Argentina in default. Ma è giallo

Secondo default in 13 anni per l’economia argentina, nessun accordo con gli hedge fund. Il governo argentino nega

Ha rappresentato per anni il miracolo del riscatto latinoamericano, addirittura un cavallo di battaglia dei molti che amano ricordare quell’assegno versato con sprezzo alla Banca Mondiale di New YOrk da Christina Fernandez de Kirchner, ma ora l’Argentina è nuovamente in bancarotta.

PROSEGUI LA LETTURA

Argentina in default. Ma è giallo é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 10:00 di Thursday 31 July 2014

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.

Gaza, oltre 1300 morti. Colpito il mercato di Sajaya

Aggiornamento 31 luglio, 09.07 - Secondo quanto riferito da TmNews la Bolivia avrebbe rinunciato all’accordo di esenzione sui visti con Israele per protestare contro la sua offensiva a Gaza e ha definito quello ebraico uno stato terrorista. Ad annunciare la decisione è stato il Presidente Evo Morales in persona.

Questa mattina il portavoce dell’esercito israeliano ha annunciato che le forze armate hanno mobilitato 16.000 riservisti supplementari, portandoli a 86.000 in vista del proseguimento dell’operazione militare nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riporta l’Ansa la decisione è stata presa all’unanimità dal gabinetto di Sicurezza dopo una riunione di cinque ore; una nuova riunione sarebbe prevista per oggi pomeriggio.

Gaza, notizie del 30 luglio 2014

19.45 La tregua non ha retto, per lo meno non in tutto il piccolo territorio della Striscia. Al lancio di missili da parte dei guerriglieri di Hamas, l’esercito israeliano ha risposto con l’artiglieria pesante, colpi che hanno centrato, tra altri obiettivi, il mercato di Sajaya: i morti sono stati 17 e circa 160 i feriti.

Il segretario Onu Ban Ki Moon ha definito l’attacco alla scuola di questa mattina come un atto “ingiustificabile”. L’agenzia dell’Onu per l’aiuto ai rifugiati palestinesi (Unwra), che gestiva la scuola distrutta, “condanna nei modi più fermi questa grave violazione del diritto internazionale da parte dell’esercito israeliano”.

Sul fronte diplomatico, l’azione delle cancellerie occidentali pare avere l’agilità di un pachiderma: solo oggi l’amministrazione USA pare cominciare a dare segni di autentica preoccupazione (”Gli Stati Uniti sono molto preoccupati per l’uccisione di civili a Gaza e insistono per un cessate il fuoco duraturo e di lungo termine” ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Ben Rhodes), ma all’orizzonte non si vedono ancora azioni concrete.

Shimon Peres ha lasciato intendere che per Israele potrebbe essere strategico che la Striscia di Gaza torni sotto il controllo della ANP, in modo che Hamas sia estromessa dal potere.

15.16 - Un comunicato del Ministero della Difesa israeliano annuncia una tregua di quattro ore: il cessate il fuoco è in vigore a Gaza dalle ore 15 locali, le 14 in Italia, fino alle 19 ora locale.

Sempre la difesa di Israele fa sapere tuttavia che gli abitanti delle zone colpite non devono in alcun modo rientrare nelle case; la “pausa” proposta da Israele (e per il momento accettata da Hamas, che ha interrotto il lancio di razzi sui territori con la stella di David, anche se alcuni -non tutti- media israeliani segnalano che Iron Dome ha intercettato nuovi razzi in arrivo da Gaza verso Ashkelon, Ashdod e la cost) non avrebbe però alcuna ragione militare o strategica, ma unicamente umanitaria. Un fatto, questo, confermato dalla difesa israeliana e che potrebbe far presagire ad una ripresa delle ostilità al termine della tregua.

L’Anp ha infine smentito la sua presenza ad un tavolo in Egitto, con Hamas e Israele, prima dell’annuincio di una tregua “di almeno 24 ore”.

30 luglio 2014, ore 9.00: si era parlato, ieri, di voci che indicavanno come “raggiunto” l’obiettivo a Gaza, ma l’appello delle ONG al governo italiano e alla comunità internazionale e le dure parole di Netanyahu avrebbero dovuto suggerire che la situazione non si sarebbe stabilizzata.

E infatti, l’assalto continua. Almeno quindici, forse venti palestinesi, rifugiatisi in una scuola Onu, sono stati uccisi all’alba di oggi da un bombardamento israeliano nel nord della Striscia di Gaza.

Il bilancio sale a 1.220 vittime palestinesi, di cui oltre 200 bambini.

Gaza, notizie del 29 luglio 2014

13.57 – Secondo fonti militari, Israele considera raggiunti gli obiettivi alla base di queste ultime settimane di guerra e ora bisogna decidere il da farsi. Una nuova riunione del Gabinetto di Sicurezza è prevista per stasera alle 19. La notizia, però, sconfessa quanto è stato ultimamente attribuito a Netanyahu, secondo cui la guerra sarà ancora lunga. Potrebbe comunque essere un primo segnale che si va verso il cessate il fuoco; come richiesto anche dalle ong italiane in un appello al governo italiano.

10.45 – L’unica centrale elettrica di Gaza è stata colpita la scorsa notte dall’aviazione israeliana: i contenitori di combustibile sono in fiamme da ore e finora non si è riusciti a spegnere l’incendio. La scorsa notte numerosi quartieri di Gaza si sono improvvisamente ritrovati al buio, proprio mentre si moltiplicavano gli attacchi israeliani.

29 luglio, 08.57 – Mentre Israele e Hamas si rimpallano le responsabilità sulla strage di bambini nel parco giochi alle spalle del campo profughi di Shati (secondo Israele sono stati due razzi andati fuori bersaglio, secondo Hamas – e anche decine di testimonianze, è stato un drone israeliano), nelle ultime ore i miliziani di Hamas hanno ucciso cinque soldati israeliani, durante un combattimento con un commando palestinese che stava tentando di infiltrarsi in un tunnel a Nahal Oz, presso la frontiera con Gaza. Il numero dei soldati morti dall’inizio dell’operazione contro Hamas, l’8 luglio scorso, sale così a 53. Mentre i palestinesi morti nella sola notte scorsa, a causa delle bombe israeliane, sono 26.Tra loro 9 donne e 4 bimbi. E’ di 1.113 il bilancio dei morti palestinesi.

Le ultime notizie su Gaza: 28 luglio 2014

21.57 - Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon ha lanciato un appello perchè si metta fine alle violenze nella Striscia di Gaza:

“Gaza è in condizioni critiche, in nome dell’Umanità, la violenza deve interrompersi. Sia gli israeliani sia i palestinesi devono dimostrare umanità in quanto leader. Devono sedersi insieme e affrontare tutte le cause. […] Non possiamo continuare a vedere così tante persone uccise in questo modo.”

Sulla stessa linea anche John Kerry che ha invocato un immediato cessate il fuoco che possa portare al disarmo di Hamas e alla pacificazione della Striscia. Ieri il presidente americano Obama aveva chiamato Netanyahu chiedendo un cessate il fuoco “immediato e incondizionato”, ma la posizione degli Stati Uniti è sostanzialmente in scia con quella egiziana.

19.06 - Non c’è spazio per alcuna tregua tra Israele ed Hamas. I fragilissimi proclami e le vacue promesse di cessate il fuoco si sono infrante di fronte al lancio di razzi da parte di Hamas su Israele (sarebbero rimasti uccisi anche dei civili israeliani) e di fronte ai raid israeliani sul porto di Gaza, sull’ospedale Shifa e su un parco alle sue spalle.

Secondo quanto riportano i media israeliani l’esercito di Tel Aviv ha chiesto ai residenti di Sajaya e di Al-Zaytun di lasciare le proprie case e di dirigersi verso la parte centrale della Striscia di Gaza. Ai residenti delle zone israeliane di Shar HaNegev, nel sud di Israele, è stato invece chiesto di restare nelle proprie case per la possibilità di un’infiltrazione di terroristi dalla Striscia.

Quattro israeliani sono morti nella zona di Eshkol, nel sud di Israele, per un colpo di mortaio arrivato dalla Striscia, mentre sarebbero 7 i bambini palestinesi morti in seguito al bombardamento di oggi pomeriggio sul campo profughi di Shati. Nel nord di Israele risuonano le sirene: l’allarme razzi è scattato a Hadera, Zichron Yaakov e Cesarea.

16.49 - Secondo Meri Calvelli, cooperante italiana che in questo momento si trova al porto di Gaza, pochi minuti fa due missili della marina israeliana hanno colpito lo Shifa Hospital ed il parco alle sue spalle, a Gaza. Ci sarebbero 10 bambini morti nell’esplosione.

Attendiamo conferma o smentita di questa ennesima carneficina.

16.41 – Mentre la diplomazia tenta di fermare le continue violenze tra esercito israeliano e miliziani di Hamas è un vero e proprio rimpallo di accuse quello cui stiamo assistendo tra il governo di Tel Aviv e l’Autorità Nazionale Palestinese.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non vuole l’unità nazionale, non vuole un governo di unità palestinese né una soluzione politica. […] Questa è la vera ragione per quello che sta accadendo a Gaza,. […] L’iniziativa egiziana resta l’opzione migliore, la più sicura, per porre fine a questa crisi.”

ha detto Mahmud Abbas, leader palestinese dell’Anp, intervistato dal quotidiano saudita Okaz. Intanto, scrive il Jerusalem Post, le forze di difesa israeliane hanno ripreso gli attacchi contro obiettivi terroristici nella Striscia. Dal canto suo il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato, nel corso di una telefonata con il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, che la risoluzione del Consiglio di sicurezza della notte scorsa (che chiede un cessate il fuoco immediato) non terrebbe in alcun modo conto della sicurezza di Israele, il vero pallino del governo di Tel Aviv.

13.14 - Mentre l’Anp, per bocca di Abu Mazen, si dichiara favorevole alla bozza di tregua presentata dall’Egitto, e nonostante sia in queste ore in essere una tregua (non ufficiale) tra Hamas ed Israele, continuano a tuonare i cieli di Gaza.

I caccia israeliani hanno colpito altri obiettivi nella Striscia mentre in due città israeliane risuonano le sirene antimissile, anche se pare non si siano subiti danni collaterali a cose o persone. L’agenzia delle Nazioni Unite per le immagini satellitari e per la ricerca, Unitar-Unosat, ha pubblicato delle fotografie satellitari che mostrano la Striscia di Gaza prima e dopo l’inizio dell’operazione Margine protettivo. Hamas lancia razzi Ashkelon colpi di mortaio sui soldati israeliani mentre Israele colpisce lanciarazzi e fabbriche di armi a Bayt Lahia.

nazioni-unite

Unosat ha identificato 604 strutture distrutte, 236 edifici gravemente danneggiati e 46 edifici danneggiati in maniera meno grave. L’Onu ha identificato anche 66 crateri lungo le strade e le zone rurali.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha adottato nella notte una dichiarazione unanime in cui chiede un “cessate il fuoco umanitario immediato e senza condizioni” a Gaza.

Secondo quanto riferisce l’Ansa, così si legge nella risoluzione Onu:

“Si auspica il pieno rispetto del diritto umanitario internazionale, in particolare per quanto riguarda la protezione dei civili […] la messa in pratica di un cessate il fuoco duraturo e pienamente rispettato, basato sulla proposta egiziana. […] La necessità di fornire immediatamente assistenza umanitaria alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, anche aumentando i contributi all’Agenzia delle Nazioni unite per il soccorso e l’occupazione (Unrwa) […] le strutture civili e umanitarie, comprese quelle delle Nazioni unite, devono essere rispettate e protette e invita tutte le parti ad agire secondo questo principio.”

Durante la notte gli scontri sono praticamente cessati a margine della Striscia, che resta tuttavia sotto assedio. Un portavoce di Hamas ha spiegato che l’organizzazione considererà ancora più grave un attacco di Israele durante la Eid at Fitr, la festa per la conclusione del Ramadan, mentre un portavoce dell’esercito israeliano conferma che nessun razzo è stato sparato da Gaza e che l’aviazione d’Israele non ah condotto alcun raid dalle 23 di ieri.

La speranza è che oggi possa essere una giornata di mediazione e non di bombe, per giungere celermente ad una conclusione del sanguinoso conflitto.

22.40: mentre la tregua sembra reggere ormai da qualche ora, comincia a prendere sempre più corpo l’ipotesi che il rapimento e l’omicidio dei tre ragazzi israeliani Eyal Yifrah (19 anni), Gil-Ad Shayer (16) e Naftali Yaakov Frenkel (16), svaniti a metà giugno e rinvenuti senza vita due settimane dopo non sia stato opera di Hamas.

A confermarlo alla BBC è stato Micky Rosen­feld, portavoce della polizia israeliana, secondo il quale dietro l’omicidio dei tre giovani ci sarebbe stata una cellula separata da Hamas, che avrebbe agito in modo del tutto indipendente.

Israeli police MickeyRosenfeld tells me men who killed 3 Israeli teens def lone cell, hamas affiliated but not operating under leadership1/2

— Jon Donnison (@JonDonnison) 25 Luglio 2014

Seems to contradict the line from Netanyahu government. 2/2

— Jon Donnison (@JonDonnison) 25 Luglio 2014

Hamas aveva negato fin da subito un suo coinvolgimento, ma il governo di Tel Aviv non volle sentire ragioni. Lo stesso premier israeliano, subito dopo il ritrovamento dei tre cadaveri, a giorni dopo aver già cominciato un’operazione militare su Gaza, disse pubblicamente:

Sono stati rapiti e uccisi a san­gue freddo da animali. Hamas è respon­sa­bile e Hamas pagherà.

Non solo. Sta prendendo corpo anche l’ipotesi che Israele sapesse fin dal principio non soltanto che i tre ragazzi erano stati rapiti, ma anche che erano stati uccisi una manciata di ore dopo. Scrive Il Manifesto:

Eppure il governo israe­liano, lo Shin Bet (i ser­vizi segreti) e l’esercito sape­vano – dicono diversi gior­na­li­sti – fin dal primo giorno che i tre erano già stati uccisi. La sera del rapi­mento uno di loro chiamò il numero di emergenza della poli­zia chie­dendo aiuto. Durante la tele­fo­nata, regi­strata, si sen­tono degli spari e qual­cuno gri­dare «ne abbiamo tre». I tre coloni erano già morti. E Israele ne era cono­scenza.

A quel punto è scattato il silenzio stampa imposto dal Governo, con tutta la propaganda di cui anche noi vi abbiamo dato conto. La verità, specie in una situazione delicata come quella tra Gaza e Israele, rischia di restare sepolta ancora a lungo, ma il sospetto che Tel Aviv abbia colto l’occasione per lanciare un’offensiva e liberarsi finalmente di Hamas non è poi così fantascientifico.

Il quotidiano diretto da Norma Rangeri e Tommaso Di Francesco ipotizza:

In realtà, hanno rive­lato fonti mili­tari dopo il lan­cio dell’operazione Bar­riera Pro­tet­ti­va Con­tro Gaza, i gene­rali dell’esercito ave­vano sul tavolo da almeno due mesi il piano di attacco con­tro la Stri­scia. E Hamas? Dif­fi­cile cre­dere che abbia ordito l’operazione, con­sa­pe­vole che avrebbe pro­vo­cato una rea­zione in grado di far crol­lare il pro­cesso di ricon­ci­lia­zione nazio­nale con Fatah. Al momento del rapi­mento, il movi­mento isla­mi­sta viveva una pro­fonda crisi poli­tica ed eco­no­mica […] A livello poli­tico, il rapi­mento dei tre coloni sarebbe stato un suicidio.

18.50: la situazione sulla striscia di Gaza resta molto delicata. La tregua di 24 ore accettata oggi da Hamas è stata rotta in qualche occasione e Israele non ha mancato di rispondere e ha proseguito nella distruzione dei tunnel scavati da Hamas.

Intanto l’esercito egiziano ha fatto sapere di aver distrutto almeno 13 tunnel che collegavano la Striscia di Gaza alla Penisola del Sinai, tunnel utilizzati da Hamas per trasportare armi, cibo e denaro.

Ad oggi, lo rende noto l’esercito egiziano, sarebbero stati distrutti oltre 1,639 tunnel scavati tra la striscia di Gaza e la penisola nel corso del tempo.

15.55: nemmeno tre ore dopo l’annuncio della nuova tregua, Hamas avrebbe già interrotto il cessate il fuoco. Lo ha comunicato poco fa Netanyahu, premier israeliano, in un’intervista alla CNN:

Hamas sta violando la tregua di 24 ore che aveva annunciato. Israele ha accettato 5 cessate il fuoco, inclusi due per motivi umanitari che Hamas ha sempre respinto. Noi non abbiamo ripreso i combattimenti, sono stati loro a farlo. Noi prenderemo qualsiasi misura per proteggere il nostro popolo.

12.50: Hamas ha dichiarato il cessate il fuoco per 24 a partire dalle 14 di oggi, le 13 in Italia. In mattinata era arrivato l’accorato appello di Papa Francesco, che durante l’Angelus ha speso qualche parola sul conflitto israeliano-palestinese:

Ricordiamo che tutto si perde con la guerra, nulla si perde con la pace. Penso soprattutto ai bambini, ai quali si toglie la speranza, il futuro, bambini morti, bambini feriti, bambini orfani, bambini che giocano sui residui bellici e non sanno sorridere. Mai la guerra!. Questa è l’ora di fermarsi. Fermatevi per favore, ve lo chiedo con tutto il cuore, fermatevi per favore.

Le ultime notizie su Gaza: 27 luglio

27 luglio 2014, 9.55: dopo una notte relativamente tranquilla nella striscia di Gaza, Israele è in procinto di riprendere gli attacchi in risposta ai razzi lanciati da Hamas. L’esercito di Tel Aviv ha annunciato che se i militanti palestinesi continueranno a lanciare razzi, si vedrà costretto a riprendere i raid aerei, navali e via terra.

Intanto, direttamente da Gaza, Meri Calvelli aggiorna via Facebook su quanto accaduto nelle ultime ore:

Nel pieno della tregua umanitaria, la gente e’ uscita a vedere, e’ ritornata ai villaggi, alle case, ai luoghi lasciati di corsa per fuggire alle bombe e all’artiglieria. Hanno trovato la devastazione. Qualcuno mi diceva che non riusciva a capire dove era la propria strada, la propria casa. Un ammasso di macerie, ancora fumanti. Crateri profondi che sono penetrati nella terra circondati dai resti di case nelle quali puoi riconoscere un oggetto mezzo rotto e bruciacchiato, un divano , la scarpa; salendo su un cratere si riconosceva l’esistenza di una farmacia, c’erano ancora alcune scatole di pillole, impolverate e lo stikers per il diabete. Tende che svolazzano bucherellate, frammenti di vetri e porte catapultate a decine di metri. Qua e la, dove usavano tenere gli animali, (asini, pecore, galline), a fianco della casa, se ne trovano i resti, morti e ormai in putrefazione che emanano un odore indescrivibile. Vicino l’ospedale di Beit Hannoun, una carrozzina usata per il trasporto disabili; e’ li, in mezzo alla strada colpita e storta che guarda il disastro davanti a se. Non tutti hanno potuto avvicinarsi alle proprie case; la gente di kuza’a villaggio rurale del sud, Khan Younis, ha avuto l’ordine di non andare sulle case del confine, i cannoni e i cecchini hanno continuato a sparare a chi si avvicinava.
Continua a salire il numero dei morti; nelle ore di tregua si scava nei luoghi dello sterminio e si recuperano i civilli rimasti sotto le macerie, sono 151 alla fine della giornata.
In questo momento si sentono di nuovo esplosioni a distanza….forse la tregua ancora non regge….

Il bilancio, oggi, è sempre più drammatico: oltre 1089 persone rimaste uccise negli ultimi 20 giorni di guerra.

Gaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontri

22.50: l’estensione della tregua non è stata accolta da Hamas, che poco dopo la scadenza delle prime 12 ore ha riaperto il fuoco e rivendicato il lancio di 7 razzi sul sud e nel centro del paese.

Il motivo è presto detto. Secondo i militanti di Hamas, Israele avrebbe approfittato di queste ore di cessate il fuoco per organizzare i futuri attacchi. Da qui la decisione di non dare al nemico ulteriore tempo per pianificare gli assalti.

Si preannuncia, purtroppo, un’altra nottata di bombardamenti che si lascerà alle spalle una lunga scia di sangue.

20.00: le dodici ore di tregua sono terminate e Israele ha esteso il cessate il fuoco fino alla mezzanotte – le 23, ora italiana – e sta addirittura valutando di arrivare a 24 ore totali, come chiesto dall’ONU.

Hamas non ha ancora preso una decisione, ma Israele ha rivelato che subito dopo la fine di queste prime 12 ore da Gaza sono stati esplosi dei colpi di mortaio.

15.00: si aggrava ulteriormente il bilancio di questi 19 giorni di guerra. Le ore di tregua, cominciate alle 7 di stamattina, hanno fatto emergere altri cadaveri sfuggiti alla conta, morti rimasti sotto le macerie e riemersi soltanto oggi. Secondo quanto scrive il quotidiano israeliano Haaretz, le vittime sarebbero più di mille, quasi tutte palestinesi.

Nelle ultime ore sarebbero stati recuperati almeno un’ottantina di cadaveri dalle zone più colpite dal conflitto.

13.15: la tregua sta venendo rispettata, mentre finalmente ci si può rendere conto dei danni degli ultimi giorni di scontri e bombardamenti. Le camere mortuarie degli ospedali di Khan Younis, la città più colpita, sono pieni da giorni e solo ora si può cominciare a recuperare morti e feriti.

Ecco, direttamente da Gaza, cosa scriveva stamattina Meri Calvelli su Facebook:

La gente questa mattina, approfittando della tregua umanitaria sta recandosi nelle proprie case dove non torna da oltre 10 giorni. Non si sa che cosa troveranno, sicuramente macerie e tanti morti abbandonati durante l’offensiva. La situazione umanitaria e’ catastrofica, comincia ad esserci un grave problema igienico – sanitario, manca acqua sia per bere che per lavarsi. nei posti dove la gente e’ alloggiata, da sfollata, ci sono grossi problemi di agibilità’. Le strutture non sono idonee e non hanno le infrastrutture per contenere tale numero di persone. Comincia a mancare il gasolio e l’elettricità’ e’ garantita per pochissime ore al giorno e non in tutte le aree.
Una situazione insostenibile. Non volevo arrivare a definirla un “sadico genocidio” di popolazione ma questo purtroppo si sta rivelando nel vero senso della parola.

26 luglio 2014, 9.40: l’esercito israeliano ha confermato l’osservazione di una tregua di 12 ore, cominciata alle 8 di oggi – le 7 in Italia – pur precisando che tutto dipenderà da Hamas. Se da Gaza si approfitterà di questa tregua per attaccare soldati o civili, Israele sarà costretta a rispondere. Proprio per questo motivo resta valido l’appello ai civili di Gaza a cui nei giorni scorsi era stato chiesto di lasciare le proprie abitazioni: questi non devono fare ritorno in casa.

A breve riprenderanno le trattative per una tregua più lunga, mentre il bilancio dei morti è salito a 908 dopo una notte di sangue. La cooperante italiana Meri Calvelli ha pubblicato oggi un resoconto approfondito della notte appena trascorsa:

Hanno continuato a bombardare ferocemente fino a pochi minuti prima dell’inizio di “pausa”. Decine le case distrutte, decine i morti, centinaia i feriti. La gente ha urlato tutta la notte in un coro di terrore per le atrocità’ che gli si sono scatenate intorno. Un boato e inferno di fuoco scatenato sulla gente.
Gli attacchi con droni e F16, con artiglieria di terra e mare, sono scoppiati fortemente da dopo il tramonto senza sosta. Con un movimento di attività’ militare da sud a nord, hanno passato in rassegna tutto il territorio senza fermarsi. “i famosi occhi dei militari” che guardano e scelgono accuratamente l’obiettivo, hanno allargato la visuale e hanno fatto fuoco su tutto.
Colpito ripetutamente il sud a tappeto; una casa con 20 persone principalmente donne e bambini, e’ stata completamente abbattuta senza avvertimento.

