Il consiglio dei ministri sul taglio dell’Irpef e la conferenza stampa in diretta

13.36 Arrivano le prime anticipazioni su quello che sarà il consiglio dei ministri che avrà inizio alle 15.30 e sul decreto legge che conterrà le misure per il tanto atteso taglio dell’Irpef. Ne ha parlato Matteo Renzi con il direttore de La Stampa Mario Calabresi: “Questi denari non vengono con l’aumento delle tasse per chi guadagna di più. Ci sono degli interventi solo per quest’anno,come l’1,4 mld di Banca d’Italia. ma si è innescata una revisione della spesa che darà 6 miliardi questo anno, 15-17 il prossimo e oltre 30 nel 2016. Il taglio delle tasse è strutturale. Noi abbiamo già recuperato 300 milioni ma lo spazio di recupero vero non si ottiene con i blitz a sorpresa Cortina, ma con la fatturazione elettronica”.

10.00 CdM fissato alle ore 15.30. A seguire, circa un’ora dopo, la conferenza stampa di Matteo Renzi.

Ecco l’ordine del giorno:

- DECRETO-LEGGE: Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale – Per un’Italia coraggiosa e semplice (PRESIDENZA – ECONOMIA E FINANZE);

- DECRETO-LEGGE: Misure urgenti in favore delle popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dagli eventi alluvionali verificatisi tra il 17 e il 19 gennaio 2014 (PRESIDENZA – ECONOMIA E FINANZE);

- LEGGI REGIONALI;

- VARIE ED EVENTUALI.

9.00 Si terrà nel primo pomeriggio il Consiglio dei Ministri sul taglio Irpef. Matteo Renzi ha annunciato in un tweet l’orario della conferenza stampa, che si terrà a Palazzo Chigi alle 16.30.

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Il Consiglio dei Ministri di venerdì 18 aprile discuterà il decreto sul taglio dell’Irpef di cui è stata diffusa una bozza, resa nota dall’Ansa, con l’avviso, però, che sarebbe stata certamente modificata durante la riunione del governo Renzi.

In base alla bozza vengono prima di tutto confermati gli 80 euro di sgravio. In particolare nell’immediato lo sconto Irpef si concretizzerebbe in un bonus del 3,5% per redditi annui fino a 17.714 euro, di 620 euro (50 ero al mese per i restanti 8 mesi del 2014) per i redditi fino a 24.500 euro, poi, per i redditi sopra questa soglia, il bonus diminuisce fino ad azzerarsi per chi arriva a 28mila euro. Il bonus che da maggio sarà di 50 euro salirà a 80 dall’anno prossimo. Nel 2015 il taglio sarà 5% per i redditi fino a 19mila euro, o 950 euro per la fascia tra i 19mila e i 24.500 euro.

Alle imprese, sempre secondo la bozza, sarà garantito un abbassamento dell’aliquota Irap dal 3,9% al 3,5% nel 2015, passando per il 3,75% (una via di mezzo insomma) per i mesi restanti del 2014.
Per coprire le spese ci saranno circa 2,4 miliardi di euro di tagli alla Sanità in due anni, divisi in questo modo: 868 milioni nel 2014 e 1,5 milioni dal 2015.

Sono previste riduzioni degli investimenti anche alla Difesa, ossia tagli di circa 200 milioni per il 2014 e 900 milioni dal 2015, e ci saranno anche i tanto discussi tagli agli stipendi dei dirigenti pubblici, anche se resteranno salvi i manager di Ferrovie dello Stato e Poste, perché le riduzioni riguarderanno le società a partecipazione pubblica, ma non quelle quotate né quelle che emettono strumenti finanziari.

Tagli Irpef - Decreto - Governo Renzi

Il consiglio dei ministri sul taglio dell'Irpef e la conferenza stampa in diretta é stato pubblicato su Polisblog.it alle 13:39 di venerdì 18 aprile 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




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Elezioni Europee 2014 | Tsipras spiega il suo New Deal al Sole 24 ore

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Elezioni Europee 2014. Oggi Il Sole 24 ore, giornale vicino a Confindustria, ha deciso deciso di intervistare il “piantagrane” (così lo avrebbe definito Angela Merkel). Stiamo parlando, ovviamente, del leader di Syriza: Alexis Tsipras.

