DVD-ROM: E-book in lingua inglese

E’ in linea il DVD-ROM degli e-book in lingua inglese redistribuiti dalla nostra biblioteca.

La risorsa comprende tutto il materiale reperibile (e visualizzabile per consultazione o download parziale) presso l’indirizzo http://www.classicistranieri.com/english/.

Il file .ISO del DVD-ROM è scaricabile all’indirizzo http://www.classicistranieri.com/english/english.iso

Federico De Roberto – La messa di nozze

I

L’arrivo del “Senegal”

Alle tre, quando la campana annunziò la fine della lezione, il professore Domenico Perez non lasciò liberi, come avrebbe dovuto, i suoi discepoli. Spiegava da due ore un atto dell’Edipo Re e non voleva interromperlo. Dominando con la voce ferma e severa i moti d’impazienza della classe, andò avanti per un’altra diecina di minuti, sino alla fine; poi pronunziò la frase sacramentale:
- Basterà per oggi.
Appena uscito nel corridoio, in compagnia degli alunni più diligenti che gli rivolgevano ancora domande intorno alle cose udite, si vide accostare da Baldassare, il bidello.
- Signor professore, c’è un signore che lo aspetta.
- Chi è?
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Grazia Deledda – L’Edera

I.

Era un sabato sera, la vigilia della festa di San Basilio, patrono del paese di Barunèi. In lontananza risonavano confusi rumori; qualche scoppio di razzo, un rullo di tamburo, grida di fanciulli; ma nella straducola in pendio, selciata di grossi ciottoli, ancora illuminata dal crepuscolo roseo, s’udiva solo la voce nasale di don Simone Decherchi.
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Vincenzo Danti – Trattato delle perfette proporzioni

Firenze, 1567

ALL’ILLUSTRISSIMO ET ECCELLENTISSIMO
SIGNOR COSIMO DE’ MEDICI
DUCA DI FIORENZA E DI SIENA
VINCENZIO DANTI.

Tutte le regole e precetti, illustrissimo Signor mio, come benissimo so esservi manifesto, furono ritrovate dagli uomini mediante la pratica e esperienza delle cose. E essendo che dai più giudiciosi e intendenti, particolarmente nell’arte del disegno, molt’opere antiche e moderne da essi state sono approvate di singolare eccellenza e perfezzione, sì come di quelle di Michelagnolo Buonarroti è intervenuto, che fra l’altre senza alcuna contradizione, per universale consenso di ciascuno, di maravigliosa bellezza e artifizio sono state giudicate;
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Gabriele D’Annunzio – Il Trionfo della morte

IN ROMA
PER L’OLEANDRO MCMXXXIV

TRIONFO DELLA MORTE

Es giebt Bücher, welche für Seele und Gesundheit einen umgekehrten Werth haben, je nachdem die niedere Seele, die niedrigere Lebenskraft oder aber die höhere und gewaltigere sich ihrer bedienen; im ersten Falle sind es gefährliche, anbröckelnde, auflösende Bücher,
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Gabriele D’Annunzio – Il piacere

A Francesco Paolo Michetti

Questo libro, composto nella tua casa dall’ospite bene accetto, viene a te come un rendimento di grazie, come un ex-voto.
Nella stanchezza della lunga e grave fatica, la tua presenza m’era fortificante e consolante come il mare. Nei disgusti che seguivano il doloroso e capzioso artifizio dello stile, la limpida semplicità del tuo ragionamento m’era esempio ed emendazione. Ne’ dubbii che seguivano lo sforzo dell’analisi, non di rado una tua sentenza profonda m’era di lume.
A te che studii tutte le forme e tutte le mutazioni dello spirito come studii tutte le forme e tutte le mutazioni delle cose, a te che intendi le leggi
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Gabriele D’Annunzio – Favola sentimentale

I.

Galatea levò dalle carte que’ suoi freddi occhi verdognoli, ergendosi al fine su la vita esile e lunga, facendo crepitare le dita esili e bianche. Disse, con un respiro:
– Ho finito.
– Grazie, Galatea. Siete stanca? – sussurrò Cesare con quella sua voce fioca, seguitando a voltar le pagine di un gran libro su ‘l leggìo.
– Un poco. Mi riposerò.
Ella s’immergeva così nel silenzio: sul fondo di cuoio scuro della spalliera la capellatura cinerea posava dolcemente e un’ombra attenuava la nitida marmoreità
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Gabriele D’Annunzio – Ad altare Dei

I.

Dolce nella memoria. Quando le campane cominciarono a squillare e cominciarono le onde del suono a dilatarsi intorno su le terre benedette, noi ci fermammo nel mezzo del sentiero.
- È la Purificazione – disse Giacinta.
Ave, Maria!
Io ricordo: ella era tutta bianca, in una veste di lana quasi monacale. Le pieghe abondavano su ‘l petto, le si stringevano fitte alla vita, le ricadevano libere fino ai piedi. Ella aveva nella pelle del collo, della nuca, delle tempie, sparso un colore dolce di oro, qualche cosa d’indefinibilmente aureo e trasparente, sotto la peluria a pena visibile. Su ‘l pallore delle guancie le perle pendenti dalla conchiglia rosea dell’orecchio stillavano uno splendore vago, talvolta leggermente opaco. Era scoperta una parte della nuca, su cui fioriva una nebbia meravigliosa di capelli: il resto del collo era coperto dalla cravatta
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Gabriele D’Annunzio – L’assenza di Lanciotto

I.

– Oh, Donna Clara, salute!
All’augurio ella sorrise tristemente; poiché sentiva che la buona salute a poco a poco la abbandonava, forse per sempre.
Tentava di rimanere ancora in piedi, di tenere in piedi quella grande sua macchina ossuta contro l’affievolimento crescente: pareva così forte, malgrado una fitta irradiazione di rughe, malgrado una bella colorazione di nevi senili. E poi allora principiavano li allettamenti della primavera, così dolci nella campagna ove ella viveva da tanti anni, principiavano allora quei buoni tepori aspettati che l’avrebbero fatta guarire,
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Gabriele D’Annunzio – Le vergini

I.

Il viatico uscì dalla porta della chiesa a mezzogiorno. Su tutte le strade era la primizia della neve, su tutte le case era la neve. Ma in alto grandi isole azzurre apparivano tra le nuvole nevose, si dilatavano su ‘l palazzo di Brina lentamente, s’illuminavano verso la Bandiera. E nell’aria bianca, sul paese bianco appariva ora subitamente letificante il miracolo del sole.
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Gabriele D’Annunzio – L’innocente

Beati immaculati…

Andare davanti al giudice, dirgli: “Ho commesso un delitto. Quella povera creatura non sarebbe morta se io non l’avessi uccisa. Io Tullio Hermil, io stesso l’ho uccisa. Ho premeditato l’assassinio, nella mia casa. L’ho compiuto con una perfetta lucidità di conscienza, esattamente, nella massima sicurezza. Poi ho seguitato a vivere col mio segreto nella mia casa, un anno intero, fino ad oggi. Oggi è l’anniversario. Eccomi nelle vostre mani. Ascoltatemi. Giudicatemi”. Posso andare davanti al giudice, posso parlargli così?
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Gabriele D’Annunzio – Giovanni Episcopo

A Matilde Serao.

Illustre signora, mia cara amica, questo piccolo libro che io vi dedico non ha per me importanza di arte; ma è un semplice documento letterario publicato a indicare il primo sforzo istintivo di un artefice inquieto verso una finale rinnovazione.
Fu scritto a Roma nel gennaio del 1891, dopo quindici mesi di completo riposo intellettuale trascorsi in gran parte fra ozii torpidi ed esercizii violenti dentro una caserma di cavalleria. La persona di Giovanni Episcopo era già stata da me osservata e studiata con intensa curiosità, due anni innanzi. Il filosofo Angelo Conti l’aveva conosciuta per la prima volta nel gabinetto d’un medico, all’ospedale di San Giacomo. Io, quel nobile filosofo e il pittore simbolico Marius de Maria avevamo poi frequentato una mortuaria taverna della via Alessandrina per incontrarci col doloroso bevitore. Alcune circostanze bizzarre avevano favorito il nostro studio. (Angelo Conti appunto aveva provveduto la siringa e la morfina pel povero Battista!) Ma il raro materiale, raccolto con la maggior possibile esattezza, era rimasto grezzo in alcune pagine di note.
Voi, così costante e così fiera lavoratrice, non conoscete forse i gravi turbamenti che porta nella conscienza dell’artefice una lunga interruzione del lavoro. Uscito dalla servitù militare, io durai fatica a riprendere le antiche consuetudini dello spirito, ad acquistare una nozione precisa del mio nuovo stato interiore, a raccogliermi, quasi direi a ripossedermi. Compresi allora come sia profonda e inevitabile su noi l’azione pur degli estranei da cui tante diversità ci separano, e come sia più difficile preservare la nostra persona morale che il nostro corpo dai rudi contatti delle moltitudini per mezzo a cui viviamo o passiamo. Nulla, mia cara amica, nulla di quanto crediamo nostro ci appartiene.
Il cavalleggere abituato a restare in sella dieci ore di séguito e a sciabolare in corsa il vento aveva una specie di ripugnanza fisica contro l’immobilità della sedia, contro l’irritante esercizio della scrittura. Alcune settimane plumbee passarono su un malessere indefinibile nel quale spuntavano e si dissolvevano di continuo piccole energie fatue, come le piccole bolle nell’acqua mantenuta in un bollore leggero ma costante da un lento fuoco.
Mi pareva che tutte le mie facoltà di scrittore si fossero oscurate, indebolite, disperse. Mi sentivo in certe ore così profondamente distaccato dall’Arte, così estraneo al mondo ideale in cui un tempo avevo vissuto, così arido, che nessuna instigazione valeva a scuotermi dall’inerzia pesante e triste in cui mi distendevo. Qualunque tentativo riescì vano: nessuna lettura valse a fecondarmi. Le pagine predilette, che un tempo avevano provocato nel mio cervello le più alte ebrezze, ora mi lasciavano freddo. Di tutta la mia opera passata provavo quasi disgusto, come d’una compagine senza vitalità, la quale non avesse più alcun legame col mio spirito e pure mi premesse d’un intollerabile peso. Certi brani di stile, in qualche mio libro di prosa, mi facevano ira e vergogna. Mi parevano vacue e false le più lucide forme verbali in cui m’ero compiaciuto.
Mai artefice ripudiò la sua opera passata con maggior sincerità di disdegno, pur non avendo ancóra in sé l’agitazione dell’opera futura né la conscienza del nuovo potere.
Ma in noi esseri d’intelletto un lavorio occulto si compie, le cui fasi lente non sono percettibili talvolta neppure in parte dai più vigili e dai più perspicaci. Se sul nostro intelletto pende di continuo la minaccia spaventevole o d’una improvvisa lesione o d’una progressiva degenerazione degli organi, in compenso questi medesimi fragili mutevoli organi sono mossi al servizio dell’Arte da attività misteriose e prodigiose che a poco a poco elaborano la materia quasi amorfa ricevuta dall’esterno e la riducono a una forma e a una vita superiori. E l’una e l’altra possibilità, la tragica e la felice, hanno comune il campo oscuro ed immensurabile della nostra inconscienza bruta.
Una sera di gennaio, stando solo in una grande stanza un poco lugubre, io sfogliavo alcune raccolte di note: materiale narrativo in parte già adoperato e in parte ancóra vergine. Una singolare inquietudine mi teneva. Se bene io fossi occupato alla lettura, la mia sensibilità era straordinariamente vigilante nel silenzio; e io potei osservare, nel corso della lettura, che il mio cervello aveva una facilità insolita alla formazione e alla associazione delle imagini più diverse. Non era quella la prima volta che accadeva in me il fenomeno, ma mi pareva che mai avesse raggiunto un tal grado d’intensità. Incominciavo a vedere, in sensazione visiva reale, le apparenze imaginate. E l’inquietudine si faceva, di minuto in minuto, più forte.
Quando lessi sul frontespizio di un fascicolo il nome di Giovanni Episcopo, in un attimo, come nel bagliore d’un lampo, vidi la figura dell’uomo: non la figura corporea soltanto ma quella morale, prima di aver sotto gli occhi le note, per non so qual comprensiva intuizione che non mi parve promossa soltanto dal risveglio repentino d’uno strato della memoria ma dal segreto concorso di elementi psichici non riconoscibili ad alcun lume d’analisi immediata.
Allora quell’uomo dolce e miserabile, quel
…continue reading Gabriele D’Annunzio – Giovanni Episcopo

Alexandre Dumas – L’avvelenatrice

I.