22:30 Il no israeliano alla proposta di cessate il fuoco è netto, ma uno spiraglio di speranza arriva dall’accettazione di una breve tregua di 12 ore, che scatterà alle sette di domani mattina. Finora tutti i tentativi di stop ai combattimenti sono falliti, ma la discesa in campo di USA e ONU, fa pensare a una credibilità maggiore del tentativo di pacificazione.

20:47 E’ in corso la conferenza stampa del segretario di stato statunitense John Kerry. Il massimo diplomatico dell’amministrazione Obama, in un lunghissimo giro di parole, ha ammesso in maniera desolante che la sua mediazione, di concerto con l’ONU, è miseramente fallita. Il risultato è una deludente “fiducia sulla possibilità di trovare un compromesso”.

20:30 La tv di stato israeliana ha affermato che l’esercito non intende lasciare la Striscia di Gaza prima di aver terminato la distruzione dei tunnel scavati dai guerriglieri di Hamas.

20:00 Il consiglio di gabinetto Israeliano starebbe trattando per ottenere maggiori vantaggi dalla proposta di tregua. Per il momento quindi si continua a combattere.

19:45 Israele ha rifiutato la proposta di tregua avanzata oggi dal segretario di stato USA John Kerry. Non si conoscono ancora i dettagli che hanno portato al “niet” del governo Netanyahu. La guerra intanto comincia a contaminare anche la West Bank: sono 5 i morti palestinesi negli scontri con l’esercito israeliano.

11:15 Durante l’offensiva delle ultime settimane, l’esercito israeliani avrebbe catturato 150 membri di Hamas. I prigionieri sono stati fotografati, in ginocchio e sotto tiro dei militari israeliani. L’esercito ebraico potrebbe “scambiarli” con il corpo del soldato Oron Shaul, morto nell’assedio del quartiere Shejaeiya di Gaza.

25 luglio – ore 9:30 Secondo molteplici fonti, il segretario di Stato Usa John Kerry ha presentato una bozza di accordo per un cessate il fuoco, che prevederebbe come primo passo una tregua temporanea di una settimana. Durante questo lasso di tempo, le parti, grazie alla mediazione internazionale, comincerebbero a negoziare su punti di sicurezza, economici e politici per un accordo duraturo. Hamas si sarebbe detta pronta ad accettare la tregua.

19:45 Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon si dice “sconvolto dalla notizia dell’attacco alla scuola”, sottolineando che tra le vittime ci sono donne, bambini e membri dello staff delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti, in un comunicato del Dipartimento di Stato, chiedono nuovamente che i civili siano protetti.

15:30 Secondo il direttore dell’ospedale di Beit Hanun, è di 16 morti e di circa 200 feriti il bilancio del bombardamento israeliano nella scuola dell’Unrwa (l’ente dell’Onu per i profughi). La scuola fungeva da rifugio per abitanti di Beit Hanun costretti ad abbandonare nei giorni scorsi le loro abitazioni, prima dell’ingresso delle forze di terra israeliana. Gli israeliani conoscevano la scuola, la sua ubicazione e il suo uso, perciò difficilmente si è trattato di un errore. Il fuoco contro la scuola non è stato preceduto da nessun avvertimento.

14:45 L’esercito israeliana ha colpito a Beit Hanun, nel Nord della Striscia di Gaza, una scuola dell’Unrwa (l’ente dell’Onu per i profughi) in cui avevano trovato riparo numerosi sfollati. Ci sarebbero morti e feriti.

24 luglio – 9:30 Cresce a vista d’occhio il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza. Ormai si contano 718 morti, e solo nella giornata di ieri hanno perso la vita 89 palestinesi. Secondo l’esercito israeliano, invece, sono morti 32 soldati mentre i razzi lanciati da Gaza hanno ucciso 2 civili. Israele intanto smentisce le voci di un negoziato con l’Anp per arrivare a una tregua. La tregua, se ci sarà, non è cosa immediata, e l’esercito continuerà a presidiare la Striscia di Gaza almeno per tutta la settimana.

20.50: Alitalia ha confermato la sospensione di tutti i voli da Roma a Tel Aviv per le prossime 24 ore, ad esclusione di quello in partenza alle 22.30 di domani.

Intanto a Gaza proseguono le trattative sul cessate il fuoco, mentre la conta dei morti non accenna a fermarsi. Con i bombardamenti di oggi i morti nella striscia di Gaza sono arrivati a 660 di cui, come denunciato dall’Unicef, 121 bambini.

Khaled Meshaal, leader di Hamas, dal Qatar ha fatto sapere oggi di essere pronto ad accettare una tregua umanitaria, ma, come scrive France Presse, solo a patto che venga rimosso il blocco israeliano dalla striscia di Gaza.

16.40: mentre gli Stati Uniti devono ancora decidere se mantenere o meno il divieto di volo da e verso Israele, l’European Aviation Safety Agency sembra avere le idee più chiare. L’azienda ha emesso poco fa un bollettino in cui raccomanda fortemente di evitare l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv fino a nuove indicazioni. La raccomandazione vale per tutte le compagnie aeree.

13.35: niente tregua umanitaria a Sajaya, il popoloso quartiere a ridosso di Gaza City, chiesta dalla Croce Rossa Internazionale per poter entrare nel quartiere a recuperare i corpi e sgomberare i detriti. Le Forze di Difesa Israeliane hanno ordinato lo sgombero dei civili dall’ospedale Wafa e hanno bombardato la struttura, convinte che Hamas utilizzasse l’edificio per sparare razzi anticarro e colpi di arma automatica.

Altri morti nelle prime ore di oggi, almeno cinque palestinesi – tra i quali 2 bambini – sarebbero deceduti a Khan Younis, a sud della striscia di Gaza, in seguito ai colpi sparati da carri armati israeliani.

12.30: gli scontri proseguono senza sosta, mentre qualcosa comincia a muoversi sul fronte del cessate il fuoco. John Kerry, il segretario di stato Usa, ha precisato all’inizio del suo incontro col segretario generale dell’Onu Ban
Ki-moon che è stato fatto qualche passo avanti in questo senso, ma c’è ancora bisogno di molto lavoro.

Intanto il ministro degli Esteri palestinese, Ryad Al Malki, ha accusato Israele di aver commesso crimini contro l’umanità. L’accusa è arrivata dalla Svizzera, dove il ministro ha partecipato a una riunione straordinaria del Consiglio dei diritti umani:

Viola le convenzione di Ginevra e distrugge
completamente zone residenziali. Israele compie crimini contro l’umanità.

Accuse simili, ma nei confronti di tutte le parti coinvolte, sono state mosse anche da Navi Pillay, l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani:

Israele ha degli obblighi in quanto potenza occupante. Sia i palestinesi sia gli israeliani meritano una vita migliore rispetto a quella di insicurezza cronica ed escalation ripetuta delle ostilità. Non rispettare la legge internazionale umanitaria e sui diritti umani potrebbe costituire crimine di guerra e contro l’umanità.

E, ha aggiunto,

Una pace duratura può cominciare solo con il rispetto dei diritti umani e della dignità umana da entrambe le parti. È imperativo che Israele, Hamas e tutti i gruppi armati rispettino rigorosamente le norme della legge umanitaria internazionale e sui diritti umani.

11.39: per capire al meglio cosa è accaduto nelle ultime ore, è interessante leggere il resoconto della cooperante italiana Meri Calvelli, che si trova sul posto. Nel post pubblicato poco fa su Facebook, che vi riportiamo per intero qui sotto, ha scritto:

Tutta la giornata di ieri e la notte e’ stata caratterizzata da attacchi lungo il confine e distruzioni mirate continue di case e di strutture già bombardate almeno 10 volte. A Kuza’a, villaggio nel confine a sud della striscia (Khan Younis), e’ stato attaccato questa notte dal fuoco dell’artiglieria. Telefonate disperate della popolazione che chiedeva aiuto per uscire dalle proprie case. Le ambulanze che hanno raggiunto il posto sono state attaccate non hanno avuto via libera per soccorrere i feriti. Ad ora ci sono problemi a raggiungere l’area.
Dalle 6 alle 8 di questa mattina sono stati 5 gli attacchi aerei con 10 missili su diversi obiettivi random in diverse aree; sparati 220 tank shells distrutte 3 case; uccisi 3 palestinesi e altri 10 feriti. Da Gaza in queste due ore sono partiti 3 missili verso israele.

23 luglio. E’ salito ancora il bilancio delle vittime, che ha toccato quota 641 nelle prime ore di oggi, dopo una notte di scontri in cui hanno perso la vita, tra gli altri, un cittadino palestinese, ucciso dalle forze israeliane in uno scontro avvenuto nel villaggio di Hussan, in Cisgiordania, e due soldati israeliani morti in combattimento nella Striscia.

La speranza di una tregua, però, non si è ancora affievolita. Il segretario di Stato americano John Kerry è in queste ore al Cairo proprio per cercare di arrivare a un cessate-il-fuoco. Kerry ha raggiunto telefonicamente il primo ministro israeliano Netanyahu e gli ha spiegato che il divieto imposto dagli USA alle compagnia aeree di non effettuare collegamenti con Israele è motivato solo e soltanto da ragioni di sicurezza.

Gli Stati Uniti decideranno nel corso delle prossime 24 ore se mantenere il divieto o meno.

Martedì 22 luglio: le compagnie aeree cancellano i voli per Tel Aviv

20.45 – Non più solo Delta Airlines e le compagnie americane, ma anche Alitalia, Air France, Lufthansa hanno cancellato i voli diretti a Tel Aviv dopo la caduta di un razzo vicino all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

17.40 – Continua a salire il numero delle vittime dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza: 605 i palestinesi uccisi (di cui 121 minorenni) e 28 i soldati israeliani che hanno perso la vita. Nella sequenza di dichiarazioni in favore di una tregua si registrano anche le parole del segretario generale dell’Onu Ban Ki- Moon: “C’è uno sforzo comune internazionale. Smettete di combattere, cominciate a parlare e andate alla radice del conflitto. Nessuna attività militare servirà a raggiungere questo scopo. Troppi palestinesi e troppi israeliani stanno perdendo i loro figli, dobbiamo intensificare gli sforzi per la pace”.

È invece notizia di adesso che la Delta Airlines ha sospeso tutti i voli in direzione di Tel Aviv per un tempo indefinito, decisione presa dopo la notizia di alcuni razzi caduti vicino all’aeroporto. Il volo DL 468 partito da New York è stato dirottato su Parigi.

13.11 Sel chiede lo stop della cooperazione militare tra Israele e l’Italia, stipulato nel 2005: “A che serve questo accordo: per fare le stragi di civili e occupare la striscia di Gaza?”, si chiede il deputato di Sel Giulio Marcon, firmatario dell’appello pubblicato nei giorni scorsi dal Guardian e sottoscritto da intellettuali e artisti (Ken Loach, Slavoj Zizek e Richard Falk), attivisti e di premi nobel per la pace (Desmont Tutu, Betty Williams, Jody Williams, Peres Esquivel).

10.09 – Israele ha respinto la richiesta dell’Onu di una tregua umanitaria nella Striscia di Gaza.

22 luglio. Il bilancio delle vittime ha raggiunto quota 610, di cui 583 palestinesi e 27 israeliani. Triste computo che segue l’ennesima notte di scontri, in cui Israele ha bombardato cinque moschee, uno stadio e la casa di un capo di Hamas. Gli attacchi di stamattina si sono concentrati nel Sud della Striscia, a Deir el-Balah, Khan Younès e Nousseirate, colpendo in totale oltre 70 obiettivi. Sette palestinesi sono rimasti uccisi nei raid compiuti stamattina, tra cui una famiglia con quattro donne. Si parla di una possibile tregua umanitaria per questa mattina, ma ancora non ci sono conferme; mentre oggi al Cairo si riuniranno il segretario di Stato americano John Kerry, il segretario delle Nazioni unite Ban Ki-moon ed il presidente egiziano Sisi alla ricerca di una possibile soluzione.

Lunedì 21 luglio: l’offensiva nella Striscia di Gaza

21:11 – Non si fermano i bombardamenti su Gaza: stasera ne sono cadute su un grattacielo causando la morte di undici persone, cinque di loro erano solo bambini. Un’altra quarantina sono rimasti feriti. L’esplosione ha fatto crollare alcuni piani dell’edificio.

Solo oggi si contanti 39 morti, un terzo dei quali bambini. In totale il bilancio sale a 560 vittime e più di 3.350 feriti.

19:30 – L’esercito israeliano ha reso noto che oggi sono morti sette suoi soldati nel corso delle operazioni contro Hamas. Il bilancio delle vittime tra gli israeliani è di 23 soldati e due civili.
In un raid a Gaza sono morti sette palestinesi. In due settimane hanno perso la vita 550 persone.

Secondo la tv israeliana Canale2 le truppe di terra hanno ucciso “150 terroristi” e hanno scoperto 45 ingressi di 16 tunnel scavati fino a sotto il territorio israeliano.

15:30 – Un razzo israeliano ha colpito il piccolo ospedale civile di Al-Aqsa che si trova nella zona centrale di Gaza. Ci sono molti feriti e, secondo fonti locali, almeno quattro morti.
Poco prima di questo attacco il ministero della Sanità aveva comunicato che il numero di morti palestinesi a Gaza dall’inizio delle ostilità è di 508 e 3-150 i feriti.

14:32Il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini a proposito della crisi di Gaza ha detto:

“Stiamo insistendo perché si arrivi a un cessate il fuoco almeno umanitario nelle prossime ore”

e ha spiegato che sul tavolo c’è una proposta di tregua immediata e di apertura contestuale di negoziati, poi ha aggiunto:

La comunità tutta deve spingere in questa direzione. Le immagini di Gaza sono insostenibili: il numero di vittime, compresi i bambini, ma anche il lancio indiscriminato dei razzi contro Israele, deve finire”

12:07 – Per avere un’idea dettagliata su quello che sta succedendo a Gaza è interessante leggere il racconto della cooperante italiana Meri Calvelli che si trova sul posto. Nel post che ha pubblicato poco fa su Facebook e che potete vedere per intero qui di seguito, Calvelli racconta che che a Gaza continuano a suonare le sirene dei missili che vengono lanciati sulle città di Israele e che tra ieri sera e stamattina presto ne sono stati lanciati 31, mentre i raid aerei israeliani sono 57, i missili lanciati dai carri armati 225 e quelli lanciati dalle navi sul territorio palestinese 130. Si contano 510 morti, 3150 feriti palestinesi, 85mila sfollati.

9:27Il ministro della Difesa israeliano Moshè Yaalon ha confermato quanto già detto da Nethanyau e cioè che “l’operazione continuerà fino a quando non sarà riportata la calma del Sud del Paese”. Yaalon ha anche detto che finora sono stati colpiti oltre 2.700 obiettivi nella Striscia di Gaza e ha aggiunto:

“Quando i leader di Hamas verranno fuori dai posti dove si sono nascosti e scopriranno l’estensione della distruzione e dei danni che abbiamo causato all’organizzazione, rimpiangeranno di essersi imbarcati in un combattimento con Israele”

8:36 – Fonti militari di Israele riferiscono che l’esercito israeliano ha sventato un’infiltrazione di due commandi di Hamas attraverso un tunnel nel Sud del Paese. I commandi stavano cercando di entrare in un kibbutz di frontiera, ma dieci membri di Hamas sono stati uccisi nel tentativo.

Lunedì 21 luglio 2014 – Nella notte italiana c’è stata una riunione di urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che ha espresso “grave preoccupazione davanti al numero crescente di vittime” a Gaza e ha rinnovato l’appello a cessare immediatamente le ostilità. I 15 Paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU invocano il rispetto delle leggi umanitarie internazionali “in particolare riguardo alla protezione dei civili”.

Questa mattina, intanto, un raid israeliano a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza, ha ucciso nove palestinesi, sette dei quali sarebbero bambini. Il bilancio ora è di 485 vittime palestinesi dall’inizio dell’offensiva israeliana.

Il giorno dei 100 morti

Domenica 20 luglio 2014

20:00 – “Completeremo la missione. Riporteremo la pace nel sud e nel centro di Israele”. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu aggiungendo che “Israele non ha scelto di entrare in questa campagna ma ci è stata imposta”.

17:30 – Almeno 87 palestinesi sono morti oggi nella Striscia di Gaza, 65 dei quali a Sajaya. Secondo il portavoce dei servizi palestinesi di soccorso Ashraf al Qudra, dall’inizio dell’operazione sono morti 425 palestinesi, di cui 112 minori, 41 donne e 25 anziani. Israele annuncia la morte di 13 soldati nel corso di un attacco a Gaza.

16:10 – È un’ecatombe a Sajaya, dove le bombe israeliane hanno praticamente raso al suolo un quartiere e provocato almeno 50 morti, tra cui 17 bambini e 14 donne.

Gli Usa si schierano comunque al fianco di Israele, accusando Hamas di rifiutare la tregua e di farsi scudo con i civili. “Hamas usa i civili come scudo e rifiuta ostinatamente un cessate il fuoco”

14:00 – Secondo la Tv israeliana Canale 10, a Sajaya sarebbe saltata la tregua umanitaria e sarebbero ripresi i combattimenti.

13:00 – Israele ha acconsentito alla richiesta palestinese di una tregua umanitaria di 2 ore. Le ostilità rimarranno ferme fino alle 14:30 ora italiana.

11:00 – È violentissima l’offensiva lanciata da Israele questa mattina. A Sajaya e Zeitun i morti nel raid di questa mattina sarebbero almeno 40, secondo i soccorritori palestinesi intervenuti sul posto. Hamas ha chiesto a Israele una tregua umanitaria di due ore.

9:45 – Continuano anche nella mattinata i raid israeliani i rioni popolari di Sajaya e Zaitun, a est di Gaza. All’attacco partecipano anche elicotteri israeliani da combattimento. Nelle stesse ore, alcuni razzi sparati da Gaza hanno costretto la popolazione dei rioni a nord di Tel Aviv a nascondersi nei rifugi. Attacchi di Hamas anche contro la città israeliana di Beer Sheva.

Domenica 20 luglio 2014, ore 9:00Nuova notte di combattimenti a Gaza, con raid e tiri di artiglieria da parte dell’esercito israeliano. Almeno 12 i morti, ma molte fonti parlano di 20. Vittime però anche nelle fila israeliane: secondo fonti mediche, almeno altri nove militari israeliani sarebbero morti nell’offensiva. Il governo di Tel Aviv non conferma, mentre Hamas parla di 15 soldati israeliani uccisi.

Abu Mazen incontrerà il leader di Hamas

Sabato 19 luglio 2014

22:50Il Presidente della Palestina Mahmoud Abbas, meglio noto come Abu Mazen, incontrerà domani a Doha in Qatar, il capo politico di Hamas, Khaled Meshaal, per discutere di un’eventuale tregua a Gaza al fine di fermare l’azione militare israeliana via terra. Lo ha confermato poco fa all’AFP un ufficiale vicino ad Abu Mazen.

Intanto fonti ufficiali di Hamas hanno rivelato di aver consegnato a Egitto, Qatar, Turchia, Lega Araba e allo stesso presidente Abu Mazen una lista di condizioni per una tregua con Israele.

21:30 – Si aggrava ancora il bilancio degli scontri. Al momento, a dodici giorni dall’inizio dell’offensiva israeliana, secondo i dati ufficiali sarebbero 342 i palestinesi uccisi, mentre i feriti sarebbero oltre 2.390. L’80% delle vittime sarebbero civili.

Sul fronte israeliano, invece, le vittime confermate sono 5. Gravissima la situazione degli sfollati, con almeno 50 mila persone – secondo le stime dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione, in cerca di rifugio presso le scuole messe a disposizione dall’agenzia.

Gaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontri

18:40Il bilancio delle vittime si aggrava col passare delle ore. A due giorni dall’invasione via terra della Striscia di Gaza, 110 palestinesi sono rimaste uccisi, portando il totale a 339 in appena dodici giorni di offensiva israeliana. Tra bombardamenti aerei, da mare e da terra, i morti continuano a aumentare: 47 persone sono rimaste uccise nella sola giornata di oggi.

Poche ore fa, ne ha dato conto l’esercito israeliano, gli agenti si sono visti costretti a far saltare in aria un asino che era stato caricato di esplosivo e si stava avvicinando alla città di Rafah, al confine con l’Egitto, dove sarebbe stato fatto esplodere. Sarebbe proprio questa una delle tattiche, sono sempre le fonti israeliane a confermarlo, usate da Hamas per i loro attacchi via terra:

Hanno usato questo asino come uno scudo umano. O uno scudo animale, se preferite. Useranno tutto quello che potranno, un animale o un edificio internazionale. L’abbiamo già visto fare in passato.

Gaza, continuano gli scontri

A parlare è il Maggiore Arye Shalicar, portavoce dell’Esercito. La radio militare, nel tardo pomeriggio di oggi, ha dato conto della morte di due militare israeliani, uccisi da un razzo anticarro durante l’offensiva militare. Con questi due soldati sale a cinque il numero delle vittime israeliane.

11:00 – Quella di oggi sarà un’altra giornata drammatica. Israele questa mattina ha ordinato agli abitanti dei due campi profughi situati nell’area centrale di Gaza, Al-Maghazi e Nusseirat, di lasciare le proprie abitazioni per evitare di rimanere coinvolti in futuri combattimenti, al pari di quanto accaduto nei giorni scorsi con gli abitanti della zona costiera al confine con Israele.

Intanto le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno annunciato di essere penetrate in territorio israeliano e di star già combattendo dietro le linee nemiche.

Gaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontri

Sabato 19 luglio 2014, ore 9:45 – nuovo attacco nella notte, raid aereo israeliano nel sud della Striscia di Gaza, per la precisione nella città di Khan Yunis. La conferma è arrivata dal portavoce del ministero della Salute palestinese Ashraf al-Qedra, secondo il quale il raid avrebbe provocato la morte di 6 giovani e il ferimento di almeno una ventina di persone.

Il raid ha colpito un gruppetto di persone che si trovava nei pressi duna moschea. Tre delle vittime, si apprende da fonti locali, appartenevano alla stessa famiglia.

Attacco di terra israeliano nella Striscia

Venerdì 18 luglio 2014

21:30 – Altri tre palestinesi, tra cui 2 fratellini di 4 anni, sono morti a Gaza. Intanto l’esercito israeliano fa sapere che sotto Gaza esiste una fitta rete di tunnel utilizzati da Hamas per rifornirsi di armi ed equipaggiamenti e per tentare infiltrazioni nel territorio israeliano.

17:00 – Altri quattro palestinesi sono rimasti uccisi negli attacchi sferrati dall’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza. Due persone sono morte nell’esplosione della casa del sindaco di Khan Yunis, nella parte meridionale di Gaza, un altro nella stessa area. Il quarto invece in un attacco nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia.

Papa Francesco ha telefonato al presidente israeliano Shimon Peres e al presidente palestinese Abu Mazen, sottolineando che “il clima di crescente ostilità sta seminando numerosissime vittime e dando luogo ad una situazione di grave emergenza umanitaria”.

Intanto, piccolo incidente diplomatico per la CNN. La sua corrispondente Diana Magnay è finita nell’occhio del ciclone per un tweet in cui definiva “feccia” (scum) gli israeliani che esultavano per le bombe su Gaza e che, a suo dire, l’avevano minacciata. La CNN ha rimosso la giornalista – che si è poi scusata – sottolineando che l’insulto riguardava solo il gruppetto di israeliani che esultavano.

11:55 – Aumenta il bilancio delle vittime. Tre ragazzi tra i 12 e e i 16 anni sono stati uccisi a nord della Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Maas, che aggiunge i numeri precisi del conflitto: 264 vittime durante gli 11 giorni delle operazioni di Israele. A partire da ieri sera i morti sarebbero 27.

11:18Il premier israeliano Netanyahu ha parlato alla Nazione. “L’ordine all’esercito è di tenersi pronto a una possibile estensione dell’operazione e l’esercito è preparato” ha dichiarato, dicendosi rammaricato per le vittime civili. Poco prima erano arrivate le parole del presidente palestinese Abu Mazen, secondo il quale l’avanzata terrestre di Israele porterà solo a “uno spargimento di sangue”, complicando così gli sforzi per porre fine al conflitto.

10:00 – Si aggrava il bilancio dell’azione di terra dell’esercito israeliano. Fonti ufficiali parlano di 19 morti tra i palestinesi, compreso un neonato. Ieri sera era morto un soldato israeliano, forse a causa del fuoco amico.

9:00Le forze di terra israeliane stanno avanzando a Gaza “nelle loro rispettive missioni”, incluse “l’identificazione e la repressione della minaccia dei tunnel”. Secondo il portavoce militare israeliano, durante la notte sono stati colpiti oltre 100 “siti del terrore”, 9 tunnel e oltre 20 lanciatori di razzi.

Venerdì 18 luglio 2014, ore 8:00 – È proseguita per tutta la notte l’offensiva di terra dell’esercito israeliano a Gaza. In poche ore la massiccia operazione avrebbe portato a 11 morti, tra cui un neonato di cinque mesi.

L’attacco di terra

Giovedì 17 luglio 2014

21:47Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato pochi minuti fa l’avanzata oltre i confini della Striscia di Gaza alle truppe israeliane, in risposta al lancio di missili da parte di Hamas ed alla notizia del ritrovamento di una batteria di missili nei pressi di una scuola. Circa mezz’ora fa la tv panaraba al-Jazeera sosteneva che l’invasione di terra di Gaza da parte delle forze israeliane era appena iniziata.

“Colpiremmo i tunnel che arrivano da Gaza fin dentro Israele”

ha dichiarato Netanyahu.

L’invasione della Striscia da parte di Israele è un momento storico che aggrava di molto le capacità diplomatiche, già fragili, per una risoluzione del conflitto.

15:50 – È giallo sulla possibile tregua di domani mattina: una fonte israeliana avrebbe rivelato alla BBC un accordo tra esercito di Israele ed Hamas, ma questi ultimi hanno poi smentito che tale accordo sia stato concluso.

Posizione, questa, sulla quale concorda il ministro israeliano degli Esteri Avigdor Lieberman, che ha parlato di “notizie lontane dalla realtà”. Nel frattempo il Presidente israeliano Peres ha chiesto scusa alla popolazione palestinese per la morte dei quattro bambini sulla spiaggia di Gaza, avvenuta ieri pomeriggio.

13:05 – Secondo la BBC, che cita fonti israeliane, sarebbe stato raggiunto un accordo per il cessate il fuoco, che dovrebbe iniziare dalle 5 di domani mattina (ora italiana).

11:54 – Come avevamo già scritto questa mattina, non ha tenuto la tregua umanitaria di 5 ore invocata dall’Onu e formalmente accettata da entrambe le parti in causa, Israele ed Hamas.

Israele accusa Hamas di avere lanciato ancora razzi, nonostante la tregua, e che avrebbe causato una vittima tra gli israeliani.

Giovedì 17 luglio 2014, ore 09:48 – È cominciata alle ore 10 (le 9 in Italia) la tregua di cinque ore a fini umanitari invocata per i bombardamenti su e da Gaza. La tregua è stata richiesta dalle Nazioni Unite e accettata da Israele e da Hamas per consentire alla popolazione di rifornirsi di vitto e medicine.

Nel frattempo, poco prima dell’inizio della tregua, l’esercito israeliano avrebbe sventato tempestivamente l’infiltrazione nel Negev di una quindicina di miliziani armati di Hamas: lo ha riferito la radio militare israeliana, spiegando che il commando è penetrato in territorio israeliano mediante un tunnel dalla zona antistante il sud della Striscia di Gaza. L’esercito li ha sorpresi e ha iniziato a sparare ed i miliziani sarebbero stati uccisi. Il commando, spiegano i militari israeliani, progettava di attaccare un kibbutz a ridosso della Striscia di Gaza, con l’intenzione di rapire dei civili.

Secondo quanto detto il portavoce militare aggiungendo che dall’inizio della guerra sono stati lanciati da Gaza 1377 razzi verso Israele, mentre i morti palestinesi sarebbero 227.

Nonostante l’inizio della tregua però continua il lancio di razzi da Gaza: secondo quanto scrive il quotidiano israeliano Haaretz nel suo liveblog due missili si sarebbero schiantati al suolo in territorio israeliano, dall’inizio della tregua umanitaria.

Gaza, tregua di cinque ore

Gaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque oreGaza, tregua di cinque ore

Chiesta una tregua di sei ore

Mercoledì 16 luglio 2014

20:52 – Breve stop alle incursioni di Israele a Gaza, domani Tel Aviv osserverà una tregua umanitaria di sei ore, dando seguito a una richiesta dell’emissario Onu Robert Serry. Bisogna vedere, però, se in contemporanea Hamas interromperà il lancio di razzi.

16:58 – Durante un bombardamento israeliano sono rimasti uccisi quattro bambini che si trovavano in un bar sulla spiaggia di Gaza. Altri bambini sono invece rimasti feriti. La notizia arriva direttamente da fonti palestinesi, secondo le quali, però, la colpa sarebbe da attribuire a una motovedetta israeliana, viste che i morti e i feriti sarebbero stati colpiti da proiettili provenienti dal mare.

Mercoledì 16 luglio 2014Il nono giorno di attacchi a Gaza da parte di Israele e dell’operazione Margine Protettivo porta il bilancio delle vittime a quota 202. Anche nella notte infatti sono state bombardate case nella Striscia di Gaza; case nelle quali, secondo l’intelligence israeliana, abitavano tre leader di Hamas. Bombardamenti che nel complesso hanno causato la morte di almeno cinque persone. E la situazione non sembra destinata a migliorare, visto l’esercito di Tel Aviv ha chiesto a 100mila palestinesi che abitano nella zona nord est di Gaza di lasciare le proprie abitazioni entro le otto, segno che stanno per riprendere massicci bombardamenti.

La fragilissima tregua proposta dall’Egitto non ha quindi minimamente tenuto e si è ricominciati là dove si era rimasti: bombardamenti israeliani e lanci di missili da parte di Hamas. Proprio quei lanci di missili che hanno dato a Israele il pretesto per ricominciare i suoi raid e che hanno fatto a dire ai media internazionali che Hamas ha rotto per prima la tregua. Versione non coincidente con quanto avvenuto in realtà, dal momento che solo Israele aveva accettato la proposta del generale al-Sisi, cosa che invece Hamas non ha mai fatto.

Gaza: la tregua non regge

Martedì 15 luglio 2014

19:33 – Dopo il rifiuto della tregua da parte di Hamas, sono ripresi gli attacchi da parte di Israele. La tregua è durata solamente 5 ore, dalle 9 alle 14, quando Netanyahu dopo una riunione con i consiglieri di sicurezza ha ordinato di riprendere gli attacchi contro Gaza.

Nel pomeriggio è stata registrata la prima vittima israeliana del conflitto, un civile rimasto ucciso al valico di Erez da un colpo di mortaio sparato dalla Striscia. La vittima è un 37enne membro di un’associazione di volontariato impegnata a distribuire cibo e acqua alle truppe al confine. Il bilancio delle vittime palestinese è di circa 200 morti.

13:25 – Qualora Hamas non accettasse la proposta di tregua egiziana, Israele si dice “legittimato ad ampliare l’offensiva militare” contro Gaza. Questo il monito del premier, Benjamin Netanyahu, poche ore dopo l’inizio di una tregua che è già stata violata con il lancio di una ventina di razzi su Ashdod. Durante l’attacco è stato colpito un condominio. Il cessate il fuoco proposto dal Cairo, ha detto, deve avere “l’obiettivo della demilitarizzazione della Striscia da missili, razzi e tunnel attraverso strumenti diplomatici”.

09:18Il numero complessivo delle vittime palestinesi è salito a 180, mentre il numero dei feriti è di oltre 1100: molto elevata – secondo le fonti mediche locali – la percentuale di donne e di bambini fino a 16 anni di età. Ieri, lunedì 14 luglio, un drone partito dalla striscia di Gaza è arrivato nel sud di Israele ed è stato abbattuto da un missile Patriot israeliano sui cieli di Ashdod. Si tratta della prima segnalazione dell’utilizzo di un drone da parte delle milizie palestinesi.

Martedì 15 luglio, ore 09:12 – Al termine della riunione del Consiglio di sicurezza, da Israele è arrivato il sì alla proposta di tregua fatta ieri dall’Egitto e che prevede il cessate il fuoco a partire dalle 8. Lo ha comunicato lo stesso Consiglio, riunito stamane per esaminare la proposta egiziana, già respinta da Hamas e dal suo braccio armato, le Brigate Ezzedine al-Qassam. Il presidente Anp Abu Mazen, per parte sua, sostiene la proposta e ha lanciato un appello “a tutte le parti”, “nel supremo interesse nazionale” palestinese.

Intanto, nella notte, altri razzi sono stati sparati verso il territorio israeliano dal Sinai egiziano, dal Libano e dalla Siria. L’attacco più grave è stato diretto a Eilat (Mar Rosso), dove sono esplosi tre razzi che hanno ferito tre persone. Dal Libano due razzi sono stati sparati verso la Galilea occidentale e dalla Siria altri due razzi verso il Golan.

Gaza, settimo giorno di offensiva, già 184 morti. Al Cairo arriva John Kerry

Lunedì 14 luglio 2014

22:32 – Dopo sette giorni di offensiva sale tragicamente il bilancio delle vittime che ora sono 184. Intanto la diplomazia internazionale prova ad alzare la voce: il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha lanciato un appello per “misure immediate per porre fine ai combattimenti”, il presidente francese François Hollande ha chiesto un immediato cessate il fuoco e ha detto:

“Israele ha il diritto alla sua sicurezza. Può difendersi se è attaccato. Ma allo stesso tempo deve mostrare moderazione”

La Lega Araba si è riunita in serata e ha chiesto alla comunità internazionale di porre fine ai bombardamenti su Gaza, mentre il segretario di Stato americano John Kerry domani arriva al Cairo.

L’Egitto cerca di mediare e ha chiesto a Israele e ad Hamas di cessare il fuoco su Gaza dalle ore 8 (italiane) di domani mattina.

17:25Il governo Netanyahu durante una riunione del gabinetto di sicurezza ha ribadito che l’obiettivo di Israele è la “demilitarizzazione” di Gaza e andrà avanti con le operazioni militari e i raid aerei fino a quando non l’avrà raggiunto. Un’azione terrestre dipenderà invece da “futuri eventi”.

Lunedì 14 luglio 2014 – Fonti mediche palestinesi riferiscono che sono 172 le persone che hanno perso la vita a Gaza durante i combattimenti tra Israele e le milizie locali, mentre altre 1100 sono rimaste ferite. Molte delle vittime sono donne e bambini fino a 16 anni di età.

