Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014

00.00 Finisce la puntata.
23.57 Le vignette di Vauro.
master
io posso
23.51 Pubblicità.
23.51 Brera: “Con il ritorno alla Lira parte l’inflazione, che non si può controllare. Di conseguenza crolla la domanda interna e dopo un anno siamo sotto il Fmi”.
23.49 Travaglio nota che nonostante la Lega al governo gli immigrati in Italia sono aumentati negli ultimi 20 anni.
23.48 Emiliano spiega: “Se la presenza di una persona è clandestina per legge, la persona sarà costretta ad accettare qualsiasi tipo di paga. Milano senza immigrati non riuscirebbe a sopravvivere”.
23.46 Salvini: “La vendemmia in Lombardia l’hanno fatta gli italiani”.
23.44 Sarti: “Gli estremismi sono da condannare. Il M5s sta cercando di incanalare quegli estremismi in reti legali”.
23.43 Salvini: “Pur di bloccare gli immigrati ci alleiamo con tutti”.
23.41 Salvini: “Non c’è più spazio per nemmeno uno straniero in Italia”.
23.41 Santoro fa notare a Salvini che Le Pen, alleata della Lega in Europa, è contro il federalismo. Il leghista: “Mi ha detto che i popoli devono decidere”.
23.37 Ascoltiamo anche alcuni giovani francesi (di estrema destra) che sembrano parlare come i veneti.
23.37 Emiliano commenta: “Meno male che gran parte dei soldati, quelli veri. sono meridionali, altrimenti sarebbe un guaio”.
23.33 In un servizio vediamo alcuni giovani che si divertono a giocare alla guerra. E che si dicono pronti a difendere il Veneto, ma non l’Italia.
fucile
23.30 Emiliano: “Ogni volta che Grillo parla sento ripetere valori con cui la mia generazione è cresciuta: uguaglianza, correttezza”.
23.27 Vauro: “La differenza tra me e Beppe Grillo è che io sono un vignettista, non sono una persona ambigua, un capopopolo. Uso un linguaggio in un contesto della satira, mentre lui lo fa in un contesto politico. Il fatto che Grillo usa da 20 anni quel tono non è un’attenuante. Grillo è un pessimo comunicatore”.
vauro
23.26 Sarti: “Io quei toni non li avrei mai utilizzati, ma io non sono Beppe Grillo. Posso non condividere quei toni, ma i toni di Grillo li conosciamo”.
23.24 Salvini: “L’euro sta mettendo a rishio le pensioni. Grillo non ha le palle di dire ‘fuori dall’euro subito”. Sarti: “Ora c’è da ridiscutere di fiscal compact, pareggio di bilancio”.
23.23 Salvini: “Usare l’immagine di Auschwitz per fare polemica politica è di pessimo gusto, è imbarazzante. Chieda scusa”.
23.20 Sarti: “Di lobbies si parlava in generale, non di lobbies ebraiche”. La grillina ricorda che la conferenza stampa a cui ha partecipato Grillo era per presentare la proposta di cancellazione di Equitalia.
23.18 La spiegazione di Grillo sulla vignetta sul campo di sterminio nazista: “Chi c’è dietro De Benedetti? Quando tocchi certe lobby, loro si fanno scudo di certe tragedie”.
se questo è un paese
23.11 Brera: “La Bossi-Fini comprime i salari al ribasso”. Pubblicità.
23.08 Brera: “Gli 80 euro non bastano, i soldi per le case popolari non ci sono”.
23.06 Emiliano: “I sindaci sono soli a combattere, dei rom gli italiani non ne possono più perché non hanno un numero sufficiente di case popolari”.
emiliano3
23.02 Santoro: “Se non do loro una possibilità di avere un tetto, cosa devono fare?”
23.00 Masini insiste dicendo che gli stranieri appena arrivano in Italia vengono spedite nelle case popolari. Salvini: “Chi occupa ruba un diritto ad un’altra persona. Non si possono sgomberare donne incinta, quindi il sindaco Marino avrà trovato soluzioni. Se un ragazzo immigrato è da dieci anni in Italia senza un lavoro non dovrebbe essere qui”.
22.58 Sarti attacca il piano case di Lupi che non trova soluzioni per chi occupa le case:

L’emergenza abitativa non riguarda solo gli stranieri, ma anche gli italiani. Bisogna sospendere per un anno gli sgomberi e fare il censimento degli immobili sfitti e riqualificare ciò che già esiste.

22.56 Sarti: “La violanza deve essere sempre condannata. Spero che i 20 anni siano scontati in carcere e non altrove”.
22.54 Masini: “Lo stato Italiano non fa nulla per integrare queste persone. Però penso che gli italiani vengano a prendere prima”.
Kabobo
22.51 In studio Andrea Masini, figlio di una delle tre vittime di Kabobo (condannato a 20 anni, più tre).
22.48 Nella palazzina vivevano 200 famiglie di immigrati.
22.46 In un servizio lo sgombero di una palazzina occupata a la Montagnola, Roma. Con gli scontri con la Polizia.
sgombero
22.40 Pubblicità.
22.36 Gianni Dragoni su Emma Marcegaglia, nuovo presidente Eni. Il fratello ha patteggiato una condanna per corruzione per una mazzetta pagata al gruppo Eni.
22.33 Salvini: “In questi 12 anni di euro ci hanno rubato sogni e soldi per darli ai tedeschi”.
22.30 Brera: “Dovremmo essere tutti uniti e andare a Bruxelles a ribaltare il tavolo”.
22.29 Emiliano dice che la grillina ha ragione ma rilancia l’intesa comune Pd-M5S.
22.28 Sarti: “Il 28 gennaio il M5S e il Pd hanno votato insieme la modifica dell’articolo 416 ter”.
22.26 Emiliano: “Ho provato a chiamare Di Battista, ma non ne ho saputo più nulla. Col M5S potevamo fare cose strepitose”.
emiliano e sarti
22.24 Emiliano: “Per noi del Pd è un problema fare le riforme costituzionali con Berlusconi”.
22.19 Salvini: “Travaglio ha l’ossessione di Berlusconi. Se lo mettiamo in galera non risolviamo i problemi dell’Italia. È follia mettere in galera un 78enne”. Travaglio: “Non ho mai detto che deve andare in galera, ma che deve levare le mani dalla Costituzione”.
22.16 Secondo Salvini non è intelligente depenalizzare il reato di clandestinità. Santoro osserva che quando è stato introdotto il reato si è registrato l’apice degli arrivi in Italia di immigrati.
22.12 Sarti rispetto alla Lega nota che “cavalca l’onda e trova sempre il capro espiatorio”; poi precisa che il reato di clandestinità non è stato abolito.
22.09 Le parole di Grillo sulle nomine di Renzi a Eni, Enel e Finmeccanica e sull’incontro con Berlusconi.
beppe grillo la7
22.06 Travaglio gongola: “C’è il rischio che pulisca i cessi perché ha dimostrato qui a Servizio Pubblico di essere a suo agio nello spolverare, si è rovinato con le sue mani”. Il giornalista poi nota che “l’affidamento in prova al servizio sociale è stato pensato per i disadattati e non per l’uomo più ricco e potente d’Italia”.
22.00 Travaglio si occupa di Berlusconi, Dell’Utri e Previti. Il giornalista ironizza sui problemi di salute quasi sempre in arrivo prima che la Giustizia emetta sentenze:

20 anni fa FI vinceva le sue prime elezioni. Per solennizzare la ricorrenza, il fondatore B. è un detenuto per frode fiscale che sconta la pena al servizio sociale. Il n. 2, Marcello Dell’Utri, condannato in Cassazione per frode fiscale e in appello per mafia, s’è fatto arrestare a Beirut, forse per non dare soddisfazione ai giudici italiani. Il n. 3 Cesare Previti ha bruciato tutti sul tempo e in galera ci è finito nel 2006, poi la sinistra l’ha salvato con l’indulto ed è stato affidato a una comunità per tossici, che poi hanno dovuto rieducare una seconda volta.

21.58 Marco Travaglio.
marco ta
21.54 Pubblicità.
21.50 In un servizio ascoltiamo alcuni secessionisti veneti.
21.47 Brera: “Se usciamo dall’euro dopo un anno siamo sotto il Fmi. Peraltro l’inflazione manderebbe sul lastrico i milioni di pensionati”.
21.44 Brera: “Sento qui analisi giuste, condivisibili, di gente giovane, ma conclusioni una più sbagliata dell’altra. Uscire dall’euro, stampare moneta sono follie”.
brera
21.42 Salvini chiede a Sarti se firmerà il referendum per abolire la legge Fornero. La grillina: “Lo possiamo fare in Parlamento e comunque la firma non la si nega a nessuno. Il punto è che voi siete stati la stampella di Berlusconi per 20 anni”.
21.41 Salvini si dice favorevole al codice identificativo per gli agenti, ma poi aggiunge: “Io sto con i poliziotti. Mai nella vita ho tirato un sasso contro qualcuno”.
21.39 Sarti: “Perché non dimezziamo i parlamentari, perché non rinunciano a metà dello stipendio?”
21.38 Sarti sul governo Renzi: “Non sanno tagliare, ci sono riforme a costo zero che si potrebbero fare domattina”.
21.37 Sarti mette in parallelo le rassicurazioni ottimistiche di Renzi con quelle di Berlusconi prima del 2008.
giulia sarti
21.36 Emiliano: “Bisogna evitare di costruire carri armati in casa”.
21.33 Emiliano: “Che l’euro obiettivamente abbia dietro di sé politiche monetarie paurose è chiaro”.
michele emiliano la7
21.32 Salvini: “Il governo Renzi sta dando risposte che alimentano la rabbia. L’Imu sui fabbricati rurali, il taglio alla sanità..”. Il leghista ricorda poi la raccolta firma per i referendum al fine di abolire la legge Fornero.
21.31 Salvini insiste: “La violenza dei fatti va messa in galera, il processo alle intenzioni è pericoloso”.
21.28 Salvini: “Lanciare sassi o bottiglie contro la Polizia, non è la risposta. Se qualche poliziotto sbaglia va punito. Ci sono 21 indipendentisti che non hanno fatto male a nessuno e sono in galera. Quelli che hanno lanciato di tutto ai poliziotti sabato a Roma sono a casa”.
21.26 Vediamo alcune immagini della manifestazione della Lega contro Roma.
21.25 Il pestaggio della ragazza da parte di un agente.
il pie
21.18 La copertina è dedicata alla manifestazione di protesta di sabato scorso a Roma. E degli incidenti con la Polizia.
carica
21.13 Santoro chiama la ministro Boschi Giulia, sbagliando.

Oggi il ministro delle riforme istituzionali Boschi fa uno spot a sostegno di un candidato e dice: “Chi l’avrebbe detto che io sarei diventata ministro e tu sindaco? Sciammaninn, andiamo a mangiarci una bella focaccia”. Tutto questo mentre il Cdm è impegnato in un difficile sudoku per trovare gli 80 euro.

21.12 Inizia la puntata, con l’editoriale di Michele Santoro.
20.57 Tra pochi minuti inizierà la diretta di Servizio Pubblico.

giulia sarti m5s

Questa sera a Servizio Pubblico, il talk show in onda su La7 a partire dalle ore 21.10 con liveblogging di PolisBlog, si discuterà di attualità politica, con Lega Nord e Movimento 5 Stelle in piena campagna elettorale per le europee e Matteo Renzi alle prese con le riforme.

Ospiti di Michele Santoro saranno Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, Giulia Sarti, parlamentare del Movimento 5 Stelle, Michele Emiliano, sindaco di Bari ed esponente ’scomodo’ del Pd, Guido Maria Brera, chief investment officer di una importante società di gestione patrimoniale ed autore del libro I diavoli, la finanza raccontata dalla sua scatola nera.