Il candidato alla presidenza della Commissione europea per Gue, alle prese con la campagna elettorale continentale, ha deciso di rilasciare un’intervista a Vittorio da Rold. Ivi, è tornato ancora una volta sui temi dell’austerity, non rinunciando ad accennare alla sua visione alternativa di Unione Europea. Al giornalista, che lo ha sollecitato a suggerire una ricetta per uscire dalla crisi, il politico ellenico ha risposto:

“La Sinistra europea chiede sia la fine dell’austerità sia una svolta politica, con un aumento della domanda per effetto di una politica monetaria espansiva, la redistribuzione del reddito a vantaggio dei ceti medio bassi e investimenti pubblici per rilanciare sviluppo e domanda interna”

Ma il tema nodale (messo in cima ai 10 punti per un’altra Europa), rimane per Tsipras quello di un elaborazione di un ” New Deal europeo“, “che abbia come priorità la ricerca, la tecnologia, le infrastrutture e il welfare e che ambisca alla creazione di nuovi posti fissi di lavoro dignitosamente retribuiti”. Corollario di ciò, come più volte espresso, dovrebbe essere una nuova Banca Centrale Europea, che fornisce prestiti a basso interesse ai vari istituti bancari europei, nel caso in cui accettino di fare credito a piccole e medie imprese.

Sul paradigma dell’austerity, Tsipras non accetta compromessi come il Pse di Schulz. A tale riguardo, ha dichiarato al Sole che il rigore si è dimostrato essere innanzitutto una catastrofe sociale. Ed ha aggiunto: “l’austerity alimenta l’ultraindebitamento di una nazione come conferma il caso italiano il cui debito pubblico stabilisce un nuovo record, e oggi è pari a un quarto dell’intera zona euro“.

Sull’Italia, Da Rold ha chiesto al politico greco anche un parere sulle riforme annunciate dal premier Matteo Renzi. Tsipras, pur specificando di non aver alcuna autorità per dare direttive al governo italiano, ha espresso un giudizio netto sui tagli:

“L’Italia sta uscendo, faticosamente, da sei anni di depressione economica. Per quest’anno la Banca d’Italia prevede una crescita asfittica dello 0,7%. Non sono certo quanto possa contribuire allo sforzo un programma di tagli alla spesa pubblica di 34 miliardi di euro per il prossimo triennio. I tagli alla spesa pubblica non sono altro che un eufemismo della parola austerità”

Tsipras, infine, ha voluto segnalare che il fenomeno Marine Le Pen è stato il prodotto delle stesse politiche adottate dall’Unione. Per battere il populismo euroscettico, non bisogna tornare alle monete nazionali, ma creare un’Europa più democratica e meno burocratizzata: “L’Europa deve cambiare per esistere

Elezioni Europee 2014 | Tsipras spiega il suo New Deal al Sole 24 ore é stato pubblicato su Polisblog.it alle 13:12 di venerdì 18 aprile 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




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Garcia Marquez premio Nobel ’82: il discorso integrale

Ieri è morto all’età di 87 il premio Nobel per la letteratura colombiano Gabriel Garcia Marquèz. ’Gabo’, così era soprannominato, era stato ricoverato in ospedale il 3 aprile scorso a Città del Messico, nella clinica Salvador Zubiran, per l’aggravarsi di una polmonite. L’autore di ‘Cent’anni di solitudine‘, romanzo chiave del realismo magico ibero-americano e di grandi [...]

Frontiere Frontiere - Storie da un mondo plurale | Distribuito con licenza Creative Commons. Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0

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Sondaggi politici: cosa votano oggi gli elettori ex Pdl?

Oltre a Forza Italia (in crisi), in tanti guardano al Partito Democratico di Matteo Renzi.

I sondaggi politici non fanno che confermare come Forza Italia sia in picchiata. Dal 25% di qualche mese fa, il declino è proseguito inarrestabile, tanto che piano piano, settimana dopo settimana, il partito guidato da Berlusconi è arrivato al 16% circa. Un vero e proprio esodo di voti, causato dalla rinascita mancata di Forza Italia, dall’assenza di un programma che davvero rilanciasse quella “rivoluzione liberale” che è sempre rimasta lettera morta, dalle condanne e dal declino di Berlusconi e in parte anche dalla nascita del Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano.