Durante la notte sono stati lanciati dieci razzi da Gaza verso Israele, otto nel Sud del Paese e due nei territori palestinesi. Le Brigate Izz a-Din al-Qassam, l’ala militare di Hamas, hanno annunciato di aver lanciato stamattina da Gaza diversi droni verso Israele per “missioni speciali” e hanno aggiunto che i lanci proseguiranno nei prossimi giorni. L’esercito israeliano ha detto di avere abbattuto uno dei droni nei cieli su Ashdod.

Gaza, Israele minaccia un raid: 20 mila persone in fuga

Domenica 13 luglio 2014

19:32 Israele ha reso esecutiva l’attacco che aveva annunciato per quest’oggi nella parte settentrionale della Striscia di Gaza provocando l’evacuazione di circa 20mila palestinesi. Secondo le ultime notizie, Israele ha aperto il fuoco su Beit Lahya, località considerata zona di lancio di razzi a lunga gittata.

ore 18:25 Il ministro degli Esteri Federica Mogherini incontrerà il premier israeliano Netanyahu e il presidente dell’Anp, Abu Mazen, durante la missione in Medio Oriente, che comincerà martedì 15 luglio.

È venuto il momento che la comunità internazionale trovi la compattezza e il coraggio di mettere fine ad una delle guerre più lunghe della storia contemporanea. Serve una tregua immediata,il conflitto israelo-palestinese ha già devastato troppe generazioni,

ha detto la Mogherini.

ore 18:23 Il movimento islamico Hamas ha chiesto ai palestinesi che risiedono nel settore settentrionale della Striscia di Gaza, di “tornare immediatamente” nelle loro case, ignorando di fatto l’appello dell’esercito israeliano a sgombrare gli edifici prima di un annunciato bombardamento. Secondo Hamas, “Israele fa guerra psicologica”. Secondo un portavoce a Gaza dell’Unrwa, l’agenzia per i rifugiati palestinesi dell’Onu,ci sono circa 4mila persone che hanno abbandonato le loro case per dirigersi ai rifugi.

ore 13:00 “Chiunque trascuri le istruzioni dell’esercito metterà la propria vita e quella della sua famiglia a rischio. Attenzione. L’operazione sarà breve”, questo il testo dei volantini lanciati dall’esercito israeliano sulla zona di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, con l’avviso agli abitanti di abbandonare l’area prima di mezzogiorno.

In seguito a questa minaccia, tre località situate all’estremità nord della Striscia di Gaza (Beit Lahya, Aatatra e Salatin), sono state completamente abbandonate dalla popolazione. Secondo alcune fonti locali circa 20 mila abitanti avrebbero abbandonato precipitosamente nella notte le loro abitazioni e si sarebbero rifugiati in istituti scolastici dell’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi, nella speranza che questi non siano colpiti.

Domenica 13 luglio, ore 09:20 L’ultimo raid aereo di Israele sulla Striscia di Gaza ha causato la morte di almeno 15 persone. Il bilancio delle vittime, al quinto giorno, sale quindi a 151. A riferirlo sono fonti mediche palestinesi. Gli ultimi morti sono stati causati da un bombardamento a “Tuffah, sobborgo di Gaza dove è stata colpita un casa e una moschea”, riferisce il portavoce dei servizi di emergenza locali, aggiungendo che altre 35 persone sono rimaste ferite portando il totale dei ferimenti a oltre mille.

Gaza, l’Onu chiede il cessate il fuoco. 135 morti in 5 giorni, colpito un orfanotrofio

Sabato 12 luglio 2014

18.37Il Consiglio di Sicurezza Onu ha chiesto ufficialmente pochi minuti fa un immediato cessate il fuoco tra Israele e Palestina.

La diplomazia sarà al lavoro da domani: Tony Blair incontrerà al Cairo le autorità diplomatiche di Londra, Washington, Parigi e Berlino, ma Israele e Palestina restano su posizioni opposte.

13.19 - Non accennano a placarsi gli attacchi, da una parte e dall’altra, aerei e missilistici tra i miliziani di Hamas nella Striscia di Gaza ed i militari di Israele: secondo fonti di informazione palestinesi l’aviazione israeliana avrebbe centrato questa mattina un orfanotrofio a Beit Lahya (nord di Gaza), provocando la morte di tre piccole disabili. La notizia non è stata smentita da Israele, che anzi ha accusato Hamas di nascondere sistematicamente missili e uomini in punti sensibili della Striscia: moschee, ospedali, istituti pubblici.

La Brigata Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, afferma di aver lanciato questa mattina un razzo verso l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, lancio che era stato preannunciato ieri con l’avviso alle compagnie aeree di non atterrare nella capitale israeliana.

Aggiornamento 12 luglio, ore 09.05 - Sarebbero oltre 120 i morti a Gaza negli ultimi cinque giorni: un bilancio che sembra farsi sempre più tragico e che non accenna ad arrestarsi, a maggior ragione dopo le durissime parole espresse da entrambe le parti e che mostrano l’intenzionalità a procedere con le violenze.

I raid israeliani avrebbero colpito Jabalya, Deir al-Balah, Gaza ed un’associazione caritativa per andicappati a Beit Lahia, provocando una ventina di morti civili. Secondo quanto rende noto il portavoce del ministero della Salute del territorio palestinese questa mattina un raid israeliano avrebbe provocato la morte di tre palestinesi: le vittime, tre uomini, sono stati raggiunti da un missile nel quartiere di Tufah, nella zona est di Gaza City.

Nella notte intanto le sirene hanno risuonato a Tel-Aviv, Gerusalemme e in molte altre città israeliane bersaglio del lancio di missili dalla Striscia di Gaza per mano di Hamas, che ha anche lanciato un appello alle compagnie aereee: “Non volate su Tel-Aviv” hanno dichiarato ieri pomeriggio i portavoce di Hamas, scatenando l’indignazione israeliana.

Nella notte sarebbero, in totale, 12 le vittime tra i palestinesi.

Israele e Palestina, venti di guerra

Israele e Palestina, venti di guerra

Israele e Palestina, venti di guerraIsraele e Palestina, venti di guerraIsraele e Palestina, venti di guerraIsraele e Palestina, venti di guerraIsraele e Palestina, venti di guerraIsraele e Palestina, venti di guerraIsraele e Palestina, venti di guerraIsraele e Palestina, venti di guerraIsraele e Palestina, venti di guerraIsraele e Palestina, venti di guerraIsraele e Palestina, venti di guerra

Gaza, Hamas: “Pronti a combattere per mesi

Venerdì 11 luglio 2014

ore 19:11 Sono 100 i palestinesi uccisi (tra loro 22 di età compresa tra uno e 17 anni) e 670 feriti il bilancio complessivo dell’Operazione confine protettivo lanciata da Israele contro la Striscia di Gaza, secondo il ministero della Salute di Gaza. Proseguono i preparativi per un’operazione di terra: il portavoce dell’esercito israeliano Peter Lerner riferisce che sono state già spostate ai confini della Striscia tre brigate di fanteria e che nei prossimi giorni potrebbero essere spostate un’altra o due brigate. Per l’operazione “aspettiamo solamente una direttiva politica”, ha precisato il capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano, il generale Benny Gantz.

ore 19:09 Israele continuerà la sua offensiva militare sulla Striscia di Gaza fino a quando non saranno più lanciati razzi contro le città israeliane. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa: “Stiamo preparando tutte le opzioni” ha risposto a chi gli chiedeva se stessero preparando un’invasione di terra. “Israele resisterà alle pressioni internazionali per fermare le sue operazioni militari a Gaza”, ha poi assicurato.

Venerdì 11 luglio, ore 12:14 In un’intervista telefonica rilasciata a un’emittente di Gaza, Mahmud a-Zahar ha affermato che “Hamas è pronto a combattere per mesi”. Il dirigente di Hamas ha poi specificato che un eventuale cessate il fuoco dovrà rispettare le condizioni imposte da Hamas: 1) la rimozione del blocco di Gaza, 2) la liberazione dei detenuti arrestati il mese scorso in Cisgiordania.

Intanto, a quattro giorni dall’inizio dell’operazione Protective Edge, il segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon ha definito “intollerabile” l’uso della forza da parte delle truppe israeliane, aggiungendo poi come sia “urgente più che mai trovare un terreno comune per un ritorno alla calma e un’intesa per un cessate il fuoco”.

Anche Barack Obama ha contattato telefonicamente Benjamin Natanyhau per esprimere la propria preoccupazione per l’escalation della situazione e per condannare il lancio di razzi su gaza.

Dopo quattro giorni di scontri il numero delle vittime è salito a 95, mentre i feriti sarebbero circa 550. Un razzo sparato da Gaza ha centrato una rifornimento di carburante nel sud di Israele e causato una potente esplosione. Vi sono, ha riferito l’esercito israeliano, almeno tre feriti, di cui uno in gravi condizioni. Il razzo era parte di una salva che ha avuto come obiettivo Ashdod, città portuale a circa 28 chilometri da Gaza.

Gaza, l’Egitto ha aperto il valico di Rafah. Ban Ki-Moon: “Da Israele, uso della forza intollerabile”

18:42Ban Ki-Moon, segretario generale dell’ONU, oggi, el corso della riunione del Consiglio di sicurezza, ha condannato il lancio di razzi da Gaza, ma allo stesso tempo ha detto che l’uso eccessivo della forza da parte di Israele è “intollerabile” e ha sottolineato come ancora una volta a pagare il prezzo più alto siano i civili. Ban Ki-Moon ha rivolto un appello a Israele e ai militanti palestinesi affinché pongano fine alle ostilità.

13:55 – Sale ancora il bilancio delle vittime dei raid israeliani nella Striscia di Gaza, siamo ora a 81 morti e 575 feriti in tre giorni di offensiva. Tra i deceduti ci sono anche bambini, almeno cinque tra i 21 uccisi dai raid a Khan Yunis avvenuti la notte scorsa.

Intanto è stata convocata una riunione del gabinetto di sicurezza di Israele, presieduta da Benjamin Netanyahu, il premier israeliano che ha detto che “la tregua non è in agenda”. Oggi è in programma anche una riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

9:45 – Secondo quanto riportato dalla tv satellitare Al Arabiya, l’Egitto ha aperto il valico di Rafah con la Striscia di Gaza per consentire ai palestinesi che sono rimasti feriti nei raid israeliani di entrare nel Paese die saranno curati.
Al Jazeera ha riportato il messaggio di Khaled Mashaal, il leader di Hamas esiliato proprio in Egitto: invita i palestinesi a resistere e dice che il nomino è più forte di loro, ma sono all’altezza di affrontarlo. Poi ha aggiunto:

“Non minacciamo, né promettiamo.Il nostro diritto è difendere le nostre vite”

Giovedì 10 luglio 2014 – Nonostante l’ultimatum di ieri di Israele ad Hamas, nella notte sono stati lanciati altri razzi da Gaza, in particolare sette nella direzione della centrale nucleare di Dimona, nel deserto di Neghev. La centrale non è stata colpita perché tre razzi sono stati intercettati e gli altri quattro sono caduti nel deserto.

Il bilancio delle vittime palestinesi è di 52 morti in due giorni e oltre 450 feriti, secondo quanto riferito dell’agenzia di stampa palestinese Maan.
I media israeliani, intanto, hanno riferito che un giornalista palestinese è rimasto ucciso durante un raid israeliano nel centro di Gaza e le tre persone che erano con lui in auto sono rimaste ferite.

All’alba a Tel Aviv si è sentito il suono delle sirene d’allarme e ci sono state delle esplosioni. In mattinata il sistema di difesa antimissile israeliano ha intercettato due-tre razz che erano diretti su Tel Aviv e la sua area metropolitana.

Gaza, Israele risponde ad Hamas: 160 raid, 35 morti. Razzi su Tel Aviv

Mercoledì 9 luglio 2014

18.08 - Secondo quanto riporta la Cnn americana il presidente israeliano Shimon Peres ha affermato che se Hamas non ordinerà il cessate il fuoco l’offensiva di terra potrebbe esserci molto presto. Peres ha spiegato che se i razzi di Gaza si fermeranno stanotte, non ci sarà alcuna offensiva.

