Fortunato Depero, Prospettive fiabesche di macchine rare

La fantasia umana, lo sviluppo della tecnica e della scienza, le incontentabili e sconfinate esigenze del capriccio e dell’estetica, hanno creato nel campo automobilistico campioni di macchine di una originalità sorprendente; tipi anticipatori di razze macchinistiche future di forme iperboliche e prodigiose. … Questi nuovi tipi sperimentali di auto hanno forme curiose, bizzarre e logiche somiglianze ai coleotteri, ai pesci e ai volatili. Sembrano esseri appartenenti alle fiabe, ad un mondo ignoto che si trova ancora ai suoi primi esempi imperfetti e poveri. Chissà fra un secolo, fra dieci secoli e fra cinquanta secoli! Quali meraviglie volanti meccaniche! Perciò nulla da sorridere, niente ironie ed incredulità. Bisogna constatare, ammirare ed avvicinarsi con profondo interesse a tutto quello che coscientemente, ingegnosamente e genialmente è nuovo e impensato.
Fortunato Depero (1892-1960), futurista, sperimentalista e teorico degli sviluppi industriali delle arti, nel primo dopoguerra fu una delle figure chiave dell’avanguardia italiana.

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Fortunato Depero, Prospettive fiabesche di macchine rare
Stampa Alternativa, Millelire, 1989 (fuori catalogo)
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Enrico Baraldi, Psicofarmaci agli psichiatri, Romanzo

Un uomo precipita con l’auto da un viadotto. È uno psichiatra, abituato a ripercorrere la vita degli altri. Ma questa volta i fotogrammi che gli scorrono davanti raccontano la storia della crisi esistenziale e professionale dentro la quale è precipitato ben prima di sfondare il guard-rail. Negli ultimi mesi due donne riemerse dal passato lo hanno coinvolto in una danza d’amore e di guerra al di qua e al di là dell’Oceano; un anziano e sovversivo dottore che predica la fratellanza terapeutica e l’abolizione dei farmaci ha sgretolato le sue certezze nella psichiatria; un perverso scienziato ostaggio dell’industria farmaceutica e coinvolto in un brutale omicidio lo ha costretto a trasformarsi in investigatore e minaccia la sua vita.
Ce n’è quanto basta per ridursi l’esistenza a brandelli. O per decidere di reagire.

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Enrico Baraldi, Psicofarmaci agli psichiatri, Romanzo
Collana Eretica, Stampa Alternativa, 2007
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Alimentazione, una bibita zuccherata al giorno fa male alla memoria

Consumare regolarmente bevande zuccherate durante l’adolescenza potrebbe danneggiare la memoria? Ecco cosa emerge da una nuova ricerca!

Consumare anche solo una bevanda zuccherata al giorno potrebbe danneggiare la memoria degli adolescenti. A renderlo noto sarebbero stati i membri della University of Southern California, i quali avrebbero scoperto che le bevande ricche di zuccheri possono effettivamente influenzare in maniera negativa la capacità delle persone di imparare, e l’attitudine a ricordare le informazioni acquisite. Per giungere a tale conclusione, gli autori della ricerca hanno esaminato un campione di ratti adulti e un campione di ratti adolescenti, tutti con accesso giornaliero alle bevande zuccherate.

Successivamente gli esperti hanno analizzato i risultati ottenuti dalle cavie in alcuni test, e da questi sarebbe emerso che mentre gli adulti hanno eseguito normalmente i test di funzione cognitiva dopo un mese di assunzione di bevande zuccherate, quando il consumo si è verificato durante l’adolescenza, i ratti hanno eseguito male i test di apprendimento e memoria.

Alla luce di quanto emerso, il dottor Scott Kanoski, membro della University of Southern California, ha sottolineato come non sia assolutamente “un segreto che i carboidrati raffinati, soprattutto se consumati in bibite e altre bevande, possono portare ad avere dei disturbi metabolici. Tuttavia, i nostri risultati rivelano che il consumo di bevande zuccherate può anche interferire con la capacità del nostro cervello di funzionare normalmente e di ricordare le informazioni, almeno quando vengono consumate prima dell’età adulta”.

bevande zuccherate

Oltre a provocare disturbi della memoria, le bevande zuccherate avrebbero provocato inoltre una infiammazione nell’ippocampo, un’area del cervello che controlla molte funzioni dell’apprendimento e della memoria.

Il Dr Kanoski, che ha presentato i suoi risultati in occasione del congresso della ‘Society for the study of ingestive behavior’ di Seattle, ha sottolineato che l’ippocampo è una regione molto importante del cervello per via della sua funzione di memoria, una regione particolarmente sensibile ai vari fattori che potrebbero comprometterne il funzionamento, tra cui ad esempio l’eccessiva assunzione di alimenti ricchi di grassi saturi e di zuccheri trasformati.

Alla luce di quanto emerso, possiamo affermare con assoluta e rinnovata certezza che non esiste un numero consigliato di bevande zuccherate e gassate che i bambini e gli adolescenti possono assumere. Sarebbe meglio evitarle del tutto, preferendo piuttosto delle alternative più sane e nutrienti.

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via | Dailymail.co.uk
Foto | da Flickr di dno1967b

Alimentazione, una bibita zuccherata al giorno fa male alla memoria é stato pubblicato su scienzaesalute.it alle 10:30 di venerdì 01 agosto 2014.

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Cos’è l’ebola, come si contrae e come si cura

Il virus ebola è un virus che provoca una malattia che spesso è fatale per l’uomo: scopriamo insieme come si manifesta e come si trasmette, oltre che le cure e la possibile prevenzione della patologia.

La malattia provocata dal virus dell’ebola è una delle patologie che più fanno paura in tutto il mondo, soprattutto per la sua rapida diffusione e per il fatto che l’esito della malattia nell’uomo spesso è la morte. La febbre emorragica grave è provocata da un virus il cui nome proviene da un fiume della Repubblica Democratica del Congo, dove nel 1976 si manifestò uno dei primi focolai epidemici. Le epidemie di ebola si verificano sovente con una certa periodicità e con un tasso davvero molto alto di mortalità.

Il virus ebola, che appartiene alla famiglia dei Filoviridae, genere Filovirus, si trasmette per contagio interumano con il contatto di sangue e altri fluidi biologici infetti. La trasmissione per via sessuale può avvenire anche 7 settimane dopo la guarigione, a causa della permanenza del virus nello sperma. Uno studio scientifico ha anche dimostrato la trasmissione aerea del virus in primati del genere Rhesus. Il contagio può avvenire anche tramite il contatto con oggetti contaminati.

I sintomi dell’ebola, che si manifesta improvvisamente con un’incubazione che varia da 2 a 21 giorni, ma in media è di una settimana, sono febbre, astenia, cefalea, artralgie, mialgie, faringite, vomito, diarrea e talvolta anche esantema maculo papuloso. Dopo una settimana possono apparire dei fenomeni emorragici cutanei e viscerali, che nella maggior parte dei casi sono fatali.

Diagnosticare precocemente l’ebola è praticamente impossibile, anche perché i suoi sintomi iniziali sono molto comuni ad altre malattie, anche se può essere più facile arrivare a diagnosticarla mettendo in riferimento sintomi e altre informazioni, come luogo di provenienza del soggetto, possibili viaggi in zone a rischio. In caso di sospetto è bene porre in isolamento il paziente e allertare le autorità sanitarie. Tramite degli esami del sangue si può arrivare alla diagnosi verificando se il paziente soffre di linfopenia, neutrofilia, piastrinopenia grave, ma si può assistere anche ad un aumento degli enzimi epatici.

Purtroppo al momento non esiste una cura per l’ebola, così come non esiste un vaccino: i pazienti devono essere trattati per i loro sintomi, cercando di mantenere bassa la pressione e la febbre, controllando l’ossigenazione e l’equilibrio idro-elettrolitico e tenere sotto controllo eventuali sovrainfezioni. Non esistendo una cura, la prevenzione è molto importante: lavarsi le mani e seguire tutte le regole di una corretta igiene è importante, così come è necessario che il personale medico attui subito il protocollo per poter isolare i pazienti e tenere sotto controllo il virus, affinché la malattia non si diffonda.

ebola

Foto | da Flickr di niaid

Via | Epicentro

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Cos'è l'ebola, come si contrae e come si cura é stato pubblicato su scienzaesalute.it alle 10:00 di venerdì 01 agosto 2014.

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Sondaggi politici: il governo Renzi (e il Pd) non perdono colpi

Sondaggi politici 1° agosto 2014

I sondaggi politici di Ixè trasmessi stamane ad Agorà confermano una cosa soprattutto: nonostante le difficoltà cui il governo sta andando incontro, soprattutto sulla riforma del Senato, gli italiani mantengono molto elevato il loro apprezzamento nei confronti di Matteo Renzi, del suo governo e anche del Partito Democratico. Segno che, forse, potrebbe aver ragione il premier quando afferma che “ogni giorno di stallo causato dalle opposizioni è un voto in più per noi”. La luna di miele sembra proseguire, quindi, e forse anche per una oggettiva mancanza di alternative.

Nelle intenzioni di voto, il Pd cresce ancora di un paio di decimali e rimane altissimo al 42,7%. Scende invece Forza Italia, al 15,6% e scende anche il Movimento 5 Stelle, al 19,7%. Il Partito Democratico fa quindi il vuoto dietro di sé. Tra i partiti minori, Sel è al 2,1%, il Nuovo Centrodestra al 2,4%, la Lega Nord continua a crescere e arriva al 7,4%, Fratelli d’Italia al 2,5%. Visti questi numeri, ed escludendo la Lega Nord, non sarà sufficiente abbassare la soglia di sbarramento dell’Italicum al 4% per accontentare i “piccoli”. (continua dopo la gallery)

Sondaggi politici 1° agosto 2014

Sondaggi politici 1° agosto 2014Sondaggi politici 1° agosto 2014Sondaggi politici 1° agosto 2014Sondaggi politici 1° agosto 2014Sondaggi politici 1° agosto 2014

Le stesse indicazioni arrivano anche dalla fiducia nei leader: Matteo Renzi rimane stabile al 51%, solo un punto percentuale sopra la soglia psicologica del 50% che rappresenta l’indicatore “tipo” di popolarità molto elevata, come dimostra il fatto che il presidente della Repubblica, che sulla carta dovrebbe rappresentare tutti gli italiani, si ferma al 37%. A dimostrazione di come molto probabilmente manchi un’alternativa elettoralmente valida a Renzi sta il fatto che i leader che seguono sono tutti molto polarizzanti, del tipo che o li si ama o li si odia (Grillo 20%, Salvini 18%, Berlusconi 17%), laddove invece Renzi, come si vede dalle percentuali che raggiunge, unisce molto di più.

Ne beneficia anche il governo Renzi, che nonostante i mesi di stallo e di mancata crescita economica del paese che continuano a susseguirsi rimane al 50% di fiducia da parte dell’elettorato. Addirittura un punto sopra a quanto raggiungo nel mese che ha preceduto le elezioni europee, anche se 3 punti sotto il livello massimo ottenuto a fine giugno. La sensazione, però, è che la pazienza stia iniziando a esaurirsi, visti anche alcuni segnali che stanno arrivando dai poteri forti. Per il governo e per Renzi è giunto il momento di concretizzare.

Sondaggi politici: il governo Renzi (e il Pd) non perdono colpi é stato pubblicato su Polisblog.it alle 09:47 di venerdì 01 agosto 2014.



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Riforma del Senato, maggioranza sotto su voto segreto. Live la seduta di oggi

Aggiornamento 9.36 - Ieri sera al Senato è andata un scena l’ennesima seduta piuttosto imbarazzante per le istituzioni italiane: la senatrice Laura Bianconi, Ncd, è stata urtata fortemente da un commesso. Al suo arrivo in ospedale, dopo un primo controllo nell’infermeria del Senato, le è stata riscontrata una lussazione della spalle destra.

La seduta di oggi la trasmettiamo in live streaming.

Riforma del Senato, maggioranza sotto su voto segreto. Bagarre continua in Aula

22.43 - Non si placa la rovente verve politica nell’emiciclo del Senato della Repubblica, dove si discute proprio di riforme costituzionali e modifiche del Senato.

