’esecutivo di Alexis Tsipras cerca così di allentare la tensione causata dal ministro dell’Interno, Nikos Voutsis, che domenica aveva lanciato un avvertimento chiaro: “Le quattro rate in scadenza fra il 5 e il 19 giugno con il Fmi ammontano a un miliardo e 600 milioni di euro: denaro che non sarà versato, perché non lo abbiamo”.

Voutsis ha anche sottolineato che che Ue e Fmi pongono “condizioni inaccettabili” in cambio dello sblocco degli aiuti. Il governo di Atene non vuole cedere in particolare sulle pensioni e sul ripristino dei contratti collettivi di lavoro, due capitoli su cui Angela Merkel si è dimostrata più rigida che in passato durante l’ultimo vertice europeo di Riga. A questo punto la palla passa al G7, che si riunirà giovedì e venerdì a Dresda.

Il summit in Germania sarà probabilmente l’ultima occasione per sbloccare lo stallo, ma anche un accordo in extremis non sarebbe una soluzione definitiva. Una svolta positiva del negoziato consentirebbe ad Atene d’incassare la tranche da 7,2 miliardi concordata a febbraio, ma quei soldi durerebbero poco, considerando che il Paese ha bisogno di circa 30 miliardi solo per non alzare bandiera bianca prima dell’autunno.

Come vuole il copione degli ultimi anni, l’unica possibilità offerta alla Grecia è di guadagnare tempo. Si chiude una trattativa solo per aprirne un’altra, senza contare che stavolta un ennesimo pacchetto di aiuti rischierebbe di non ottenere il via libera di alcuni parlamenti nazionali, Bundestag in testa. Intanto, il debito pubblico ellenico continua a crescere, i nuovi prestiti vengono usati in massima parte per rimborsare i vecchi crediti e l’economia reale non riparte, ostaggio di un circolo vizioso potenzialmente infinito.

Si torna così a parlare del possibile Grexit, che secondo il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, sarebbe “un avvenimento catastrofico, l’inizio della fine dell’euro”. In verità, sul destino della Grecia dopo un’eventuale uscita dalla moneta unica esistono solo ipotesi di scuola più o meno accreditate. Non ci sono precedenti, perciò chi sostiene di avere delle certezze mente o è in malafede.

Dopo l’addio all’Eurozona, teoricamente, la Grecia dovrebbe arginare la fuga dei capitali, nazionalizzare le banche, battere moneta e far decollare l’inflazione per finanziarsi, dal momento che il mercato dei capitali sarebbe precluso anche per i prestiti a breve termine. I tassi d’interesse subirebbero un’impennata e la riedizione della dracma sarebbe colpita da una svalutazione feroce, mentre i debiti privati potrebbero continuare a essere denominati in euro. I soli benefici immediati sarebbero per l’export, che però in Grecia ha un peso limitato e difficilmente sarebbe in grado di trainare una ripresa.

Il Grexit non è però una conseguenza immediata e necessaria della bancarotta. Atene potrebbe dichiararsi insolvente ma rimanere nell’euro, secondo alcuni emettendo una moneta parallela ad uso interno, ovvero per pagare stipendi pubblici e pensioni.

Questa strada sarebbe tuttavia una sconfitta per l’Europa sia sul piano politico che su quello economico: in primo luogo perché si dimostrerebbe che l’Ue, nel momento della crisi, non è capace di proteggere nemmeno il più piccolo dei suoi figli, in secondo luogo perché – dopo l’haircut del 2012 a danno degli investitori privati – stavolta la perdita ricadrebbe sui contribuenti europei, visto che negli ultimi anni il peso del debito ellenico si è spostato dagli istituti di credito agli Stati dell’Unione.

Inoltre, un eventuale default dello Stato greco segnerebbe probabilmente anche la fine delle banche del Paese, perché la Bce dovrebbe chiudere il rubinetto degli aiuti d’emergenza Ela, privando il sistema creditizio ellenico di un sostegno finanziario vitale. A quel punto, Atene potrebbe dover negoziare l’ennesimo piano d’aiuti internazionali, che in circostanze simili sarebbero impossibili da ricevere a meno di non lasciare carta bianca alla Troika. E si ricomincerebbe daccapo.

Tratto da altrenotizie.orgTutti gli articoli sono sotto licenza Creative Commons, pertanto posso essere riportati a condizione di citare l’autore e la fonte.

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lun, maggio 25 2015 » Altre Notizie » No Comments

Giosuè Carducci – La mietitura del turco – Il Turco miete. Eran le teste armene

Atene, 14 giugno – I turchi incomincia-
rono a mietere in Tessaglia e continuano
a saccheggiare. (Disp. telegr.).

Il Turco miete. Eran le teste armene
Che ier cadean sotto il ricurvo acciar:
Ei le offeriva boccheggianti e oscene
A i pianti de l’Europa a imbalsamar.

Il Turco miete. In sangue la Tessaglia
Ch’ei non arava or or gli biondeggiò:
– Aia – diss’ei – m’è il campo di battaglia,
E frustando i giaurri io trebbierò -.

Il Turco miete. E al morbido (more…)

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lun, maggio 25 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giosuè Carducci – La Chiesa di Polenta – Agile e solo vien di colle in colle

Agile e solo vien di colle in colle
quasi accennando l’ardüo cipresso.
Forse Francesca temprò qui li ardenti
occhi al sorriso?

Sta l’erta rupe, e non minaccia: in alto
guarda, e ripensa, il barcaiol, torcendo
l’ala de’ remi in fretta dal notturno
Adrïa: sopra

fuma il comignol del villan, che giallo
mesce frumento nel fervente rame
là dove torva l’aquila del vecchio
Guido covava.

Ombra d’un fiore è la beltà, su cui
bianca farfalla poesia volteggia:
eco di tromba che si perde a valle
è la (more…)

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lun, maggio 25 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati