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Giovan Battista Marino – Seno – O che dolce sentier tra mamma e mamma

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O che dolce sentier tra mamma e mamma
scende in quel bianco sen, ch’Amor allatta!
Vago mio cor, qual timidetta damma,
da’ begli occhi cacciato, ivi t’appiatta;

dal’ardor, che ti strugge a dramma a dramma,
schermo ti fia la bella neve intatta:
neve ch’ognor dala vivace fiamma
di duo soli è percossa e non disfatta.

Vattene pur, ma per la via secreta
non distender tant’oltre i passi audaci
che t’arrischi a toccar l’ultima meta;

raccogli sol, cultor felice, e taci,
in quel solco divin (se ‘l vel nol vieta)
da seme di sospir messe di baci.

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dom, maggio 3 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giovan Battista Marino – Beltà crudele – E labra ha di rubino

E labra ha di rubino
ed occhi ha di zaffiro
la bella e cruda donna ond’io sospiro.
Ha d’alabastro fino
la man che volge del tuo carro il freno,
di marmo il seno e di diamante il core.
Qual meraviglia, Amore,
s’a’ tuoi strali, a’ miei pianti ella è sì dura?
Tutta di pietre la formò natura.

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dom, maggio 3 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giovan Battista Marino – Inferno Amoroso – Donna, siam rei di morte. Errasti, errai;

Donna, siam rei di morte. Errasti, errai;
di perdon non son degni i nostri errori.
Tu, ch’aventasti in me sì fieri ardori;
io, che le fiamme a sì bel sol furai.

lo, ch’una fera rigida adorai;
tu, che fosti sord’aspe a’ miei dolori.
Tu nel’ire ostinata, io negli amori.
Tu pur troppo sdegnasti, io troppo amai.

Or la pena, laggiù nel cieco Averno,
pari al fallo n’aspetta. Arderà poi
chi visse in foco, in vivo foco eterno.

Quivi (s’Amor fia giusto) amboduo noi
al’incendio dannati, avrem l’inferno:
tu nel mio core, ed io negli occhi tuoi.

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dom, maggio 3 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giovan Battista Marino – Donna bella e crudele – Amor, com’esser può che per mia doglia

Amor, com’esser può che per mia doglia
chiuda un tenero seno anima alpina?
Com’è che si nasconda e si raccoglia
mente infernal sotto beltà divina?

Sì bella guancia con sì cruda voglia
sembra cinta di fior tana ferina;
sì fero core in sì leggiadra spoglia
è qual vipera in rosa o rosa in spina.

Chi crederà che Morte empia si celi
in angelico sguardo? e che ‘n un riso
dolce il pianto e ‘l dolor si copra e veli?

Potrò ben dir, s’un mansueto viso
esser ministro dee d’opre crudeli
ch’abbia ancor le sue Furie il Paradiso.

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dom, maggio 3 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Errico Malatesta – Il rifiuto del terrorismo amorfista – Lettera a Luisa Minguzzi Pezzi

…In Italia non si ingannano se credono che nella questione Ravachol io sono d’accordo con Merlino, perchè infatti lo sono, almeno nel punto di vista generale. Molti giornalisti sono venuti a domandarmi la mia opinione, ed io gliela ho detta francamente; ma poi nessuno l’ha pubblicata, forse perchè io ad evitare falsificazioni ho voluto dettarla.
Revachol mi pare un uomo sincero, devoto alla causa, forse anche buono di cuore ma traviato da un falso ragionamento fino al punto di assassinare nel più feroce modo un vecchio impotente ed innocuo. Ma non (more…)

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dom, maggio 3 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Errico Malatesta – Alla radice delle idee

Un soffio di rivolta passa dappertutto; e la rivolta è qui l’espressione di un’idea, là il risultato di un bisogno; più spesso poi è la conseguenza dell’intrecciarsi di bisogni e d’idee che si generano e si rinforzano a vicenda; si scaglia contro la causa dei mali o la colpisce di fianco, è cosciente o istintiva, umana o brutale, generosa o strettamente egoista, ma in ogni modo diventa sempre più grande e si estende ogni giorno di più.
È la storia che cammina; è inutile dunque perdere tempo a lamentarsi delle (more…)

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dom, maggio 3 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Errico Malatesta – L’evoluzionismo di Pietro Kropotkin

Pietro Kropotkin è senza dubbio uno di quelli che hanno contribuito di più – forse più che gli stessi Bakunin ed Eliseo Reclus – alla elaborazione e alla propagazione dell’idea anarchica. Ed egli ha perciò ben meritato l’ammirazione e la riconoscenza che tutti gli anarchici hanno per lui.
Ma, in omaggio alla verità e nell’interesse superiore della causa, bisogna riconoscere che l’opera sua non è stata tutta ed esclusivamente benefica. Non fu colpa sua, al contrario, fu l’eminenza stessa dei suoi meriti che produsse i mali ch’io mi propongo d’indicare.
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dom, maggio 3 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giampaolo Grassi: “Processo alla trattativa”

da: www.radioradicale.it

http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/

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sab, maggio 2 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Franco La Torre – Sulle ginocchia

da: www.radioradicale.it

http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/

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sab, maggio 2 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati

Giovanni Berchet – Il Trovatore

Va per la selva bruna
Solingo il Trovator
Domato dal rigor
Della fortuna.
La faccia sua sì bella
La disfiorò il dolor;
La voce del cantor
Non è più quella
Ardea nel suo segreto,
E i voti, i lai, l’ardor
Alla canzon d’amor
Fidò indiscreto.
Dal talamo inaccesso
Udillo il suo signor:
L’ improvvido cantor
Tradì sè stesso.
Pei dì del giovinetto
Tremò alla donna il cor,
Ignara fino allor
Di tanto affetto.
E supplice al geloso,
Ne contenea il furor:
Bella del proprio onor
Piacque allo sposo.
Rise l’ingenua. Blando
L’accarezzò il signor;
Ma il giovin Trovator
Cacciato è in bando.
De’ cari occhi fatali
Più non vedrà il fulgor;
Non berà più da lor
L’oblio de’ mali.
Varcò quegli atri muto
Ch’ei rallegrava ognor
Cogl’inni del valor,
Col suo liuto.
Scese – varcò le porte (more…)

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sab, maggio 2 2015 » Senza categoria » Commenti disabilitati