Nel corso della puntata, intitolata Perfida Europa, ci saranno gli interventi consueti di Marco Travaglio, Giulia Innocenzi e Gianni Dragoni. In chiusura le vignette satiriche di Vauro.

Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014

Servizio Pubblico, puntata 17 aprile 2014 é stato pubblicato su Polisblog.it alle 23:58 di giovedì 17 aprile 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




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Sconto Irpef: confermati gli 80 euro di sgravio. Poste e Ferrovie escluse dai tagli degli stipendi

Il Consiglio dei Ministri di venerdì 18 aprile discuterà il decreto sul taglio dell’Irpef di cui è stata diffusa una bozza, resa nota dall’Ansa, con l’avviso, però, che sarebbe stata certamente modificata durante la riunione del governo Renzi.

In base alla bozza vengono prima di tutto confermati gli 80 euro di sgravio. In particolare nell’immediato lo sconto Irpef si concretizzerebbe in un bonus del 3,5% per redditi annui fino a 17.714 euro, di 620 euro (50 ero al mese per i restanti 8 mesi del 2014) per i redditi fino a 24.500 euro, poi, per i redditi sopra questa soglia, il bonus diminuisce fino ad azzerarsi per chi arriva a 28mila euro. Il bonus che da maggio sarà di 50 euro salirà a 80 dall’anno prossimo. Nel 2015 il taglio sarà 5% per i redditi fino a 19mila euro, o 950 euro per la fascia tra i 19mila e i 24.500 euro.

Alle imprese, sempre secondo la bozza, sarà garantito un abbassamento dell’aliquota Irap dal 3,9% al 3,5% nel 2015, passando per il 3,75% (una via di mezzo insomma) per i mesi restanti del 2014.
Per coprire le spese ci saranno circa 2,4 miliardi di euro di tagli alla Sanità in due anni, divisi in questo modo: 868 milioni nel 2014 e 1,5 milioni dal 2015.

Sono previste riduzioni degli investimenti anche alla Difesa, ossia tagli di circa 200 milioni per il 2014 e 900 milioni dal 2015, e ci saranno anche i tanto discussi tagli agli stipendi dei dirigenti pubblici, anche se resteranno salvi i manager di Ferrovie dello Stato e Poste, perché le riduzioni riguarderanno le società a partecipazione pubblica, ma non quelle quotate né quelle che emettono strumenti finanziari.

Tagli Irpef - Decreto - Governo Renzi

Sconto Irpef: confermati gli 80 euro di sgravio. Poste e Ferrovie escluse dai tagli degli stipendi é stato pubblicato su Polisblog.it alle 23:25 di giovedì 17 aprile 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




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¿Podemos imaginar un Internet feminista desde los derechos?

Hablar de derechos en Internet también significa darle espacio a una perspectiva de género. Casos recientes tanto en Chile como en otros países nos hacen preguntar si derechos como la libertad de expresión y la privacidad tienen un efecto diferenciado desde el género de los sujetos.

Afiche de campaña sobre tecnología y violencia de géneroAfiche de campaña sobre tecnología y violencia de género

Por Danae Tapia*.

La foto de una mujer posando en el incendio de Valparaíso fue comentada ampliamente en las redes sociales. Sorna y clasismo emergían de múltiples opiniones que la criticaban por inoportuna y, principalmente, por pobre. Su imagen, diseminada en la red sin su consentimiento, fue intervenida en una serie de memes e incluso en poleras que se venden a diez mil pesos.

No es la primera vez que en Chile se viraliza la imagen de una mujer para el goce de la audiencia virtual. Hace algún tiempo, un video de dos estudiantes de la Universidad Adolfo Ibáñez que tenían relaciones sexuales en un paseo, fueron rápidamente compartidas por WhatsApp. Las críticas a la mujer que protagonizaba el material no tardaron, su Facebook y datos personales fueron filtrados y tuvo que rendirse al acoso digital. De su compañero varón, se supo mucho menos.

Pero quizás el caso más recordado es el de la adolescente del video “Wena Naty”, cuya imagen en acciones de significación sexual con un compañero de colegio fue ampliamente difundida en el año 2007. Curiosamente, el hecho fue abordado por la prensa y “analistas digitales” como “el primer viral chileno”, una simple anécdota. Este caso tampoco es considerado entre el público general como de violencia contra la mujer, a pesar de que implica un claro acoso digital y, además, una publicación con contenido sexual donde intervienen menores de edad.

"Women should", la campaña de violencia de género en Internet de la ONU“Women should”, la campaña de violencia de género en Internet de la ONU

Los ataques de género en Internet no se agotan con la violencia a las mujeres. El acoso homofóbico también está presente en muchas de las interacciones diarias en la red. Lo anterior, solo hace reforzar la necesidad de una reflexión más profunda sobre cómo los derechos son un campo de batalla y cómo pueden ser abordados desde categorías mucho más significativas como género y clase social. ¿Es el acoso en Internet una excepción al derecho fundamental de libertad de expresión y en qué medida? ¿Afecta la violación al derecho de privacidad de igual forma a las mujeres o comunidad LGBT1 que al género masculino?

Esta reflexión es parte de una tendencia internacional. Por ejemplo, nos encontramos con el caso del “Blog chicas bondi” en Argentina, donde el acoso callejero de mujeres fue discutido tanto desde la libertad de expresión como desde el derecho a la privacidad. Por otro lado, la agrupación APC2 (de la que nuestra organización es miembro) ha levantado la bandera de la violencia de género en Internet, haciendo campañas públicas como “Take Back The Tech”. La ONU también ha comprendido la gravedad del asunto a través de “Women should”.

Asimismo, aceleradamente nos acercamos a prácticas como el revenge porn”, el “cyberstalking”, el chantaje con material comprometedor o el ya extendido machismo en una serie de redes sociales con incluso “líderes de opinión” dedicados a dirimir sobre el aspecto físico de las mujeres, cuestionar la pertinencia de la igualdad de derechos y el ataque desinformado al feminismo.