Foto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, Ashod

15.39 - Il premier palestinese Abu Mazen, nel corso di una riunione straordinaria dell’Olp in corso a Ramallah, nella Striscia di Gaza, ha dichiarato.

“Dobbiamo fermare questo massacro, è un genocidio.”

Un massacro che schiaccia letteralmente la popolazione palestinese nella striscia: da un lato Israele, che ha chiuso i confini e anzi medita di invadere la Striscia con truppe di terra, dall’altra il valico di Rafah, che l’Egitto continua a tenere chiuso impedendo così l’unica via di fuga a centinaia di migliaia di persone.

È questo il vero dramma della Palestina, trovare la solidarietà dei “fratelli arabi” a parole e, all’atto pratico, ricevere unicamente discriminazione, omertà, altre violenze. Sono oltre 50 i palestinesi morti nelle ultime 48 ore a causa dei bombardamenti.

Aggiornamento 13.44 - Giungono, grazie alle agenzie stampa internazionali, i primi tragici bilanci di morte dei raid israeliani e dei razzi palestinesi: secondo fonti palestinesi, il bilancio delle vittime degli attacchi alla Striscia di Gaza sarebbe salito a 35, mentre 300 è il numero dei feriti.

Una donna sarebbe rimasta uccisa a Gaza, insieme al figlio di 4 anni e due ragazzi di 12.

“Israele ha varcato una grave linea rossa, e ne subirà conseguenze.”

ha dichiarato un’esponente di Hamas, non riferendosi tuttavia ai morti civili bensì al bombardamento (con esito “soddisfacente” per Israele) della casa di Raed al-Attar, uno dei comandanti del braccio armato di Hamas. Da parte israeliana invece ci si dice pronti ad una nuova escalation: secondo l’esercito sono 225 i razzi lanciati dalla Striscia dall’inizio dell’operazione “Confine protetto” partita lunedì notte. Circa 40 di questi sono stati intercettati dal sistema anti missili Iron Dome.

Si fa sempre più forte il vento di una nuova escalation di guerra in Terra Santa: la tensione tra Israele ed Hamas è sempre più alta e nella notte i cieli mediorientali si sono riempiti di scie infuocate di razzi, lampi e bagliori. Una notte come tante ma che da tanto non si verificava così, nella rabbia che annebbia le coscienze di chi rivendica diritti su quelle terre.

Ai raid aerei israeliani lungo la striscia di Gaza e a Gaza City, continui ed incessanti (se ne sarebbero contati oltre 160 nel corso di tutta la notte) e indirizzati su quelli che il governo israeliano definisce “obiettivi militari sensibili”: fonti militari israeliane, scrive Repubblica, hanno riferito che sarebbero state distrutte 120 postazioni per il lancio di missili contro le città d’Israele, 10 centri di comando di Hamas e numerosi tunnel scavati sotto la frontiera dai palestinesi.

Secondo fonti di informazione palestinesi l’aviazione israeliana ha distrutto in tutto a Gaza 15 abitazioni di responsabili di Hamas, dopo aver dato alle famiglie un preavviso di 10 minuti per mettersi in salvo: tra queste anche la casa di Raed al-Attar, uno dei comandanti del braccio armato di Hamas, noto per essere stato uno dei rapitori del caporale israeliano Ghilad Shalit.

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha inoltre paventato un possibile attacco di terra da parte di Israele: questo riporterebbe Israele dentro la Striscia di Gaza dopo anni e di fatto potrebbe innescare quella tragica sequela di reazioni a catena che il mondo intero spera di non rivivere più. Anche perchè la polveriera mediorientale (la Siria ad un tiro di schioppo, il Libano in subbuglio e l’Egitto ancora titubante dopo le elezioni) sembra pronta ad esplodere in qualunque momento. Il Consiglio di difesa del governo israeliano ha autorizzato il richiamo di 40mila riservisti, oltre ai 1.500 già rientrati in servizio, proprio in preparazione di un attacco di terra che “è già sul tavolo” fa sapere il primo ministro.

Nella mattinata di oggi a Tel-Aviv, riporta l’Ansa, le sirene antiaeree sono risuonate in tutta la città: secondo Haaretz, principale quotidiano israeliano, la contraerea avrebbe intercettato due razzi partiti dalla Striscia di Gaza. Gli attacchi sono stati rivendicati dalle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas.

Nel video in testa viene documentato il panico durante un matrimonio a Holon, a sud di Tel Aviv: si sentono le sirene antiaeree e la scia di un missile in cielo.

La nuova escalation di violenze, immediatamente divenuta un vero e proprio turbine di guerra, è scaturita dall’omicidio drammatico del giovane palestinese Mohammed Abu Kheidr: nonostante Israele abbia promesso di trovare gli autori dell’assassinio (che sarebbero già in arresto) e le massime autorità israeliane si siano prodigati in anatemi contro la violenza e di solidarietà alla famiglia, da quel momento la tensione si è fatta sempre più alta.

Fino a stanotte.

Gaza, oltre 1300 morti. Colpito il mercato di Sajaya é stato pubblicato su Polisblog.it alle 09:07 di giovedì 31 luglio 2014.



© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.

BMW Fast: foto spia su strada

BMW FAST: ecco le foto spia della futura familiare dell’Elica che coniuga le qualità di un crossover con la spaziosità di un monovolume.

BMW Fast: foto spia su strada

Nell’ultimo periodo BMW ha ampliato la propria gamma entrando in nuovi segmenti. Dopo i Suv compatti, le nuove elettriche ed il primo monovolume con trazione anteriore della storia del marchio, sembra che il marchio bavarese abbia intenzione di non fermarsi, continuando ad espandere i propri orizzonti verso segmenti di clientela prima diametralmente opposti al cliente tipico dell’Elica. Queste foto spia immortalano infatti un prototipo di vettura che risulta difficilmente avvicinabile ai canonici modelli del marchio bavarese, dimostrando l’intenzione di ampliare ulteriormente la gamma nei prossimi anni.

PROSEGUI LA LETTURA

BMW Fast: foto spia su strada é stato pubblicato su Autoblog.it alle 09:00 di Thursday 31 July 2014

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.

Le prime pagine di oggi

Le prime pagine dei principali quotidiani italiani in edicola oggi, giovedì 31 luglio 2014

I lavori del Senato di queste ore sono l’argomento principale affrontato da tutte le testate a tiratura nazionale, che concentrano le loro attenzioni proprio sulla politica interna ma non disdegnando uno sguardo al vicino oriente.

Il quotidiano torinese LaStampa, in merito ai lavori di palazzo Madama, parla di “riforma in discesa” e pone l’accento sull’allarme del commissario alla spending review Cottarelli; la foto in prima pagina rappresenta un collage di selfie di donne turche sorridenti. laRepubblica, in merito proprio alla spending review, è decisamente più definitiva: “Cottarelli lascerà” titola il quotidiano del Gruppo Espresso, che sceglie una foto degli scontri a fuoco nella Striscia di Gaza per la propria prima pagina.

PROSEGUI LA LETTURA

Le prime pagine di oggi é stato pubblicato su Cronacaeattualita.blogosfere.it alle 08:57 di Thursday 31 July 2014

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.

Fratelli unici: nuove clip dal set della commedia con Bova e Argentero

Fratelli unici: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sulla commedia di Alessio Maria Federici nei cinema italiani dal 9 ottobre 2014.

Disponibili nuove clip dal backstage di Fratelli unici, la nuova commedia con Raoul Bova e Luca Argentero diretta da Alessio Maria Federici (Lezioni di cioccolato 2).

PROSEGUI LA LETTURA

Fratelli unici: nuove clip dal set della commedia con Bova e Argentero é stato pubblicato su Cineblog.it alle 08:41 di Thursday 31 July 2014

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.

Elezioni anticipate? Nessuno le vuole ma nessuno fa niente per fermarle

napo
Mentre l’economia americana è in forte ripresa con una crescita di quattro punti percentuali nel secondo trimestre e in Europa alcuni Paesi sono già fuori dal tunnel della crisi (Pil della Gran Bretagna +3,2%, Germania + 1.9%, Spagna +1,2%, Francia + 0,7%), l’Italia resta al palo con un prodotto lordo piatto (+0,3%).

E’ evidente che in Italia manca il “manico”, con la politica che invece di guidare e spingere è solo zavorra. Lo stesso trionfo di Matteo Renzi alle ultime europee non sta producendo risultati e l’euforia iniziale si sta consumando come una candela con le solite promesse delle riforme mai concluse. L’unica scelta fatta, quella degli 80 euro, daranno una spinta alla crescita – ben che vada – pari allo 0,1%: un bluff!

Scrive Stefano Cingolani: “Nella fiera delle illusioni perdute il premio spetta alla spending review. Che ci sia il governo lo dice, dove nessuno lo sa. L’errore di fondo è aver delegato l’intera politica della spesa a questa scorciatoia tecnica quando la decisione è più che mai politica”. Allora?

Conclude Cingolani: “Abbiamo un Paese che aspetta, non sa che fare, né dove andare, guidato da un governo che fa spettacolo e non conclude, mentre il parlamento è paralizzato da una pantomima mediocre fatta apposta per l’effimera vita di un cinguettio. In queste condizioni, da dove dovrebbe arrivare la ripresa? Dal cielo?”. Già. In queste condizioni profetizza Cingolani: “Il supercommissario Carlo Cottarelli farà la fine dei suoi predecessori”.

Come non detto arriva l’annuncio del forfait di Cottarelli, pronto a lasciare: “Spese non coperte, così niente taglio delle tasse”! E il macigno di una manovra autunnale da oltre 15 miliardi si avvicina sul groppone degli italiani, stremati.

E Matteo Renzi? Scrive Stefano Folli: “Il premier va avanti in solitudine e il suo messaggio è sempre più rivolto direttamente agli italiani: a quegli undici milioni di elettori a cui fa esplicito riferimento. Lo schema è chiaro: da una parte il premier giovane e dinamico, dall’altra la palude dei conservatori e, come lui dice, dei “gufi”. Andrebbe tutto bene, se le elezioni fossero domani. Invece non sono all’orizzonte, mentre c’è da condurre in porto la riforma del Senato in un caos che non promette niente di buono. E soprattutto ci sono da affrontare le vere riforme, quelle economiche. A cominciare dai conti pubblici che traballano e dal lavoro che manca. E qui non basta la sciabola”.

Qui siamo. La barzelletta sulla signora Rosa: “tutti la vogliono nessuno se la sposa” si ribalta sulle elezioni anticipate: nessuno le vuole ma nessuno fa niente per evitarle. Anzi, sono tutti impegnati solo per questo. E Napolitano?

Elezioni anticipate? Nessuno le vuole ma nessuno fa niente per fermarle é stato pubblicato su Polisblog.it alle 08:30 di giovedì 31 luglio 2014.



© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.

Votazione degli emendamenti: la "regola del canguro"

Mercoledì 30 7 2014

La cosiddetta “regola del canguro” (cosiddetta poiché si tratta di una espressione ricorrente in questi giorni nel lessico parlamentare e giornalistico ma non è mai utilizzata in nessun testo regolamentare) è stata spiegata in Aula, nel corso della seduta pomeridiana di mercoledì 23 luglio, con queste parole: «Votazione delle parti comuni degli emendamenti con conseguente effetto preclusivo sugli emendamenti successivi in caso di reiezione».

Nella seduta di mercoledì 30 luglio 2014 il Presidente del Senato, Pietro Grasso, ha dato lettura del parere della Giunta per il Regolamento approvato nella riunione tenutasi nella mattina. Questo il testo del parere:

«La Giunta per il Regolamento, in conformità dei precedenti e della prassi consolidata, a seguito della pronuncia della Giunta per il Regolamento del 17 luglio 1996, conferma che è facoltà della Presidenza, alla luce del combinato disposto degli articoli 100, comma 8, e 102, comma 4, del Regolamento, avvalersi della cosiddetta regola del canguro, anche per l’esame dei disegni di legge costituzionale».