Verso la fine dell’anno 1665, in una bella sera d’autunno, molta gente accalcavasi sulla parte del Ponte Nuovo che scende verso la via Delfino.
L’oggetto che attirava la pubblica attenzione, era una carrozza ermeticamente chiusa, della quale un Commissario sforzavasi d’aprire lo sportello, mentre, delle quattro guardie formanti il suo seguito, due fermavano i cavalli, e le altre due trattenevano il cocchiere, il quale, sordo alle intimazioni ricevute, non aveva risposto se non cercando di mettere i suoi cavalli al galoppo.
Questa specie di lotta durava già da qualche tempo, quando d’improvviso, uno degli sportelli s’aprì con violenza, ed un giovane ufficiale, in divisa di capitano di cavalleria, balzò a terra, chiudendo nello stesso tempo lo sportello per cui era uscito, ma non abbastanza svelto perchè i più vicini non avessero avuto agio di distinguere nel fondo della carrozza, avvolta in una mantiglia e coperta d’un velo, una donna che, dalle precauzioni prese per nascondere il volto a tutti gli sguardi, pareva avere il maggiore interesse a rimanere incognita.
– Signore – disse il giovane, rivolgendosi con piglio altero ed imperioso al Commissario – siccome io presumo, se non erro, che voi abbiate da fare con me solo, vi pregherei di farmi conoscere i poteri in virtù dei quali voi arrestaste questa carrozza nella quale io ero; ed ora che io non ci sono più, vi impongo di ordinare ai vostri uomini di lasciarle continuare la sua strada.
– E primieramente – rispose il Commissario, senza lasciarsi intimorire da quel tono arrogante, e facendo segno alle guardie di non lasciar andare nè il cocchiere, nè i cavalli – abbiate la bontà di rispondere alle mie domande.
– Ascolto – disse il giovane, facendosi visibilmente forza per conservare la calma.
– Siete voi il cavaliere Gaudin di Santa-Croce?
– Io stesso.
…continue reading Alexandre Dumas – L’avvelenatrice

Abbiamo voluto la bicicletta, adesso fateci pedalare!

Per la prima volta gli effetti virtuosi della mobilità a pedali sono stati scientificamente stimati dalla Commissione economica per l’Europa dell’Onu, insieme all’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ora servono le ciclabili! (Alessandro Graziadei)

Am 21. April auf Wikipedia exzellenter Artikel

Offizielles Logo von „Super Mario Land“

Super Mario Land ist ein von Nintendo für den Game Boy entwickeltes Jump-’n’-Run-Spiel. Die Erstveröffentlichung erfolgte in Japan am 21. April 1989. Später erschien das Spiel auch in Nordamerika und Europa als einer der Starttitel des Game Boy. Es handelt sich um das erste Super-Mario-Spiel für einen Handheld. Das Ziel des Spiels ist es, in der Rolle des titelgebenden Klempners Mario die vom Weltraum­monster Tatanga entführte Prinzessin Daisy zu retten. Als erstes Mario-Spiel wurde Land nicht unter der Leitung des Serien­gründers Shigeru Miyamoto entwickelt. Für die Entwicklung von Super Mario Land zeichnete die Nintendo-Abteilung Research & Development 1 verantwortlich. Die Ent­wicklungs­leiter waren Gunpei Yokoi und Satoru Okada, die beiden Hauptingeneure des Game Boy. Das Spiel wurde überwiegend positiv aufgenommen, was sich in den hohen Verkaufszahlen und einer 2011 erfolgten Wieder­ver­öffentlichung für die 3DS-Konsole widerspiegelt. 1992 brachte Nintendo den Nachfolger Super Mario Land 2: 6 Golden Coins auf den Markt. mehr

Pasqua: “M’ama” vs “Mi mangia”

È arrivata Pasqua. La tradizione vuole che sulle tavole degli italiani vengano serviti tra i 400mila e i 700mila agnelli e capretti proposti nelle più diverse ricette. Ma veramente per celebrare la risurrezione occorre condannare a morte gli animali? (Alessandro Graziadei)

Am 20. April auf Wikipedia exzellenter Artikel

Ostfrieslandkarte mit „Witmundt“ um 1600

Wittmund ist eine Stadt im Nordwesten Niedersachsens und Kreisstadt des gleichnamigen ostfriesischen Landkreises. Der Fläche nach ist sie die größte Stadt Ostfrieslands, von ihrer Einwohnerzahl her liegt sie mit 20.414 hinter Emden, Aurich, Leer und Norden an fünfter Stelle. Die Stadt ist nur dünn besiedelt. In der Raumordnung des Landes Niedersachsen wird Wittmund als Mittelzentrum geführt. Historisch gehört der Großteil des Wittmunder Stadtgebiets zum Harlingerland, das endgültig erst im Jahr 1600 durch den Berumer Vergleich zur Grafschaft Ostfriesland kam. Seit 1885 ist Wittmund Sitz des gleichnamigen Landkreises. Bis zur Gebietsreform 1972 war die Kreisstadt eine Binnenlandgemeinde. Nach umfangreichen Eingemeindungen – darunter Ortschaften, die seit dem 16. Jahrhundert planmäßig der Harlebucht abgerungen wurden, wie etwa der Küstenort Carolinensiel – bildet die Nordsee die Nordgrenze der Stadt. Carolinensiel ist in deutlichem Maße vom Tourismus geprägt, wobei neben dem Küstenbadeort in den vergangenen Jahrzehnten auch das Binnenland eine größere Rolle einnahm. Landwirtschaft spielt schon aufgrund des überragenden Flächenanteils (etwa 81,5 Prozent) eine große Rolle. Wittmund ist zudem Behördenstadt und Garnison für das Jagdgeschwader 71 mit dem Ehrennamen Richthofen, eines der vier Traditionsgeschwader der Luftwaffe. Viele Wittmunder sind Auspendler, wobei die nahe gelegene Stadt Wilhelmshaven eine bedeutende Rolle spielt. mehr

I conti in tasca al missile orbitale riutilizzabile di SpaceX

di Paolo G. Calisse

Paolo G. Calisse è una vecchia conoscenza di questo blog. Di professione fa l’astronomo ed ha collaborato con vari progetti internazionali, incluso ALMA, l’Atacama Large Millimeter Array. Tra le cose curiose che ha fatto durante la sua carriera, è anche stato il primo italiano a trascorrere un anno intero al Polo Sud, sempre lavorando come astronomo al locale osservatorio.

La sua passione – a suo dire “un po’ infantile” – per aerei e missioni spaziali lo ha portato a scrivere questo breve articolo in cui fa i conti in tasca ai piani di Elon Musk di creare un sistema di vettori riutilizzabile. Ospito questo articolo sul mio blog in occasione del primo tentativo di ammaraggio controllato di un primo stadio di un vettore orbitale, avvenuto ieri nell’ambito della missione Dragon/CRS-3.

Paolo Attivissimo
Credit: SpaceX.

Tutto lascia credere che ieri sia avvenuto qualcosa di radicalmente nuovo nel settore aerospaziale: il primo stadio di un razzo, dopo aver inserito il proprio carico verso l’orbita, è ammarato intatto a est della Florida. Senza l’aiuto di paracadute o di ali, ma soltanto con l’aiuto dei propri propulsori per rallentare la caduta. SpaceX ha dimostrato la fattibilità del progetto di realizzare un primo stadio leggero e potenzialmente riutilizzabile, al contrario dello Space Shuttle e di altri progetti, dotati di appendici aerodinamiche. In questo articolo cercheremo di capire come tutto questo sia possibile. 

Il sogno di realizzare vettori riutilizzabili è nato insieme alle stesse imprese spaziali e prima ancora in tanti racconti e film di fantascienza. Il primo tentativo concreto di realizzarne uno, lo Space Shuttle, si è concluso tuttavia con risultati insoddisfacenti, costi ingenti e due terribili sciagure che hanno causato la morte di ben quattordici astronauti statunitensi.

Dopo una breve introduzione allo stato attuale della tecnologia, apprenderemo la semplice algebra necessaria per questa valutazione, per poi passare ad applicarla al caso specifico di un vettore come il Falcon 9R impiegato per il volo di ieri. L’articolo richiede solo una certa attenzione per seguire e comprendere tutti i passaggi necessari.

Aria o propellente?

Da quando Elon Musk, nel 2002, fondò SpaceX con l’obiettivo di realizzare un sistema di vettori orbitali riutilizzabili e per questo a basso costo, molti si chiedono se non si sia trattato di una mossa avventata. Perché infatti non utilizzare, come lo Space Shuttle, l’attrito atmosferico per frenare un oggetto al rientro dall’orbita, invece di sofisticati motori avidi di carburante ed esposti al calore e allo stress del rientro?

Lo Space Shuttle: bello e dannato

Lo Shuttle Endeavour nel 2001.
Credit: NASA.

Nonostante fosse un progetto iconico, ineguagliato per complessità e sofisticazione, lo Space Transportation System, come venne chiamato all’inizio, ha assorbito per decenni gran parte delle risorse economiche disponibili per il settore spaziale negli USA, impedendo lo sviluppo di nuovi e più efficienti vettori. Non poteva raggiungere orbite più elevate di qualche centinaio di km (contro i quasi 400.000 delle capsule Apollo lanciate dal Saturn V), né ha mai eguagliato le specifiche di progetto. Infine era solo parzialmente riutilizzabile: mentre l’Orbiter (la navetta stessa) e i due Solid Rocket Booster (i due razzi ai lati del vettore al momento del lancio) venivano recuperati, il sofisticato serbatoio principale del propellente, che costava 55 milioni di dollari di allora, andava distrutto al rientro nell’atmosfera.

Due sono le ragioni generalmente indicate come causa di questo sostanziale fallimento: (1) la richiesta dei militari di disporre di un oggetto capace di rientrare dopo una sola orbita, il che richiedeva, per le orbite polari, una notevole capacità di planata, e (2) la volontà di portare a bordo ben 7 astronauti per volta oltre ad un carico pagante di più di 22 tonnellate per le orbite basse. Queste richieste influirono pesantemente sul progetto, portando la massa del veicolo da iniettare in orbita ad oltre 90 tonnellate, contro le 6 di una capsula Apollo, e di conseguenza ad una moltiplicazione esponenziale delle difficoltà ingegneristiche da affrontare.

I problemi che queste scelte originarono furono tanti. Poiché, al contrario della navetta russa Buran, lo Space Shuttle non poteva operare missioni senza equipaggio e non vi era alcuna possibilità di fuga per gli astronauti nel caso di guasti gravi in alcune fasi critiche del volo, due incidenti diversi provocarono la perdita di due navette e la morte di ben 14 astronauti: di gran lunga più di qualsiasi altra navicella spaziale.

