Decreto-legge in materia fallimentare: avviato esame e termine emendamenti in 2a Commissione

Martedì 28 7 2015

Il ddl n. 2021, di conversione in legge del decreto n. 83/2015 in materia fallimentare, civile di amministrazione della giustizia, già approvato dalla Camera, ha iniziato il suo iter in Commissione Giustizia con la relazione del sen. Casson, nella seduta del 28 luglio. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato alle ore 12 di mercoledì 29 luglio.

Nota breve del Servizio studi »

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Obama in Africa: sfida alla Cina

di Mario Lombardo

Con un discorso al quartier generale dell’Unione Africana nella capitale dell’Etiopia, Addis Abeba, martedì si è chiuso il viaggo in Africa orientale del presidente americano, Barack Obama. Prima dell’intervento che ha chiuso l’attesa trasferta, l’inquilino della Casa Bianca aveva visitato il Kenya, paese natale del padre, e successivamente incontrato il primo ministro etiope, Hailemariam Desalegn.

Il punto centrale dell’intervento di martedì è stato l’invito ai leader africani a rispettare le norme costituzionali dei loro paesi e a farsi da parte una volta esaurito il mandato assegnato dagli elettori. Il riferimento immediato è stato il caso del Burundi, dove una grave crisi politica è scoppiata lo scorso mese di aprile in seguito alla decisione del presidente, Pierre Nkurunziza, di candidarsi alla guida del paese per la terza volta.

La mossa di Nkurunziza aveva provocato accese proteste popolari e un tentativo di colpo di stato da parte di una sezione delle forze armate, dal momento che la Costituzione del Burundi prevede un massimo di due mandati. Nonostante le pressioni internazionali, il presidente ha però partecipato al voto di settimana scorsa, conquistando un nuovo mandato.

Nel discorso di Obama non sono inoltre mancati i riferimenti ai diritti umani, alla corruzione che pervade i sistemi di governo africani e alla necessità di combatterla, principalmente per creare un clima favorevole agli investimenti internazionali.

Nelle ore precedenti l’apparizione alla sede dell’Unione Africana, invece, il presidente USA aveva visitato una fabbrica etiope che opera nel settore alimentare, dove ha presentato una serie di iniziative del suo governo destinate teoricamente ad alleviare la fame nel continente.

Piuttosto controverso era stato poi l’incontro con il premier etiope, il cui governo – definito da Obama come “democraticamente eletto” – il presidente USA ha ringraziato per essere un partner fidato nella “guerra al terrore”. Le parole di Obama hanno suscitato parecchie critiche anche tra gli stessi sostenitori della sua amministrazione.

Il partito al potere in Etiopia – Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo (EPRDF) – nel mese di maggio aveva conquistato ogni singolo seggio in palio nelle elezioni parlamentari, universalmente considerate irregolari. Ben poco democratico è anche il sistema politico e la società dell’Etiopia, caratterizzati dalla regolare repressione degli oppositori e dalla censura dei mezzi di informazione indipendenti.

Obama ha comunque provato a lanciare qualche critica benevola a Desalegn, esortando il suo regime a tollerare il dissenso, ammettendo che in Etiopia resta ancora “parecchio lavoro da fare” sul fronte democratico ma riconoscendo le sfide e le difficoltà che questo paese deve affrontare dopo un lungo periodo di dittatura.

Al di là delle diatribe sulle questioni dei diritti umani e delle pressioni che Obama ha fatto o avrebbe potuto fare ai leader di Kenya ed Etiopia, entrambi i paesi visitati in questi giorni rappresentano partner strategici importanti degli Stati Uniti in un’area cruciale del continente africano.

I temi della sicurezza e della lotta al terrorismo islamista sono stati ampiamente discussi sui media di tutto il mondo, con al centro l’impegno dell’amministrazione Obama a sostenere lo sforzo di Kenya ed Etiopia soprattutto contro le milizie di al-Shabaab in Somalia.

Un’altra questione sull’agenda di Obama nel corso della visita di cinque giorni in Africa è stata poi la guerra civile che da oltre un anno sta insanguinando il Sudan del Sud, paese creato pochi anni fa su iniziativa degli Stati Uniti per indebolire il Sudan, importante produttore di petrolio il cui regime ha stabilito profondi legami con la Cina.

Il conflitto in corso ha provocato una vera catastrofe umanitaria e Obama ha cercato di rinvigorire gli sforzi diplomatici per una soluzione pacifica, mettendo però in guardia fin dall’inizio circa l’improbabilità di giungere a risultati concreti durante la sua presenza in Africa.

Se la visita dei giorni scorsi è stata promossa sui giornali ufficiali come una sorta di ritorno a casa per Obama o, tutt’al più, un tentativo disinteressato di consolidare la guerra al terrorismo, quest’ultimo aspetto nasconde in realtà ancora una volta la volontà americana di mantenere ed espandere il controllo su un’area strategicamente importante del globo.