Un meme de Take Back the Tech! Un meme de Take Back the Tech!

En Derechos Digitales creemos que hoy enfrentamos varios desafíos en esta área, que parten por reconocer que muchos casos de violencia en entornos digitales son lisa y llanamente violencia de género. Desde una perspectiva de derechos fundamentales, estos casos implican afectar la privacidad de varios grupos sociales marginados sin que exista ningún atisbo de interés público, de hecho, todo lo contrario. En ese contexto, es más necesario que nunca entender a Internet como un espacio político que no es ajeno a la ideología y, por tanto, los esfuerzos de la sociedad deben dirigirse a contribuir a una red igualitaria y feminista.

*Artículo con colaboración de Paz Peña.

ONG Derechos Digitales http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/cl/deed.es

Ucraina, firmato un accordo con Usa, Ue e Russia: "Stop all’uso di violenza"

23:05 - Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha commentato l’intesa raggiunta oggi a Ginevra e ha detto:

“L’opzione militare in Ucraina non è sul tavolo. La crisi non si risolve con il ricorso alla forza, ma con la diplomazia. La tenuta dell’intesa dipende da Mosca. Ho parlato con Angela Merkel e parlerò con Cameron. Spero in una svolta, ma intanto mi preparo a una risposta a Mosca”

18:50 - A conclusione del vertice di oggi a Ginevra tra Stati Uniti, Unione Europea, Ucraina e Russia, è stato firmato un accordo per ridurre la tensione nell’ex repubblica sovietica. In base a tale intessa tutte le parti sono invitate ad astenersi dall’uso della violenza.

A dare l’annuncio è stato il ministro de gli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, che ha spiegato che l’accordo raggiunto oggi prevede il disarmo dei miliziani illegali e lo sgombero degli edifici occupati. All’Osce è affidato il ruolo di mediatore.
Tuttavia, secondo Lavrov è discriminatoria la decisione del’Ucraina di vietare l’ingresso nel Paese ai cittadini russi tra i 16 e i 60 anni d’età.

12:18 - Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin nella sua linea diretta con il Paese ha parlato della situazione in Ucraina e ha detto:

“Spero tanto di non dover usare il diritto concessomi dal Parlamento di impiegare la forza in Ucraina, spero tanto che la situazione possa essere risolta con mezzi politico-diplomatici”

Poi ha espresso il desiderio che si trovi al più presto un compromesso tra le forze politiche in campo e ha detto che farà tutto il possibile per aiutare la popolazione russofona dell’Est dell’Ucraina a difendere i propri diritti.

Giovedì 17 aprile 2014 - Tra ieri sera e stanotte a Mariupol, nella regione di Donetsk (Est dell’Ucraina), ci sono stati violenti scontri tra le forze di polizia ucraine e quelle dei filorussi e secondo il ministero dell’Interno di Kiev almeno tre persone hanno perso la vita. Le vittime dovrebbero essere tutte del fronte filorusso. Lo stesso ministero ha risposto al fuori quando circa 300 uomini armati ha attaccato la sede delle truppe ucraine.

Accuse di terrorismo tra Ucraina e Russia

Mercoledì 16 aprile 2014

ore 19.07: “Terrorismo” è la parola chiave utile a comprendere la crisi in Ucraina. Fondamentalmente quella di “terrorismo” è l’accusa che si rimpallano Ucraina e Russia.

“I progetti della Russia sono stati e restano brutali. Vogliono prendersi non solo il Donbass ma tutto l’est e il sud dell’Ucraina dalla regione di Kharkiv a quella di Odessa”

ha tuonato questa mattina il Presidente dell’Ucraina ad interim Oleksandr Turcinov. Secondo le ricostruzioni le colonne di truppe e tank gialloblu si sono dirette verso Slaviansk questa mattina ma il primo scontro sarebbe avvenuto 20 km prima, a Kramatorsk, dove le forze di Kiev sono riuscite a riprender possesso dell’aeroporto militare. A Kramatorsk e a Sloviansk la colonna di truppe ucraine è stata costretta dagli insorti filorussi a consegnare le armi per ripartire.

Mentre Kiev annuncia l’invio “al fronte” della Guardia Nazionale (costituito di volontari delle forze di autodifesa del Maidan, quindi da civili) Mosca si dice preoccupata e fa da un lato gli occhi dolci e dall’altro il braccio di ferro: Putin ha incalzato l’Onu chiedendo una chiara condanna delle azioni di Kiev mentre il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov ammoniva Kiev ed avvisava la comunità internazionale che, in questa situazione, l’incontro di Ginevra di venerdì potrebbe saltare.

Insomma, mentre le diplomazie sono al lavoro per scongiurare l’escalation della crisi, i focolai accesi nell’Ucraina orientale vengono alimentati in continuazione, rendendone più difficile la soluzione.
Secondo l’Occidente i 40mila soldati russi lungo il confine ucraino sono la miccia esplosiva che solo Mosca può spegnere, accuse tuttavia rispedite al mittente con la motivazione di una tutela dei confini russi. In realtà, i muscoli di Putin piacciono sopratutto ai cittadini russi e russofoni, che garantiscono allo Zar russo l’egemonia culturale, politica e militare su una quadrante parecchio grande dello scacchiere internazionale.

La crisi ha avuto oggi un’accelerazione molto temuta, forse inevitabile: incalzata dai nazionalisti di piazza Maidan, che chiedevano risposte forti, Kiev ha deciso di far scattare quella che viene sbandierata come “operazione antiterrorismo” nei confronti dei russofoni nell’est del Paese: secondo i media russi, l’attacco dell’esercito ucraino ha lasciato sul terreno dai quattro agli 11 morti, oltre ad alcuni feriti.

ore 12: oltre alle azioni militari prosegue anche la guerra di propaganda che scorre sottotraccia. Secondo i servizi segreti Ucraini i gruppi filorussi attivi nell’est del Paese avrebbero ricevuto l’ordine di sparare a vista sui militari ucraini. L’intelligence di Kiev ha affermato di essere entrata in possesso di questa notizia attraverso le intercettazioni di alcune telefonate tra gli 007 russi e i paramilitari fedeli a Mosca. Nessuno può naturalmente confermare né smentire.