Infatti alcuni componenti come la schiuma usata per isolare termicamente l’enorme Main External Tank non sono mai stati completamente “commissionati”. La manutenzione, a causa dell’enorme potenza dei tre motori principali e della sofisticazione estrema dell’intero sistema, era costosissima e delicatissima, penalizzando i tempi di riciclo, aumentando a dismisura i costi di gestione e causando, nel tempo, un’affanosa ricerca di scorciatoie. Invece dei pochi giorni previsti, ogni volta occorrevano mesi e un’immenso dispendio di risorse e personale. È quindi in un certo senso sorprendente che si sia comunque riusciti a compiere 133 missioni con successo, nonostante il progetto sia di fatto diventato lettera morta.

Ricominciamo daccapo

Elon Musk, CEO e fondatore di SpaceX, ha seguito un approccio differente, ma per un motivo preciso: quello di sviluppare una tecnologia in grado non solo di consentire il riutilizzo di tutte le componenti, consentendo un abbattimento consistente dei costi, ma anche di programmare una missione su Marte utilizzando componenti simili e quindi sperimentate a fondo. Un sistema, quindi, in grado di consolidarsi per gradi e scalabile con un notevole interscambio di conoscenze e componenti tra i vettori previsti per le diverse funzioni.

Illustrazione del Delta Clipper.
Credit: NASA.

Questo approccio innovativo è sembrato a molti, specie all’inizio, un azzardo: perché fare atterrare un oggetto di forma insolita, in equilibrio sulle zampe, invece di usare la tecnologia sperimentata dagli aerei di tutto il mondo? Pochi ci avevano provato prima di lui, e con risultati discutibili. McDonnell-Douglas negli anni ’90 aveva realizzato un sistema simile, il Delta Clipper, con l’idea di sviluppare un sistema in grado di entrare in orbita con un solo stadio (single-stage-to-orbit, o SSTO), ma dopo un grave incidente aveva abbandonato il progetto.

Elon Musk, dopo un’accurata analisi di tutte le variabili in gioco (velocità alla separazione del primo stadio, disegno e numero dei motori, tecnologia impiegata, numero di stadi, ecc.), ha preferito puntare su un sistema a due stadi, entrambi recuperabili. Qui non ci occuperemo del secondo stadio e della navicella, ma nei piani di Musk anche queste due componenti saranno infatti in grado di rientrare indipendentemente e di essere riutilizzate più volte, con l’obiettivo di ridurre di almeno un fattore 10 i costi dei viaggi spaziali rispetto a quelli attuali.

Ma come si può valutare la sua affermazione che è possibile progettare un primo stadio in grado di compiere autonomamente la frenata necessaria per atterrare dopo un lancio? Il propellente necessario per il rientro non appesantisce inutilmente il carico?

È tutta una questione di delta-v!

La tecnologia spaziale è complessa oltre ogni dire, ma la dinamica su cui si basa è più semplice di quel che si creda, proprio perché nello spazio le forze in gioco sono conservative e gli attriti in genere trascurabili.

Per rispondere alle due domande precedenti basta partire dall’Equazione di Tsiolkovsky (EdT nel seguito), o Equazione del Razzo, ideata al principio del ventesimo secolo da diversi ricercatori, che valuta quanto propellente è necessario per ottenere una differenza di velocità delta-v durante una manovra “orbitale”.

Per cominciare bisogna innanzitutto comprendere che l’ostacolo principale alla messa in orbita di un oggetto non è tanto la quota di almeno 2-300 km necessaria ad abbandonare completamente l’atmosfera, che può essere raggiunta abbastanza agevolmente anche con tecnologie abbastanza semplici, quanto la necessità di raggiungere la velocità orbitale, che è circa 25 volte quella del suono (detta Mach 1 in gergo) ed è superiore a quella di tutto ciò cui siamo abituati sulla Terra, proiettili e caccia supersonici compresi.

L’EdT può essere espressa come:

DV = Vexh * ln (m0/m1)

dove:

DV è la differenza di velocità tra “prima” e “dopo” una qualsiasi manovra
m0 è la massa iniziale del razzo
m1 è la massa residua del razzo dopo aver bruciato il carburante necessario
Vexh è la velocità del gas espulso dal motore (exhaust in inglese)
ln è il logaritmo naturale

Senza entrare nei dettagli della sua derivazione, basti sapere che usando la conservazione della quantità di moto è possibile calcolare com’è variata la velocità del veicolo dopo avere espulso una data quantità di propellente m0-m1 alla velocità Vexh.

La formula si applica a qualsiasi motore a razzo in azione nel vuoto e dove non ci sono grandi variazioni di quota (torneremo più tardi su questo punto). È indipendente dal tipo di propellente usato, dalla potenza, dal numero di motori o da altri parametri. Anzi, può essere usata per casi molto diversi…

Ispettore Callaghan, il caso è suo

Supponiamo per esempio che l’ispettore Callaghan spari un colpo in orizzontale con l’immancabile 44 Magnum mentre staziona su una pista di pattinaggio (attrito trascurabile): il rinculo lo farà partire in direzione opposta, ma a quale velocità? L’EdT consente di calcolarla facilmente. Il proiettile di una 44 Magnum viene espulso a circa 450 m/s ed ha una massa di circa 20 g. Se Clint Eastwood pesa 80 kg (ovvero 80.000 g), pistola e proiettili inclusi:

DV = 450 m/s * ln (80.000/(80.000-20))
= 0.112514 m/s

ovvero comincerà a spostarsi nella direzione opposta, a causa del rinculo, ad una velocità di circa 11 cm al secondo (circa 0.4 km/h).

Ma quando Callaghan sparerà il suo secondo proiettile le cose cambieranno, sebbene di poco, in quanto la massa residua sarà diminuita di quella del primo proiettile sparato, e l’incremento di velocità, da aggiungere a quella precedente, diverrà:

DV = 450 m/s * ln ((80.000-20)/(80.000-40))
= 0.112542 m/s

Come prevedibile, il cambio di velocità fornito dal rinculo è aumentato rispetto a prima, sebbene di soli 0.112542 m/s – 0.112514 m/s = 0.0028 cm/s.

Ma nel caso di un motore a razzo come il Falcon 9R la quantità di propellente espulsa ogni secondo è letteralmente un fiume (oltre 2 tonnellate/s). Di conseguenza, la massa del carburante ancora a bordo diminuisce rapidamente, e questo rende l’accelerazione del razzo sempre maggiore, al punto che ad una certa quota i motori devono ridurre la loro spinta per evitare stress eccessivi alla struttura stessa del razzo.

Tornando quindi al caso dei lanci spaziali, risolvendo la EdT per m1, si può ricavare quanto propellente resta dopo avere operato un certo delta-v partendo da una massa iniziale del razzo m0:

m1 = m0 * exp(-DV / Vexh)

Per una manovra nello spazio vuoto questa relazione è corretta. Durante un lancio da Terra, però, parte dell’energia viene spesa per contrastare la forza gravitazionale e l’attrito aerodinamico. La formula consente di trattare questi due fattori valutando il delta-v aggiuntivo (o sottrattivo) che deriva da entrambi:

delta-v = Vorb + Vgrav + Vaero

dove:

  • Vorb è la velocità orbitale da raggiungere, pari, per un orbita bassa, a circa 7.8 km/s
  • Vgrav è la velocità “persa” durante l’ascesa da Terra, calcolata in base a simulazioni o da precedenti lanci o da un’accurata analisi della traiettoria percorsa durante l’ascensione
  • Vaero e la velocità dissipata per combattere l’attrito aerodinamico

Tutte le velocità sono relative al riferimento a Terra. Per questo non viene qui considerato l’”aiutino” (0.4 km/s) dato dalla rotazione terrestre (Vorb), almeno quando si lancia verso Est come in questo caso. 

Consideriamo ora un vettore Falcon 9R v1.1 come quello lanciato ieri da Cape Canaveral per tentare un ammaraggio controllato. Per fare i conti numerici servono alcuni dati che riassumiamo nel seguito.

Parametri relativi all’intero vettore

  • Massa totale al lancio: 482.500 kg. ȏ il peso totale approssimato del Falcon 9R al momento del lancio, incluse le “zampe” e tutto l’hardware addizionale necessario per l’atterraggio morbido.
Credit: SpaceX.

Parametri relativi al solo Primo Stadio:

  • Massa totale al lancio: 392.500 kg. Peso dichiarato del primo stadio al lancio, propellente e “zampe” incluse.
  • Massa inerte: 20.500 kg. È il peso del primo stadio quando si esclude il propellente. Questo valore rappresenta, a pensarci bene, anche la massa minima da riportare intatta a terra, assumendo che il propellente sia stato consumato completamente nel volo.
  • Massa del propellente: 372.000 kg. Si ottiene sottraendo la massa inerte dalla massa totale al lancio: 392.500 kg – 20.500 kg. Notare come oltre i tre quarti (372.000 kg / 482.500 kg) dell’intera massa del razzo sia costituito dal propellente del primo stadio.

Motore Merlin 1D

Il primo stadio del Falcon 9R (la R sta per riutilizzabile) è spinto da 9 motori identici, potenti e leggeri, chiamati Merlin 1D, disposti in una configurazione detta octaweb: otto motori in cerchio e uno al centro. Questi motori consumano un particolare tipo di kerosene detto RP-1 e ossigeno liquido, LOX in gergo, fornendo una velocità di emissione dei gas di scarico Vexh pari a 2765 m/s. Useremo come ipotesi pessimistica questo valore, anche se in realtà nel vuoto i gas raggiungono una velocità circa il 10% superiore (3050 m/s), incrementando di conseguenza la spinta fornita.

Profilo di volo

La separazione del primo stadio dal secondo dopo il lancio avviene ad una velocità di Mach 6, corrispondenti a 2,052 km/s, e ad una quota di circa 90 km. Nel caso dello Space Shuttle invece il serbatoio del propellente (il Main External Tank, o ET) veniva rilasciato già a velocità orbitale (Mach 25), rendendo necessario accelerare una massa ancora più grande di quella dell’Orbiter stesso. La bassa velocità alla separazione del primo stadio è una delle chiavi del possibile successo dei piani di SpaceX.

Dopo la separazione, il singolo motore presente nel secondo stadio del Falcon 9, quasi identico agli altri nove del primo stadio, si accende e inietta in orbita la navicella Dragon con il suo carico per la Stazione Spaziale Internazionale. Il primo stadio invece si riorienta “motori avanti” per mezzo di una prima accensione di tre dei nove propulsori. Lo stadio scende quindi in caduta libera fino a pochi secondi dall’ammaraggio, quando una seconda accensione rallenta di nuovo il vettore, già frenato dalla crescente pressione aerodinamica. Le 4 zampe si estendono e il Falcon 9 compie il proprio ammaraggio controllato.

Perdite gravitazionali ed aerodinamiche

Oltre a dover acquistare la velocità orbitale, un vettore deve anche guadagnare una quota tale da uscire completamente dall’atmosfera e contrastare l’attrito dovuto alla pressione aerodinamica. Nel primo caso si parla di perdita gravitazionale, una forza che tende a frenare il vettore in ascesa e ad accelerarlo durante la discesa, e che quindi lavora sempre contro la spinta esercitata dai propulsori. Il suo valore per il Falcon 9 può essere stimato a partire da quelli ottenuti da vettori analoghi, sebbene per un calcolo più accurato si possa procedere analiticamente in base alla traiettoria prevista. Il volume Space Propulsion Analysis and Design, di R. Humble, considerato la bibbia della propulsione a razzo, fornisce alcuni valori di confronto:

 Vettore
 Delta-V gravitazionale
 Delta-V aerodinamico
Ariane A-44L 
1576 m/s
135 m/s
Atlas I 
1395 m/s
110 m/s 
Delta 7925 
 1150 m/s 
136 m/s 
 1222 m/s 
 107 m/s 
Saturn V 
 1534 m/s 
 40 m/s
Titan IV/Centaur 
 1442 m/s 
 156 m/s 

Il valore straordinariamente basso del delta-v aerodinamico (Vaero) del Saturn V non è un errore di stampa, ma è dovuto al basso rapporto tra la spinta generata dai 5 giganteschi motori F-1 di cui disponeva, veri e ineguagliati capolavori della tecnologia, e la massa del mastodontico vettore subito dopo il decollo, quando il razzo era ancora carico del propellente e di tutta l’infrastruttura necessaria alla sua lunga missione. Ciò riduceva la velocità negli strati più densi dell’atmosfera e di conseguenza la pressione aerodinamica, ma una volta alleggerito di gran parte del carburante l’accelerazione cresceva a valori elevatissimi. Per tutti gli altri vettori, Falcon 9 incluso, il rapporto tra spinta e peso del veicolo al decollo è molto più elevato, rendendo più efficiente l’ascesa nel primo minuto, ma generando velocità elevate quando la densità dell’aria è ancora elevata e quindi un carico aerodinamico nettamente superiore.

