ASIA/FILIPPINE – Bambini che rovistano tra la spazzatura, nelle acque putride dei fiumi

Manila – Le condizioni di povertà estrema nella quale vivono molti filippini, costringe migliaia di bambini a rovistare per ore tra la spazzature che sommerge le acque dei fiumi con la speranza di trovare qualcosa da vendere. Di recente sono state rese note alcune immagini scioccanti nelle quali i piccoli cercano di tenersi a galla nuotando tra la spazzatura. Altri si tengono in equilibro su zattere di fortuna o barche improvvisate mentre raccolgono materiale riciclabile dalla spazzatura che galleggia nelle acque contaminate. Si tratta solo di alcuni delle migliaia di piccoli filippini che rischiano la vita nelle acque putride per sopravvivere. La miseria è tanta che sono costretti a passare le giornate frugando tra i rifiuti nell’acqua inquinata con la speranza di trovare qualcosa da vendere ai rigattieri che li pagano solo 3 dollari al giorno e che dopo rivendono tutto alle grosse industrie di riciclaggio. Alcune organizzazioni umanitarie hanno dichiarato che questi bambini sono esposti a infezioni respiratorie, polmonite, diarrea e tubercolosi. Le Filippine sono state uno dei primi Paesi a far fronte all’aumento di rifiuti causati dall’urbanizzazione.
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AFRICA/EGITTO – Aumentate le misure di protezione intorno al Patriarca Tawadros II

Il Cairo – Le forze di sicurezza egiziane, dopo l’atttentato che è costato la vita al Procuratore generale Hisham Barakat, hanno aumentato le misure di protezione intorno a leader politici, istituzionali e religiosi nazionali, compreso il Patriarca copto ortodosso Tawadros II. Lo rendono noto gli organi d’informazione legati alla comunità copta. Il Primate della Chiesa copta continua in ogni caso a svolgere il proprio ministero pastorale, che in questo fine settimana prevede una visita ad Alessandria con un programma fitto di incontri con le comunità locali.
Nei giorni scorsi, indiscrezioni giornalistiche avevano fatto allusione a possibili attentati preparati da non meglio precisati “gruppi terroristici” per eliminare il Patriarca copto ortodosso.
Già nell’estate 2013, per motivi di sicurezza, Papa Tawadros aveva dovuto sospendere le sue tradizionali catechesi del mercoledì. Il suo nome figurava in cima a una lista di alcune decine di persone «da eliminare» fatta trovare nell’agosto di quell’anno in una busta anonima dentro una moschea del Cairo. .
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ASIA/LIBANO – Proposto un sondaggio tra i cristiani per il candidato alla presidenza; le perplessità del Patriarca Rai

Beirut – La proposta di un sondaggio tra i cristiani libanesi per individuare quale politico maronita avrebbe più sostegno popolare come candidato alla carica di Presidente della repubblica non convince del tutto il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai. Secondo il Primate della Chiesa maronita, tale eventuale sondaggio non rientra nelle procedure contemplate dalla Costituzione, e per essere realizzato dovrebbe ottenere l’approvazione previa di tutti i legislatori cristiani. In un intervento comparso sui media libanesi oggi, 4 luglio, il Patriarca Rai ha riferito di aver comunicato ai rappresentanti delle formazioni politiche cristiane appartenenti a diversi schieramenti la sua disponibilità a ricevere, presso la sede patriarcale di Bkerkè, tutti i rappresentanti cristiani del Parlamento, allo scopo di valutare insieme la proposta del sondaggio.
Secondo le indiscrezioni circolanti sulla stampa libanese, l’idea di un sondaggio preliminare per individuare il candidato alla carica presidenziale più gradito tra i cristiani sarebbe appoggiata sia dal Movimento Patriottico Libero che dalle Forze Libanesi, le due formazioni politiche cristiane più influenti, appartenenti a coalizioni contrapposte.
Il complesso sistema istituzionale libanese riserva la carica di Presidente della Repubblica a un cristiano maronita. La carica presidenziale è vacante da più di un anno, a causa soprattutto dei veti incrociati che impediscono alle formazioni politiche cristiane appartenenti a opposti schieramenti di trovare convergenze su un candidato comune. .
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AMERICA/ARGENTINA – In marcia per il diritto alla vita ed al rispetto dei diritti umani fondamentali