Ma la scissione del Pdl che ha ridato vita a Forza Italia e che ha portato al battesimo di Ncd sembra essere solo in piccola parte la causa della crisi del partito guidato dall’ex Cavaliere. Lo dimostrano i numeri dei sondaggi politici, in cui il Nuovo Centrodestra non va mai oltre il 4% - e infatti per superare la soglia di sbarramento alle europee è stato necessario allearsi con l’Udc - e il fatto che la discesa nei sondaggi di Forza Italia non è iniziata con la scissione, ma più avanti, quando si è visto che il nuovo progetto non aveva in sé altri armi se non la martirizzazione di un Berlusconi sempre meno carismatico.

sondaggi 2

E quindi, la domanda a cui il sondaggio Ixé trasmesso ad Agorà prova a rispondere è: cosa votano oggi gli elettori ex Pdl? Il 57% di coloro che avevano votato il Popolo delle Libertà “un anno fa” oggi è rimasto fedele a Forza Italia. Poco più della metà, quindi, ed è questa cifra a dare il senso di quanto sia considerevole il calo di un partito che ormai è stato stabilmente superato dal Movimento 5 Stelle. Va però detto che in questi numeri qualcosa non torna: se alle scorse politiche il Pdl ha preso il 22% dei voti circa e oggi i sondaggi Ixé lo danno al 16,8%, non è possibile che sia rimasto “fedele” a Berlusconi solo il 57% del suo elettorato. A meno che non ci sia stata una nuova iniezione di elettori che prima guardavano ad altri partiti, cosa che sembra abbastanza difficile.

La vera sorpresa si trova però guardando qual è il secondo partito che più si è giovato della crisi dell’ex Pdl: il Partito Democratico (11%). La cosa però non deve stupire più di tanto, visto che è da quando Matteo Renzi ha fatto la sua comparsa sulla scena nazionale che l’elettorato di centrodestra ha scoperto di avere una vera e propria passione per l’ex rottamatore. E quindi è facilmente immaginabile che, con l’arrivo di Renzi alla segreteria del partito, non pochi ex elettori Pdl abbiano deciso di guardare al Pd di colui che, per certi versi, è il vero erede di Berlusconi.

Subito dopo viene il Movimento 5 Stelle (9%). Altro elemento che potrebbe stupire, ma solo a un primo sguardo. Il M5S infatti è da tempo che si è fatto portatore di alcune battaglie (anti-equitalia, anti-euro, pro-partite iva) che sono state per lungo tempo punti di forza di Fi. E a questo si può anche aggiungere una certa dose di anarchismo e insofferenze alle regole che accomuna Berlusconi e Grillo e che esercita un forte richiamo alla “pancia dell’elettorato”.

Il Nuovo Centrodestra porta via solo il 7% dell’elettorato dell’ex Pdl, mentre il restante dei voti che Alfano ha saputo conquistare probabilmente arrivano da quella galassia di centro che è in continuo movimento senza mai trovare un approdo. Se ci si pensa su, oggi il Ncd sarebbe in perfetta compagnia con quel Terzo Polo che doveva rilanciare il centro e di cui si sono invece perse le tracce. Infine, Fratelli d’Italia si è accaparrato il 6% dei voti dell’ex Pdl, sicuramente quella parte di elettorato che faceva riferimento alla scomparsa Alleanza Nazionale.

Italian Prime Minister Silvio Berlusconi

Sondaggi politici: cosa votano oggi gli elettori ex Pdl? é stato pubblicato su Polisblog.it alle 12:33 di venerdì 18 aprile 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




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Kim Jong-un preso in giro da barbiere a Londra: Corea del Nord protesta

Un poster con la capigliatura del leader di Pyongyang fuori dalla vetrina del salone da barbiere per farsi pubblicità fa arrabbiare i nordcoreani, che scrivono anche al ministero degli Esteri britannico.

Gran Bretagna e Corea del Nord hanno rischiato l’incidente diplomatico per colpa di un …”barbiere”. Il parrucchiere londinese, infatti, aveva incautamente esposto in vetrina un poster del leader di Pyongyang, Kim Jong-un, con una scritta che ne prendeva in giro la capigliatura. Poche ore e sono arrivati nel salone due emissari nordcoreani che hanno richiesto la rimozione immediata dell’immagine “irriguardosa” del loro capo.

Non solo. Poco dopo, è partita una protesta formale dall’ambasciata nordcoreana al Foreign Office. Qualcuno ironizza, parlando di casus capelli invece che di casus belli, ma il pericolo che il piccolo episodio possa sfociare in qualcosa di ancora più grande c’è. Ma vediamo com’è andata nei dettagli. Tutto è iniziato una settimana fa da M&M Hair Academy di South Ealing, quartiere che si trova nell’ovest della capitale britannica.

Il parrucchiere espone il poster di Kim, con il suo tipico taglio rasato ai lati, ciuffo pettinato e riga in mezzo. Sotto lo slogan: “Una giornataccia per i vostri capelli? Sconto del 15 per cento su tutti i tagli maschili nel mese di aprile”. L’artigiano, probabilmente, non era al corrente che la Corea del Nord ha occhi dappertutto e vede sospetti in ogni dove.