Assumeremo quindi una perdita per attrito aerodinamico di 130 m/s durante l’ascensione, come si vede trascurabile rispetto agli altri fattori. Al rientro, alcune simulazioni disponibili forniscono un valore di 280 m/s. Per inciso, il momento in cui la pressione aerodinamica è massima, il cosiddetto Max Q, avviene in genere poco oltre il primo minuto dal lancio.

Il valore del delta-v gravitazionale (Vgrav) per razzi come il Titan, simile al Falcon 9R, è di circa 1200 m/s. Poiché il distacco del primo stadio con il Falcon 9R avviene a meno di 100 km di quota, e non alla quota orbitale, superiore a 200 km, useremo la metà di questo valore, ovvero un delta-v gravitazionale pari a 600 m/s.

In conclusione

  • durante l’ascensione abbiamo un delta-v totale di 2052 + 600 + 130 m/s = 2780 m/s
  • durante il rientro, invece, il delta-v aggiuntivo è di soli 2052 + 600 – 280 m/s = 2372 m/s in quanto l’attrito aerodinamico questa volta aiuta la frenata, collaborando con la spinta esercitata dai retrorazzi

E adesso un po’ di semplici calcoli

Inserendo tali valori nell’equazione di Tsiolkovsky si ottiene la massa del razzo al momento del distacco del primo stadio:

m1 = m0 * exp (- DV / Vexh )
= 482.500 * exp (-2782 / 2765)
= 176.444 kg

Sottraendo la massa al lancio si ottengono la quantità di propellente già utilizzato e quella residua, ancora disponibile per attuare la frenata controllata durante il rientro:

  • Quantità di carburante utilizzato fino alla separazione: 482.500 kg – 176.444 kg = 306.056 kg
  • Quantità di carburante disponibile per il rientro: 372.000 kg – 306.056 kg = 65.944 kg
  • Massa del primo stadio DOPO la separazione: 20.500 kg + 65.944 kg = 86.444 kg

Come prevedibile, l’ascensione ha utilizzato gran parte del propellente necessario, visto che in ascensione al peso del primo stadio si aggiungono quello del secondo, del carico utile ma soprattutto del propellente stesso, da accelerare a Mach 6.

Sottraiamo da questo quantitativo residuo di propellente un ulteriore 5%, ovvero 306.056 kg * 0.05 = 15.303 kg, per tenere conto dei controlli di assetto e come margine di sicurezza. Il valore del combustibile disponibile per il rientro controllato diventa adesso 65.944 kg – 15.303 kg = 50.642 kg (tutti i valori sono stati ottenuti con calcoli in virgola mobile, donde le piccole discrepanze sulle unità dopo gli arrotondamenti).

Siamo arrivati alla domanda cruciale: è possibile compiere un rientro ed un atterraggio morbido con tale quantità di carburante?

Il peso del primo stadio immediatamente dopo la separazione è pari alla sua massa inerte più la quantità ancora disponibile di carburante appena calcolata: 20.500 kg + 50.642 kg = 71.142 kg.

Applichiamo finalmente l’EdT una seconda volta, per simulare la discesa:

m1 = m0 * exp( – DV / Vexh )
= 71.142 kg * exp ( -2372 / 2765 )
= 30.173 kg

Questa sarà la massa totale del primo stadio all’atterraggio. Ciò significa che durante la discesa sono stati usati almeno 71.142 kg – 30.173 kg = 40.968 kg di propellente. Il propellente residuo nel primo stadio si può calcolare sottraendo al propellente disponibile alla separazione il valore appena trovato:

50.642 kg – 40.968 kg = 9.673 kg

Questa quantità, circa 9 tonnellate metriche, rappresenta quasi il 20% (9.673 / 50.642) del propellente usato per la discesa, garantendo un notevole margine aggiuntivo per le correzioni eventualmente necessarie. Siamo quindi giunti alla conclusione che un primo stadio come quello del Falcon 9R è in grado, almeno sulla carta, di rientrare a terra! Possiamo immaginare che Elon Musk abbia svolto questi calcoli back-of-the-envelope (come si dice in inglese, ovvero su un pezzo di carta qualsiasi) prima di investire i propri “risparmi” in questa affascinante avventura.

Quel 20% di carburante residuo sembra anche sufficiente a garantire il controllo d’assetto durante la discesa e anche per effettuare un atterraggio direttamente al sito di lancio (Return to Launch Site, o RTLS), come nel programma a lungo termine di Musk. Le nostre stime grossolane dimostrano insomma che si può fare, che l’idea non è affatto peregrina. Va notato anche che la quantità di carburante necessaria all’ascensione, 306 tonnellate metriche, è nettamente superiore a quella necessaria per la discesa, 41 t.

Questa apparente magia è proprio dovuta al fatto che la massa inerte del primo stadio è una frazione marginale del peso dell’intero vettore al decollo: circa il 4%, come una lattina di birra da 330 ml. Provate a prendere in mano una lattina vuota: vi chiederete, considerando la massa dei nove motori Merlin e la rigidità necessaria ad un razzo, come sia possibile costruire un vettore così leggero in grado di portare a bordo tutto quel propellente, ma è proprio questa straordinaria leggerezza del primo stadio a ridurre la quantità di propellente necessaria per la discesa controllata rispetto a quella necessaria per l’ascensione.

Senza contare che un rientro ad alta velocità negli strati densi dell’atmosfera, come previsto da Musk, che prevede una prima accensione dei retrorazzi in alta quota e una in finale, poco prima dell’atterraggio, permetterebbe di sfruttare al meglio il freno aerodinamico, che va, almeno in prima approssimazione, con il quadrato della velocità. Quindi: più tardi si rallenta – compatibilmente con i problemi termici legati al surriscaldamento – meno propellente è necessario per la frenata finale.

Non resta quindi che augurarsi che SpaceX sia in grado di risolvere i molteplici problemi tecnici che si troverà ad affrontare prima di poter affrontare un RTLS, non ultimi lo stress aerodinamico cui i motori e le parti più sensibili del vettore saranno sottoposti durante il rientro in atmosfera, o il preciso controllo dell’assetto durante la discesa.

Marte, prossima frontiera

In realtà Musk ha nel cassetto un obiettivo ancora più intrigante: lo sviluppo di vettori in grado di compiere una missione su Marte con equipaggio con ritorno a Terra. Fino ad oggi nessuna navicella è stata in grado di tornare in orbita dopo un atterraggio su Marte. Una missione umana avrebbe bisogno di questa funzionalità, sebbene Musk contempli anche piani per una colonizzazione senza ritorno, una specie di Mayflower alla scoperta di una nuova “America”.

Gli stessi calcoli possono quindi essere applicati per esercizio per verificare se il primo stadio di un Falcon 9R sarebbe in grado di atterrare e tornare in orbita marziana. Il campo gravitazionale marziano è assai più debole di quello terrestre (Marte ha una massa che è solo il 10% circa di quella del nostro pianeta), la velocità orbitale è di “soli” 13.000 km/h. Perché non dovrebbe essere possibile?

Immaginiamo che un Falcon 9R, identico a quello usato per il rientro a Terra, venga inserito in orbita marziana. Non ci occuperemo di come questo possa avvenire. Supponiamo anche di rimuovere del tutto il secondo stadio e di avere a disposizione un carico utile pari a quello nominale per la missione terrestre. Su Marte possiamo utilizzare come velocità dei gas di scarico Vexh quella valida nel vuoto. Supponiamo inoltre, piuttosto ottimisticamente, che la perdita per gravità e quella per attrito atmosferico siano un decimo di quella terrestre, come la massa del pianeta.

Sorprendentemente, eseguendo i calcoli come sopra, ci accorgeremmo che il carburante disponibile non basterebbe. Come mai, visto che la gravità marziana è una frazione di quella terrestre? Perché, primo, atterrare e tornare in orbita richiede molto più carburante che andare in orbita e poi atterrare, e secondo, il primo stadio dovrebbe questa volta raggiungere la velocità orbitale, superiore a quella della separazione prevista nel caso di lancio dalla Terra.

Il piano di Elon Musk è tuttavia diverso da questa banale semplificazione e prevede lo sviluppo di un sistema più potente, con nuovi motori più performanti. Ci sono inoltre diverse differenze rispetto ad una missione sulla Terra. Parte del vettore, per esempio, potrebbe essere abbandonata sul suolo di Marte per un’immissione in orbita più leggera.

Conclusioni

L’X-37B.
Credit: USAF.

Lo spazio vuoto è l’ambiente controintuitivo per antonomasia. Il motivo ultimo per cui la strategia dello Space Shuttle – utilizzare l’attrito aerodinamico per permettere il rientro controllato e quindi il riciclo del vettore – si è dimostrata più inefficiente e complessa del previsto è che ogni kg in più da mettere in orbita, a causa delle grandi superfici aerodinamiche necessarie per la frenata, richiede un incremento esponenziale della potenza dei vettori e della complessità del sistema.

Sistemi che utilizzano lo stesso principio, ma più piccoli e meno performanti, come il Dream Chaser, sorta di piccolo Space Shuttle adibito al solo trasporto di passeggeri, o l’X-37B, navicella automatica già utilizzata più volte e al momento in orbita terrestre, potrebbero ovviare a questo problema. Nessuno è ancora in grado di dire se l’alternativa proposta da Musk sia migliore o meno dell’uso dell’attrito aerodinamico per frenare.

Quello che abbiamo appena dimostrato è soltanto che quella di Musk è una scelta saggia e fattibile. Anche sul piano tecnico la potenza di calcolo e la sensoristica attuali permettono un controllo accurato dell’assetto di un oggetto come un razzo, nonostante sembri difficile come tenere una penna in equilibrio in verticale sul palmo della mano.

Bibliografia ragionata

[1] SpaceX, Video Captures SpaceX’s Re-Lightable Engine. Nel video si vede, per la prima volta, un motore a razzo durante una fase di rientro nell’atmosfera di un vettore (a marcia indietro). Il video consente anche di verificare la quota alla quale il primo stadio si separa (100 km) e la massima quota raggiunta in volo balistico dal vettore (140 Km)).
[2] http://forum.nasaspaceflight.com/index.php?topic=9959.0, una discussione che spiega come valutare l’effetto dell’atmosfera e della gravità.
[3] http://aldaylongmusings.blogspot.com/2011/04/spacex-sanity-check.html, un esercizio simile svolto per il più pesante SpaceX Falcon Heavy.
[4] Space Propulsion Analysis and Design, R. Humble, 1996, per una discussione approfondita sulla propulsione a razzo.

Aggiornamenti

20/4/2014 – Alcuni errori tipografici alle formule rimossi. Grazie a Laserium per la segnalazione.

Weekly Address: President Obama Offers Easter and Passover Greetings

WASHINGTON, DC – In this week’s address, the President offered his warmest greetings as millions of Americans celebrate Easter this Sunday and recounted the Passover Seder he hosted at the White House earlier this week, joining Jewish families around the world in their celebration. The President looks forward to taking part with his family in the hope and joy of the Easter season and reminds all Americans, no matter their faith, of the common thread that binds us.