+++ #Riforme, situazione nell'Aula del #Senato ingestibile pic.twitter.com/OkNqaH7y9j (pic by @michdavico) #opensenato +++

— Riforma del Senato (@Riforma_Senato) 31 Luglio 2014

Secondo alcune fonti parlamentari la situazione è talmente ingarbugliata e caotica che per sedare gli animi il presidente Grasso starebbe pensando di rinviare la seduta a domani.

abbiamo potuto verificare che alla senatrice è stata diagnosticata una lussazione della spalla dal dottore del #Senato #Tersilli #opensenato

— Riforma del Senato (@Riforma_Senato) 31 Luglio 2014

17.30 - Il clima è veramente rovente al Senato, dove si sta votando il progetto di riforma del bicameralismo: dalle opposizioni si levano urla, grida e proteste mentre il presidente del Senato Grasso ha sospeso, per questo, la seduta 4 volte.

Intervenendo alla direzione PD il primo ministro Matteo Renzi ha spiegato:

“Ci chiamiamo Partito Democratico perchè tra noi ci possono essere posizioni diverse. Se ne discute, ma nascondersi dietro il voto segreto non è corretto. […] Non possiamo pensare che la riforma costituzionale sia l’ennesima discussione che dura anni,non vogliamo evitare il canguro, ma la lumaca. […] Se i cittadini ci daranno forza avremo la riforma, e noi saremmo gli autoritari?”

Aggiornamento 31 luglio, ore 11.39 - La maggioranza al Senato è stata battuta su un emendamento presentato dalla Lega Nord durante la discussione del ddl riforme: con 154 voti a favore, 147 contrari e 2 astenuti l’Aula del Senato ha approvato a scrutinio segreto l’emendamento 1.1979 sulle competenze di Palazzo Madama “su materie eticamente sensibili” sul quale governo e maggioranza avevano espresso parere negativo.

Di conseguenza il prossimo Senato (non elettivo ma rappresentativo di sindaci e autonomie locali) avrà voce in capitolo e competenza specifica sui temi etici (fine vita, aborto, accanimento terapeutico, ricerca scientifica, etc), che nei paesi civili sono invece materia per le coscienze dei singoli. Di seguito il video con la votazione:

Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera del M5s, ha invece criticato l’operato del Presidente del Senato Pietro Grasso:

“Temo, da vicepresidente della Camera, i precedenti che in 24 ore lei ha creato: questi precedenti ho il timore che possano entrare per analogia nell’interpretazione del regolamento della Camera. […] L’ho vista abdicare totalmente al Suo ruolo istituzionale di padre del dibattito parlamentare.”

ha scritto Di Maio sul blog di Grillo. Nonostante la “linea di credito” concessa dal M5s al Presidente del Senato, più in virtù del suo ruolo precedente, da magistrato a Palermo, che non per una concreta questione di merito, sembra essere terminata l’ammirazione pentastellata per Grasso.

Dopo il “canguro” arriva il “cangurino”

16.58 - Per rendere il clima al Senato ancor più controverso, la bagarre dei lavori di oggi regala al pubblico una nuova “perla”: il “cangurino”.

L’aula di Palazzo Madama ha respinto anche oggi alcuni emendamenti delle opposizioni alla riforma del Senato; uno di questi, firma SEL, riguarda la riduzione del numero dei deputati, emendamento che sarebbe stato replicato con altri 38.
Il Presidente del Senato Grasso ha annunciato, dopo il “canguro” di ieri, un “cangurino” che fa decadere altri 38 emendamenti ripetitivi proprio in virtù del primo emendamento SEL, bocciato, sulla riduzione del numero dei deputati. Dopo momenti di contestazione Grasso ha fatto togliere il pupazzo di un canguro comparso sui banchi del Senato.

16.03 - I lavori del senato vanno avanti con un continuo braccio di ferro tra la maggioranza (PD) e FI da un lato, e M5S, Lega e Sel dall’altro. Il risultato è che per oggi non si è svolta ancora nessuna votazione.

Durante i lavori c’è stato anche un botta e risposta tra il Presidente del Senato Grasso e il dissidente PD Felice Casson che contestava l’uso del “canguro” per evitare la ripetitività degli emendamenti, uso che Grasso ha confermato possibile anche sulle leggi costituzionali. Certamente lo spettacolo in scena al Senato della Repubblica è quanto di meno edificante e dignitoso che la politica italiana possa offrire.

30 luglio, 14.00 – Oggi la giunta per il regolamento del Senato, convocata dal presidente Grasso, ha votato in merito alla legittimità del cosiddetto Canguro. Dieci sono stati i voti a favore, quattro i contrari, dunque il Canguro è considerato legittimo. Sel, M5S e Lega hanno votato a sfavore, e ovviamente si sono trovati in minoranza.

20.53 – L’Aula del Senato ha bocciato un emendamento di Sel che, in base alla cosiddetta legge del Canguro, ha fatto decadere 1.400 emendamenti alle riforme.

29 luglio. Prime aperture di Matteo Renzi nei confronti dei senatori dissidenti del Pd e all’opposizione di Sel (sul tema il Movimento 5 Stelle è considerato fuorigioco). Dichiarazioni di voto entro l’8 agosto, per poi arrivare al voto finale in aula tra il 2 e il 10 settembre. Si possono inoltre rivedere le norme sull’immunità e sui grandi elettori del presidente della Repubblica. Niente da fare, come sempre, sulla possibilità che i senatori siano eletti direttamente. In cambio di tutto questo, Sel e i dissidenti Pd devono ritirare i loro emendamenti, che hanno ormai raggiunto nel complesso quota ottomila.

Se da parte della minoranza Pd si era registrato un apprezzamento per la mediazione del premier – e il capofila dei ribelli Vannino Chiti si era detto disposto ad accettare la mediazione in cambio del voto finale a settembre -, la stessa apertura non si è invece avuta da parte di Sel, situazione che ha portato il capogruppo Pd a Palazzo Madama Luigi Zanda a dire che “non ci sono le condizioni per una mediazione” poiché “chi ha presentato 6-7000 emendamenti non ha detto di volerli ritirare”. Nessun accordo è maturato nemmeno nella conferenza dei capigruppo alla presenza del ministro Boschi, per cui sono ripartite le votazioni degli innumerevoli emendamenti.

Al netto di quelle che saranno le prossime modifiche, la riforma del Senato al momento si presenta così:

Il nuovo Senato: come funziona e cosa cambia con la riforma del governo Renzi

La riforma del Senato del governo Renzi continua la sua marcia non priva di intoppi, marcia che dovrebbe portare il testo all’esame dell’aula a partire da lunedì prossimo. Ecco cosa cambia e come funziona il nuovo Senato, dal numero di senatori che siederanno a Palazzo Madama, fino alle regole per la loro elezioni e i poteri dei senatori.

Quanti saranno i senatori? A Palazzo Madama siederanno in 100 in luogo dei 315 di oggi, così ripartiti: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 personalità illustri nominate dal presidente della Repubblica. La durata del mandato di questi ultimi sarà di sette anni e non sarà ripetibile. Andranno quindi a sostituire i senatori a vita e saranno scelti con gli stessi criteri: “cittadini che hanno illustrato la patria per i loro altissimi meriti”.

I senatori saranno eletti? Non saranno più eletti direttamente dai cittadini; si tratterà invece di una elezione di secondo grado che vedrà approdare in Senato sindaci e consiglieri regionali. Il sistema sarà proporzionale per evitare che chi ha la maggioranza nella regione si accaparri tutti i seggi a disposizione. Quale sarà lo stipendio dei senatori? I consiglieri regionali e i sindaci che verranno eletti al Senato non riceveranno nessuna indennità, il che dovrebbe portare allo Stato un risparmio di oltre mezzo miliardo di euro ogni anno.

Quali sono i poteri del nuovo Senato? Palazzo Madama avrà molti meno poteri e verrà superato il bicameralismo: innanzitutto non potrà più votare la fiducia ai governi in carica, mentre la sua funzione principale sarà quella di “funzione di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica”, che poi sarebbero regioni e comuni. Potere di voto vero e proprio invece il Senato lo conserverà solo riforme costituzionali, leggi costituzionali, leggi elettorali degli enti locali e ratifiche dei trattati internazionali.

Il ruolo consultivo del Senato. Il Senato avrà però la possibilità di esprimere proposte di modifica anche sulle leggi che esulano dalle sue competenze. Potrà esprimere, non dovrà, e sarà costretto a farlo in tempi strettissimi: gli emendamenti vanno consegnati entro 30 giorni, la legge tornerà alla Camera che avrà 20 giorni di tempo per decidere se accogliere o meno i suggerimenti. Più complessa la situazione per quanto riguarda le leggi che riguardano i poteri delle regioni e degli enti locali, sui quali il Senato conserva maggiori poteri. In questo caso, per respingere le modifiche la Camera dovrà esprimersi con la maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il Senato potrà votare anche la legge di bilancio, le proposte di modifica vanno consegnate entro 15 giorni e comunque l’ultima parola spetta alla Camera.

Riforma del Senato, lo scambio di tweet tra Renzi e Grillo

17.10: Arriva la controreplica di Grillo al tweet di Matteo Renzi. Ormai lo scambio di cinguettii è sempre più sintetico, limitandosi praticamente ad una sfida tra hashtag: “#Sidicesole? No, #sidiceP2″, scrive il leader del M5S, accompagnando il messaggio con una foto che ritrae Berlusconi e Renzi.

#Sidicesole? No, #sidiceP2 pic.twitter.com/iWGJmKBbVO

Beppe Grillo (@beppe_grillo) 25 Luglio 2014

25 luglio 2015: Matteo Renzi è scatenato su Twitter stamattina. Dopo le imbarazzanti sedute dei giorni scorsi alla Camera per la riforma sul Senato, l’ipotesi referendum continua a prendere piede tra il PD. Il premier lo ha ribadito sul social network cinguettante:

Riforme: dopo 4 voti in parlamento, faremo referendum. Perché le opposizioni urlano? Di cosa hanno paura? Del voto degli italiani? #noalibi

Matteo Renzi (@matteorenzi) 25 Luglio 2014

Poi, pochi minuti dopo, è arrivata anche la replica alle parole di Beppe Grillo, che stamattina sul suo blog ha parlato di colpo di Stato e chiesto a gran voce le dimissioni di Giorgio Napolitano. Tra un hashtag e l’altro, il Renzi-pensiero è chiarissimo:

Riforme: dice Grillo che il nostro è un colpo di stato. Caro Beppe: si dice sole. Il tuo è un colpo di sole! #noalibi #sidicesole

Matteo Renzi (@matteorenzi) 25 Luglio 2014

Renzi: “Non molliamo”

20:30 i capigruppo Gianmarco Centinaio per la Lega Nord, Vito Petrocelli per l’M5S e Loredana De Petris di Sel per il Gruppo Misto al Senato sono stati ricevuti al Quirinale. Il presidente Napolitano ha delegato il segretario generale Donato Marra di ricevere le proteste delle opposizioni.

19:30 In un’intervista a La7 anticipata su Corriere.it, Renzi risponde alle opposizioni dicendo “Non mollo. In Italia c’è un gruppo di persone che dice no da sempre. E noi, senza urlare, diciamo sì”.
Pronta la replica di Grillo, che dice “Non molliamo per la democrazia” e post su Twitter la foto dei parlamentari in marcia sul Quirinale.

C'è ancora gente che crede che la #DEMOCRAZIA sia alla base di questo stato. #M5S pic.twitter.com/e9PUlbmuWj

— Viterbo5Stelle (@Viterbo5Stelle) 24 Luglio 2014

18:45 Un centinaio di parlamentari di Lega Nord, M5S, Sel e Gruppo Misto si sono riuniti davanti a Palazzo Madama per recarsi in corteo al Quirinale, ed essere ricevuti da Napolitano, cui manifesteranno il dissenso per l’adozione della “tagliola” alla discussione sulla riforma del Senato.

18:10 Mentre sono ripresi i lavori in Aula in un clima infuocato, su Twitter il ministro Maria Elena Boschi annuncia che si terrà comunque un referendum confermativo della riforma.

L'ultima parola sulle riforme sarà dei cittadini: referendum comunque! #noalibi

— maria elena boschi (@mariaelenabosch) 24 Luglio 2014

Intanto le delegazioni di Lega Nord e M5S al Senato hanno annunciato che andranno da Napolitano a denunciare lo “scempio della democrazia”.

16:45 Niente trattativa con le opposizioni. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso di contingentare i tempi per arrivare al voto finale entro l’8 agosto. Scatta quindi la cosiddetta “tagliola”. Le opposizioni si erano dette favorevoli a ritirare buona parte dei quasi 8000 emendamenti presentati, a patto di avere garanzie sul Senato elettivo e sul riequilibrio tra le due Camere.