Buenos Aires – Una serie di manifestazioni, a Buenos Aires e in contemporanea in numerose altre città argentine, si sono svolte la sera di giovedì 2 luglio. I manifestanti portavano cartelli e striscioni con le scritte “Dico sì alla vita”, “La vita è sacra” e “La donna incinta ha bisogno di sostegno, non di un aborto”, protestando per le modifiche apportate al disegno di legge sull’aborto che, secondo i Vescovi, può portare alla legalizzazione della pratica.
La marcia, che secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides in alcune province ha avuto il sostegno esplicito dei Vescovi, aveva l’obiettivo di chiedere ai legislatori “il rispetto del diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, e del matrimonio come unione tra un uomo e una donna”.
Secondo il Comitato esecutivo della Conferenza Episcopale Argentina, il nuovo “Protocollo per la cura globale delle persone con il diritto all’aborto legale” del Ministero della Salute, “prevede una modifica sostanziale rispetto al testo precedente, di eliminare cioè il concetto di aborti non punibili sostituendolo con ‘diritto all’aborto legale’. Questa terminologia elude la realtà giuridica secondo cui non esiste nel nostro Paese un ‘aborto legale’ né un ‘diritto all’aborto’.”
I Vescovi sottolineano inoltre che in un’epoca come quella attuale, in cui si enfatizza il rispetto della natura e della vita in tutte le sue dimensioni, il Governo stesso in questo modo viola deliberateamente “la vita umana più vulnerabile e i diritti umani fondamentali”. Così le autorità nazionali “obbligano a spingere per l’aborto”, invece di proporre iniziative per “salvare la vita della madre e del bambino, e di cercare le opzioni veramente terapeutiche e alternative”.
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PHOTO: 141 Dead in Indonesia C-130 Plane Crash

Indonesian rescuers and military personnel examine the wreckage of the crashed C-130 military airplane at the crash site in Medan, North Sumatra, Indonesia. Photo and caption by Yudha Lesmana, Copyright @Demotix (7/1/ 2015)

Indonesian rescuers and military personnel examine the wreckage of the crashed C-130 military airplane at the crash site in Medan, North Sumatra, Indonesia. Photo and caption by Yudha Lesmana, Copyright @Demotix (7/1/ 2015)

Indonesian officials have recovered 141 dead bodies after a military C-130 plane crashed in Medan, the country's third largest city. The plane crashed just two minutes after take off on June 30, 2015. Many of the fatalities were relatives of air force personnel.

Authorities are now probing the safety of other military planes. They also denied that overcapacity was the cause of the crash.

Written by Mong Palatino
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AFRICA/SIERRA LEONE – Ebola: “in Sierra Leone la situazione è peggiore della Liberia” racconta un missionario appena rientrato

Roma – “Purtroppo non sembra esserci fine a questa tragedia. In Sierra Leone la situazione ebola è peggio che in Liberia” riferisce all’Agenzia Fides fr. Luca Perletti, Camilliano , appena rientrato dalla Sierra Leone. “Dopo una pausa registrata verso maggio – racconta il missionario -, in cui i casi erano scesi a zero, a 7/8 giorni di distanza c’è stata una ripresa del virus, con una media di 2/3 contagi al giorno in particolare in 3 zone del Paese: Freetown, Kambia e Port Loko. Le motivazioni della recrudescenza sono molteplici e varie – continua il religioso Camilliano -. La popolazione tende a scappare dalla quarantena, non rispettando per inconsapevolezza le indicazioni sanitarie. Le fughe, in particolare, avvengono dalle case poste in quarantena, con la conseguente ripresa della diffusione del virus che rimane incontrollata. La gente sembra non capire o non accettare gli effetti che questa ‘leggerezza’ ha sulla sanità pubblica”. Un altro aspetto importante da considerare è quello culturale, sottolinea fr. Luca: “ci sono troppi miti ancora da sfatare, le persone fanno fatica ad assimilare la comunicazione scientifica, soffrono di una sorta di disistima e mancanza di fiducia verso il loro sistema sanitario, che temono possa essere addirittura la causa diretta di questa situazione.”
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EUROPA/POLONIA – La Scuola degli Animatori Missionari: luogo di formazione missionaria per religiosi e laici

Varsavia – Si sono conclusi ieri, 3 luglio, i lavori della “Scuola degli Animatori Missionari”, organizzata dalle Pontificie Opere Missionarie della Polonia, ospitati presso il Centro di Formazione Missionaria di Varsavia dal 29 giugno. Secondo le notizie inviate all’Agenzia Fides, quest’anno i partecipanti, provenienti da 22 diocesi polacche, sono stati 52 . L’obiettivo della scuola è quello di presentare le conoscenze di base sulla missione, sulle Pontificie Opere Missionarie e sull’animazione missionaria.
Il programma della Scuola è vario, e prevede la Messa quotidiana, l’adorazione del Santissimo Sacramento, conferenze, gruppi di lavoro, visita ad un museo missionario. Quest’anno c’è stato il tempo anche per fare il punto sul IV Congresso Missionario Nazionale che si è appena tenuto a Varsavia dal 12 al 14 giugno, promosso dalla Commissione Episcopale per le Missioni e dalle Pontificie Opere Missionarie sul tema “Gioia del Vangelo fonte di slancio missionario” .
Inoltre si è parlato della preparazione alla beatificazione dei due missionari polacchi Francescani Conventuali, padre Zbigniew Strzalkowski e padre Michal Tomaszek, noti come “i martiri di Pariacoto” dalla località peruviana dove furono uccisi, che saranno beatificati il 5 dicembre 2015.
In 18 anni di attività, circa un migliaio di persone, sacerdoti, religiosi e laici, si sono formate alla Scuola degli Animatori Missionari, e la maggior parte di loro è tuttora impegnata al servizio dell’opera missionaria della Chiesa.
Tratto da: www.fides.org.
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We are not Charlie and we will never be.