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Giosuè Carducci – A P.E. in morte di Maria, sua moglie

17-set-14

I tiranni cui Nemesi divelle
Tornano in pietre di sí reo livore
Ch’ogni piè gli urti; e chi servo ebbe il core
Fango divien ch’ogni orma rinnovelle.
Ma le donne gentili oneste e belle
Che un solingo arse in terra unico amore
Solvonsi in aere, e del mattin su l’ore
Raggiano il puro ciel, virginee stelle.
Ivi è Maria: e, se per l’alta calma
Vien che rotando a lei l’orbe si mostri
Piccioletto e di sangue atro e di pianto,
Del lungo sguardo che tu amasti tanto
Fende ella il fumo de’ peccati nostri
Te ricercando, Piero, e la vostr’Alma.

Giosuè Carducci – Per nozze in primavera

17-set-14

Or che un agil di vite innovatore
Da la materia spirito s’esplíca,
E sona d’imenei la selva antica,
E su la terra il ciel folgora amore,
Cedi al sacro disio, de l’amatore
Va’ ne gli amplessi, o vergine pudica:
Natura vi consiglia e l’ora amica,
De la fugace età cogliete il fiore.
Né v’offenda il pensier che men gradita
Stagion sottentra a questo riso alterno
Del giovin anno che a goder ne invita:
Ne’ cuor gentili amor vampeggia eterno,
Come infuso pe ’l globo a lui dà vita
Il perenne ed antico ardore interno.

Giosuè Carducci – F. Petrarca

17-set-14

Se, porto de’ pensier torbidi e fóschi,
Ridesse un campicello al desir mio
Con poca selva e il lento andar d’un rio
A l’aër dolce de’ miei colli tóschi,
Vorrei, là in parte ove il garrir de’ loschi
Mevi non salga e regni alto l’oblio,
Pórti un’ara con puro animo e pio
Ne la verde caligine de’ boschi.
Ivi del sol con gli ultimi splendori
Ridirei tua canzon tra erbose sponde
A l’onde a l’aure a i vaghi augelli a i fiori:
Gemerebber piú dolci e l’aure e l’onde,
Piú puri al sole i fior darian gli odori,
Cantando un usignol More…

Giosuè Carducci – Per Val d’Arno

17-set-14

Né vi riveggo mai, toscani colli,
Colli toscani ove il mio canto nacque
Sotto i limpidi soli e tra le molli
Ombre de’ lauri a’ mormorii de l’acque,
Che dal lago del cor non mi rampolli
Il pianto. Ogni memoria altra si tacque
Da quando in te, che piú ridi e t’estolli,
Colle funesto, il fratel mio si giacque.
Oh che dolce sperar già ne sostenne!
Come da quella età che non rinverde
Volammo a l’avvenir con franche penne!
Tra ignavi studi il tempo or mi si perde
Nel dispetto e l’oblio ma lui ventenne
Copre la negra terra e l’erba More…

Giosuè Carducci – In un albo

17-set-14

Ancor mi ride ne la fantasia
L’onesto sguardo, o giovinette, e il viso
E de le vostre inchine fronti il riso;
E ad altri dí la mente si dísvía
Quando m’apparve amor cosa celeste
E con sospir strisciare odo una veste
Bianca tra i fiori al lume de la luna,
Mesco mormorii dolci a l’aria bruna.
Povero peregrino in chiusa valle,
Timido de la notte erma tra i sassi,
Se leva gli occhi su del monte a i passi
Ond’è calato e vede le sue spalle
Ancor vestite dei soave raggio,
Pensa il principio del lontan viaggio
E del luogo natio More…

Giosuè Carducci – Licenza

17-set-14

Io di poveri fior ghirlanda sono,
Ed Enotrio a le dee m’appese in dono,
Qui l’arte deponendo e il van desio:
Altri chieda la gloria, ed ei l’oblio.

Giosuè Carducci – In Santa Croce

17-set-14

Tre fra i ricordi e le speranze e il pianto
Sorgon forme nel tempio alte e stupende.
Verde quasi smeraldo ha l’una il manto,
E il ferro e l’occhio verso l’Adria intende.
Come folgor di Dio, da l’altro canto
Roggio il secondo cherubin s’accende;
E mira in val di Tebro; e al pastor santo
Tremano in capo per terror le bende.
Bianco siccome neve in alpi intatte
È il terzo; e va, de’ martiri colomba,
Dove Sicilia bella arde e combatte.
Ma grida a gli altri: — Allor che la mia tromba
Canti le tirannesche ire disfatte,
Tu su Venezia e More…

Giosuè Carducci – Il plebiscito

17-set-14

Leva le tende, e stimola
La fuga de i cavalli;
Torna a le pigre valli
Che il verno scolorò!
Via! su le torri italiche
L’antico astro s’accende:
Leva, o stranier, le tende!
Il regno tuo cessò.
Amor de’ nostri martiri,
De i savi e de’ poeti,
Da i santi sepolcreti
La nuova Italia uscí:
Uscí fiera viragine
De le battaglie al suono,
E la procella e ’l tuono
Su ’l capo a lei ruggí.
Levò lo sguardo; e splendida
Su ’l combattuto lido
Mandò a’ suoi figli un grido
Tra l’alpe infida e ’l mar:
E di ridesti popoli
Fremon le More…

Giosuè Carducci – Voce di Dio

17-set-14

Voce di Dio nel tempio or ecco tuona,
Una sembianza avete ed un linguaggio.
Vostra è la patria che il Signor vi dona,
Cui ride il ciel co ’l piú soave raggio.
Via del sire stranier l’armato oltraggio!
Via la favella che diversa suona!
Cui vi strappa de’ vostri avi il retaggio,
Cui vi tragge a servir, Dio non perdona:
Dio che accende la vita entro gli avelli,
Che incontro a gli oppressor tra’ folgor vola
In compagnia de’ Macabei fratelli. —
Salve, o voce di Dio! questa è parola
Che di te scende, e a’ secoli novelli
Rende lo spirto del Savonarola.

Giosuè Carducci – Voce dei preti

17-set-14

E tu pur di viltà scuola e d’inganni
Fosti, o asil de gli oppressi, o tempio; quando,
I fratelli e la patria e Dio negando,
L’interprete di Dio stiè co’ tiranni.
Empio! e al ciel si lodò de i nostri affanni,
E benedisse a gli oppressori il brando,
E a l’inferno sacrò qual sé levando
Scotea dal capo del servaggio i danni.
Pronta a gl’imperi d’ogni vil feroce
E a le lusinghe del vietato acquisto,
A Dio mentí de’ vati suoi la voce.
Ahi giorno sovra gli altri infame e tristo,
Quando vessil di servitú la Croce
E campion di tiranni apparve Cristo!