Il Presidente Grasso ricorda il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

Giovedì 3 9 2015

Ricordare per rendere omaggio agli uomini e alle donne che hanno pagato con la loro vita il coraggio, il loro talento, la lealtà alle Istituzioni, l’amore per il nostro Paese; ricordare per impedire che il loro lascito intellettuale e morale si perda nel tempo; ricordare per riscattare gli errori commessi; ricordare per far germogliare la speranza dal dolore; ricordare per rinvigorire la dignità e l’orgoglio che servono per cambiare davvero le cose.
Il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa è stato uno di questi grandi esempi e per questo voglio ricordarlo, così come ogni anno, nell’anniversario dell’attentato mafioso che lo ha strappato alla vita insieme a sua moglie Emanuela e all’agente di Polizia Domenico Russo. Dalla Chiesa può ancora insegnare molto a ognuno di noi. Ai ragazzi, che per ragioni anagrafiche non hanno memoria di questo straordinario uomo, suggerisco di studiarne la storia: sono certo potrete riconoscere in lui una guida, un maestro, una figura alla quale riferirvi quando sarete chiamati, non importa in quale ambito e per quale ragione, a scegliere di fare la cosa giusta.

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Esaú e Jacó by ASSIS, Joaquim Maria Machado de

Esaú e Jacó é o penúltimo livro de Machado de Assis, lançado em 1904. No título do livro, o autor remete à contrariedade entre os irmãos Esaú e Jacó da narrativa bíblica, para servir de paralelo à história de vida dos irmãos Pedro e Paulo, filhos da alta burguesia carioca, que vivem a passagem do Brasil império para o Brasil república: Paulo se põe do lado dos republicanos, Pedro dos monarquistas. A contraposição de temperamento dos dois irmãos, assim como os constantes debates de opiniões por eles travados durante a narrativa, permitiu a Machado de Assis construir magistralmente um complexo quadro das contradições e conflitos ideológicos em jogo no Brasil pós-Independência. – Summary by F. V. Silva
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AMERICA/BRASILE – A 30 anni dal suo assassinio, ancora vivo il ricordo del missionario p. Ezechiele Ramin

Cacoal – Il 24 luglio 1985, padre Ezechiele Ramin, missionário comboniano originario di Padova , veniva assassinato a Cacoal, nello stato nordoccidentale di Rondonia, in Brasile. Padre Ezechiele, giovane sacerdote di 32 anni, era arrrivato in Rondonia l’anno precedente e subito si era schierato dalla parte dei piú poveri, specialmente gli indigeni e i senza terra, la cui esistenza era gravemente minacciata dai grandi latifondisti senza scrupoli. In tale contesto di violenza, padre Ezechiele cade in un’imboscata e viene barbaramente ucciso mentre ritornava da una missione di pace: aveva incontrato alcuni agricoltori senza terra che avevano occupato parte della Fazenda Catuva, al confine con lo stato del Mato Grosso, e aveva chiesto loro di ritirarsi. Il suo assassinio ebbe forti ripercussioni a livello nazionale e internazionale.
Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides da suor Chiara Dusi, missionaria comboniana, e da padre Rafael Vigolo, missionario comboniano, a distanza di trent’anni dall’accaduto “la memoria di padre Ezechiele é ancora molto viva, soprattutto tra le popolazioni indigene, gli agricoltori e le persone piú semplici. La sua figura ancora anima ed illumina la fede e l’impegno delle comunitá cristiane e delle organizzazioni popolari. Stiamo cominciando il processo di raccolta delle testimonianze e dei dati, affinché il Vescovo della diocesi di Ji-Paraná, Mons. Bruno Pedron, possa avere gli elementi sufficienti per chiedere l’avvio del processo di canonizzazione”.
Link correlati :Il documentario in portoghese, con sottotitoli in italiano
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ASIA/PAKISTAN – Cristiano in carcere per false accuse di blasfemia dopo una controversia privata