Garanzie che la maggioranza non ha voluto dare, preferendo la prova di forza.

24 luglio 2014 La nuova giornata di votazioni a Palazzo Madama sulla riforma del Senato è iniziata con un rinvio, dopo che il presidente del Senato Pietro Grasso, su sollecitazione del capogruppo Pd Luigi Zanda, ha bloccato i lavori dell’aula e ha convocato la riunione dei capigruppo.

La maggioranza chiede il ritiro degli oltre 7800 emendamenti che stanno bloccando i lavori in Aula. Il ministro Boschi si è detto disposto al dialogo ma pone come precondizone il ritiro degli emendamenti. “Il governo è disponibile ad approfondire nel merito alcuni punti, ma non soggiacendo al ricatto di 7.800 emendamenti. Se ci sarà un sostanzioso taglio, noi siamo disponibili”

23 luglio 2014: giornata per nulla affatto risolutiva quella di oggi in Aula per la riforma del Senato. In due ore, non senza discussioni e screzi, sono stati votati 3 emendamenti sugli oltre 7800 presentati. A questi si sono aggiunte ben 920 richieste di voto segreto su alcuni emendamenti – 500 riguardano soltanto gli emendamenti all’art. 12 del provvedimento sulla composizione, l’elezione e le funzioni del nuovo Senato – sulle quali Pietro Grasso, presidente del Senato, non ha posto alcun veto.

I tempi sono biblici, sfiorano il ridicolo, e in serata anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto nella speranza di riuscire a dare una sferzata ai tempi, in un colloquio con Grasso nel corso del quale ha sottolineato come una paralisi di questo tipo rappresenterebbe un danno per il prestigio e la credibilità dell’Istituzione.

Quella nave sembra già salpata e di questo passo anche le sedute fiume che cominceranno a partire da lunedì 28 luglio. M5S, Lega Nord e Sel fanno ostruzionismo, anche se Nichi Vendola ipotizza l’accorpamento degli emendamenti, solo però “se il governo cambia atteggiamento”.

Dopo questa giornata imbarazzante, la seduta è stata sospesa. Si ripartirà dalle 9.30 di domani, ma tutto lascia pensare che ben poco cambierà rispetto a oggi.

Da lunedì sedute notturne

17.57 – Dopo la conferenza dei capigruppo del Senato si è deciso come procedere nell’esame degli emendamenti della riforma per provare a chiudere l’iter parlamentare prima della pausa estiva: da lunedì 28 il Senato sarà convocato ogni giorno dalle 9 alle 24, fine settimana compresi. Una decisione inevitabile, secondo il capogruppo Pd Zanda, per evitare che il tutto venga rinviato a settembre: “Con questo ritmo le riforme rischiano di non essere approvate nemmeno entro la fine del 2014″.

22 luglio – Sono ripresi i lavori in aula per la riforma del Senato, ostacolata dall’ostruzionismo e dai quasi ottomila emendamenti presentati. Il rischio è che la riforma possa andare per le lunghe, e che il voto finale non riesca a esserci prima della pausa estiva. Sarebbe una battuta d’arresto pesante per il governo Renzi, che su questa riforma sta puntando molta della sua credibilità. E proprio il premier, di ritorno dall’Africa, è tornato a parlare della questione: “Le immagini di qualcuno che vuole bloccare, fermare, ostruire il cammino delle riforme sono le immagini di chi pensa che si possa continuare così com’è. Per cambiare l’Italia bisogna fare le riforme e le faremo”.

Se si cerca in tutti i modi di evitare un ulteriore rinvio (”L’ostruzionismo è legittimo, ma è altrettanto legittimo, nel pieno e rigoroso rispetto dei regolamenti e delle procedure parlamentari, usare gli strumenti che consentono di arrivare al voto in tempi ragionevoli”, ha detto il sottosegretario Pizzetti), si teme anche il voto segreto, attorno al quale potrebbero coagularsi i malumori dei partiti che sulla carta appoggiano la riforma arrivando addirittura ad affondarla. Ma su questo deciderà il presidente Grasso.

Riforma Senato: Maria Elena Boschi contestata in aula

22:47Il Senato ha chiuso la seduta di oggi senza procedere ad alcuna votazione del ddl relativo alle riforme costituzionali. Poco prima del rompete le righe il MoVimento 5 Stelle ha chiesto una sospensione dei lavori domani per dare spazio a un’informativa del ministro degli Esteri Federica Mogherini sulla situazione a Gaza. Sel ha appoggiato la richiesta, mentre il Pd si è setto contrario. La Lega, invece, ha chiesto il numero legale, ma il presidente di turno, Fedeli del Pd ha deciso di rinviare a domani mattina per motivi di orario. A quel punto il m5S ha scatenato una bagarre.

21:41Il dibattito in Aula è ancora in corso e proseguirà fino a tarda serata. Intanto le prime votazioni degli emendamenti slittano a domani.

13:58Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi oggi ha parlato in Aula e ha detto:

“Oggi è il tempo delle scelte: nelle vostre mani, onorevoli senatori, l’ultima chance di credibilità per la politica tutta. Ci potrà essere dell’ostruzionismo, ma noi manterremo l’impegno di cambiare il Paese perché lo abbiamo promesso ai cittadini”

Boschi ha detto che chi parla di “svolta autoritaria” è “vittima di allucinazioni”, ma queste parole non sono state ben accolte dall’Aula che l’ha contestata, poi lei ha aggiunto, citando Amintore Fanfani:

“Si può essere d’accordo o non d’accordo con la riforma, ma parlare di svolta illiberale è una bugia e le bugie in politica non servono. Noi abbiamo bisogno di uno Stato più semplice e coraggioso, di un’Italia più forte. Questa riforma sta cercando di dare risposta a tutti questi interrogativi”

Lunedì 21 luglio 2014 – Comincia la settimana che, secondo il Premier Matteo Renzi, sarà decisiva per la riforma del Senato. Oggi si vota a Palazzo Madama e a rallentare l’iter del disegno di legge ci sono ben 7800 emendamenti, dei quali 5900 presentati da Sel. Il Presidente del Consiglio ha parlato di “ostruzionismo” da parte dell’opposizione, ma anche all’interno della maggioranza non sono tutte rose e fiori.

Renzi, durante la sua visita in Africa, ha detto:

“Noi con il sorriso con le labbra ma con una determinazione ferrea andiamo avanti. Se qualcuno con l’ostruzionismo vuole mettere il sasso sui binari, noi con pazienza togliamo il sasso è andiamo avanti”

Al momento si parla di chiusura delle votazioni entro il 10 agosto, poi ci sarà una pausa nella settimana di Ferragosto e subito dopo il governo tornerà a lavoro. Il sì definitivo alla riforma non arriverà prima del 2015 poiché si tornerà a votare nelle Camere dopo tre mesi dalla prima votazione (si tratta di una riforma costituzionale e l’iter è più lungo).
Intanto da un sondaggio svolto da Ipsos per il Corriere della Sera emerge che tre italiani su quattro vogliono il Senato elettivo.

Respinte le pregiudiziali di M5S e Sel

Lunedì 14 luglio 2014

17:01Le pregiudiziali sulle riforme presentante da M5S, Sel e gli ex dello stesso M5S sono state respinte dal Senato. Intanto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha detto che per ora il sì della Lega alla riforma non è affatto scontato e che i leghisti devono verificare che vengano rispettate alcune garazie che gli sono state promesse. Salvini poi ha aggiunto:

“Io non vorrei che la fretta sia cattivissima consigliera. Non vorrei che per fare il selfie di Ferragosto, Renzi dia vita a un’accelerazione che ci riporti indietro e cancelli i territori. Noi abbiamo contribuito ma non so se è stato sufficiente”

Lunedì 14 luglioLa riforma del Senato è approdata in Aula. La relatrice Anna Finocchiaro l’ha presentata questa mattina ricordando il lavoro svolto in Commissione. Il MoVimento 5 Stelle ha annunciato che presenterà una pregiudiziale che sarà messa ai voti.

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, intanto, in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, ha detto:

“Sull’immunità esistono varie ipotesi sul tappeto compreso il ritorno all’insindacabilità che era prevista dal testo originario del governo. Ma, ripeto, su questo tema devono essere i partiti ad esprimersi in modo concorde”

Il ministro ha anche spiegato che potrebbero esserci altre modifiche e quella più importante riguarderebbe i poteri del Senato sull’esame della legge di Bilancio. Boschi ha spiegato che andrebbe trovato un equilibrio diverso con la Camera per facilitare l’approvazione di una legge.

Il Premier Matteo Renzi in un’intervista al Tg1 ha detto di essere sicuro di avere una maggioranza molto ampia sulle riforme.

Il nuovo Senato: come funziona e cosa cambia con la riforma del governo Renzi

La riforma del Senato del governo Renzi continua la sua marcia non priva di intoppi, marcia che dovrebbe portare il testo all’esame dell’aula a partire da lunedì prossimo. Ecco cosa cambia e come funziona il nuovo Senato, dal numero di senatori che siederanno a Palazzo Madama, fino alle regole per la loro elezioni e i poteri dei senatori.

Quanti saranno i senatori? A Palazzo Madama siederanno in 100 in luogo dei 315 di oggi, così ripartiti: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 personalità illustri nominate dal presidente della Repubblica. La durata del mandato di questi ultimi sarà di sette anni e non sarà ripetibile. Andranno quindi a sostituire i senatori a vita e saranno scelti con gli stessi criteri: “cittadini che hanno illustrato la patria per i loro altissimi meriti”.

I senatori saranno eletti? Non saranno più eletti direttamente dai cittadini; si tratterà invece di una elezione di secondo grado che vedrà approdare in Senato sindaci e consiglieri regionali. Il sistema sarà proporzionale per evitare che chi ha la maggioranza nella regione si accaparri tutti i seggi a disposizione. Quale sarà lo stipendio dei senatori? I consiglieri regionali e i sindaci che verranno eletti al Senato non riceveranno nessuna indennità, il che dovrebbe portare allo Stato un risparmio di oltre mezzo miliardo di euro ogni anno.

Quali sono i poteri del nuovo Senato? Palazzo Madama avrà molti meno poteri e verrà superato il bicameralismo: innanzitutto non potrà più votare la fiducia ai governi in carica, mentre la sua funzione principale sarà quella di “funzione di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica”, che poi sarebbero regioni e comuni. Potere di voto vero e proprio invece il Senato lo conserverà solo riforme costituzionali, leggi costituzionali, leggi elettorali degli enti locali e ratifiche dei trattati internazionali.

Il ruolo consultivo del Senato. Il Senato avrà però la possibilità di esprimere proposte di modifica anche sulle leggi che esulano dalle sue competenze. Potrà esprimere, non dovrà, e sarà costretto a farlo in tempi strettissimi: gli emendamenti vanno consegnati entro 30 giorni, la legge tornerà alla Camera che avrà 20 giorni di tempo per decidere se accogliere o meno i suggerimenti. Più complessa la situazione per quanto riguarda le leggi che riguardano i poteri delle regioni e degli enti locali, sui quali il Senato conserva maggiori poteri. In questo caso, per respingere le modifiche la Camera dovrà esprimersi con la maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il Senato potrà votare anche la legge di bilancio, le proposte di modifica vanno consegnate entro 15 giorni e comunque l’ultima parola spetta alla Camera.



Il nuovo Senato approvato in Commissione

18:30La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato l’emendamento dei relatori sulla riforma del Senato nella sua nuova formulazione che prevede l’elezione indiretta dei senatori da parte dei consiglieri regionali su base proporzionale. Adesso la Commissione deve proceder al voto finale sul testo e così il progetto di riforma del Senato potrà arrivare in Aula lunedì prossimo.

17:30Anna Finocchiaro, senatrice del Pd, relatrice del progetto di riforma del Senato, ha detto di essere “disponibile” a recepire modifiche al suo emendamento relativo alle modalità di elezione dei senatori da parte dei consigli regionali.