I paesi dell’Africa orientale rappresentano infatti il punto d’incontro tra una vasta area ricca di risorse del sottosuolo e vie d’acqua attraversate da rotte commerciali vitali per l’economia mondiale, in particolare sul fronte delle forniture petrolifere.

Sia in questa regione che, più in generale, nell’intera Africa, gli Stati Uniti stanno cercando infine di contrastare l’espansione della Cina, la quale ha da tempo abbondantemente superato gli USA come primo partner commerciale del continente. I segni della presenza cinese in Africa sono ormai ovunque, inclusa la stessa Etiopia, e dal punto di vista economico è difficile pensare che Washington possa scalzare Pechino nel breve o medio periodo.

Per questa ragione, in Africa come altrove, gli Stati Uniti cercano di compensare l’influenza e il peso economico perduti a favore della Cina incrementando la propria presenza militare, giustificata da necessità di “stabilizzazione” e dall’infinita “guerra al terrore”.

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Ostula and Mexican Army Hold to Clashing Versions of Recent Attack

In Mexico, the independent investigation agency SubVersiones has published a compilation video that chronologically shows what events that took place on July 19, 2015, in the indigenous Nahua community of Santa María de Ostula. That day ended with four wounded and a dead child, after Mexican soldiers allegedly opened fired on civilians during an operation designed to arrest a leader of a local self-defense group.

SubVersiones‘ video starts with footage of villagers armed with sticks, yelling at the soldiers to go look for the runaway drug lord Joaquín El Chapo Guzman, among other things. Soon, shots are fired from army vehicles, in a barrage that likely included the bullets that killed one and injured four.

Some villagers attacked the soldiers with rocks in an apparent attempt to halt their advance:

En varios momentos se puede observar que el ejército se parapeta en posición de tiro. En otras escenas se aprecian los gases lacrimógenos lanzados por la policía estatal. Estas imágenes contradicen la versión oficial que niega las agresiones del ejército que sostiene que los tiros fueron al aire. La magnitud del operativo es también una muestra de que esta acción estuvo dirigida no sólo a Semeí Verdía sino a desestructurar la organización comunitaria.

In various moments, one can observe that the army was standing in a shooting position. In other scenes, one can see tear gas thrown by the state police. These images contradict the official version that denies that the army committed any aggression or fired any shots, other than some into the air. The magnitude of the operation is also proof that this action was not only aimed at apprehending Semeí Verdía, but also had the objective of destroying the community's self-organization.

The description given by Subversiones supports Ostula citizens’ accusation that the military shot openly at civilians.

On the other hand, Michoacan's Coordination Group rejected the claim that soldiers fired at locals protesting that day in Aquila Municipality. General Felipe Gurrola, who is in charge of the Special Security Unit in Michoacan, said at a press conference:

El Grupo Antimotines respondió a la agresión con la activación de gases lacrimógenos y de humo, con el propósito de dispersar a los manifestantes; el caos fue aprovechado por civiles armados que se retiraron del lugar y se ocultaron entre la maleza.

The Antiriot Group responded to the attack with tear and smoke gas in an effort to scatter the demonstrators; civilian armed groups took advantage of the chaos and later retreated and hid in the bushes.

YouTube user Victor Americano uploaded a video showing, from the soldiers’ point of view, the aggression described by General Gurrola.

Civilians were the only ones to suffer on July 19, the military has pointed out. At least one soldier was allegely injured by a piece of shrapnel.

Con ello está claro que sí hubo disparos por parte de civiles armados el domingo anterior, en el puente de Ixtapilla, en contra de elementos del Ejército Mexicano

With this [evidence], it is clear that there were shots coming from armed civilians, last Sunday on the Ixtapilla bridge, against elements of the Mexican Army.

Written by Elizabeth · Translated by Elizabeth
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da: www.globalvoicesonline.org
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Commissione sul sistema di accoglienza dei migranti, audizione del Ministro Alfano – Mercoledì alle 14 diretta webtv

Mercoledì 29 luglio, alle ore 14, la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione, nonché sulle condizioni di trattamento dei migranti nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nei centri di identificazione ed espulsione, presso l’Aula della Commissione Difesa, svolgerà l’audizione del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta webtv.
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Missioni internazionali, comunicazioni del Governo – Mercoledì alle 14,30 diretta webtv

Mercoledì 29 luglio, alle ore 14.30, presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio il Governo comunicherà alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta webtv.
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Vigilanza Rai, audizione Tarantola – Mercoledì alle 14 diretta webtv

Mercoledì 29 luglio, alle ore 14, presso Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi svolgerà l’audizione della Presidente del Consiglio di amministrazione della Rai, Anna Maria Tarantola. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta webtv.
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Commissione sul sistema di accoglienza dei migranti, audizione del Ministro Alfano – Mercoledì alle 14 diretta webtv

Mercoledì 29 luglio, alle ore 14, la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione, nonché sulle condizioni di trattamento dei migranti nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nei centri di identificazione ed espulsione, presso l’Aula della Commissione Difesa, svolgerà l’audizione del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta webtv.
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We are not Charlie and we will never be.