16 aprile E’ quasi guerra civile in Ucraina, dopo i tragici sviluppi di ieri: questa mattina è iniziata ufficialmente l’”operazione antiterrorismo” decisa da Kiev su Donetsk, nella parte orientale del Paese e dove i filorussi hanno occupato diversi edifici istituzionali e proclamato l’indipendenza della Repubblica di Donetsk diversi giorni fa.

Secondo l’agenzia russa Ria Novosti truppe ucraine sono entrate ad est di Sloviansk, dove “truppe corazzate” starebbero entrando in città. La Casa Bianca ha definito la situazione “pericolosa” ma appoggia in toto le scelte militari del governo di Kiev, una posizione respinta al mittente con durezza dal Cremlino, che ieri ha intimato a Kiev di non muovere un solo soldato sui “ribelli” filorussi. La situazione è sempre più esplosiva. Ieri sera la cancelliera tedesca ha telefonato al Presidente russo Vladimir Putin, ribadendogli le preoccupazioni europee per l’escalation di tensione e violenze nel paese ex-Csi. Il Cremlino converrebbe, diplomaticamente, sui rischi derivanti da una guerra civile, pur respingendo le accuse di essere il manovratore dei ribelli russofoni e di rappresentare la miccia della bomba ucraina, e ribadendo l’importanza dell’incontro a 4 tra Russia, Usa, Ue ed Ucraina in programma a Ginevra venerdì.

La guerra civile come rischio imminente in Ucraina è stato anche tra i timori espressi ieri dal primo ministro russo Dimitri Medvedev in una conferenza stampa, proprio mentre il vicepremier ucraino accusava Mosca in una conferenza stampa a Kiev, sostenendo la presenza di truppe delle forze speciali russe tra i ribelli rossofoni a Donetsk.

In questo video si vede una colonna di blindati ucraini, questa mattina, aggregarsi ai filorussi a Kramators’k, nell’Ucraina orientale.

Ucraina: blitz di Kiev nell’Est, almeno 4 morti

Martedì 15 aprile 2014

UKRAINE-RUSSAI-CRISIS-POLITICS-SLAVYANSK

15 aprile Operazione militare di Kiev contro gli indipendentisti filorussi che in alcune città dell’est del paese avevano manifestato intenzioni indipendentiste. Il bilancio del blitz è per ora di 4 morti, ma soprattutto c’è un nuovo precipitare della situazione tra Ucraina e Russia. Putin ha chiesto all’Onu di condannare il gesto di Kiev, mentre gli Usa hanno giustificato il blitz sostenendo che il governo ucraino “doveva reagire”.

L’operazione contro i separatisti era iniziata stamattina, ma solo in serata è arrivato un primo bilancio (altre fonti parlano di 11 morti).
Il comandante delle operazioni, il generale Vladimir Krutov ha dichiarato che chi non deporrà le armi “sarà liquidato”. Il premier russo Medvedev ha invece detto che il paese è sull’orlo della guerra civile.

Sale la tensione

Domenica 13 aprile 2014

19.59 Continua a salire la tensione tra Kiev e Mosca: il presidente ucraino, Turcinov, ha lanciato un nuovo ultimatum per consegnare le armi entro le 8 di domattina, dopo aver affermato di avere intenzione di usare l’esercito per le sue operazioni antiterrorismo. Mosca ha parlato di “un ordine criminale” e ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Kiev si è invece impegnata a fornire le prove del coinvolgimento dei servizi segreti russi nelle rivolte nel vertice di Ginevra del 17 aprile.

13 aprile Continua ad aggravarsi la situazione in Ucraina, in cui molte città della parte orientale del paese sono in subbuglio nel tentativo di imitare la Crimea e raggiungere la separazione dalla nazione con conseguente annessione alla Russia. Kiev ha però deciso di reagire, facendo salire parecchio la tensione. Un “operazione antiterrorismo” è iniziata a Sloviansk, città dell’est dell’Ucraina, dove ieri uomini armati filo-russi hanno preso edifici dei servizi di polizia e di sicurezza. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Interni ucraino Arsen Avakov, sottolineando “che Dio sia con noi”.

Prosegue anche l’occupazione di edifici governativi nelle aree russofone dell’Ucraina Orientale. A Donetsk uomini armati hanno occupato la sede della procura, dopo aver preso il Palazzo del Governo e del Commissariato.

Lavrov: “Non abbiamo piani di annessione”

Venerdì 11 aprile 2014

19:52 - Il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che Mosca non ha alcun piano di annessione delle regioni sud-orientali dell’Ucraina. Durante un’intervista a una tv del suo paese, il capo della diplomazia russa ha detto:

“Noi non possiamo avere un tale desiderio, questo contraddice gli interessi della Federazione russa”

Intanto il parlamento della Crimea ha approvato all’unanimità la sua nuova costituzione e ha riconosciuto come lingue nazionali il russo, l’ucraino e il tataro.

12:28 - Il procuratore capo russo Iuri Ciaika ha detto che la Russia non concederà all’Ucraina l’estradizione del suo ex presidente Viktor Yanukovich che anzi è considerato “presidente legittimo”. Inoltre, Ciaika ha annunciato che Mosca ha chiesto all’Interpol di inserire Dmitro Iarosh, leader del movimento paramilitare Pravi Sektor, tra i ricercati internazionali. Iarosh è uno dei candidati alle elezioni presidenziali in Ucraina del 25 maggio.