“Non sapevamo che l’ambasciata nordcoreana si trovasse a soli dieci minuti di distanza. Il giorno dopo sono arrivati due uomini che hanno chiesto di parlare con il direttore” ha detto Karim Nabbach, autora della trovata pubblicitaria, nonché figlio del barbiere, alla Bbc. I due ufficiali hanno evitato di presentarsi formalmente, ma hanno chiesto al direttore le sue generalità e la rimozione del poster. “Lui gli ha risposto: qui non siamo in Corea del Nord, questa è l’Inghilterra, siamo una democrazia, e adesso temo proprio che dobbiate andarvene”.

L’incidente è stato segnalato alla polizia, che però non ha ravvisato infrazioni. La vicenda non è finita qui. Il ministero degli Esteri britannico ha confermato di aver ricevuto una lettera dall’ambasciata della Corea del Nord che richiede “le azioni necessarie per porre fine a questa provocazione”. Un portavoce del ministero si è limitato a dire: “Risponderemo a tempo debito”. Nabbach ha invece raccontato come è nata l’idea del poster: aveva letto sui giornali che Kim imponeva il suo taglio di capelli a tutta la popolazione maschile, a cominciare dagli studenti universitari della capitale.

L’Hair Academy ha comunque rimosso il poster, nonostante la protesta di alcuni clienti del salone che ne avevano fatto un bastione della democrazia. “Certamente non era una dichiarazione politica, ma solo una promozione ironica e un po’ sfacciata” ha ribadito Nabbach. “Molti clienti l’hanno trovata una trovata divertente e ci hanno fatto i complimenti. Ci ha portato un po’ di business, ma nessuno ha voluto un taglio alla Kim”. La pubblicità, di sicuro, non è mancata.

Kim Yong-un

Kim Jong-un preso in giro da barbiere a Londra: Corea del Nord protesta é stato pubblicato su Polisblog.it alle 12:30 di venerdì 18 aprile 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




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LUCCHINI: TROVATO L’ACCORDO, CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ PER I DIPENDENTI DIRETTI E AMMORTIZZATORI SOCIALI PER L’INDOTTO

lucchini piombinoContratti di solidarietà per i lavoratori della Lucchini di Piombino e ricorso agli ammortizzatori sociali per quelli dell’indotto. E’ l’accordo raggiunto in serata al Ministero dello Sviluppo Economico al termine di una riunione, presieduta dal viceministro Claudio de Vincenti, a cui hanno partecipato rappresentanti della Regione Toscana, dei sindacati e dell’azienda. Nello specifico, informa il Ministero, si è deciso di accompagnare i lavoratori, nella fase di transizione verso la cessione del sito, con un uso degli ammortizzatori sociali che si baseranno sui contratti di solidarietà per i lavoratori della Lucchini, attualmente in amministrazione straordinaria, per il periodo necessario ad individuare il soggetto acquirente. Inoltre, durante il confronto, è stato affrontato il problema più generale delle prospettive occupazionali e si è deciso che nell’accordo di programma per Piombino sarà inserita l’ istituzione di una cabina di regia per l’occupazione del sito. Oggi era il giorno previsto per lo spegnimento dell’altoforno e questo accordo non lo scongiura. Cosa accadrà? Lo abbiamo chiesto a Mirko Lami, Rsu Fiom alla Lucchini che spiega anche come si è arrivati all’accordo che ora dovrà essere votato dai lavoratori. Clicca qui per ascoltare.

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LUCCHINI: TROVATO L’ACCORDO, CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ PER I DIPENDENTI DIRETTI E AMMORTIZZATORI SOCIALI PER L’INDOTTO

lucchini piombinoContratti di solidarietà per i lavoratori della Lucchini di Piombino e ricorso agli ammortizzatori sociali per quelli dell’indotto. E’ l’accordo raggiunto in serata al Ministero dello Sviluppo Economico al termine di una riunione, presieduta dal viceministro Claudio de Vincenti, a cui hanno partecipato rappresentanti della Regione Toscana, dei sindacati e dell’azienda. Nello specifico, informa il Ministero, si è deciso di accompagnare i lavoratori, nella fase di transizione verso la cessione del sito, con un uso degli ammortizzatori sociali che si baseranno sui contratti di solidarietà per i lavoratori della Lucchini, attualmente in amministrazione straordinaria, per il periodo necessario ad individuare il soggetto acquirente. Inoltre, durante il confronto, è stato affrontato il problema più generale delle prospettive occupazionali e si è deciso che nell’accordo di programma per Piombino sarà inserita l’ istituzione di una cabina di regia per l’occupazione del sito. Oggi era il giorno previsto per lo spegnimento dell’altoforno e questo accordo non lo scongiura. Cosa accadrà? Lo abbiamo chiesto a Mirko Lami, Rsu Fiom alla Lucchini che spiega anche come si è arrivati all’accordo che ora dovrà essere votato dai lavoratori. Clicca qui per ascoltare.

