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Francesco Berni – Sonetto delle puttane – Un dirmi ch’io gli presti e ch’io gli dia

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Un dirmi ch’io gli presti e ch’io gli dia
or la veste, or l’anello, or la catena,
e, per averla conosciuta a pena,
volermi tutta tôr la robba mia;
un voler ch’io gli facci compagnia,
che nell’inferno non è maggior pena,
un dargli desinar, albergo e cena,
come se l’uom facesse l’osteria;
un sospetto crudel del mal franzese,
un tôr danari o drappi ad interesso,
per darli, verbigrazia, un tanto al mese;
un dirmi ch’io vi torno troppo spesso,
un’eccellenza del signor marchese,
eterno (more…)

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Francesco Berni – CAPITOLO A SUO COMPARE A MESSER ANTONIO DA BIBBIENA – Se voi andate drieto a questa vita

Se voi andate drieto a questa vita,
compar, voi mangierete poco pane
e farete una trista riuscita.
Seguitar dì e notte le puttane,
giucar tre ore a’ billi et alla palla,
a dir il ver, son cose troppo strane.
Voi dite poi che vi duol una spalla
e che credete aver il mal franzese:
almen venisse il cancaro alla falla.
Ben mi disse già un che se ne intese
che voi mandaste via quell’uom da bene
per poter meglio scorrere il paese.
O (more…)

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Francesco Berni – CANZON D’UN SAIO A MESSER ANTONIO DOVIZI DA BIBBIENA – Messer Antonio, io son inamorato

Messer Antonio, io son inamorato
del saio che voi non m’avete dato.
Io sono inamorato e vo’gli bene
proprio come se fussi la signora;
guàrdogli il petto e guàrdogli le rene:
quanto lo guardo più, più m’inamora;
piacemi drento e piacemi di fuora,
da rovescio e da ritto;
tanto che m’ha trafitto,
e vo’gli bene e sonne inamorato.
Quand’io mel veggio indosso la mattina,
mi par dirittamente che ‘l sia mio;
veggio que’ bastoncini a pescespina,
che sono un ingegnoso lavorio.
Ma io riniego finalmente (more…)

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Michelangelo Buonarroti – Io crederrei, se tu fussi di sasso

Io crederrei, se tu fussi di sasso,
amarti con tal fede, ch’i’ potrei
farti meco venir più che di passo;
se fussi morto, parlar ti farei,
se fussi in ciel, ti tirerei a basso
co’ pianti, co’ sospir, co’ prieghi miei.
Sendo vivo e di carne, e qui tra noi,
chi t’ama e serve che de’ creder poi?
I’ non posso altro far che seguitarti,
e della grande impresa non mi pento.
Tu non se’ fatta com’un uom da (more…)

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Michelangelo Buonarroti – Chi di notte cavalca, el dì conviene

Chi di notte cavalca, el dì conviene
c’alcuna volta si riposi e dorma:
così sper’io, che dopo tante pene
ristori ‘l mie signor mie vita e forma.
Non dura ‘l mal dove non dura ‘l bene,
ma spesso l’un nell’altro si trasforma.

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Michelangelo Buonarroti – S’alcun se stesso al mondo ancider lice

S’alcun se stesso al mondo ancider lice,
po’ che per morte al ciel tornar si crede,
sarie ben giusto a chi con tanta fede
vive servendo miser e ‘nfelice.
Ma perché l’uom non è come fenice,
c’alla luce del sol resurge e riede,
la man fo pigra e muovo tardi el piede.

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Michelangelo Buonarroti – Oilmè, oilmè, ch’i’ son tradito

Oilmè, oilmè, ch’i’ son tradito
da’ giorni mie fugaci e dallo specchio
che ‘l ver dice a ciascun che fiso ‘l guarda!
Così n’avvien, chi troppo al fin ritarda,
com’ho fatt’io, che ‘l tempo m’è fuggito:
si trova come me ‘n un giorno vecchio.
Né mi posso pentir, né m’apparecchio,
né mi consiglio con la morte appresso.
Nemico di me stesso,
inutilmente i pianti e ‘ sospir verso,
ché non è danno pari al tempo perso.
Oilmè, oilmè, (more…)

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Michelangelo Buonarroti – Che fie doppo molt’anni di costei

Che fie doppo molt’anni di costei,
Amor, se ‘l tempo ogni beltà distrugge?
Fama di lei; e anche questa fugge
e vola e manca più ch’i’ non vorrei.

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Michelangelo Buonarroti – Amor, la tuo beltà non è mortale

Amor, la tuo beltà non è mortale:
nessun volto fra noi è che pareggi
l’immagine del cor, che ‘nfiammi e reggi
con altro foco e muovi con altr’ale.

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Michelangelo Buonarroti – Come fiamma più cresce più contesa

Come fiamma più cresce più contesa
dal vento, ogni virtù che ‘l cielo esalta
tanto più splende quant’è più offesa.

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