10:12 - Il comando supremo della Nato ha diffuso delle foto satellitari che ritrarrebbero un numero di soldati compreso tra le 35mila e le 40mila unità vicino al confine tra Russia e Ucraina, equipaggiati con veicoli da combattimento di fanteria, carri armati, aerei da combattimento e artiglieria. Le foto sono date tra il 22 e il 24 marzo e una è del 2 aprile 2014, ma la Russia ha risposto che si tratta invece di immagini relative a esercitazioni dell’agosto 2013. Pochi minuti fa la Nato, attraverso il suo sito web, ha ribadito che le foto sono di queste ultime settimane e che dimostrano che quelle forze armate stanno destabilizzando la regione, perciò il Consiglio della Nato ha invitato più volte la Russia a ritirare le truppe dal confine con l’Ucraina. Ecco nella gallery le foto pubblicate dalla Nato

Foto Nato delle truppe russe al confine con l'UcrainaFoto Nato delle truppe russe al confine con l'UcrainaFoto Nato delle truppe russe al confine con l'UcrainaFoto Nato delle truppe russe al confine con l'UcrainaFoto Nato delle truppe russe al confine con l'UcrainaFoto Nato delle truppe russe al confine con l'UcrainaFoto Nato delle truppe russe al confine con l'UcrainaFoto Nato delle truppe russe al confine con l'UcrainaFoto Nato delle truppe russe al confine con l'UcrainaFoto Nato delle truppe russe al confine con l'Ucraina

Venerdì 11 aprile 2014 - Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti, ha sentito telefonicamente Angela Merkel, cancelliera tedesca, e con lei ha parlato della necessità che gli Usa, insieme con l’Unione Europea e gli altri partner “si preparino a rispondere a una ulteriore escalation russa in Ucraina con nuove sanzioni“. Secondo i due leader la Russia deve ritirare le sue truppe dai confini con l’Ucraina. In base a quanto riferito dalla Casa Bianca, c’è la possibilità che molto presto si incontrino i ministri degli Esteri di Ucraina, Russia, Usa e l’alto rappresentante dell’Unione Europea.

Amnistia per filorussi che consegnano le armi

Giovedì 10 aprile 2014 - Il presidente a interim dell’Ucraina, Olexsandr Turcinov, ha assicurato che ci sarà un’amnistia per gli insorti filorussi che consegneranno le armi e lasceranno liberi gli edifici amministrativi che sono ancora occupati. Poche ore prima, però, il ministro degli Interni Arsen Avakov aveva usato toni più duri: “Qualora i negoziati con i militanti separatisti dovessero fallire, useremo la forza”. L’ultimatum scadrà tra 48 ore, ma al momento sembra difficile che si possa trovare un accordo.

Repubblica di Donetsk

Lunedì 7 aprile 2014

23:33 - La Cnn ha riferito, citando come fonte l’ufficio del presidente ucraino Olekasender Turchinov, che le forze speciali di Kiev hanno ripreso in controllo del quartier generale delle forze armate a Donetsk che stamattina erano state occupate da manifestanti filorussi che hanno proclamato la Repubblica di Donetsk e indetto un referendum per l’11 maggio.

18:55 - Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha affermato che gli Stati Uniti hanno chiesto a Vladimir Putin di mettere fine ai tentativi di destabilizzazione dell’Ucraina e hanno sottolineato la loro preoccupazione sulle occupazioni che i manifestanti filorussi stanno portando avanti nelle sedi del governo di Donetsk, Luhansk e Khariv. Washington ha avvertito che in caso di nuove violazioni ci saranno delle sanzioni per la Russia.

Lunedì 7 aprile 2014 - Gli attivisti filorussi che da ieri occupano alcuni edifici pubblici nella parte orientale dell’Ucraina hanno proclamato oggi la nascita della Repubblica del popolo di Donetsk. I manifestanti hanno letto un documento in cui si spiega che la nuova Repubblica costruirà i suoi rapporti sulla base del diritto internazionale e dei principi di uguaglianza. Secondo l’agenzia Itar-tass, inoltre, hanno anche annunciato un referendum per sancire l’annessione alla Russia, proprio come avvenuto in Crimea. La data scelta per il referendum è domenica 11 maggio 2014. Gli autori del blitz hanno anche chiesto al presidente della Federazione Russa Vladimir Putin di inviare nella regione orientale dell’Ucraina dei peacekeeper.

Tutta la zona è in agitazione e anche l’attuale governo ucraino si è mosso per cercare di tenere sotto controllo la situazione. In particolare il ministro dell’Interno Arseni Avakov ha raggiunto Kharkiv, una delle città occupate dai filorussi, mentre il vice-premier Vitaliy Yarema è andato a Donetsk dove arriverà anche Iulia Timoshenko, candidata alla presidenza, che sospetta che sotto le azioni dei manifestanti filorussi che hanno occupato numerosi luoghi della zona Est dell’Ucraina, ci sia l’influenza dei servizi segreti di Mosca.
Intanto Putin ha partecipato a una riunione degli 007 russi e ha detto che non si deve permettere che in Russia le Ong sia usate per scopi distruttivi come è avvenuto in Ucraina.

Il segretario generale dell’Osce Lamberto Zannier ha detto che se quello che sta succedendo in Ucraina fa emergere evidenti spaccature e concreti rischi di guerra civile, per questo è indispensabile trovare un terreno di accordo anche a livello internazionale, altrimenti c’è la possibilità che si crei una frattura tra Est e Ovest.

Filorussi proclamano Repubblica di Donetsk

Ucraina, firmato un accordo con Usa, Ue e Russia: "Stop all'uso di violenza" é stato pubblicato su Polisblog.it alle 23:05 di giovedì 17 aprile 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




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Lessons that Last: 200 Pearls and Counting

PLOS Pathogens Pearls Editor Joseph Heitman reflects on the success of Pearls, an Open Access compendium of the “lessons that last”, and introduces the new Flipboard collection.