The audio of the address and video of the address will be available online at www.whitehouse.gov at 6:00 a.m. ET, Saturday, April 19, 2014.

Remarks of President Barack Obama
Weekly Address
The White House
April 19, 2014

Hi, everybody.  For millions of Americans, this time of year holds great meaning.  

Earlier this week, we hosted a Passover Seder at the White House, and joined Jewish families around the world in their retellings of the story of the Exodus and the victory of faith over oppression. 

And this Sunday, Michelle, Malia, Sasha, and I will join our fellow Christians around the world in celebrating the Resurrection of Christ, the salvation he offered the world, and the hope that comes with the Easter season.

These holy days have their roots in miracles that took place long ago.  And yet, they still inspire us, guide us, and strengthen us today.  They remind us of our responsibilities to God and, as God’s children, our responsibilities to one another. 

For me, and for countless other Christians, Holy Week and Easter are times for reflection and renewal.  We remember the grace of an awesome God, who loves us so deeply that He gave us his only Son, so that we might live through Him.  We recall all that Jesus endured for us – the scorn of the crowds, the agony of the cross – all so that we might be forgiven our sins and granted everlasting life.  And we recommit ourselves to following His example, to love and serve one another, particularly “the least of these” among us, just as He loves every one of us.

The common thread of humanity that connects us all – not just Christians and Jews, but Muslims and Hindus and Sikhs – is our shared commitment to love our neighbors as we love ourselves.  To remember, I am my brother’s keeper. I am my sister’s keeper.  Whatever your faith, believer or nonbeliever, there’s no better time to rededicate ourselves to that universal mission. 

For me, Easter is a story of hope – a belief in a better day to come, just around the bend.

So to all Christians who are celebrating, from my family to yours, Happy Easter.  And to every American, have a joyful weekend.

Thanks, God bless you, and may God bless this country we love.

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Pane in attesa: il sud che insegna

Si entra in un negozio, si prende uno e si paga due, lasciando a persone in difficoltà economiche di ritirare la merce anonimamente: dal caffè al pane… (Fabio Pizzi)

Il missile con le zampe di SpaceX ce l’ha fatta: consegna cargo in orbita e ammaraggio “morbido”

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “ulricog” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Credit: ScriptunasImages.com

Il vettore Falcon 9R di SpaceX partito poche ore fa da Cape Canaveral è riuscito a inserire correttamente in orbita il proprio carico, la capsula Dragon, carica di provviste ed esperimenti per la Stazione Spaziale Internazionale.

Sembra inoltre riuscito il tentativo, unico nella storia della missilistica, di far scendere in maniera controllata il primo stadio del missile, che stando alle prime segnalazioni di Elon Musk avrebbe effettuato correttamente un ammaraggio relativamente dolce nell’Oceano Atlantico, come previsto dal suo piano di volo.

Questo primo tentativo fa parte del piano a lungo termine di SpaceX di riutilizzare i vettori facendone rientrare a terra i singoli stadi, che atterrerebbero verticalmente su zampe come quelle già installate sul vettore partito oggi e visibili nella foto qui accanto in posizione ripiegata alla base del missile.

Per questo lancio è stato scelto di far scendere il primo stadio nell’oceano per questioni di sicurezza. Se volete un’anteprima dell’aspetto che avrebbe un atterraggio controllato, date un’occhiata a questo video a partire da circa 43 secondi: mostra il primo volo di prova del Falcon 9R (dove R sta per Reusable, ossia “riutilizzabile”).

Fra l’altro, il bravissimo astrofotografo Thierry Legault è riuscito a fotografare da Terra, specificamente dalla Francia, la capsula Dragon in orbita poco meno di mezz’ora dopo il lancio.

Maggiori dettagli sul volo di SpaceX sono su SpaceflightNow.

2014/04/20: Sono insolitamente scarse le informazioni sull’ammaraggio e non ci sono ancora immagini della manovra o dello stadio. Gli unici, laconici aggiornamenti, peraltro positivi, sono raccolti in questo articolo di SpaceflightNow.

Am 19. April auf Wikipedia exzellenter Artikel

Illustration eines Helium-Atoms

Atome (von griechisch ἄτομος átomos ‚unteilbar‘) sind die Bausteine, aus denen alle festen, flüssigen oder gasförmigen Stoffe bestehen. Jedes Atom gehört zu einem der 118 bekannten chemischen Elemente, von denen etwa 90 auf der Erde natürlich vorkommen. Während sich die Atome jedes einzelnen Elements nahezu exakt gleichen, unterscheiden sich die Atome verschiedener Elemente durch ihre Masse und Größe, vor allem aber durch ihre Fähigkeit, sich durch chemische Reaktionen mit anderen Atomen zu Molekülen zu verbinden und dadurch andere Stoffe zu bilden. Die Material­eigenschaften eines Stoffes sind abhängig von den Atomen, aus denen der Stoff besteht. Atome bestehen aus einem Atomkern und einer Elektronenhülle. Sie sind also nicht unteilbar, wie zum Zeitpunkt der Namensgebung angenommen, sondern besitzen einen wohlbestimmten inneren Aufbau aus noch kleineren Teilchen. Der Kern hat einen Durchmesser von etwa einem Zehntausendstel des gesamten Atomdurchmessers, enthält jedoch über 99,9 % der Atommasse. Die wesentlich größere Hülle enthält dagegen weniger als 0,1 % der Masse. Die Durchmesser der Atome liegen bei einigen 10−10 m, ihre Massen in der Größenordnung 10−26 kg. Der Atomkern enthält positiv geladene Protonen sowie eine Anzahl von etwa gleichschweren, elektrisch neutralen Neutronen, die durch die starke Wechselwirkung aneinander gebunden sind. mehr

Am 19. April auf Wikipedia exzellenter Artikel

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Atome (von griechisch ἄτομος átomos ‚unteilbar‘) sind die Bausteine, aus denen alle festen, flüssigen oder gasförmigen Stoffe bestehen. Jedes Atom gehört zu einem der 118 bekannten chemischen Elemente, von denen etwa 90 auf der Erde natürlich vorkommen. Während sich die Atome jedes einzelnen Elements nahezu exakt gleichen, unterscheiden sich die Atome verschiedener Elemente durch ihre Masse und Größe, vor allem aber durch ihre Fähigkeit, sich durch chemische Reaktionen mit anderen Atomen zu Molekülen zu verbinden und dadurch andere Stoffe zu bilden. Die Material­eigenschaften eines Stoffes sind abhängig von den Atomen, aus denen der Stoff besteht. Atome bestehen aus einem Atomkern und einer Elektronenhülle. Sie sind also nicht unteilbar, wie zum Zeitpunkt der Namensgebung angenommen, sondern besitzen einen wohlbestimmten inneren Aufbau aus noch kleineren Teilchen. Der Kern hat einen Durchmesser von etwa einem Zehntausendstel des gesamten Atomdurchmessers, enthält jedoch über 99,9 % der Atommasse. Die wesentlich größere Hülle enthält dagegen weniger als 0,1 % der Masse. Die Durchmesser der Atome liegen bei einigen 10−10 m, ihre Massen in der Größenordnung 10−26 kg. Der Atomkern enthält positiv geladene Protonen sowie eine Anzahl von etwa gleichschweren, elektrisch neutralen Neutronen, die durch die starke Wechselwirkung aneinander gebunden sind. mehr

WHITE HOUSE VIDEO MESSAGE: Celebrating Easter and Passover

THE WHITE HOUSE

Office of the Press Secretary

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EMBARGOED UNTIL 6:00 AM ET, SATURDAY, April 19, 2014

WHITE HOUSE VIDEO MESSAGE: Celebrating Easter and Passover

WASHINGTON, DC – In this week’s video message, Special Assistant to the President and Director of Communications to the First Lady María Cristina González Noguera commemorates the celebration of Passover and Easter. 

Remarks of María Cristina González Noguera

Spanish Weekly Address

The White House

 

Hi, everybody.  For millions of Americans, including many Hispanic families, this time of year holds great meaning. 

Earlier this week, we hosted a Passover Seder at the White House, and joined Jewish families around the world in their retellings of the story of the Exodus and the victory of faith over oppression. 

And this Sunday, the President, the First Lady, Malia and Sasha, will join our fellow Christians around the world in celebrating the Resurrection of Christ, the salvation he offered the world, and the hope that comes with the Easter season.

These holy days have their roots in miracles that took place long ago.  And yet, they still inspire us, guide us, and strengthen us today.  They remind us of our responsibilities to God and, as God’s children, to one another.

For countless other Christians, Holy Week and Easter are times for reflection and renewal.  We remember the grace of an awesome God, who loves us so deeply that He gave us his only Son, so that we might live through Him.  And we recommit ourselves to following His example, to love and serve one another, particularly “the least of these” among us, just as He loves every one of us.

The common thread of humanity that connects us all – not just Christians and Jews, but Muslims and Hindus and Sikhs – is our shared commitment to love our neighbors as we love ourselves.  To remember, I am my brother’s keeper. I am my sister’s keeper.  Whatever your faith, believer or nonbeliever, there’s no better time to rededicate ourselves to that universal mission. 

Easter is a story of hope – a belief in a better day to come, just around the bend.

So to all Christians who are celebrating, Happy Easter. And to every American, have a joyful weekend.

Thank you, God bless you, and may God bless this country we love.

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The audio of the address and video of the message is available online HERE.

 

Press Briefing by Press Secretary Jay Carney, Deputy National Security Advisor for Strategic Communications Ben Rhodes, and National Security Advisor Susan Rice, 4/18/2014

James S. Brady Press Briefing Room

1:15 P.M. EDT

MR. CARNEY:  Good afternoon, ladies and gentlemen.  Thank you for being here.  As you can see, I have some guests with me today — Ambassador Susan Rice, the President’s National Security Advisor; Ben Rhodes, the President’s Deputy National Security Advisor for Strategic Communications.  They are here to brief you on the President’s upcoming trip to Asia.  I think Susan will start.

If you could –

AMBASSADOR RICE:  Ben will start.

MR. CARNEY:  Oh, Ben will start, sorry, and then Susan.  And if you could address the questions you have for them at the top of the briefing, I will stick around for questions on other subjects.  But we want to try to get through this by 2:00 p.m. because I know some of you will want to cover the President’s remarks at the Commander-in-Chief Trophy presentation. 

And with that, I give you Ben Rhodes.

MR. RHODES:  Okay, I’ll just be very quick in going through the President’s schedule, for this is his fifth trip to Asia, being able to go to Malaysia and the Philippines, which he was not able to do during the government shutdown last fall, as well as to two of our closest allies, Japan and the Republic of Korea.

We’ll begin in the evening of the 23rd, Wednesday, in Tokyo, where the President will have a private dinner with Prime Minister Abe.  Following that private dinner, he’ll be down for the night.

The next morning he will have an official arrival ceremony at the Imperial Palace.  This is a state visit that the President is taking to Japan.  That will be followed by the bilateral meeting and joint press conference with Prime Minister Abe. 

Following the press conference, the President will head to the Miraikan Science and Youth Event that we have set up, which will involve a tour of an exposition, followed by remarks by the President.  Innovation is part of the comparative strength of the U.S.-Japan relationship economically, and we’ll be able to lift up some of that science and technological cooperation and innovation through this event.  Afterwards, the President will have a cultural visit to a Meiji shrine. 

Then, later that afternoon, he will attend a business roundtable that we are doing with a variety of business leaders in Japan, where he’ll have an opportunity to promote the SelectUSA Initiative that serves to advance investment in the United States and job creation in the United States.  Then, that night, he will attend a state dinner hosted by the Emperor.

The next morning he’ll have a farewell greet with the Emperor of Japan, and then he will leave for Seoul.  The first thing he’ll do in Seoul is go to the National War Memorial where there will be a wreath-laying ceremony.  Then he will have a cultural stop at the Gyeongbok Palace.  Following that, he will have a bilateral meeting with President Park of the Republic of Korea and joint press conference with her.  And then, that evening, the two leaders will have a working dinner.