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ECONOMIA: DEF, PAREGGIO DI BILANCIO, NOMINE E VERTENZA COOPSERVICE, NE PARLIAMO CON ANDREA FUMAGALLI

def-che-cos-e-il-documento-di-economia-e-finanza_34807Economia: dopo l’approvazione in parlamento del Documento di economia e finanza e della risoluzione per lo slittamento del pareggio di bilancio, il governo oggi si concentra sul decreto Irpef con l’arrivo del bonus in busta paga per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28mila euro. Convocato nel pomeriggio il consiglio dei ministri. 41 articoli che andranno a definire gli sgravi fiscali per 15 milioni di italiani, la metà dei quali dovrebbe ricevere i famosi 80 euro al mese. Nella bozza, del decreto Irpef, che potrebbe subire variazioni, si prevede che nel 2014, il bonus, da maggio a dicembre, sarà di 620 euro.

L’anno prossimo invece si dovrebbe salire a 950 euro, che spalmati sui dodici mesi saranno a pari a un bonus di 79 euro mensili. Il bonus scatterà immediatamente dopo l’entrata in vigore del provvedimento. Per quanto riguarda le imprese, invece, si prevede un taglio dell’aliquota Irap dal 3,9 al 3,5%. Da dove arrivano però le coperture? Innanzitutto da un nuovo taglio alla sanità pari a quasi 2 miliardi e mezzo per il biennio 2014-2015. Le spese militari subiranno una limitazione non inferiore a 200 milioni per il 2014, 900 a partire dal 2015. Confermato l’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie al 26%. Ieri il Senato ha approvato il Def, documento di economia e finanza, ma soprattutto ha approvato a maggioranza assoluta la richiesta del governo per far slittare al 2016 l’obettivo del pareggio strutturale di bilancio. Parliamo di tutto questo ma anche della vertenza Coopservice all’Università di Bologna e delle nomine nelle società partecipate dal Tesoro con Andrea Fumagalli, docente di economia politica e nostro collaboratore, intervenuto nella consueta rubrica di analisi critica dell’economia. Clicca qui per ascoltare.

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ECONOMIA: DEF, PAREGGIO DI BILANCIO, NOMINE E VERTENZA COOPSERVICE, NE PARLIAMO CON ANDREA FUMAGALLI

def-che-cos-e-il-documento-di-economia-e-finanza_34807Economia: dopo l’approvazione in parlamento del Documento di economia e finanza e della risoluzione per lo slittamento del pareggio di bilancio, il governo oggi si concentra sul decreto Irpef con l’arrivo del bonus in busta paga per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28mila euro. Convocato nel pomeriggio il consiglio dei ministri. 41 articoli che andranno a definire gli sgravi fiscali per 15 milioni di italiani, la metà dei quali dovrebbe ricevere i famosi 80 euro al mese. Nella bozza, del decreto Irpef, che potrebbe subire variazioni, si prevede che nel 2014, il bonus, da maggio a dicembre, sarà di 620 euro.

L’anno prossimo invece si dovrebbe salire a 950 euro, che spalmati sui dodici mesi saranno a pari a un bonus di 79 euro mensili. Il bonus scatterà immediatamente dopo l’entrata in vigore del provvedimento. Per quanto riguarda le imprese, invece, si prevede un taglio dell’aliquota Irap dal 3,9 al 3,5%. Da dove arrivano però le coperture? Innanzitutto da un nuovo taglio alla sanità pari a quasi 2 miliardi e mezzo per il biennio 2014-2015. Le spese militari subiranno una limitazione non inferiore a 200 milioni per il 2014, 900 a partire dal 2015. Confermato l’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie al 26%. Ieri il Senato ha approvato il Def, documento di economia e finanza, ma soprattutto ha approvato a maggioranza assoluta la richiesta del governo per far slittare al 2016 l’obettivo del pareggio strutturale di bilancio. Parliamo di tutto questo ma anche della vertenza Coopservice all’Università di Bologna e delle nomine nelle società partecipate dal Tesoro con Andrea Fumagalli, docente di economia politica e nostro collaboratore, intervenuto nella consueta rubrica di analisi critica dell’economia. Clicca qui per ascoltare.

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