Intanto nel centrodestra il capogruppo di Forza Italia al Senato Paolo Romani ha incontrato il leader di Ncd Angelino Alfano e con lui ha trovato un’intesa su questo meccanismo di elezione dei senatori di cui oggi si è tanto discusso. Romani ha detto:

La riformulazione dell’emendamento prevede che i seggi siano assegnati con metodo proporzionale in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun consiglio regionale”

14:30 – È confermato che l’esame in aula della riforma del Senato è rinviato alla prossima settimana. Oggi, alle 17:30, la Commissione Affari Costituzionali del Senato voterà il mandato ai relatori perché riferiscano all’assemblea sulle riforme istituzionali. Alcuni punti vengono dunque approvati per ora così come sono, ma se ne discuterà poi in Aula. Fra gli argomenti più spinosi c’è meccanismo di elezione dei nuovi senatori.

10 luglio – Sembra destinato a slittare l’esame in Aula del testo della riforma del Senato previsto per le 16,30 di oggi. Il M5S fa ostruzionismo con Sel, mentre in Forza Italia è scoppiato il caso della composizione delle liste. Roberto Calderoli, co-realatore del disegno di legge, ha detto che considerato come stanno andando i lavori ha molti dubbi che si riesca ad andare in Aula oggi, molto più probabile che slitti tutto a lunedì.

In Commissione Affari Costituzionali del Senato stamattina non si p votato. Forza Italia non apprezza la parte dell’emendamento relativo alle liste, in particolare l’articolo 34 del testo e anche Ncd è d’accordo, definendo quel passaggio un “pasticcio costituzionale”.

Il testo pronto per l’esame dell’Aula

9 luglio Come deciso dalla conferenza dei capigruppo al Senato il ddl del governo sulle riforme approderà in Aula proprio al Senato domani pomeriggio, giovedì 10 luglio. Il voto sugli emendamenti inizierà mercoledì 16 luglio.

In verità il testo sarebbe potuto approdare già oggi in Aula, ma la presidente della commissione Affari costituzionali, Anna Finocchiaro, aveva chiesto il rinvio a domani dell’incardinamento del provvedimento. Un rinvio che alcuni avrebbero preferito fosse alla prossima settimana, come da richiesta inoltrata dai senatori dissidenti sull’avvio in aula dell’esame del ddl sulle riforme.

La prima certezza è che il prossimo Senato non sarà eleggibie, almeno probabilmente: i relatori Finocchiaro e Calderoli hanno presentato l’emendamento che recepisce l’accordo fra maggioranza e Forza Italia sulla scia del patto del Nazareno, accordo che prevede che i senatori non vengano eletti dai cittadini bensì dai consigli regionali in proporzione della consistenza dei gruppi consiliari (2 il numero minimo di senatori che ciascuna regione potrà avere nel futuro Senato).

La metà dei senatori forzisti tuttavia non gradisce il Patto del Nazareno e si dice, almeno a parole perchè poi sempre in Forza Italia restano tutti, pronto a battagliare in Aula su questo. Ad esempio l’azzurro Augusto Minzolini avrebbe deciso si depositare un subemendamento che invece rilancia il Senato elettivo eletto a suffragio universale.

Ma i malumori sono anche nel M5s, leggermente perplesso sul dibattito interno tra i senatori contrari e favorevoli all’Italicum.

Senatori eletti o nominati?

8 luglio Sembra essere vicino alla risoluzione il nodo della non eleggibilità dei senatori, che per il governo è un punto imprescindibile del nuovo Senato che si sta cercando di varare: saranno i consigli regionali a eleggere i senatori, ma la scelta rispetterà il criterio di proporzionalità sia per quanto riguarda il numero di abitanti, sia il risultato elettorale di ciascuna regione. L’emendamento dovrebbe far rientrare la fronda forzista e piddina di chi vorrebbe mantenere l’elettività dei senatori.

Nuovo Senato: il ritorno dell’immunità parlamentare

22 giugno. Il ritorno dell’immunità parlamentare per i senatori di quello che sarà ilnuovo Senato”, sta facendo storcere il naso sia all’interno dello stesso PD che tra i pentastellati. A prendere la parola sul fronte del PD è stato il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi, che ha prontamente preso le distanze da questa modifica inserita all’ultimo momento:

Il governo aveva fatto una scelta opposta, perché si sarebbe creata una distinzione tra i consiglieri regionali e i sindaci che sono senatori e tutti gli altri. Sul punto si può discutere, ma non è centrale.

I dissidi arrivano anche fa Forza Italia. Il giornalista Augusto Minzolini, senatore dal marzo dello scorso anno, ha precisato di non avere nessuna intenzione di votare la riforma e saranno in molti a seguirlo:

Lo dico da adesso, così nessuno potrà far finta che non lo sapeva. Io, se la riforma del Senato rimane questa, non la voto. […] E come me, immagino, anche tanti altri miei colleghi. La proposta che ho presentato, e che prevede l’elezione diretta del Senato, era stata firmata da trentasette colleghi di Forza Italia. La maggioranza di noi. E visto che quel testo è in antitesi rispetto a quello che sta confezionando il governo, e soprattutto visto che la gente di solito legge prima quello che firma, tutto questo qualcosa vorrà dire, no?

Si preannuncia sempre più un percorso lungo e travagliato per questa a lungo attesa riforma che dovrà approdare in aula il prossimo 3 luglio.

21 giugno. Ci sono ulteriori precisazioni su come sarà il nuovo Senato in seguito alla riforma del Governo Renzi. L’accordo sembra essere stato trovato con il patto tra Pd, Forza Italia e Lega Nord e dovrebbe ormai essere definitivo: 100 senatori totali (invece di oltre 300, com’è oggi); 95 scelti dai consigli regionali e 5 di nomina presidenziale. Con poteri ridotti: non potranno votare la fiducia al governo e nemmeno la maggior parte delle leggi (più in basso nel post, le specifiche funzioni del nuovo Senato). Lo stipendio dei consiglieri regionali che si occuperanno del Senato sarà portato a livelli pari a quelli dei sindaci maggiori, e quindi abbassato. Torna però l’immunità parlamentare per i senatori, quindi niente arresti e niente intercettazioni a meno che non siano autorizzate. Nel testo del governo questa norma non c’era, si vedrà. La riforma approderà in aula per il 3 luglio.

La riforma del Senato: come funziona

La riforma del Senato potrebbe essere giunta alla svolta decisiva, con il nuovo accordo maturato tra Renzi e Berlusconi tramite i mediatori Maria Elena Boschi, Anna Finocchiaro, Roberto Calderoli, Paolo Romani e Denis Verdini. Ma come funziona e cosa cambia dopo questa nuova tornata di modifiche alla riforma del Senato? Innanzitutto è confermato che il nuovo Senato non avrà parlamentari eletti appositamente per quella funziona, che non voterà la fiducia ai governi e non avrà poteri sulle leggi ordinarie.

Non sarà però un inutile orpello alla Camera, visto che avrà competenza sulla legislazione regionale ed europea, eleggerà assieme alla Camera il presidente della Repubblica, eleggerà il Csm e i giudici costituzionali e avrà voce soprattutto su leggi elettorali e costituzionali. Una sorta di organo che si occupa di questioni regionali, sovranazionali e istituzionali; lasciando alla sola Camera il compito di svolgere il lavoro legislativo “di routine”.

Con la riforma del Senato cambia anche la composizione di Palazzo Madama: ci saranno una ventina di sindaci-senatori eletti dai loro colleghi (un sindaco per regione eletto dai colleghi della sua regione), mentre circa un’ottantina sarà composto da consiglieri regionali; Renzi recupera i senatori eletti dal presidente della Repubblica pescati nella società civile. Da quel che si capisce, con questa formula si può sperare davvero di arrivare al varo della riforma.

La riforma del Senato: come funziona e cosa cambia

La riforma del Senato di Renzi sembrava essersi decisamente arenata – mentre il dl Chiti prendeva piede – e invece è bastato cambiare qualcosa, trovare un punto di compromesso per rimettere in riga la minoranza Pd (che da domani si chiamerà Area Riformista e unirà bersaniani e lettiani), riconquistare l’appoggio di Berlusconi e isolare il povero Chiti ormai abbandonato a se stesso. Di che si tratta? Qual è questo punto di compromesso che è stato raggiunto? Partiamo da ciò che rimane intatto: niente più bicameralismo perfetto, niente indennità, niente voto di fiducia, niente voto sul bilancio. Questi aspetti della riforma del Senato rimangono intatti, cambia però la modalità con cui si mandano i “senatori part time” a Palazzo Madama.

Se prima doveva infatti trattarsi di sindaci e altri 21 eletti dal presidente della Repubblica, che ogni tot tempo si recavano al Senato per valutare le varie materie di competenza, adesso questo punto di accordo – che sarà depositato mercoledì dai relatori Calderoli e Finocchiaro – prevede che i senatori siano eletti tra i consiglieri regionali. Il che significa che il Senato rimane una camera elettiva, punto su cui Renzi aveva incontrato le resistenze più forti. Nuovi senatori eletti dai cittadini insieme ai consigli regionali, ma in un listino a parte. Si tratta dunque di consiglieri regionali a tutti gli effetti, pagati dalla loro regione ma scomputati dal totale.

Bisognerà però aspettare qualche giorno per avere le idee più chiare su alcuni aspetti: quanti saranno questi senatori-consiglieri? Che indennità riceveranno? Saranno consiglieri eletti anche come senatori che ogni tanto si recano a Palazzo Madama, o saranno eletti in regione ma passeranno tutto il loro tempo al Senato? Aspetti ancora da chiarire, ma è facile pensare che alle regioni sarà chiesto il sacrificio di pagare alcuni loro consigliere da mandare a Roma come senatori.

L’abolizione del Senato e la prima proposta di Renzi

L’abolizione del Senato (o riforma del Senato che dir si voglia, visto che Palazzo Madama resterà comunque in funzione, seppur con compiti molto ridotti) è stata nuovamente rilanciata ieri da Matteo Renzi durante la conferenza stampa seguita al consiglio dei ministri. Ed era inevitabile che il premier continuasse subito a puntare su una riforma che, a questo punto, è indispensabile anche per far proseguire il cammino di un Italicum che funziona solo se il Senato viene (quasi) cancellato.

Il tutto ieri è stato semplificato da Renzi parlando di “riforma costituzionale del Senato” che prevede: mai più il voto di fiducia al Senato, meno 315 stipendi a parlamentari e legislazione più spedita. Tre punti ipersintetici che ben si prestavano a quelle slide che tanto hanno fatto parlare. Le cose però, e ovviamente, sono un po’ più complesse e articolate. Vediamo allora quali sono i punti principali della riforma del Senato.

Con l’abolizione del Senato così come lo conosciamo oggi a Palazzo Madama siederanno al massimo 150 senatori. Ma non si tratterà di senatori eletti e non riceveranno nessuna retribuzione. A comporre il nuovo Senato dovrebbero essere 108 sindaci dei comuni capoluogo, 21 presidenti di regione e 21 esponenti della società civile. Tutti rigorosamente senza stipendio e che restano in carica per un solo mandato.

Con la riforma del Senato, oltre a essere più leggero e a costo zero, Palazzo Madama perderà buona parte dei suoi poteri, dal momento che non potrà più votare la fiducia al governo e si porrà fine al bicameralismo perfetto che rende così insopportabilmente lungo il cammino delle leggi. Avrà invece voce in capitolo sulla legge di stabilità e si occuperà di legislazione regionale e dei rapporti con l’Europa.

L’abolizione di fatto del Senato (o almeno dei suoi poteri attuali) renderà ovviamente improponibile dare ai senatori uno stipendio equivalente a quello di oggi, al massimo si avrà un gettone di presenza per una camera che comunque si riunirà solo all’occorrenza o comunque sporadicamente. Ovviamente tutte queste funzioni in meno faranno sì che sarà completamente inutile avere, com’è oggi, uno sdoppiamento dell’amministrazione che gestisce le due camere. Sarà quindi tutto riunito sotto la sola amministrazione della Camera. Il che non significa che si licenzierà nessuno, ma semplicemente che non si sostituirà il personale che andrà in pensione.

Qual è l’iter da seguire per arrivare alla riforma del Senato? La strada segnata è ancora una volta quella dell’intesa personale tra Renzi e Berlusconi che per il momento sembra reggere e che dovrebbe fare in modo che si arrivi ad avere i due terzi della maggioranza indispensabili per una riforma di questo tipo. Si tratta infatti di una riforma costituzionale che andrà incontro al referendum confermativo se non sarà votata da almeno due terzi del Parlamento (non che se si facesse il referendum ci sarebbe qualche dubbio su come voterebbero gli italiani).