Lahore – Il cristiano Pervaiz Masih, abitante del villaggio di Usman wala, nel distretto di Kasur, in Punjab, è stato denunciato e arrestato per blasfemia, in seguito a una controversia privata con un uomo musulmano, Haji Jamshed, sulla vendita di materiale edile. “Secondo un cliché che si ripete, la controparte musulmana usa e abusa della legge sulla blasfemia, accusando ingiustamente un cristiano dopo una lite privata che non ha nulla a che vedere con la religione”, riferisce a Fides l’avvocatessa cristiana Aneeqa M. Anthony, responsabile dell’Ong “The Voice”, dopo aver compiuto una missione sul posto. Nel villaggio l’episodio ha causato forte tensione tra cristiani e musulmani, nota la Anthony a Fides.
Il suo team sta cercando di venire a capo della questione. Secondo quanto ha spiegato Zarina Bibi, moglie di Pervaiz Masih, la polizia ha fatto irruzione nella notte tra l’1 e il 2 settembre nella sua casa e, con violenza, lo ha percosso e arrestato. Pervaiz e Zarina hanno quattro figli: Amir di 9 anni, Prem di 5 anni, Anmol di 3 anni e Sanam di 7 mesi. “Pervaiz è del tutto innocente, siamo in pena per lui”, ha detto piangendo la moglie
Il team dell’Ong “The Voice” ha assunto la cura e la responsabilità dei bambini e della sicurezza della famiglia. “Faremo ogni sforzo perché sia fatta giustizia per Pervaiz”, conclude l’avvocatessa Anthony.
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AFRICA/EGITTO – Il Patriarca copto agli egiziani: razionalizziamo l’uso delle acque del Nilo

Il Cairo – Un invito a favorire l’uso razionale delle acque dell’Egitto è stato rivolto ieri a tutti gli egiziani da Papa Tawadros II, Patriarca della Chiesa copta ortodossa. Il richiamo a razionalizzare lo sfruttamento delle risorse idriche del fiume più lungo del mondo è arrivato nell’omelia pronunciata dal Patriarca durante la liturgia che ha celebrato nella chiesa della Vergine Maria e di Sant’Atanasio, nel sobborgo cairota di Heliopolis. Nella stessa occasione, il Primate della Chiesa copta ortodossa ha dato la notizia di un protocollo di collaborazione sottoscritto dalla Chiesa copta e dalla Al Ahram Foundation – a cui fa capo anche l’omonimo quotidiano – finalizzato alla creazione di un website dedicato alla civiltà egiziana, in cui verrà messo in risalto anche il contributo fornito dai copti a tale civilizzazione.
Il Patriarca Tawadros punta a favorire anche la maturazione di una nuova sensibilità ecclesiale rispetto ai rischi connessi con lo sfruttamento non pianificato e disordinato delle risorse idriche nazionali . In questa prospettiva, alcuni sacerdoti seguiranno dei corsi di formazione presso gli enti pubblici che gestiscono i sistemi di irrigazione alimentati dal Nilo, per poi contribuire a sensibilizzare la popolazione intorno alla necessità vitale di salvaguardare la “buona salute” della grande arteria fluviale. .
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AFRICA/SUD SUDAN – L’Arcivescovo di Juba informerà Papa Francesco sulla situazione del suo Paese

Juba – Mons. Paolino Lukudu Loro, Arcivescovo di Juba, informerà Papa Francesco sulla situazione nel Sud Sudan, prostrato da quasi due anni di guerra civile.
Prima di imbarcarsi alla volta di Roma, l’Arcivescovo, parlando con gli inviati di Radio Bakhita, ha espresso la sua soddisfazione per l’accordo di pace sottoscritto dal Presidente Salva Kiir e dal suo rivale, l’ex Vice Presidente Riek Machar ed ha lodato gli sforzi di pace intrapresi dall’IGAD e dalla comunità internazionale.
Mons. Loro ha infine chiesto a tutti di impegnarsi per attuare l’accordo, ed ha esortato i sud sudanesi ad accettarsi reciprocamente vivendo in pace gli uni accanto agli altri.
La guerra civile nata da uno scontro di potere ai vertici dello Stato, ha scatenato una serie di conflitti minori tra etnie e tra agricoltori e pastori per il controllo delle risorse idriche . Il conflitto ha causato una gravissima crisi umanitaria nel più giovane degli Stati africani .
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AFRICA/KENYA – “Lottate per una cultura che promuove la famiglia e la vita” esorta il Vescovo di Meru

Nairobi – “La famiglia è immagine della Santissima Trinità, che significa l’amore di Dio per l’umanità. Come segno visibile dell’amore, la famiglia diventa il luogo per eccellenza per la trasmissione della vita e della fede e per la trasmissione dei valori e delle virtù” ha affermato Mons. Salesius Mugambi, Vescovo di Meru e Presidente del National Family Life Program della Conferenza Episcopale del Kenya, nel suo discorso all’incontro nazionale sulla vita familiare, tenutosi a Mombasa ieri, 2 settembre.
Secondo un comunicato inviato all’Agenzia Fides, Mons. Mugambi ha esortato i movimenti cattolici e le persone di buona volontà a non soccombere dinanzi alle pressioni di una cultura che mina la famiglia, ma ad operare per una cultura che promuove la vita. Il Vescovo auspica che lo Stato promuova leggi e istituzioni che sostengano e difendano i diritti e i doveri della famiglia.
Diverse famiglie, cattoliche e non, beneficiano del programma di formazione familiare offerto dalla Chiesa keniana.
Tratto da: www.fides.org.
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