Il Presidente Grasso ha poi precisato che i “precedenti” citati «riguardano la legge costituzionale sulla devolution del 2002 e la legge costituzionale del 2004 di riforma della Parte II della Costituzione. Questi sono i precedenti in cui è stata applicata tale regola, nello specifico dal presidente Pera per una prassi consolidata con il precedente che risale al presidente Mancino con un parere della Giunta per il Regolamento».

L’articolo 100, comma 8, prescrive quanto segue: «Il Presidente può stabilire, con decisione inappellabile, la inammissibilità di emendamenti privi di ogni reale portata modificativa e può altresì disporre che gli emendamenti intesi ad apportare correzioni di mera forma siano discussi e votati in sede di coordinamento, con le modalità di cui all’articolo 103».

L’articolo 102, comma 4, prescrive quanto segue: «Il Presidente ha facoltà di modificare l’ordine delle votazioni quando lo reputi opportuno ai fini dell’economia o della chiarezza delle votazioni stesse».

L’utilizzo, la riproduzione, l’estrazione di copia, ovvero la distribuzione delle informazioni testuali e degli elementi multimediali disponibili sul sito del Senato è autorizzata esclusivamente nei limiti in cui la stessa avvenga nel rispetto dell’interesse pubblico all’informazione, per finalità non commerciali, garantendo l’integrità degli elementi riprodotti e mediante indicazione della fonte.

Seduta 296ª (XVII legislatura)

-) Seguito della discussione del disegno di legge costituzionale: (1429) Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione; e dei connessi disegni di legge in materia analoga

Tratto da: www.radioradicale.it

Seduta 276ª (XVII legislatura)

-) Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari (2486-A) -) Seguito della discussione della proposta di legge: Bolognesi ed altri: Introduzione nel codice penale del reato di depistaggio e inquinamento processuale (559-A) -) Seguito della discussione delle mozioni Ottobre, Giachetti, Fabrizio Di Stefano, Leone, Kronbichler, Marcolin, Dellai, Corsaro, Pisicchio, Di Lello, Bruno ed altri n. 1-00291 e Corda ed altri n. 1-00406 concernenti iniziative a tutela del cittadino italiano Enrico Forti, condannato e detenuto negli Stati Uniti -) Discussione delle mozioni Marcon ed altri n. 1-00424 e Gianluca Pini ed altri n. 1-00563 concernenti la partecipazione italiana al programma di realizzazione e acquisto degli aerei Joint Strike Fighter-F35

Tratto da: www.radioradicale.it

Dan Pfeiffer: "House Republicans Just Voted to Sue President Obama"

Today, Senior Advisor Dan Pfeiffer sent the message below to the White House email list. Didn't get it? Sign up for updates.

The House of Representatives just took a vote — and it wasn't to raise the minimum wage, put in place equal pay, create jobs, or reform our broken immigration system.

Instead, the Republican-controlled House of Representatives just voted to sue the President for using his executive authority. This lawsuit will waste valuable time and potentially millions of taxpayer dollars.

This is the least productive Congress in decades. And instead of doing their job, they are suing the President for doing his.

The President is committed to making a difference for the millions of hardworking Americans trying to do right by their families and communities. While Republicans in Congress continue to waste taxpayer money, this President is going to keep doing his job.

If you’re doing your own job — and you support President Obama doing his — add your name.

read more

Tratto da whitehouse.org

Jamie Foxx sarà Mike Tyson nel biopic dedicato al pugile

Jamie Foxx vestirà davvero i panni di Mike Tyson nel biopic dedicato al pugile più famoso di tutti i tempi. Del progetto, del resto, se ne parla da quasi dieci anni, e i tempi sembrano definitivamente maturi per ottenere il via libera.

Secondo quanto riporta Variety, la pellicola non avrebbe ancora un nome, ma ci sarebbe già il nome di Terence Winter per la sceneggiatura: un nome importante, visto che la sua firma accompagna anche The Wolf of Wall Street, insieme ad alcune importanti serie televisive come I Soprano e Boardwalk Empire. Rick Yorn, manager di Jamie Foxx, sarebbe invece il produttore.

PROSEGUI LA LETTURA

Jamie Foxx sarà Mike Tyson nel biopic dedicato al pugile é stato pubblicato su Cineblog.it alle 00:58 di Thursday 31 July 2014

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.

Cina, la purga di Xi Jinping

di Mario Lombardo

Con una comunicazione apparsa martedì sul sito web della Commmissione Centrale per le Ispezioni Disciplinari del Partito Comunista Cinese (PCC), il governo di Pechino ha annunciato in maniera ufficiale l’apertura di un’inchiesta ai danni del potente ex membro del Comitato Permanente del Politburo, Zhou Yongkang, sospettato di “gravi violazioni della disciplina”. Mai nei 65 anni di storia della Cina “comunista” un esponente così autorevole della classe dirigente era stato messo sotto accusa per reati di corruzione.

72 anni ancora da compiere, Zhou si era ritirato dalla politica attiva nel novembre del 2012 dopo una carriera che lo aveva visto raggiungere i vertici del governo. Tra il 1988 e il 1998 era stato vice-presidente e poi presidente del colosso pubblico petrolifero China National Petroleum Corporation (CNPC), per poi assumere incarichi prettamente politici in qualità di ministro delle Terre e delle Risorse e segretario del PCC nella provincia di Sichuan.

Nel 2002 Zhou era entrato per la prima volta nel Politburo del partito e nel 2007 nel Comitato Permanente di quest’ultimo, di fatto il più alto organo decisionale della Repubblica Popolare Cinese. Tra il 2007 e il 2012, Zhou aveva assunto infine la guida dell’intero apparato della sicurezza, con competenza sulle forze di polizia, i tribunali e i servizi segreti civili.

Secondo quanto riportato a dicembre dalla Reuters, Zhou era stato messo agli arresti domiciliari già sul finire dello scorso anno, a conferma delle voci che circolavano sul suo conto e dopo che dal 1° ottobre precedente non era più stato visto in pubblico.

La decisione presa con ogni probabilità direttamente dal presidente cinese, Xi Jinping, era seguita alla creazione di una speciale task force con l’incarico di indagare sulle accuse di corruzione nei suoi confronti. Sempre secondo la Reuters, poi, nel marzo di quest’anno le autorità avevano sequestrato beni per il valore di quasi 15 miliardi di dollari a vari membri della famiglia e della cerchia di potere di Zhou Yongkang.

Agli arresti sono finiti anche il figlio di quest’ultimo, Zhou Bin, nonché la moglie, Jia Xiaoye, e il fratello, Zhou Yuanqing. Il figlio, in particolare, svolgerebbe un ruolo centrale nell’indagine interna al partito e, secondo il New York Times, avrebbe recentemente testimoniato contro il padre.

Complessivamente, più di 300 persone vicine a Zhou negli ultimi mesi sono state arrestate o interrogate nell’ambito delle indagini. In un’escalation di incriminazioni e condanne che hanno fatto terra bruciata attorno a Zhou, numerose personalità di spicco vicine a quest’ultimo sono state vittime di vere e proprie purghe negli ultimi due anni.

Nel dicembre del 2012, ad esempio, il vice-segretario del partito nella provincia di Sichuan, Li Chuncheng, era stato il primo importante politico alleato di Zhou a essere oggetto di un’indagine nell’ambito della crociata anti-corruzione della leadership da poco installata.

Il numero uno della commissione incaricata di amministrare e supervisionare le aziende pubbliche, Jiang Jiemin, finì invece sotto inchiesta nel settembre del 2013. Tre mesi più tardi sarebbe poi toccato a Li Dongsheng, vice-ministro per la pubblica sicurezza.

Fonti cinesi citate dalla stampa occidentale riferiscono che Xi intenderebbe punire Zhou per avere cercato di installare propri uomini ai vertici dello stato alla vigilia del 18esimo congresso del PCC nel novembre del 2012, in occasione del quale avvenne il decennale cambio della leadership cinese che portò al potere lo steso Xi.

In particolare, per mantenere la propria influenza all’interno dei supremi organi di governo e proteggere le ricchezze accumulate dal suo entourage, Zhou puntava tutto sul carismatico Bo Xilai, l’ex segretario del partito di Chongqing attualmente in carcere. Entrambi considerati fedelissimi dell’ex presidente Jiang Zemin, Zhou Yongkang e Bo Xilai hanno rappresentato o rappresentano uno dei principali ostacoli al consolidamento del potere di Xi Jinping e del primo ministro Li Keqiang.

Zhou e Bo, infatti, fanno parte di una fazione all’interno della classe dirigente cinese legata alle grandi compagnie pubbliche, in particolare del settore petrolifero, e che si oppone al processo di ulteriore ristrutturazione del sistema economico del paese in senso capitalistico.

L’agenda di libero mercato di Xi e Li, dietro indicazione degli ambienti finanziari internazionali, trova resistenze molto forti negli ambienti delle aziende di stato che potrebbero essere penalizzate dall’apertura di alcuni settori strategici. La condanna di Bo Xilai lo scorso anno per corruzione e abuso di potere e l’incriminazione – peraltro non ancora annunciata ufficialmente – di Zhou Yongkang rappresentano perciò il tentativo più clamoroso di rimuovere questi ostacoli.

Gli attacchi ai leader rivali del partito vengono portati con la scusa della lotta alla corruzione che ha rappresentato un altro dei capisaldi del programma di Xi Jinping al momento della sua ascesa alla guida del partito e del paese. Dal momento che la corruzione pervade praticamente tutti gli ingranaggi della Repubblica Popolare e che gli appartenenti all’élite “comunista” si sono arricchiti enormemente negli ultimi decenni con sistemi a dir poco discutibili, indagini o incriminazioni a causa di “violazioni” delle regole posso essere pilotate a piacere da chi controlla un sistema giudiziario tutt’altro che indipendente.

L’annuncio dell’indagine aperta ai danni di Zhou indica dunque un certo progresso da parte del presidente Xi nel superamento delle resistenze e delle divisioni all’interno della leadership cinese circa la strada da percorrere nel prossimo futuro. Non a caso, infatti, sempre martedì è stato indetto per il mese di ottobre il quarto Plenum del Comitato Centrale del PCC, durante il quale verranno ad esempio avanzate proposte volte a “migliorare il clima per gli investimenti” e a “liberalizzare i settori industriali ancora dominati dai monopoli statali”.

Molti commentatori si sono chiesti fino a che punto arriveranno le purghe ordinate dal presidente Xi, visto che appare evidente il rischio di inasprire le rivalità all’interno di un sistema di potere basato sul consenso e tradizionalmente caratterizzato da fazioni che fanno capo, tra gli altri, ai leader che hanno abbandonato le loro cariche ufficiali nel partito e nel governo.

Secondo una rivelazione pubblicata mercoledì dalla Reuters e basata su fonti cinesi, tuttavia, Xi Jinping avrebbe ottenuto il consenso dei due suoi predecessori – Hu Jintao e Jiang Zemin – prima di ordinare l’apertura di un’indagine formale per corruzione contro Zhou Yongkang. Per la stessa agenzia di stampa, ciò suggerirebbe che l’indagine a un livello così alto “non provocherà spaccature nel Partito Comunista”, anche se è possibile che “l’élite inizi a innervosirsi per l’allargamento della campagna anti-corruzione del presidente”.

Xi, d’altra parte, con l’indagine ai danni di Zhou avrebbe violato una regola non scritta della classe dirigente cinese che prevedeva una sorta di immunità per i membri e gli ex membri del Comitato Permamente del Politburo, cioè la casta intoccabile della Repubblica Popolare.

In un commento alla notizia di martedì, il Quotidiano del Popolo ha comunque prospettato nuove incriminazioni, sostenendo che la lotta alla corruzione “non si fermerà” e che “la caduta di Zhou Yongkang… è solo un passo del processo in corso” inaugurato dal presidente Xi.

Tratto da altrenotizie.org