Quel che è ancora da vedere – e d’altra parte Renzi ha sfidato i senatori già durante il suo discorso per la fiducia – è come si farà ad arrivare a convincere i senatori che quella legge devono votare a schiacciare il pulsante dell’autodistruzione che è votare sì all’abolizione del Senato. Messa così, l’impresa sembra di quelle davvero impossibili, ma prima di arrivare al redde rationem la strada è ancora lunga e strapiena di insidie.

ITALY-POLITICS-GOVERNMENT-PRESIDENT-ELECTION-VOTE

Riforma del Senato, maggioranza sotto su voto segreto. Live la seduta di oggi é stato pubblicato su Polisblog.it alle 09:38 di venerdì 01 agosto 2014.



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Abusi sui bambini: video con torture e violenze, decine di indagati

Su ordine della Procura di Catania, sono in corso perquisizioni in Italia e in Germania per video di abusi e torture di bambini diffusi e condivisi online

Video online con torture e abusi ai danni di bambini. Con questa gravissima accusa, decine di persone sono state iscritte nel registro degli indagati grazie a un’operazione congiunta della polizia italiana e di quella tedesca. La Procura distrettuale di Catania ha disposto numerose perquisizioni domiciliari in diverse città italiane, eseguite dalla Polizia postale.

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Abusi sui bambini: video con torture e violenze, decine di indagati é stato pubblicato su Crimeblog.it alle 08:58 di Friday 01 August 2014

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Gaza, annunciato il cessate il fuoco per 72 ore

Aggiornamento 1 agosto - E’ cominciato alle 7 di questa mattina, ora italiana, la tregua di 72 ore per un cessate il fuoco umanitario, così come richiesto ieri alle parti in conflitto dal segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon.

Israele ha ribadito la sua intenzione di tutelare il proprio diritto a difendersi, spiegando di essere intenzionato a rispettare la tregua qualora anche Hamas interrompesse i lanci di missili su Israele. Secondo fonti palestinesi il bilancio dei morti sarebbe più pesante di quello dell’Operazione Piombo Fuso: 1440 i morti.

Gaza, notizie del 31 luglio 2014

23.50 - In un comunicato congiunto, il secretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e il segretario di stato Usa John Kerry annunciano l’accordo tra Israele e Gaza per un cessate il fuoco “umanitario” di 72 ore, a partire dalle 8 della mattina di venerdì (le 7 in Italia). Si legge nel comunicato che “le delegazioni di Israele e Palestina andranno al Cairo per negoziare una tregua duratura“.

20.33 - La Casa Bianca ritiene che ci siano pochi dubbi che Israele sia coinvolto nel bombardamento della scuola Onu (Unrwa) a Gaza, che ieri ha provocato almeno 23 morti.

“L’aver colpito una struttura Onu, in cui avevano trovato riparo civili innocenti che stavano fuggendo dalla violenza è totalmente inaccettabile e indifendibile. […] Non abbiamo elementi che contraddicano quello che afferma già l’Onu sull’accaduto”

ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Hosh Earnest. Sulle 9 vittime del campo profughi di al-Shati invece è il giornalista Gabriele Barbati su Twitter a confermare, perchè sul posto, il comunicato dell’esercito israeliano nel quale smentisce ogni coinvolgimento ed accusa Hamas del bombardamento:

Confermo ora che fuori da #Gaza. La strage di bambini ieri a Shati non e' colpa di #Israele. Comunicato #IDF vero. E' stato razzo Hamas

— gabrielebarbati (@gabrielebarbati) 29 Luglio 2014

Secondo l’agenzia stampa al-Ray, vicina ad Hamas il bilancio aggiornato dei palestinesi colpiti dal fuoco israeliano è di 1400 morti e 8100 feriti.

14.55 - L’Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay afferma che sia Hamas che Israele commettono gravi violazioni dei diritti dell’uomo, possibili crimini contro l’umanità.
Anche l’Unione Europea, per voce dell’Alto rappresentante Ashton, ha condannato con forza le violenze nella Striscia ritenendo inaccettabile l’attacco alla scuola Onu e i bombardamenti di Israele, per i quali chiede un’indagine immediata.

12.10 - Nel corso di una conferenza stampa l’Alto commissario Onu per i Diritti Umani Navi Pillay ha denunciato gli Stati Uniti per il fatto di fornire materiale bellico all’esercito israeliano e per non fare abbastanza per fermare l’offensiva contro Gaza.

“Gli Usa hanno influenza su Israele e dovrebbero fare di più per fermare le morti, per mettere le parti nel conflitto a dialogare. […] Non solo forniscono a Israele artiglieria pesante usata da Israele a Gaza, ma hanno prestato quasi un miliardi di dollari perché Israele creasse una protezione contro i razzi per proteggere la popolazione civile israeliana. Un protezione su cui non possono contare i civili a Gaza.”

Secondo l’Alto commissario delle Nazioni Unite Israele starebbe letteralmente sfidando il diritto internazionale: proprio questa mattina il premier israeliano Netanyahu aveva ribadito con forza l’intenzione di proseguire con l’offensiva, puntando in particolare alla distruzione di tutti i tunnell di Hamas. Dal canto suo l’Anp non può fare altro che prendere atto delle decisioni di Israele e procedere alla conta dei morti: il premier palestinese Abu Mazen ha definito la Striscia di Gaza “zona disastrata”.

Aggiornamento 31 luglio, 09.07 - Secondo quanto riferito da TmNews la Bolivia avrebbe rinunciato all’accordo di esenzione sui visti con Israele per protestare contro la sua offensiva a Gaza e ha definito quello ebraico uno stato terrorista. Ad annunciare la decisione è stato il Presidente Evo Morales in persona.

Questa mattina il portavoce dell’esercito israeliano ha annunciato che le forze armate hanno mobilitato 16.000 riservisti supplementari, portandoli a 86.000 in vista del proseguimento dell’operazione militare nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riporta l’Ansa la decisione è stata presa all’unanimità dal gabinetto di Sicurezza dopo una riunione di cinque ore; una nuova riunione sarebbe prevista per oggi pomeriggio.

Gaza, notizie del 30 luglio 2014

19.45 La tregua non ha retto, per lo meno non in tutto il piccolo territorio della Striscia. Al lancio di missili da parte dei guerriglieri di Hamas, l’esercito israeliano ha risposto con l’artiglieria pesante, colpi che hanno centrato, tra altri obiettivi, il mercato di Sajaya: i morti sono stati 17 e circa 160 i feriti.

Il segretario Onu Ban Ki Moon ha definito l’attacco alla scuola di questa mattina come un atto “ingiustificabile”. L’agenzia dell’Onu per l’aiuto ai rifugiati palestinesi (Unwra), che gestiva la scuola distrutta, “condanna nei modi più fermi questa grave violazione del diritto internazionale da parte dell’esercito israeliano”.

Sul fronte diplomatico, l’azione delle cancellerie occidentali pare avere l’agilità di un pachiderma: solo oggi l’amministrazione USA pare cominciare a dare segni di autentica preoccupazione (”Gli Stati Uniti sono molto preoccupati per l’uccisione di civili a Gaza e insistono per un cessate il fuoco duraturo e di lungo termine” ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Ben Rhodes), ma all’orizzonte non si vedono ancora azioni concrete.

Shimon Peres ha lasciato intendere che per Israele potrebbe essere strategico che la Striscia di Gaza torni sotto il controllo della ANP, in modo che Hamas sia estromessa dal potere.

15.16 - Un comunicato del Ministero della Difesa israeliano annuncia una tregua di quattro ore: il cessate il fuoco è in vigore a Gaza dalle ore 15 locali, le 14 in Italia, fino alle 19 ora locale.

Sempre la difesa di Israele fa sapere tuttavia che gli abitanti delle zone colpite non devono in alcun modo rientrare nelle case; la “pausa” proposta da Israele (e per il momento accettata da Hamas, che ha interrotto il lancio di razzi sui territori con la stella di David, anche se alcuni -non tutti- media israeliani segnalano che Iron Dome ha intercettato nuovi razzi in arrivo da Gaza verso Ashkelon, Ashdod e la cost) non avrebbe però alcuna ragione militare o strategica, ma unicamente umanitaria. Un fatto, questo, confermato dalla difesa israeliana e che potrebbe far presagire ad una ripresa delle ostilità al termine della tregua.

L’Anp ha infine smentito la sua presenza ad un tavolo in Egitto, con Hamas e Israele, prima dell’annuincio di una tregua “di almeno 24 ore”.

30 luglio 2014, ore 9.00: si era parlato, ieri, di voci che indicavanno come “raggiunto” l’obiettivo a Gaza, ma l’appello delle ONG al governo italiano e alla comunità internazionale e le dure parole di Netanyahu avrebbero dovuto suggerire che la situazione non si sarebbe stabilizzata.

E infatti, l’assalto continua. Almeno quindici, forse venti palestinesi, rifugiatisi in una scuola Onu, sono stati uccisi all’alba di oggi da un bombardamento israeliano nel nord della Striscia di Gaza.

Il bilancio sale a 1.220 vittime palestinesi, di cui oltre 200 bambini.

Gaza, notizie del 29 luglio 2014

13.57 – Secondo fonti militari, Israele considera raggiunti gli obiettivi alla base di queste ultime settimane di guerra e ora bisogna decidere il da farsi. Una nuova riunione del Gabinetto di Sicurezza è prevista per stasera alle 19. La notizia, però, sconfessa quanto è stato ultimamente attribuito a Netanyahu, secondo cui la guerra sarà ancora lunga. Potrebbe comunque essere un primo segnale che si va verso il cessate il fuoco; come richiesto anche dalle ong italiane in un appello al governo italiano.

10.45 – L’unica centrale elettrica di Gaza è stata colpita la scorsa notte dall’aviazione israeliana: i contenitori di combustibile sono in fiamme da ore e finora non si è riusciti a spegnere l’incendio. La scorsa notte numerosi quartieri di Gaza si sono improvvisamente ritrovati al buio, proprio mentre si moltiplicavano gli attacchi israeliani.

29 luglio, 08.57 – Mentre Israele e Hamas si rimpallano le responsabilità sulla strage di bambini nel parco giochi alle spalle del campo profughi di Shati (secondo Israele sono stati due razzi andati fuori bersaglio, secondo Hamas – e anche decine di testimonianze, è stato un drone israeliano), nelle ultime ore i miliziani di Hamas hanno ucciso cinque soldati israeliani, durante un combattimento con un commando palestinese che stava tentando di infiltrarsi in un tunnel a Nahal Oz, presso la frontiera con Gaza. Il numero dei soldati morti dall’inizio dell’operazione contro Hamas, l’8 luglio scorso, sale così a 53. Mentre i palestinesi morti nella sola notte scorsa, a causa delle bombe israeliane, sono 26.Tra loro 9 donne e 4 bimbi. E’ di 1.113 il bilancio dei morti palestinesi.

Le ultime notizie su Gaza: 28 luglio 2014

21.57 - Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon ha lanciato un appello perchè si metta fine alle violenze nella Striscia di Gaza:

“Gaza è in condizioni critiche, in nome dell’Umanità, la violenza deve interrompersi. Sia gli israeliani sia i palestinesi devono dimostrare umanità in quanto leader. Devono sedersi insieme e affrontare tutte le cause. […] Non possiamo continuare a vedere così tante persone uccise in questo modo.”

Sulla stessa linea anche John Kerry che ha invocato un immediato cessate il fuoco che possa portare al disarmo di Hamas e alla pacificazione della Striscia. Ieri il presidente americano Obama aveva chiamato Netanyahu chiedendo un cessate il fuoco “immediato e incondizionato”, ma la posizione degli Stati Uniti è sostanzialmente in scia con quella egiziana.

19.06 - Non c’è spazio per alcuna tregua tra Israele ed Hamas. I fragilissimi proclami e le vacue promesse di cessate il fuoco si sono infrante di fronte al lancio di razzi da parte di Hamas su Israele (sarebbero rimasti uccisi anche dei civili israeliani) e di fronte ai raid israeliani sul porto di Gaza, sull’ospedale Shifa e su un parco alle sue spalle.

Secondo quanto riportano i media israeliani l’esercito di Tel Aviv ha chiesto ai residenti di Sajaya e di Al-Zaytun di lasciare le proprie case e di dirigersi verso la parte centrale della Striscia di Gaza. Ai residenti delle zone israeliane di Shar HaNegev, nel sud di Israele, è stato invece chiesto di restare nelle proprie case per la possibilità di un’infiltrazione di terroristi dalla Striscia.