In the face of this inevitable ebb and flow of focus and attention, how are we to teach students the “lessons that last” or “the facts of a field” while keeping current? 10.1371/journal.ppat.1000499

“In the face of this inevitable ebb and flow of focus and attention, how are we to teach students the ‘lessons that last’ or ‘the facts of a field’ while keeping current?” Madhani et al. (2009) 10.1371/journal.ppat.1000499

The PLOS Pathogens Pearls mini-review series publishes concise reviews (less than 1500 words and a limited number of references), which take stock of recent exciting advances in the field of microbial pathogenesis.  Pearls are not meant to be comprehensive treatises on a subject, but to condense information in a field broadly into units that advance understanding and education, encouraging further inquiry and reading.  They span all areas of interest to the journal and to its readership, including bacteriology, virology, parasitology, studies on prions, human and plant fungal pathogens and interactions, and host-pathogen interactions spanning innate and adaptive immunity.

The founding editor for the Pearls series was Hiten Madhani, and the series was launched in June 2009.  The initial years for the series were formative ones, forged by a single editor and publishing on average approximately one Pearl per month. Today 1-2 Pearls are published every week, and a team of 8 editors head the Pearls editorial effort: Vincent Racaniello (viruses), Joe Heitman (fungi), Rich Condit (viruses), Katherine Spindler (viruses), Bill Goldman (fungi and bacteria), Virginia Miller (bacteria), Laura Knoll (parasites), and Heather True (prions).

Two key landmarks for the series are approaching.  On April 17th, 2014, the 200th Pearl will be published, and on June 26, 2014, the series will have been in progress for five years.  Many such experiments in publishing require a decade or more before it is clear whether they have been impactful. By several metrics, this series has hit its stride earlier.

One such metric is the article level metrics available for all PLOS publications, by which readers and authors and editors can track how many times an article is accessed electronically.  By this metric, a dozen Pearls have been read more than 10,000 times, and all more than 1000 (except one published last week).

The Pearls series can be explored by topic on Flipboard, where there are 7 mini-collections for 7 days of the week: Bacteria, Fungi, Host-Interactions, Parasites, Plant Pathogens, Prions, and Viruses. The entire series, including the founding Editorial, can be readily accessed via the online collection.

Pearls are now on Flipboard: 7 mini-collections for 7 days of the week.

Pearls are now on Flipboard: 7 mini-collections for 7 days of the week.

To provide a sense of the scope of the Pearls series, we list the following as illustrative examples of the breadth and range of the series:

As editors for the Pearls series, we look forward to the next five years of this series, and look forward to hearing comments from authors and readers.

We also invite you to consider submitting a Pearls mini-review for the series on a topic of your interest to assist us in highlighting novel and interesting areas of the field that are advancing, and will thereby be further advanced.

 

heitman_photoAuthor bio:  Joseph Heitman, MD, PhD, is a James B. Duke Professor and Chair of the Department of Molecular Genetics and Microbiology at Duke University, and director of the Center for Microbial Pathogenesis. His research focuses on the evolution of sex in fungi and the roles of sexual reproduction in microbial pathogens, how cells sense and respond to nutrients and the environment, the targets and mechanisms of action of immunosuppressive and antimicrobial drugs, and the genetic and molecular basis of microbial pathogenesis and development. He serves on the editorial boards of PLOS Pathogens, PLOS Biology, and PLOS Genetics, amongst others.

 

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Gabriel García Márquez è morto. Fu Premio Nobel nel 1982

Gabriel García Márquez si è spento questa sera, giovedì 17 aprile 2014, dopo una lunga agonia. Conosciuto dagli amici come “Gabo”, è stato uno degli scrittori più amati e tradotti in tutto il mondo, tanto che dei suoi libri sono state vendute più di 50 milioni di copie in 36 lingue diverse.
Era malato da tempo e aveva compiuto 87 anni lo scorso 6 marzo.
Già nel 1999 i suoi fan temettero per la sua morte a causa di un cancro al sistema linfatico, ma i giornali di tutto il mondo dovettero cancellare il suo coccodrillo, già pronto. Ebbe dunque una seconda possibilità anche se negli ultimi anni si è fatto vedere molto poco in pubblico.

Scrittore e giornalista colombiano, nel 1982 è stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura e la sua opera più famosa è Cent’anni di solitudine, pubblicato nel 1967, che lo ha reso lo scrittore in lingua spagnola più letto dopo Miguel de Cervantes (il “padre” di Don Chisciotte). Ma tra le tante sue opere, indimenticabili sono anche Cronaca di una morte annunciata e L’amore ai tempi del colera.

Per quanto riguarda le sue inclinazioni politiche, era vicino alla sinistra radicale latino americana, fu critico nei confronti di Pinochet (tanto che per un periodo mise da parte la sua arte per dedicarsi a una protesta contro di lui) e sostenitore invece di Hugo Chávez, oltre che di Fidel Castro che conobbe molto bene dato che si trasferì a Cuba nel 1958, poi lavorò per l’agenzia Prensa Latina a Bogotà per tre anni, prima di trasferirsi ancora, a New York, ma proprio per la sua amicizia con Castro nella Grande Mela fu spiato dalla Cia e decise dunque di andare a vivere, con la moglie Mercedes e il figlio Rodrigo, in Messico. Proprio a Città del Messico si è spento dopo una lunga malattia. Le sue condizioni si sono aggravate all’inizio di aprile, quando è stato ricoverato presso la clinica Salvador Zubiran per una polmonite.