Again, this visit follows on the trilateral meeting that we had with Japan and the Republic of Korea during the Nuclear Security Summit as we’ve been both investing in these alliances but also the trilateral cooperation in Northeast Asia.

The next morning the President will once again have a meeting with business leaders to discuss the U.S.-Korea economic relationship, both the SelectUSA Initiative, also the implementation of KORUS, our free trade agreement.  Again, throughout this visit the President will be making sure to have these types of engagements with the business community.

Then he will head to the Combined Forces Command, where he will have a briefing from the commander on the ground there about our efforts to be resolute in support of our Korean ally and also in the face of North Korean provocations.  He will then have an opportunity to give remarks at Yongsan Garrison to an audience of U.S. servicemembers, as well as embassy staff.  And that will conclude his time in Seoul.

Then he will move on to Malaysia, the first visit by a President of the United States to Malaysia since Lyndon Johnson.  After an arrival ceremony upon arrival, he will attend a royal audience and state dinner that evening.

On Sunday, the 27th, the President will begin with a cultural visit to the National Mosque in Kuala Lumpur.  He will then have a bilateral meeting with Prime Minister Najib, a working lunch and press conference.  Then the two leaders will head to the Malaysian Global Innovation and Creativity Center.  Malaysia hosted the Entrepreneurship Summit, which grew out of the President’s initiative last year.  They did an exceptional job, and are following up with a number of initiatives focused on entrepreneurship that can help grow the Malaysian economy but also serve economic growth in the Asia Pacific more broadly.

Following that tour, the President will head to Malaya University, where he’ll have a town hall with young leaders from across Southeast Asia.  So this is a particularly interesting event in that we have invited young people from all 10 of the ASEAN countries to come to this town hall.  The President will be speaking — giving a speech there, but also engaging with the young people.  We’ll be launching a Young Southeast Asian Leaders Initiative, somewhat similar to the initiative we have in Africa, to build relationships across Southeast Asia in coordination with our broader strategy of engaging the ASEAN countries — again, not just at a leader level, but at a young leader level as well. 

Then, that evening, he will also have a meeting with leaders in Malaysian civil society.

On Monday morning, the President will leave for the Philippines, where he will have a bilateral program with President Aquino and a joint press conference.  Then, that night, he will attend a state dinner hosted by President Aquino.

And then finally, on Tuesday, the 29th, he will begin his day by viewing a new electronic* vehicle, the COMET.  Those of you who have may have spent time in Manila know that this is one of the principal means of people getting around.  There’s a new electric vehicle that’s being supported by a technology maker in the United States, and so he’ll have a chance to review progress on that project.

Then he will go to Fort Bonifacio, where he will give remarks to an audience that will include U.S. and Filipino servicemembers and veterans to underscore our deep security cooperation over the years, but also our security cooperation in the current environment in the Asia Pacific as we seek to build out and advance the relationship between our militaries.

Then he will have a wreath-laying ceremony at the American Cemetery, which holds such importance to those who fought in World War II.  And that will conclude his visit and will return to the United States on that Tuesday, the 29th. 

And with that, I’ll turn it over to Susan.

AMBASSADOR RICE:  Thank you, Ben, and good afternoon.  The President’s trip to Asia is an important opportunity to underscore our continued focus on the Asia Pacific region.  President Obama has pursued a strategy of rebalancing to the Asia Pacific region given its stature as the world’s largest emerging region.

Over the next five years, nearly half of all growth outside the United States is expected to come from Asia.  Moreover, it’s a region that includes several important U.S. allies, developing democracies, and emerging powers.  So we increasingly see our top priorities as tied to Asia, whether it’s accessing new markets or promoting exports, or protecting our security interests and promoting our core values. 

The countries that we’re visiting — Japan, Korea, Malaysia and the Philippines — intersect with our leading priorities.  And these are modernizing our alliances, supporting democratic development, advancing TPP and commercial ties, investing in regional institutions like ASEAN, and deepening cultural and people-to-people exchanges. 

Unlike many of the President’s overseas trips particular to Asia, there are no large summits involved, so the agenda in each country can focus intensively on energizing our bilateral relationships and advancing the different elements of our Asia strategy. 

And at a time of ongoing regional tensions, particularly with regard to North Korea and territorial disputes, the trip offers a chance for the United States to affirm our commitment to a rules-based order in the region.  There’s a significant demand for U.S. leadership in that region, and our strategy of rebalancing to Asia includes economic, political, security and cultural interests in Northeast and Southeast Asia.  The different components of our strategy will be on display throughout the trip. 

No other nation other than the United States has a network of alliances and partnerships in Asia that match ours.  And our alliances remain the foundation of our strategy.  We’re focused on modernizing these alliances to make them more relevant to the 21st century and to our security challenges, while building them into platforms for cooperation on regional and global challenges. 

Given its rapid economic growth and political clout, Southeast Asia has been another cornerstone of our strategy.  And the President’s historic visit to Malaysia, as Ben said, the first since Lyndon Baines Johnson, as well as to the Philippines, will advance our engagement with this critical region.  Expanding American trade and investment links with Asia is also fundamental to our efforts to access new markets, create American jobs, export more goods from here in the United States to that very important region.

Throughout the trip, the President will have the opportunity, as Ben said, to meet with business leaders and to promote initiatives like SelectUSA that support investment in the United States

The TPP is a focal point of our effort to establish high standards for trade across the Asia Pacific and to ensure a level playing field for U.S. businesses and workers.  In visiting Japan and Malaysia, two of the 12 key TPP partners, the President will have the chance to continue to make progress on this important agreement while insisting that it meets America’s objectives.  The President will reaffirm as well our steadfast commitment to our allies and partners, which allow us to deter threats and respond to disasters. 

On the trip, the President will build on the progress of his recent trilateral meeting with Japan and Korea in The Hague, as we seek to advance trilateral defense cooperation more broadly.  It will allow us to reaffirm our commitment to the peaceful resolution of maritime and territorial disputes consistent with international law.  And it will allow us to underscore our commitment to help respond to humanitarian and other disasters. 

Our Asian partners frequently look to the United States as a partner of first choice given our significant and unique capabilities, and our technical expertise.  And indeed, in each of the countries we will be visiting, we have seen in the last few years tragedies of the sort that have been exceedingly taxing and traumatic for the people of those countries.  And in each instance, the United States has been able to lend prompt and very effective support to our friends and partners in support of their response. 

We have demonstrated throughout — whether from the Japan earthquake in 2011, the 2013 typhoon in the Philippines, the Malaysian Air flight 370 tragedy, and now the ferry disaster in South Korea — that we are there for our friends and partners when they need us most. 

Ben and I are happy to take a few questions. 

Q    You’re obviously heading to Asia against the backdrop of the situation in Ukraine.  And I’m wondering what your sense is of how that crisis is impacting the way that some of these Asian leaders are viewing their own territorial disputes with China and the threat that they feel from Beijing.  And while we have you here, if you could just give us a sense of the status of this agreement between Russia and Ukraine, given that the pro-Russian forces in eastern Ukraine have said that they have no plans to leave the buildings they’ve occupied. 

AMBASSADOR RICE:  Well, Julie, we’ve been in close communication, as you can imagine, with our allies and partners around the world, including in Asia, as it relates to what is happening in Ukraine.  And we have been talking with them about the importance of a strong international front to uphold principles that they and we all hold dear:  the sovereignty and territorial integrity of nations, the need for peaceful resolution of disputes.  And we will continue to have that discussion throughout each of the stops on our trip.

And I think it’s fair to say that Japan and South Korea, major global economies, will — as we have had to — continue to reassess the implications of what has transpired in Ukraine for their economic and diplomatic relationships, and particularly with Russia.  And we have coordinated closely with Japan in the G7 context on our shared responses to what has happened in Ukraine and will continue to do so.

But I think the countries of the region clearly are watching this carefully and are cognizant of the implications for the larger international order, given the importance and the unity of the international community in insisting that Ukraine’s sovereignty be upheld and maintained and the global condemnation of Russia’s annexation of Crimea and its efforts to destabilize Ukraine. 

These are countries that are part of the United Nations.  And you will have seen that, a couple of weeks ago in the General Assembly, there was an overwhelming vote of condemnation of Russia’s actions.  And we all share a commitment to, as I said, a rule-based order.

With respect to what has transpired since the agreement yesterday in Geneva — which, as you know, committed all the signatories of four countries, but obviously, particularly Russia and Ukraine, to disarm the irregular forces that are engaged in destabilizing activities — to require that those forces vacate the buildings and public spots that they are occupying illegally; that there be an amnesty granted to those that lay down their arms willingly and peacefully; and that there be a constitutional process, which is Ukraine’s own constitutional process, to resolve the issues that — the political issues that are so critical to Ukraine’s future.

Now, we expect, and we will be watching whether Russia does or does not uphold its responsibility to use its very considerable influence to restrain and withdraw those irregular militia from the buildings and spaces that they’ve occupied.  We’ll look to see what Russia says, what it does, and whether it supports another critical aspect of the agreement, which was the agreement that the OSCE will send in monitors to those towns where they’re most needed to help to facilitate a peaceful resolution of these standoffs.

So we will see over the coming days whether Russia upholds its agreement.  We’ve already seen the Ukrainian government begin to take steps to do its part by beginning to take steps to implement an amnesty law for those that do lay down their arms; by the President and the Prime Minister making very constructive public comments today about constitutional reform and decentralization. 

If we don’t see action commensurate with the commitments that Russia has made yesterday in Geneva, which we all welcome, then obviously we’ve been very clear that we and our European partners remain ready to impose additional costs on Russia for failing to adhere to its obligations.

Q    Did you give Russia — did Secretary Kerry and others in Geneva give Russia a firm deadline on when you needed to see that progress happening by?

AMBASSADOR RICE:  Secretary Kerry had very direct discussions with Foreign Minister Lavrov, both privately and in the context of this quadrilateral meeting; made very clear the United States’ expectations.  And we will be looking to see in the coming days whether the agreement that was reached is, in fact, implemented.  It will be obvious as events unfold. 

Q    Susan, how do you think the situation in Ukraine — or do you think at all it will influence the conversations you’ll have with South Korea and Japan about the air defense identification zone that the Chinese established; the concerns, as Julie brought up, about disputes over territories in that region?  And what are you trying to accomplish with Japan and Korea on the question of the IDIZ — ADIZ, rather?

AMBASSADOR RICE:  Well, Major, I expect that the issue of territorial claims and disputes in the region will come up in our discussions in both countries.  The United States’ position has been very consistent and very clear:  We don’t take a position on the sovereignty claims, but we have insisted that these disputes be resolved peacefully on the basis of international law and through — without resort to coercion or the threat or the use of force. 

That has been consistent, and that is indeed the same principle that we have applied to the situation in Ukraine.  So I expect whether we’re talking about the ADIZ or other aspects of the maritime and other territorial claims, that we will continue to reinforce that American perspective.

Q    Ambassador Rice, back on Ukraine — it seemed as though earlier in the week senior administration officials were saying that sanctions — new sanctions could come immediately after the meeting if there was no progress.  And then Secretary Kerry — and apparently it seemed the President — pushed that deadline back to past the weekend.  Is that, in fact, a hard deadline that the United States is looking at?

AMBASSADOR RICE:  Well, in fact, there was some progress in Geneva yesterday.  And while Geneva was a document to which all sides committed, and it was a document with some very positive commitments in it, what we have said is it’s not the words, it’s the actions.  So we will be watching very carefully over the coming days to see whether the commitments that were made in Geneva — which, if honored, would be a very positive set of actions — are in fact honored.  And if they’re not, we have been very clear that we are ready, along with our partners, to impose additional costs. 