Quattro israeliani sono morti nella zona di Eshkol, nel sud di Israele, per un colpo di mortaio arrivato dalla Striscia, mentre sarebbero 7 i bambini palestinesi morti in seguito al bombardamento di oggi pomeriggio sul campo profughi di Shati. Nel nord di Israele risuonano le sirene: l’allarme razzi è scattato a Hadera, Zichron Yaakov e Cesarea.

16.49 - Secondo Meri Calvelli, cooperante italiana che in questo momento si trova al porto di Gaza, pochi minuti fa due missili della marina israeliana hanno colpito lo Shifa Hospital ed il parco alle sue spalle, a Gaza. Ci sarebbero 10 bambini morti nell’esplosione.

Attendiamo conferma o smentita di questa ennesima carneficina.

16.41 – Mentre la diplomazia tenta di fermare le continue violenze tra esercito israeliano e miliziani di Hamas è un vero e proprio rimpallo di accuse quello cui stiamo assistendo tra il governo di Tel Aviv e l’Autorità Nazionale Palestinese.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non vuole l’unità nazionale, non vuole un governo di unità palestinese né una soluzione politica. […] Questa è la vera ragione per quello che sta accadendo a Gaza,. […] L’iniziativa egiziana resta l’opzione migliore, la più sicura, per porre fine a questa crisi.”

ha detto Mahmud Abbas, leader palestinese dell’Anp, intervistato dal quotidiano saudita Okaz. Intanto, scrive il Jerusalem Post, le forze di difesa israeliane hanno ripreso gli attacchi contro obiettivi terroristici nella Striscia. Dal canto suo il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato, nel corso di una telefonata con il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, che la risoluzione del Consiglio di sicurezza della notte scorsa (che chiede un cessate il fuoco immediato) non terrebbe in alcun modo conto della sicurezza di Israele, il vero pallino del governo di Tel Aviv.

13.14 - Mentre l’Anp, per bocca di Abu Mazen, si dichiara favorevole alla bozza di tregua presentata dall’Egitto, e nonostante sia in queste ore in essere una tregua (non ufficiale) tra Hamas ed Israele, continuano a tuonare i cieli di Gaza.

I caccia israeliani hanno colpito altri obiettivi nella Striscia mentre in due città israeliane risuonano le sirene antimissile, anche se pare non si siano subiti danni collaterali a cose o persone. L’agenzia delle Nazioni Unite per le immagini satellitari e per la ricerca, Unitar-Unosat, ha pubblicato delle fotografie satellitari che mostrano la Striscia di Gaza prima e dopo l’inizio dell’operazione Margine protettivo. Hamas lancia razzi Ashkelon colpi di mortaio sui soldati israeliani mentre Israele colpisce lanciarazzi e fabbriche di armi a Bayt Lahia.

nazioni-unite

Unosat ha identificato 604 strutture distrutte, 236 edifici gravemente danneggiati e 46 edifici danneggiati in maniera meno grave. L’Onu ha identificato anche 66 crateri lungo le strade e le zone rurali.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha adottato nella notte una dichiarazione unanime in cui chiede un “cessate il fuoco umanitario immediato e senza condizioni” a Gaza.

Secondo quanto riferisce l’Ansa, così si legge nella risoluzione Onu:

“Si auspica il pieno rispetto del diritto umanitario internazionale, in particolare per quanto riguarda la protezione dei civili […] la messa in pratica di un cessate il fuoco duraturo e pienamente rispettato, basato sulla proposta egiziana. […] La necessità di fornire immediatamente assistenza umanitaria alla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza, anche aumentando i contributi all’Agenzia delle Nazioni unite per il soccorso e l’occupazione (Unrwa) […] le strutture civili e umanitarie, comprese quelle delle Nazioni unite, devono essere rispettate e protette e invita tutte le parti ad agire secondo questo principio.”

Durante la notte gli scontri sono praticamente cessati a margine della Striscia, che resta tuttavia sotto assedio. Un portavoce di Hamas ha spiegato che l’organizzazione considererà ancora più grave un attacco di Israele durante la Eid at Fitr, la festa per la conclusione del Ramadan, mentre un portavoce dell’esercito israeliano conferma che nessun razzo è stato sparato da Gaza e che l’aviazione d’Israele non ah condotto alcun raid dalle 23 di ieri.

La speranza è che oggi possa essere una giornata di mediazione e non di bombe, per giungere celermente ad una conclusione del sanguinoso conflitto.

22.40: mentre la tregua sembra reggere ormai da qualche ora, comincia a prendere sempre più corpo l’ipotesi che il rapimento e l’omicidio dei tre ragazzi israeliani Eyal Yifrah (19 anni), Gil-Ad Shayer (16) e Naftali Yaakov Frenkel (16), svaniti a metà giugno e rinvenuti senza vita due settimane dopo non sia stato opera di Hamas.

A confermarlo alla BBC è stato Micky Rosen­feld, portavoce della polizia israeliana, secondo il quale dietro l’omicidio dei tre giovani ci sarebbe stata una cellula separata da Hamas, che avrebbe agito in modo del tutto indipendente.

Israeli police MickeyRosenfeld tells me men who killed 3 Israeli teens def lone cell, hamas affiliated but not operating under leadership1/2

— Jon Donnison (@JonDonnison) 25 Luglio 2014

Seems to contradict the line from Netanyahu government. 2/2

— Jon Donnison (@JonDonnison) 25 Luglio 2014

Hamas aveva negato fin da subito un suo coinvolgimento, ma il governo di Tel Aviv non volle sentire ragioni. Lo stesso premier israeliano, subito dopo il ritrovamento dei tre cadaveri, a giorni dopo aver già cominciato un’operazione militare su Gaza, disse pubblicamente:

Sono stati rapiti e uccisi a san­gue freddo da animali. Hamas è respon­sa­bile e Hamas pagherà.

Non solo. Sta prendendo corpo anche l’ipotesi che Israele sapesse fin dal principio non soltanto che i tre ragazzi erano stati rapiti, ma anche che erano stati uccisi una manciata di ore dopo. Scrive Il Manifesto:

Eppure il governo israe­liano, lo Shin Bet (i ser­vizi segreti) e l’esercito sape­vano – dicono diversi gior­na­li­sti – fin dal primo giorno che i tre erano già stati uccisi. La sera del rapi­mento uno di loro chiamò il numero di emergenza della poli­zia chie­dendo aiuto. Durante la tele­fo­nata, regi­strata, si sen­tono degli spari e qual­cuno gri­dare «ne abbiamo tre». I tre coloni erano già morti. E Israele ne era cono­scenza.

A quel punto è scattato il silenzio stampa imposto dal Governo, con tutta la propaganda di cui anche noi vi abbiamo dato conto. La verità, specie in una situazione delicata come quella tra Gaza e Israele, rischia di restare sepolta ancora a lungo, ma il sospetto che Tel Aviv abbia colto l’occasione per lanciare un’offensiva e liberarsi finalmente di Hamas non è poi così fantascientifico.

Il quotidiano diretto da Norma Rangeri e Tommaso Di Francesco ipotizza:

In realtà, hanno rive­lato fonti mili­tari dopo il lan­cio dell’operazione Bar­riera Pro­tet­ti­va Con­tro Gaza, i gene­rali dell’esercito ave­vano sul tavolo da almeno due mesi il piano di attacco con­tro la Stri­scia. E Hamas? Dif­fi­cile cre­dere che abbia ordito l’operazione, con­sa­pe­vole che avrebbe pro­vo­cato una rea­zione in grado di far crol­lare il pro­cesso di ricon­ci­lia­zione nazio­nale con Fatah. Al momento del rapi­mento, il movi­mento isla­mi­sta viveva una pro­fonda crisi poli­tica ed eco­no­mica […] A livello poli­tico, il rapi­mento dei tre coloni sarebbe stato un suicidio.

18.50: la situazione sulla striscia di Gaza resta molto delicata. La tregua di 24 ore accettata oggi da Hamas è stata rotta in qualche occasione e Israele non ha mancato di rispondere e ha proseguito nella distruzione dei tunnel scavati da Hamas.

Intanto l’esercito egiziano ha fatto sapere di aver distrutto almeno 13 tunnel che collegavano la Striscia di Gaza alla Penisola del Sinai, tunnel utilizzati da Hamas per trasportare armi, cibo e denaro.

Ad oggi, lo rende noto l’esercito egiziano, sarebbero stati distrutti oltre 1,639 tunnel scavati tra la striscia di Gaza e la penisola nel corso del tempo.

15.55: nemmeno tre ore dopo l’annuncio della nuova tregua, Hamas avrebbe già interrotto il cessate il fuoco. Lo ha comunicato poco fa Netanyahu, premier israeliano, in un’intervista alla CNN:

Hamas sta violando la tregua di 24 ore che aveva annunciato. Israele ha accettato 5 cessate il fuoco, inclusi due per motivi umanitari che Hamas ha sempre respinto. Noi non abbiamo ripreso i combattimenti, sono stati loro a farlo. Noi prenderemo qualsiasi misura per proteggere il nostro popolo.

12.50: Hamas ha dichiarato il cessate il fuoco per 24 a partire dalle 14 di oggi, le 13 in Italia. In mattinata era arrivato l’accorato appello di Papa Francesco, che durante l’Angelus ha speso qualche parola sul conflitto israeliano-palestinese:

Ricordiamo che tutto si perde con la guerra, nulla si perde con la pace. Penso soprattutto ai bambini, ai quali si toglie la speranza, il futuro, bambini morti, bambini feriti, bambini orfani, bambini che giocano sui residui bellici e non sanno sorridere. Mai la guerra!. Questa è l’ora di fermarsi. Fermatevi per favore, ve lo chiedo con tutto il cuore, fermatevi per favore.

Le ultime notizie su Gaza: 27 luglio

27 luglio 2014, 9.55: dopo una notte relativamente tranquilla nella striscia di Gaza, Israele è in procinto di riprendere gli attacchi in risposta ai razzi lanciati da Hamas. L’esercito di Tel Aviv ha annunciato che se i militanti palestinesi continueranno a lanciare razzi, si vedrà costretto a riprendere i raid aerei, navali e via terra.

Intanto, direttamente da Gaza, Meri Calvelli aggiorna via Facebook su quanto accaduto nelle ultime ore:

Nel pieno della tregua umanitaria, la gente e’ uscita a vedere, e’ ritornata ai villaggi, alle case, ai luoghi lasciati di corsa per fuggire alle bombe e all’artiglieria. Hanno trovato la devastazione. Qualcuno mi diceva che non riusciva a capire dove era la propria strada, la propria casa. Un ammasso di macerie, ancora fumanti. Crateri profondi che sono penetrati nella terra circondati dai resti di case nelle quali puoi riconoscere un oggetto mezzo rotto e bruciacchiato, un divano , la scarpa; salendo su un cratere si riconosceva l’esistenza di una farmacia, c’erano ancora alcune scatole di pillole, impolverate e lo stikers per il diabete. Tende che svolazzano bucherellate, frammenti di vetri e porte catapultate a decine di metri. Qua e la, dove usavano tenere gli animali, (asini, pecore, galline), a fianco della casa, se ne trovano i resti, morti e ormai in putrefazione che emanano un odore indescrivibile. Vicino l’ospedale di Beit Hannoun, una carrozzina usata per il trasporto disabili; e’ li, in mezzo alla strada colpita e storta che guarda il disastro davanti a se. Non tutti hanno potuto avvicinarsi alle proprie case; la gente di kuza’a villaggio rurale del sud, Khan Younis, ha avuto l’ordine di non andare sulle case del confine, i cannoni e i cecchini hanno continuato a sparare a chi si avvicinava.
Continua a salire il numero dei morti; nelle ore di tregua si scava nei luoghi dello sterminio e si recuperano i civilli rimasti sotto le macerie, sono 151 alla fine della giornata.
In questo momento si sentono di nuovo esplosioni a distanza….forse la tregua ancora non regge….

Il bilancio, oggi, è sempre più drammatico: oltre 1089 persone rimaste uccise negli ultimi 20 giorni di guerra.

Gaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontri

22.50: l’estensione della tregua non è stata accolta da Hamas, che poco dopo la scadenza delle prime 12 ore ha riaperto il fuoco e rivendicato il lancio di 7 razzi sul sud e nel centro del paese.