Questa è l’apertura del quotidiano di Bogotà El Espectador

Morto Gabriel Garcia Marquez

Gabriel García Márquez è morto. Fu Premio Nobel nel 1982 é stato pubblicato su Polisblog.it alle 22:49 di giovedì 17 aprile 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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Readout of the President’s Call with Chancellor Merkel of Germany

The President and Chancellor Merkel of Germany spoke today regarding their deep concern about the situation in eastern Ukraine.  The President commended the government of Ukraine’s approach to today’s discussions in Geneva, where it put forward constructive proposals to expand local governance and ensure the rights of all Ukrainians are protected.  The leaders stressed that Russia needs to take immediate, concrete actions to de-escalate the situation in eastern Ukraine, including by using its influence over the irregular forces in eastern Ukraine to get them to lay down their arms and leave the buildings they have seized.  The President and the Chancellor agreed that the United States and Europe are prepared to take further measures if this de-escalation does not occur in short order.  The leaders also stressed their support for Ukraine’s May 25 presidential elections.

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FACT SHEET: Affordable Care Act by the Numbers

The Affordable Care Act is working.  It is giving millions of middle class Americans the health care security they deserve, it is slowing the growth of health care costs and it has brought transparency and competition to the Health Insurance Marketplace.

HEALTH CARE BY THE NUMBERS

  • 8 million people signed up for private insurance in the Health Insurance Marketplace. For states that have Federally-Facilitated Marketplaces, 35 percent of those who signed up are under 35 years old and 28 percent are between 18 and 34 years old, virtually the same youth percentage that signed up in Massachusetts in their first year of health reform.
  • 3 million young adults gained coverage thanks to the Affordable Care Act by being able to stay on their parents plan.
  • 3 million more people were enrolled in Medicaid and CHIP as of February, compared to before the Marketplaces opened. Medicaid and CHIP enrollment continues year-round.
  • 5 million people are enrolled in plans that meet ACA standards outside the Marketplace, according to a CBO estimate. When insurers set premiums for next year, they are required to look at everyone who enrolled in plans that meet ACA standards, both on and off the Marketplace.
  • 5.7 million people will be uninsured in 2016 because 24 States have not expanded Medicaid.

HEALTH CARE COST GROWTH IS LOWEST IN DECADES

  • Health care costs are growing at the slowest level on record: Since the law passed, real per capita health care spending is estimated to have grown at the lowest rate on record for any three-year period and less than one-third the long-term historical average stretching back to 1960. This slower growth in spending is reflected in Medicare, Medicaid, and private insurance. 
  • CBO projects the deficit will shrink more and premiums will be lower than expected: CBO previously estimated that the ACA will reduce the deficit by $1.7 trillion over two decades, and, just this week, CBO concluded that lower-than-expected Marketplace premiums and other recent developments will cut $104 billion from our deficit over the next ten years. The CBO report also projects that lower-than-expected premiums will help to save $5 billion this year, and that lower premiums will persist in the years ahead, remaining 15 percent below projections by 2016 (the only year in which CBO provides a precise estimate).
  • Medicare spending growth is down: Medicare per capita spending is growing at historically low rates.  This week, for the fifth straight year, the CBO reduced its projections for Medicare spending over the next 10 years – this time by $106 billion.  CBO projects that Medicare and Medicaid costs in 2020 will be $180 billion below its 2010 estimates.  Recent economic research suggests that the ACA’s reforms to Medicare may have “spillover effects” that reduce costs and improve quality across the health care system, not just in Medicare. 

 THE SECURITY OF HEALTH INSURANCE FOR MILLIONS OF MIDDLE CLASS FAMILIES

  • Up to 129 million Americans with pre-existing conditions – including up to 17 million children – no longer have to worry about being denied health coverage or charged higher premiums because of their health status.
  • 71 million Americans with private insurance have gained coverage for at least one free preventive health care service such as mammograms, birth control, or immunizations in 2011 and 2012.
  • In 2013, 37 million people with Medicare received at least one preventive service at no out of pocket cost.
  • Approximately 60 million Americans have gained expanded mental health and substance use disorder benefits and/or federal parity protections.
  • Since the health care law was enacted, almost 8 million seniors have saved nearly $10 billion on prescription drugs as the health care law closes Medicare’s “donut hole.”
  • 105 million Americans no longer have to worry about having their health benefits cut off after they reach a lifetime limit.

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Revisione della seconda parte della Costituzione: ddl al vaglio della 1a Commissione

Giovedì 17 4 2014

La Commissione Affari costituzionali è impegnata nell'esame del ddl costituzionale n. 7 e connessi di revisione della seconda parte della Costituzione, avviato martedì 15 aprile con le relazioni dei senatori Finocchiaro e Calderoli. Tra i disegni di legge connessi c'è anche l'Atto Senato 1429, presentato dal Governo al Senato la sera di martedì 8 aprile.
La discussione generale proseguirà nella giornata di martedì 22 aprile, in seduta antimeridiana, pomeridiana e notturna, nonché mercoledì 23 aprile, in seduta pomeridiana e notturna. Si è deciso di procedere, nelle giornate di giovedì 24 aprile e lunedì 28 aprile, alla audizione degli esperti indicati dai Gruppi parlamentari.
L'adozione del testo base e la conseguente fissazione di un termine per la presentazione di emendamenti potrà aver luogo in una seduta da convocare per martedì 29 aprile.
Si è inoltre ritenuto di delimitare l'oggetto dell'intervento di revisione al Titolo I e al Titolo V della Parte II della Costituzione e alla disposizione costituzionale, contenuta nel Titolo III, riguardante il CNEL.

Riforme istituzionali: la documentazione del Servizio Studi con i riferimenti ipertestuali (formato PDF - 142,2 KB) »

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DEF 2014: approvato in Aula

Giovedì 17 4 2014

Giovedì 17 aprile, al termine della discussione del Documento di economia e finanza 2014 (Doc. LVII, n. 2), l'Assemblea ha approvato a maggioranza assoluta le proposte di risoluzione della maggioranza e del sen. Calderoli, accogliendo la relazione del Governo sulla richiesta di autorizzazione allo scostamento dall'obiettivo del pareggio strutturale di bilancio, come prescritto dall'articolo 6 della legge n. 243 del 2012.

E' stata approvata inoltre la proposta di risoluzione n. 100 dei Gruppi di maggioranza sul DEF 2014.

Dossier del Servizio del Bilancio »

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