Q    Just to be clear, I’m saying that now that there has been progress, would the period of time you’re watching, is that over the weekend? 

AMBASSADOR RICE:  It’s over the coming days.

Q    And then the other thing I wanted to ask you about is there’s a report out in The Times of London that the United States is looking at actually putting sanctions on President Putin’s personal wealth in Switzerland — in hidden accounts in Switzerland.  Is the United States looking at sanctioning the President of Russia personally?

AMBASSADOR RICE:  I’m not going to get into foreshadowing particular individuals or entities that the United States may target.  But let me just say we’ve been clear that there are additional individuals, officials, close associates of senior leadership, oligarchs, and those entities that they’re associated with that remain very much potential targets of additional sanctions.  We’ve also said that there are other potential ways in the framework of our executive orders that we could impose costs, should that be necessary.

In the event of a dramatic escalation or significant escalation, including, as we’ve said repeatedly, the potential for Russia to move its own forces on the border inside of Ukraine, that those costs and sanctions could even include targeting very significant sectors of the Russian economy.  But beyond that, I’m not going to be specific. 

Q    Madam Ambassador, are you saying given that one of the leaders of the pro-Russian forces has already rejected this agreement and claimed that the current Ukrainian government is illegitimate, are you saying that we hold Moscow responsible for making sure that these rebels, if you will, pro-Russian forces leave the buildings they’ve occupied and the roads they’ve barricaded?

AMBASSADOR RICE:  What we’re saying is that we believe that Russia has considerable influence over the actions of those who have been engaged in destabilizing activities in eastern Ukraine.  And we expect — and Russia, indeed, is committed to use that influence to try to deescalate and defuse the situation.  And that includes vacating the buildings, disarming, vacating those other public spaces that are being illegally occupied, allowing and cooperating with the OSCE monitors and other steps, including public statements that would signal a commitment to try to work constructively to deescalate the situation. 

Q    Ambassador Rice, can you give us a better understanding of the conversations that have taken place in regards to reports, and now in fact confirmation from members of the Jewish community in Donetsk reporting that there were some pamphlets, perhaps isolated, nonetheless outrageous — as described by the Secretary of State as “grotesque and beyond unacceptable”; what the President’s thoughts were when he heard about that, and what the administration is committed to doing to make sure that this isn’t something more than an isolated incident?

AMBASSADOR RICE:  The President expressed his disgust quite bluntly.  I think we all found word of those pamphlets to be utterly sickening.  And they have no place in the 21st century.  And we have conveyed that view very forcefully to all concerned.  Secretary Kerry had that conversation very plainly with Foreign Minister Lavrov yesterday.  And indeed, the joint statement that was issued in Geneva made reference to anti-Semitism and other forms of biased action and behavior precisely for that reason, because we were so outraged and alarmed by the surfacing of such pamphlets.  

Q    Ambassador, you mentioned TPP.  Would you describe that now in the context of this trip as being at a stalemate?  And if you don’t have any deliverables on that, on this trip, will that make it less of a success? 

And one follow-up to your other comments about the trip — some analysts are calling this a “China containment tour.”  Do you view that differently?

AMBASSADOR RICE:  Well, with respect to TPP, first of all, we have made a great deal of progress over the last many months in terms of achieving ultimately a comprehensive, high-standards regional trade agreement.  And we expect very much that the President’s travels and our continued work in the coming weeks and months on TPP will continue to yield progress.  And we expect that as a result of that we will be able to conclude an agreement. 

So I think this is yet another opportunity to advance our efforts, and I believe that our TPP partners view it that way.  And in the run-up to the trip, some progress has been made and we expect it to continue through and after the trip.  So this remains a very important aspect of our rebalance to the Asia Pacific region, one that holds great promise for the countries in the region as well as for the United States.  There has been some outside estimates by experts that suggest that as much as $123.5 billion in additional exports annually from the United States could accrue from a successful conclusion of the TPP.  So we’ll continue to work towards that given its significance to all concerned. 

With respect to the trip and whether it ought to be viewed as a containment of China, I would say this trip has a very positive, affirmative agenda and that’s how we are looking at it — as an opportunity to solidify and modernize our alliances and partnerships; as an opportunity to advance our economic agenda, including TPP and our commercial interests; as an opportunity to affirm our commitment to the region and its security; and to show that the United States is and will remain for the long term a major security partner and a force for rule of law, stability and democratic development; and also, as I said, an opportunity to deepen our people-to-people ties and relationships, hence the Young South Asian Leaders Forum, which we’re looking very much forward to hosting the President’s opportunity to engage with civil society and young people throughout the region.

So this is a positive trip with a positive agenda that underscores that the United States’ commitment to this region is growing, and is a cornerstone of our global engagement and is going to be there for the long term. 

Q    Ambassador Rice, I know you’ve said repeatedly that you expect the Russians to use their influence to rein in these pro-Russian groups, but a day later, a day after this agreement, have you seen any actual sign that they’re doing that?

AMBASSADOR RICE:  We’ll continue to watch very carefully how they proceed — what they say, what they do, and how indeed the OSCE monitors are allowed to operate when they deploy, which we believe will begin over the weekend.

So I don’t take the statements of an individual rebel leader here and there as dispositive or definitive at this stage.  But I do think over the coming days, as I’ve said, we’ll have the opportunity to see what Russia can do and will do to uphold its end of that agreement.

Q    Can you say definitively whether or not Putin’s assets — or whether you are considering sanctioning his assets?  Can you say –

AMBASSADOR RICE:  I just said I’m not going to get into naming individual potential targets.

Q    But you’re willing to say that sectors are on the table.

AMBASSADOR RICE:  We have said from the outset — and if you read the President’s third executive order — that there is a potential for sectoral sanctions.  And we’ve even illustrated in that executive order the range of potential sectors.

Q    Why not knock down, then, the idea that Putin –

AMBASSADOR RICE:  I just don’t think it’s constructive, as a policymaker, as we make very complex and difficult decisions, to start to get into naming individuals that may be on our sanctions list.  In fact, if you know how sanctions enforcement works, to presage that is counterproductive.

Q    China has obviously been looking very carefully about how the President talks about these maritime disputes in the South and East China Sea.  Is he going to use the kind of language that Danny Russel used a while ago which kind of angered China somewhat?  And on a separate issue, is the President going to meet Anwar Ibrahim in Malaysia, or will anybody else from the delegation?

AMBASSADOR RICE:  On the question of territorial disputes, I mean, I think you will hear the President say what has been consistently U.S. policy, which is that these disputes need to be resolved, ought to be resolved through peaceful means, not through coercion, not through threats, not through anything other than peaceful diplomatic means based on the rule of law — and in this instance, the international law, and particularly the law of the sea.  And that will continue to be our strong view, and we have shared that in all of our engagements with concerned parties, including when the President had the opportunity to meet with President Xi Jinping most recently in The Hague.

With respect to your second question, I think that the President is not likely to have that meeting, although there may be other engagements at other levels. 

Q    Ambassador Rice, you mentioned that the U.S. has demonstrated to its Asian allies that we’ve been there when they needed it the most.  Does the administration feel any need to reassure them?  Is there any worrisome-ness from them about U.S. willingness to defend them in terms of aggression in the region?

AMBASSADOR RICE:  There should be no question that where we have alliance commitments and treaty obligations in the Asia Pacific region or anywhere else in the world, we will uphold those obligations willingly and definitively.

Q    But has there been any unease expressed from –

AMBASSADOR RICE:  No, I’ve not heard unease expressed.  In fact, I think that we go to the region at a time when our allies in the region are very much appreciative of and committed to our alliance relationships.  And these alliances are only strengthening in the context of a more uncertain security environment. 

MR. RHODES:  We’ll take one more because Jay needs to do domestic stuff.

Q    Ambassador Rice, can you inform us or give us any additional information on the possibility of a joint U.S.-NATO monitoring of the elections in Ukraine coming up in May?

AMBASSADOR RICE:  NATO doesn’t do election monitoring.

Q    Well, then U.S. — is there any form of monitoring that might be possible going on?

AMBASSADOR RICE:  Well, I expect that if the Ukrainian government invites in outside monitors that they may be forthcoming; whether they invite them from non-governmental organizations, individual friendly states, the EU, the OSCE, is their choice, of course.  But NATO is an alliance, not an election-monitoring or political organization.

Thank you all very much. 

MR. CARNEY:  Okay.  Thank you all for that.  And I’ve got a few minutes for questions on other subjects. 

Victoria, in the back.

Q    Going back to the anti-Semitic flyers, does the U.S. have any knowledge of who did put those flyers out?

MR. CARNEY:  I think Secretary Kerry and Ambassador Rice have addressed our views on the existence of such flyers.  I don’t think that we have specific, confirmed information about who produced them, but their mere presence is highly disturbing.  And that view was expressed by Secretary Kerry to Foreign Minister Lavrov, and we expect that everyone in Ukraine and the region should, if they haven’t already, make clear that they oppose that kind of really disturbing and highly provocative action.

Q    I’d like to stay with human rights.  It’s nearly a year now since Hassan Rouhani was elected President of Iran, and there have been over 500 executions in that country since he was elected, many of them for minor crimes — according to a new report by Britain’s Foreign & Commonwealth Office — which is second only to China.  And also, they report that the persecution of religious minorities has not gone down under him either.  In fact, internal reports indicate that they’ve gone up.  Do you regard Hassan Rouhani as a moderate one year into his presidency?

MR. CARNEY:  We’re not in the business of assigning labels to leaders of any country.  We’re in the business of assessing how they lead and the actions they take.  As you know, since his election, we have been pursuing with Iran a very a clear-eyed effort with our allies on the P5-plus-1 to press Iran to forsake and give up its nuclear weapons program.  And we continue to work on that effort.

What we haven’t done is change our view of Iran’s objectionable practices in a whole range of areas, including its abuse of human rights within Iran itself; including its support for terrorist organizations; including its support for the Assad regime.  So that’s our overall view.  But what is certainly the truth is that in the wake of his election, an opening appeared to see if we could in a verifiable way produce an agreement with Iran for Iran to forsake its nuclear weapons program.  And it is in the interest of the United States, the region, and the world that we pursue that opportunity.

Q    Do you think it’s possible, or do you think it’s not practical to put pressure on Rouhani at the same time to do more about his human rights record as it is to work with him on the nuclear issue?

MR. CARNEY:  Victoria, again, our approach on the range of disagreements we have with Iran has not changed, even as we pursue a potential agreement with Iran with our P5-plus-1 partners over its nuclear weapons program.

Michelle.

Q    The U.S. has said repeatedly that we won’t go to sectoral sanctions unless Russia invades Ukraine.  But in essence, haven’t they already?  And isn’t this — it was almost an invasion by invitation.  Wouldn’t you see it as being an invasion already?  And doesn’t this set a precedent for the future that this could happen again, I mean, especially because we’re going on this trip –

MR. CARNEY:  What we’ve said, Michelle, is that the President has authorities available to him to impose sanctions that can escalate in breadth and severity according to, or in response to actions taken by Russia, or other individuals, entities, groups that might take action that undermine Ukraine’s sovereignty or territorial integrity.

And our very clear explanation of the executive orders the President signed says that we now have the flexibility essentially to escalate the consequences to Russia as Russia escalates.

So I think your question reflects the fact that there are things short of an armed invasion by Russian army battalions that Russia can do and has done, especially with regards to Crimea, that represents a violation of Ukraine’s sovereignty and territorial integrity.  And we have a number of tools at our disposal to respond to actions short of a full-scale armed intervention by Russia.

David.

Q    Jay, on immigration, the Wall Street Journal reported today that Speaker Boehner appears to be telling Republican donors that he’s hellbent on passing immigration reform.  Then, his spokesman — the Speaker’s spokesman came out and said nothing has changed on their position.  The other day, the President called Eric Cantor; there seemed to be a sense that their conversation went well from the White House, but Cantor put out a statement immediately denouncing the President’s sort of demagoguery of Republicans on immigration.  Does the White House think that the Republicans are purposely sending two different messages here as some sort of endgame?  Or what motive might they have here about why they’re doing that?