Il motivo è presto detto. Secondo i militanti di Hamas, Israele avrebbe approfittato di queste ore di cessate il fuoco per organizzare i futuri attacchi. Da qui la decisione di non dare al nemico ulteriore tempo per pianificare gli assalti.

Si preannuncia, purtroppo, un’altra nottata di bombardamenti che si lascerà alle spalle una lunga scia di sangue.

20.00: le dodici ore di tregua sono terminate e Israele ha esteso il cessate il fuoco fino alla mezzanotte – le 23, ora italiana – e sta addirittura valutando di arrivare a 24 ore totali, come chiesto dall’ONU.

Hamas non ha ancora preso una decisione, ma Israele ha rivelato che subito dopo la fine di queste prime 12 ore da Gaza sono stati esplosi dei colpi di mortaio.

15.00: si aggrava ulteriormente il bilancio di questi 19 giorni di guerra. Le ore di tregua, cominciate alle 7 di stamattina, hanno fatto emergere altri cadaveri sfuggiti alla conta, morti rimasti sotto le macerie e riemersi soltanto oggi. Secondo quanto scrive il quotidiano israeliano Haaretz, le vittime sarebbero più di mille, quasi tutte palestinesi.

Nelle ultime ore sarebbero stati recuperati almeno un’ottantina di cadaveri dalle zone più colpite dal conflitto.

13.15: la tregua sta venendo rispettata, mentre finalmente ci si può rendere conto dei danni degli ultimi giorni di scontri e bombardamenti. Le camere mortuarie degli ospedali di Khan Younis, la città più colpita, sono pieni da giorni e solo ora si può cominciare a recuperare morti e feriti.

Ecco, direttamente da Gaza, cosa scriveva stamattina Meri Calvelli su Facebook:

La gente questa mattina, approfittando della tregua umanitaria sta recandosi nelle proprie case dove non torna da oltre 10 giorni. Non si sa che cosa troveranno, sicuramente macerie e tanti morti abbandonati durante l’offensiva. La situazione umanitaria e’ catastrofica, comincia ad esserci un grave problema igienico – sanitario, manca acqua sia per bere che per lavarsi. nei posti dove la gente e’ alloggiata, da sfollata, ci sono grossi problemi di agibilità’. Le strutture non sono idonee e non hanno le infrastrutture per contenere tale numero di persone. Comincia a mancare il gasolio e l’elettricità’ e’ garantita per pochissime ore al giorno e non in tutte le aree.
Una situazione insostenibile. Non volevo arrivare a definirla un “sadico genocidio” di popolazione ma questo purtroppo si sta rivelando nel vero senso della parola.

26 luglio 2014, 9.40: l’esercito israeliano ha confermato l’osservazione di una tregua di 12 ore, cominciata alle 8 di oggi – le 7 in Italia – pur precisando che tutto dipenderà da Hamas. Se da Gaza si approfitterà di questa tregua per attaccare soldati o civili, Israele sarà costretta a rispondere. Proprio per questo motivo resta valido l’appello ai civili di Gaza a cui nei giorni scorsi era stato chiesto di lasciare le proprie abitazioni: questi non devono fare ritorno in casa.

A breve riprenderanno le trattative per una tregua più lunga, mentre il bilancio dei morti è salito a 908 dopo una notte di sangue. La cooperante italiana Meri Calvelli ha pubblicato oggi un resoconto approfondito della notte appena trascorsa:

Hanno continuato a bombardare ferocemente fino a pochi minuti prima dell’inizio di “pausa”. Decine le case distrutte, decine i morti, centinaia i feriti. La gente ha urlato tutta la notte in un coro di terrore per le atrocità’ che gli si sono scatenate intorno. Un boato e inferno di fuoco scatenato sulla gente.
Gli attacchi con droni e F16, con artiglieria di terra e mare, sono scoppiati fortemente da dopo il tramonto senza sosta. Con un movimento di attività’ militare da sud a nord, hanno passato in rassegna tutto il territorio senza fermarsi. “i famosi occhi dei militari” che guardano e scelgono accuratamente l’obiettivo, hanno allargato la visuale e hanno fatto fuoco su tutto.
Colpito ripetutamente il sud a tappeto; una casa con 20 persone principalmente donne e bambini, e’ stata completamente abbattuta senza avvertimento.

22:30 Il no israeliano alla proposta di cessate il fuoco è netto, ma uno spiraglio di speranza arriva dall’accettazione di una breve tregua di 12 ore, che scatterà alle sette di domani mattina. Finora tutti i tentativi di stop ai combattimenti sono falliti, ma la discesa in campo di USA e ONU, fa pensare a una credibilità maggiore del tentativo di pacificazione.

20:47 E’ in corso la conferenza stampa del segretario di stato statunitense John Kerry. Il massimo diplomatico dell’amministrazione Obama, in un lunghissimo giro di parole, ha ammesso in maniera desolante che la sua mediazione, di concerto con l’ONU, è miseramente fallita. Il risultato è una deludente “fiducia sulla possibilità di trovare un compromesso”.

20:30 La tv di stato israeliana ha affermato che l’esercito non intende lasciare la Striscia di Gaza prima di aver terminato la distruzione dei tunnel scavati dai guerriglieri di Hamas.

20:00 Il consiglio di gabinetto Israeliano starebbe trattando per ottenere maggiori vantaggi dalla proposta di tregua. Per il momento quindi si continua a combattere.

19:45 Israele ha rifiutato la proposta di tregua avanzata oggi dal segretario di stato USA John Kerry. Non si conoscono ancora i dettagli che hanno portato al “niet” del governo Netanyahu. La guerra intanto comincia a contaminare anche la West Bank: sono 5 i morti palestinesi negli scontri con l’esercito israeliano.

11:15 Durante l’offensiva delle ultime settimane, l’esercito israeliani avrebbe catturato 150 membri di Hamas. I prigionieri sono stati fotografati, in ginocchio e sotto tiro dei militari israeliani. L’esercito ebraico potrebbe “scambiarli” con il corpo del soldato Oron Shaul, morto nell’assedio del quartiere Shejaeiya di Gaza.

25 luglio – ore 9:30 Secondo molteplici fonti, il segretario di Stato Usa John Kerry ha presentato una bozza di accordo per un cessate il fuoco, che prevederebbe come primo passo una tregua temporanea di una settimana. Durante questo lasso di tempo, le parti, grazie alla mediazione internazionale, comincerebbero a negoziare su punti di sicurezza, economici e politici per un accordo duraturo. Hamas si sarebbe detta pronta ad accettare la tregua.

19:45 Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon si dice “sconvolto dalla notizia dell’attacco alla scuola”, sottolineando che tra le vittime ci sono donne, bambini e membri dello staff delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti, in un comunicato del Dipartimento di Stato, chiedono nuovamente che i civili siano protetti.

15:30 Secondo il direttore dell’ospedale di Beit Hanun, è di 16 morti e di circa 200 feriti il bilancio del bombardamento israeliano nella scuola dell’Unrwa (l’ente dell’Onu per i profughi). La scuola fungeva da rifugio per abitanti di Beit Hanun costretti ad abbandonare nei giorni scorsi le loro abitazioni, prima dell’ingresso delle forze di terra israeliana. Gli israeliani conoscevano la scuola, la sua ubicazione e il suo uso, perciò difficilmente si è trattato di un errore. Il fuoco contro la scuola non è stato preceduto da nessun avvertimento.

14:45 L’esercito israeliana ha colpito a Beit Hanun, nel Nord della Striscia di Gaza, una scuola dell’Unrwa (l’ente dell’Onu per i profughi) in cui avevano trovato riparo numerosi sfollati. Ci sarebbero morti e feriti.

24 luglio – 9:30 Cresce a vista d’occhio il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza. Ormai si contano 718 morti, e solo nella giornata di ieri hanno perso la vita 89 palestinesi. Secondo l’esercito israeliano, invece, sono morti 32 soldati mentre i razzi lanciati da Gaza hanno ucciso 2 civili. Israele intanto smentisce le voci di un negoziato con l’Anp per arrivare a una tregua. La tregua, se ci sarà, non è cosa immediata, e l’esercito continuerà a presidiare la Striscia di Gaza almeno per tutta la settimana.

20.50: Alitalia ha confermato la sospensione di tutti i voli da Roma a Tel Aviv per le prossime 24 ore, ad esclusione di quello in partenza alle 22.30 di domani.

Intanto a Gaza proseguono le trattative sul cessate il fuoco, mentre la conta dei morti non accenna a fermarsi. Con i bombardamenti di oggi i morti nella striscia di Gaza sono arrivati a 660 di cui, come denunciato dall’Unicef, 121 bambini.

Khaled Meshaal, leader di Hamas, dal Qatar ha fatto sapere oggi di essere pronto ad accettare una tregua umanitaria, ma, come scrive France Presse, solo a patto che venga rimosso il blocco israeliano dalla striscia di Gaza.

16.40: mentre gli Stati Uniti devono ancora decidere se mantenere o meno il divieto di volo da e verso Israele, l’European Aviation Safety Agency sembra avere le idee più chiare. L’azienda ha emesso poco fa un bollettino in cui raccomanda fortemente di evitare l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv fino a nuove indicazioni. La raccomandazione vale per tutte le compagnie aeree.

13.35: niente tregua umanitaria a Sajaya, il popoloso quartiere a ridosso di Gaza City, chiesta dalla Croce Rossa Internazionale per poter entrare nel quartiere a recuperare i corpi e sgomberare i detriti. Le Forze di Difesa Israeliane hanno ordinato lo sgombero dei civili dall’ospedale Wafa e hanno bombardato la struttura, convinte che Hamas utilizzasse l’edificio per sparare razzi anticarro e colpi di arma automatica.

Altri morti nelle prime ore di oggi, almeno cinque palestinesi – tra i quali 2 bambini – sarebbero deceduti a Khan Younis, a sud della striscia di Gaza, in seguito ai colpi sparati da carri armati israeliani.

12.30: gli scontri proseguono senza sosta, mentre qualcosa comincia a muoversi sul fronte del cessate il fuoco. John Kerry, il segretario di stato Usa, ha precisato all’inizio del suo incontro col segretario generale dell’Onu Ban
Ki-moon che è stato fatto qualche passo avanti in questo senso, ma c’è ancora bisogno di molto lavoro.

Intanto il ministro degli Esteri palestinese, Ryad Al Malki, ha accusato Israele di aver commesso crimini contro l’umanità. L’accusa è arrivata dalla Svizzera, dove il ministro ha partecipato a una riunione straordinaria del Consiglio dei diritti umani:

Viola le convenzione di Ginevra e distrugge
completamente zone residenziali. Israele compie crimini contro l’umanità.

Accuse simili, ma nei confronti di tutte le parti coinvolte, sono state mosse anche da Navi Pillay, l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani:

Israele ha degli obblighi in quanto potenza occupante. Sia i palestinesi sia gli israeliani meritano una vita migliore rispetto a quella di insicurezza cronica ed escalation ripetuta delle ostilità. Non rispettare la legge internazionale umanitaria e sui diritti umani potrebbe costituire crimine di guerra e contro l’umanità.

E, ha aggiunto,

Una pace duratura può cominciare solo con il rispetto dei diritti umani e della dignità umana da entrambe le parti. È imperativo che Israele, Hamas e tutti i gruppi armati rispettino rigorosamente le norme della legge umanitaria internazionale e sui diritti umani.

11.39: per capire al meglio cosa è accaduto nelle ultime ore, è interessante leggere il resoconto della cooperante italiana Meri Calvelli, che si trova sul posto. Nel post pubblicato poco fa su Facebook, che vi riportiamo per intero qui sotto, ha scritto:

Tutta la giornata di ieri e la notte e’ stata caratterizzata da attacchi lungo il confine e distruzioni mirate continue di case e di strutture già bombardate almeno 10 volte. A Kuza’a, villaggio nel confine a sud della striscia (Khan Younis), e’ stato attaccato questa notte dal fuoco dell’artiglieria. Telefonate disperate della popolazione che chiedeva aiuto per uscire dalle proprie case. Le ambulanze che hanno raggiunto il posto sono state attaccate non hanno avuto via libera per soccorrere i feriti. Ad ora ci sono problemi a raggiungere l’area.
Dalle 6 alle 8 di questa mattina sono stati 5 gli attacchi aerei con 10 missili su diversi obiettivi random in diverse aree; sparati 220 tank shells distrutte 3 case; uccisi 3 palestinesi e altri 10 feriti. Da Gaza in queste due ore sono partiti 3 missili verso israele.