MR. CARNEY:  I think your question reflects a reality, which is there is a great deal of internal conflict within the Republican Party on this issue — the President said as much yesterday.  The politics of this are hard for the GOP because of opposition within the Republican base to immigration reform. 

There is also great support among some Republicans for immigration reform, comprehensive immigration reform, here in Washington and around the country, and great support for comprehensive immigration reform from groups and organizations and individuals who traditionally support the Republican Party.

The President is aware of these countervailing pressures, but he hopes that, as he said yesterday, the wisdom of passing comprehensive immigration reform will overcome the resistance to doing so within the Republican Party in the House, and that we can get this done for our economy, for our security, for our future.

Q    But do you read the signals that the Republicans have that define — their leadership has a defined strategy here, and that’s what’s going on, or that there is this sense that they have to play both sides?

MR. CARNEY:  I think there is a certain amount of probably not deliberate confusion about the approach House Republicans are going to take and have taken, because we have seen over a number of months now, since the passage in the Senate of comprehensive immigration reform, a variety of indications and counter-indications from within the House leadership itself as to what its intentions are.

The President is focused on making clear the advantages; focused on making clear that there is overwhelming support in the country, bipartisan support for doing this — overwhelming support among very disparate elements within our nation.  Business leaders large and small, labor, law enforcement, evangelicals — they all support comprehensive immigration reform.  There is an island of opposition within the House Republican conference to pursuing this, and that is unfortunate given the kind of coalition that’s been assembled here on behalf of reform.

But the President believes there remains an opportunity here for the House to act, and hopes that it does.

Alexis.

Q    Jay, can I just follow on David’s question?  Because the President has spoken personally to the Speaker and to Congressman Cantor himself, does the President take his cues about what the intention may be at the House conference from the Speaker himself and from Cantor, from those conversations, separate and apart from what David is highlighting as the external public confusion?

MR. CARNEY:  Are you asking — sorry –

Q    Is the President taking his cues about what the desire and the direction of the Speaker and the Majority Leader may be directly from them in the conversations that he has? 

MR. CARNEY:  Well, since he speaks with them, or has spoken with them directly –

Q    So he trusts they’re telling him?

MR. CARNEY:  Well, he believes that Speaker Boehner sincerely supports the idea of getting immigration reform done.  Now, he’s not suggesting that they would each write a comprehensive immigration reform bill word for word in the same way, but that the Speaker believes it’s necessary to move forward and get it done.  But as we have seen more than once in recent years, that doesn’t always mean the House will act. 

And what we’re trying to do is make clear that this isn’t about President Obama, it isn’t about the Democratic Party.  This is an opportunity for Washington to demonstrate to a broad, diverse, bipartisan coalition that it can get things done on behalf of the country that can benefit our economy and our security. 

So that's the approach that we've taken.  The fact that there is internal disagreement and conflict within the Republican Party on this issue isn’t new.  But what is new, at least in the last year or so, is that there have been some indications at various times that the House Republicans are serious about pursuing this.  But they ought to get around to doing it. 

Q    Just to follow up –

MR. CARNEY:  I think we can do one more because POTUS is about to speak.

Q    To follow on immigration quickly, it now appears that many who are pro-immigration reform are, in fact, turning on the White House.  Today FAIR said that together, both Congress and the administration have manufactured a painful moral crisis in our communities.  Of course, what they’re talking about is the deportations.  What is the situation as far as the White House is concerned?  If you were — if the White House were to, as they’re being asked by your allies, in fact, to limit deportations even further, what’s the downside of that?  Why won't you do that?

MR. CARNEY:  Well, this question has been addressed numerous times by the President, by others, by me in terms of the fact that you can't — you cannot solve this problem through administrative action, the broader problem that a broken immigration system represents.  What the President has asked his new Homeland Security Secretary to do is review procedures pursued by DHS when it comes to deportations, and to do so with an eye towards the pain caused for families when there are separations, and to make sure that we are following the prosecutorial discretion guidelines that have been in place that are aimed at making sure that the focus is on those with criminal records and similar situations.

Now, I think it's important, and it has been noted of late in the last 48 hours — I think there was a story in The New York Times yesterday about the fact that that effort to more carefully follow these guidelines has caused a reduction in deportations and more of a focus on the priorities that DHS has laid out and that the President supports. 

I also think, when you go back to the top of your question, that some of the comments that we've seen of late have been clarifying for the advocacy groups about what the problem is here and where the obstacle is when it comes to getting comprehensive immigration reform done.  And I think that some of the groups have seen the comments as clarifying for that reason. 

Our focus, again, is on — in addition to what the President has asked Secretary Johnson to do — trying to get House Republicans to “yes,” trying to get the Congress to respond to the will of this broad coalition and diverse coalition of interests that support comprehensive immigration reform.  And that's what we're going to keep at.

If I may, Ben laid out the President’s schedule on the Asia trip, so I just wanted to, in the week ahead, alert you to the news that the President and First Family will participate on Monday, April 21st, in the White House Easter Egg Roll.  The event will feature live music, sports courts, cooking stations, storytelling and Easter egg-rolling. 

On Tuesday, the President will travel to Oso, Washington, to view the devastation from the recent mudslide and to meet with families affected by this disaster, as well as first responders and recovery workers.  Following his visit to Oso, the President will travel to Tokyo, Japan, where he will begin his four-nation trip to Asia.

And with that, I'll end today’s daily briefing.  For some reason, some of you might expect that I have bounteous brunches at my house sometimes on the weekends.  But I assure you if I were to invite you this weekend you’d find some cereal boxes and maybe a couple of eggs.  (Laughter.)

Anyway, thanks very much.

Q    Jay, is there a red fox running loose on the White House grounds?  (Laughter.)

MR. CARNEY:  As I'm told and seen. 

Q    Will it be at the egg roll?  (Laughter.) 

END
2:02 P.M. EDT

Podcast del Disinformatico di oggi

È disponibile per lo scaricamento il

 
della puntata del Disinformatico radiofonico che ho condotto stamattina per la Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera.

I temi di oggi, con i link di approfondimento, sono i seguenti:

Samsung Galaxy S5, già scavalcato il lettore d’impronte digitali

Il tracciamento degli amici sta per arrivare anche su Facebook

Che sistema operativo usano gli esperti di sicurezza? Tails

Comandare il computer dal telefonino o tablet Android: Chrome Remote Desktop

Heartbleed, alcuni milioni di cellulari e tablet Android sono vulnerabili; tutto OK per Apple

Buon ascolto!

Readout of the President’s Meeting with Leaders from the American Legion

Earlier today, the President met with American Legion National Commander Dan Dellinger and Executive Director Peter Gaytan.  The President expressed his thanks to the American Legion for its advocacy on behalf of our nation’s Veterans.

In addition, the President discussed key steps that this Administration has taken to ensure that our Veterans receive the quality health care they have deserve, the benefits they have earned, and have access to the education and training they need as they re-enter the workforce.  The President also reiterated his commitment to eliminate the disability claims backlog in 2015 and his commitment to facilitating the seamless exchange of electronic health records between the Department of Defense and the Department of Veterans Affairs (VA). 

American Legion leadership also discussed the critical role that the partnerships between the VA and Veterans Service Organizations play in reducing the backlog.  The group thanked the President for his work to streamline credentialing and licensing for service members and Veterans, making it easier to transfer military skills to the licenses and credentials needed for civilian jobs.  They noted that many States had followed suit, passing laws removing barriers to service members and Veterans earning state licenses.

President Obama Announces More Key Administration Posts

WASHINGTON, DC – Today, President Barack Obama announced his intent to appoint the following individuals to key Administration posts:

  • General Larry R. Ellis, USA (Ret.) – Member, American Battle Monuments Commission
  • Howard Z. Borin – Member, Commission on Presidential Scholars
  • Grace Tsao-Wu – Member, Commission on Presidential Scholars

President Obama said, “These dedicated and accomplished individuals will be valued additions to my Administration as we tackle the important challenges facing America. I look forward to working with them in the months and years ahead.”

President Obama announced his intent to appoint the following individuals to key Administration posts:

General Larry R. Ellis, USA (Ret.), Appointee for Member, American Battle Monuments Commission
General Larry R. Ellis, USA (Ret.) has been President and CEO of VetConnexx, LLC since 2013, a company that provides career opportunities for veterans based in Atlanta, Georgia.  He is also President and CEO of ESSE, LLC, a facilities management consulting company.  He was President and CEO of Point Blank Solutions, Inc. from 2005 to 2009.  General Ellis served in the Army from 1969 to 2004, and achieved the rank of Four Star General in 2001.  He served in numerous command and leadership positions in the United States, Bosnia and Herzegovina, Germany, South Korea, and Vietnam.  He is a member of the University System of Georgia Board of Regents, the Morgan State University Board of Regents, and the Armed Forces Benefit Association.  His awards include the Defense Distinguished Service Medal, the Army Distinguished Service Medal, the Bronze Star Medal, and the NAACP National Service Award.  General Ellis attended the U.S. Army War College and received a B.S. from Morgan State University and an M.S. from Indiana University.

Dr. Howard Z. Borin, Appointee for Member, Commission on Presidential Scholars
Dr. Howard Z. Borin is a Board Certified Pediatrician.  He most recently worked as Physician in Charge at the Nemours Hospital for Children satellite office in Delaware from 2007 to 2012.  From 1997 to 2007, Dr. Borin was the Physician in Charge for the first outreach program for the Children’s Hospital of Philadelphia.  Prior to that, Dr. Borin ran his own pediatric practice from 1971 to 1997.  From 1970 to 1971, Dr. Borin was a Registrar at the Hospital for Sick Children of Great Ormond Street in London, England.  Dr. Borin completed his residency at the Children’s Hospital of Philadelphia.  He was named among the Best Doctors in America by Best Doctors, Inc. from 2007 to 2012, and has been ranked numerous times as among the Top Doctors in Delaware by Delaware Today Magazine.  Dr. Borin received a B.A. and an M.D. from Indiana University. 

Grace Tsao-Wu, Appointee for Member, Commission on Presidential Scholars
Grace Tsao-Wu is currently a Partner at Laudi Vidni, a position she has held since 2009.  From 1994 to 2014, Ms. Tsao-Wu was the founder and owner of her own business, Tabula Tua.  She is on the board of One Million Degrees, an organization that empowers low-income, highly motivated community college students to succeed in school, work, and life.  She is also on the advisory board of the Chinese American Service League.  Prior to this, Ms. Tsao-Wu worked for Kraft Foods from 1990 to 1993 and Price Waterhouse from 1983 to 1988.  Ms. Tsao-Wu received a B.S. from the University of California, Berkeley and an M.B.A. from Harvard Business School. 

Statement by the President on Easter Weekend

This weekend, Michelle and I join our fellow Christians in marking Good Friday and celebrating Easter.  We will reflect on the sacrifice that Jesus Christ made for us and rejoice in the triumph of the Resurrection.  This season reminds us that God is always with us, in suffering and in celebration.  We give thanks for the many blessings in our lives and renew our commitments to follow Christ’s example by loving God and loving our neighbors as ourselves.  We wish all who celebrate a blessed Easter.

Executive Order — Expanding Eligibility for the Defense Meritorious Service Medal

By the authority vested in me as President by the Constitution and the laws of the United States of America, it is hereby ordered as follows:

Executive Order 12019 of November 3, 1977 (Establishing the Defense Meritorious Service Medal), is amended by inserting ", or to any member of the armed forces of a friendly foreign nation," after "any member of the Armed Forces of the United States".

BARACK OBAMA

THE WHITE HOUSE,
April 18, 2014.