23 luglio. E’ salito ancora il bilancio delle vittime, che ha toccato quota 641 nelle prime ore di oggi, dopo una notte di scontri in cui hanno perso la vita, tra gli altri, un cittadino palestinese, ucciso dalle forze israeliane in uno scontro avvenuto nel villaggio di Hussan, in Cisgiordania, e due soldati israeliani morti in combattimento nella Striscia.

La speranza di una tregua, però, non si è ancora affievolita. Il segretario di Stato americano John Kerry è in queste ore al Cairo proprio per cercare di arrivare a un cessate-il-fuoco. Kerry ha raggiunto telefonicamente il primo ministro israeliano Netanyahu e gli ha spiegato che il divieto imposto dagli USA alle compagnia aeree di non effettuare collegamenti con Israele è motivato solo e soltanto da ragioni di sicurezza.

Gli Stati Uniti decideranno nel corso delle prossime 24 ore se mantenere il divieto o meno.

Martedì 22 luglio: le compagnie aeree cancellano i voli per Tel Aviv

20.45 – Non più solo Delta Airlines e le compagnie americane, ma anche Alitalia, Air France, Lufthansa hanno cancellato i voli diretti a Tel Aviv dopo la caduta di un razzo vicino all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

17.40 – Continua a salire il numero delle vittime dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza: 605 i palestinesi uccisi (di cui 121 minorenni) e 28 i soldati israeliani che hanno perso la vita. Nella sequenza di dichiarazioni in favore di una tregua si registrano anche le parole del segretario generale dell’Onu Ban Ki- Moon: “C’è uno sforzo comune internazionale. Smettete di combattere, cominciate a parlare e andate alla radice del conflitto. Nessuna attività militare servirà a raggiungere questo scopo. Troppi palestinesi e troppi israeliani stanno perdendo i loro figli, dobbiamo intensificare gli sforzi per la pace”.

È invece notizia di adesso che la Delta Airlines ha sospeso tutti i voli in direzione di Tel Aviv per un tempo indefinito, decisione presa dopo la notizia di alcuni razzi caduti vicino all’aeroporto. Il volo DL 468 partito da New York è stato dirottato su Parigi.

13.11 Sel chiede lo stop della cooperazione militare tra Israele e l’Italia, stipulato nel 2005: “A che serve questo accordo: per fare le stragi di civili e occupare la striscia di Gaza?”, si chiede il deputato di Sel Giulio Marcon, firmatario dell’appello pubblicato nei giorni scorsi dal Guardian e sottoscritto da intellettuali e artisti (Ken Loach, Slavoj Zizek e Richard Falk), attivisti e di premi nobel per la pace (Desmont Tutu, Betty Williams, Jody Williams, Peres Esquivel).

10.09 – Israele ha respinto la richiesta dell’Onu di una tregua umanitaria nella Striscia di Gaza.

22 luglio. Il bilancio delle vittime ha raggiunto quota 610, di cui 583 palestinesi e 27 israeliani. Triste computo che segue l’ennesima notte di scontri, in cui Israele ha bombardato cinque moschee, uno stadio e la casa di un capo di Hamas. Gli attacchi di stamattina si sono concentrati nel Sud della Striscia, a Deir el-Balah, Khan Younès e Nousseirate, colpendo in totale oltre 70 obiettivi. Sette palestinesi sono rimasti uccisi nei raid compiuti stamattina, tra cui una famiglia con quattro donne. Si parla di una possibile tregua umanitaria per questa mattina, ma ancora non ci sono conferme; mentre oggi al Cairo si riuniranno il segretario di Stato americano John Kerry, il segretario delle Nazioni unite Ban Ki-moon ed il presidente egiziano Sisi alla ricerca di una possibile soluzione.

Lunedì 21 luglio: l’offensiva nella Striscia di Gaza

21:11 – Non si fermano i bombardamenti su Gaza: stasera ne sono cadute su un grattacielo causando la morte di undici persone, cinque di loro erano solo bambini. Un’altra quarantina sono rimasti feriti. L’esplosione ha fatto crollare alcuni piani dell’edificio.

Solo oggi si contanti 39 morti, un terzo dei quali bambini. In totale il bilancio sale a 560 vittime e più di 3.350 feriti.

19:30 – L’esercito israeliano ha reso noto che oggi sono morti sette suoi soldati nel corso delle operazioni contro Hamas. Il bilancio delle vittime tra gli israeliani è di 23 soldati e due civili.
In un raid a Gaza sono morti sette palestinesi. In due settimane hanno perso la vita 550 persone.

Secondo la tv israeliana Canale2 le truppe di terra hanno ucciso “150 terroristi” e hanno scoperto 45 ingressi di 16 tunnel scavati fino a sotto il territorio israeliano.

15:30 – Un razzo israeliano ha colpito il piccolo ospedale civile di Al-Aqsa che si trova nella zona centrale di Gaza. Ci sono molti feriti e, secondo fonti locali, almeno quattro morti.
Poco prima di questo attacco il ministero della Sanità aveva comunicato che il numero di morti palestinesi a Gaza dall’inizio delle ostilità è di 508 e 3-150 i feriti.

14:32Il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini a proposito della crisi di Gaza ha detto:

“Stiamo insistendo perché si arrivi a un cessate il fuoco almeno umanitario nelle prossime ore”

e ha spiegato che sul tavolo c’è una proposta di tregua immediata e di apertura contestuale di negoziati, poi ha aggiunto:

La comunità tutta deve spingere in questa direzione. Le immagini di Gaza sono insostenibili: il numero di vittime, compresi i bambini, ma anche il lancio indiscriminato dei razzi contro Israele, deve finire”

12:07 – Per avere un’idea dettagliata su quello che sta succedendo a Gaza è interessante leggere il racconto della cooperante italiana Meri Calvelli che si trova sul posto. Nel post che ha pubblicato poco fa su Facebook e che potete vedere per intero qui di seguito, Calvelli racconta che che a Gaza continuano a suonare le sirene dei missili che vengono lanciati sulle città di Israele e che tra ieri sera e stamattina presto ne sono stati lanciati 31, mentre i raid aerei israeliani sono 57, i missili lanciati dai carri armati 225 e quelli lanciati dalle navi sul territorio palestinese 130. Si contano 510 morti, 3150 feriti palestinesi, 85mila sfollati.

9:27Il ministro della Difesa israeliano Moshè Yaalon ha confermato quanto già detto da Nethanyau e cioè che “l’operazione continuerà fino a quando non sarà riportata la calma del Sud del Paese”. Yaalon ha anche detto che finora sono stati colpiti oltre 2.700 obiettivi nella Striscia di Gaza e ha aggiunto:

“Quando i leader di Hamas verranno fuori dai posti dove si sono nascosti e scopriranno l’estensione della distruzione e dei danni che abbiamo causato all’organizzazione, rimpiangeranno di essersi imbarcati in un combattimento con Israele”

8:36 – Fonti militari di Israele riferiscono che l’esercito israeliano ha sventato un’infiltrazione di due commandi di Hamas attraverso un tunnel nel Sud del Paese. I commandi stavano cercando di entrare in un kibbutz di frontiera, ma dieci membri di Hamas sono stati uccisi nel tentativo.

Lunedì 21 luglio 2014 – Nella notte italiana c’è stata una riunione di urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che ha espresso “grave preoccupazione davanti al numero crescente di vittime” a Gaza e ha rinnovato l’appello a cessare immediatamente le ostilità. I 15 Paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU invocano il rispetto delle leggi umanitarie internazionali “in particolare riguardo alla protezione dei civili”.

Questa mattina, intanto, un raid israeliano a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza, ha ucciso nove palestinesi, sette dei quali sarebbero bambini. Il bilancio ora è di 485 vittime palestinesi dall’inizio dell’offensiva israeliana.

Il giorno dei 100 morti

Domenica 20 luglio 2014

20:00 – “Completeremo la missione. Riporteremo la pace nel sud e nel centro di Israele”. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu aggiungendo che “Israele non ha scelto di entrare in questa campagna ma ci è stata imposta”.

17:30 – Almeno 87 palestinesi sono morti oggi nella Striscia di Gaza, 65 dei quali a Sajaya. Secondo il portavoce dei servizi palestinesi di soccorso Ashraf al Qudra, dall’inizio dell’operazione sono morti 425 palestinesi, di cui 112 minori, 41 donne e 25 anziani. Israele annuncia la morte di 13 soldati nel corso di un attacco a Gaza.

16:10 – È un’ecatombe a Sajaya, dove le bombe israeliane hanno praticamente raso al suolo un quartiere e provocato almeno 50 morti, tra cui 17 bambini e 14 donne.

Gli Usa si schierano comunque al fianco di Israele, accusando Hamas di rifiutare la tregua e di farsi scudo con i civili. “Hamas usa i civili come scudo e rifiuta ostinatamente un cessate il fuoco”

14:00 – Secondo la Tv israeliana Canale 10, a Sajaya sarebbe saltata la tregua umanitaria e sarebbero ripresi i combattimenti.

13:00 – Israele ha acconsentito alla richiesta palestinese di una tregua umanitaria di 2 ore. Le ostilità rimarranno ferme fino alle 14:30 ora italiana.

11:00 – È violentissima l’offensiva lanciata da Israele questa mattina. A Sajaya e Zeitun i morti nel raid di questa mattina sarebbero almeno 40, secondo i soccorritori palestinesi intervenuti sul posto. Hamas ha chiesto a Israele una tregua umanitaria di due ore.

9:45 – Continuano anche nella mattinata i raid israeliani i rioni popolari di Sajaya e Zaitun, a est di Gaza. All’attacco partecipano anche elicotteri israeliani da combattimento. Nelle stesse ore, alcuni razzi sparati da Gaza hanno costretto la popolazione dei rioni a nord di Tel Aviv a nascondersi nei rifugi. Attacchi di Hamas anche contro la città israeliana di Beer Sheva.

Domenica 20 luglio 2014, ore 9:00Nuova notte di combattimenti a Gaza, con raid e tiri di artiglieria da parte dell’esercito israeliano. Almeno 12 i morti, ma molte fonti parlano di 20. Vittime però anche nelle fila israeliane: secondo fonti mediche, almeno altri nove militari israeliani sarebbero morti nell’offensiva. Il governo di Tel Aviv non conferma, mentre Hamas parla di 15 soldati israeliani uccisi.

Abu Mazen incontrerà il leader di Hamas

Sabato 19 luglio 2014

22:50Il Presidente della Palestina Mahmoud Abbas, meglio noto come Abu Mazen, incontrerà domani a Doha in Qatar, il capo politico di Hamas, Khaled Meshaal, per discutere di un’eventuale tregua a Gaza al fine di fermare l’azione militare israeliana via terra. Lo ha confermato poco fa all’AFP un ufficiale vicino ad Abu Mazen.

Intanto fonti ufficiali di Hamas hanno rivelato di aver consegnato a Egitto, Qatar, Turchia, Lega Araba e allo stesso presidente Abu Mazen una lista di condizioni per una tregua con Israele.

21:30 – Si aggrava ancora il bilancio degli scontri. Al momento, a dodici giorni dall’inizio dell’offensiva israeliana, secondo i dati ufficiali sarebbero 342 i palestinesi uccisi, mentre i feriti sarebbero oltre 2.390. L’80% delle vittime sarebbero civili.

Sul fronte israeliano, invece, le vittime confermate sono 5. Gravissima la situazione degli sfollati, con almeno 50 mila persone – secondo le stime dell’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione, in cerca di rifugio presso le scuole messe a disposizione dall’agenzia.

Gaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontriGaza, continuano gli scontri

18:40Il bilancio delle vittime si aggrava col passare delle ore. A due giorni dall’invasione via terra della Striscia di Gaza, 110 palestinesi sono rimaste uccisi, portando il totale a 339 in appena dodici giorni di offensiva israeliana. Tra bombardamenti aerei, da mare e da terra, i morti continuano a aumentare: 47 persone sono rimaste uccise nella sola giornata di oggi.

Poche ore fa, ne ha dato conto l’esercito israeliano, gli agenti si sono visti costretti a far saltare in aria un asino che era stato caricato di esplosivo e si stava avvicinando alla città di Rafah, al confine con l’Egitto, dove sarebbe stato fatto esplodere. Sarebbe proprio questa una delle tattiche, sono sempre le fonti israeliane a confermarlo, usate da Hamas per i loro attacchi via terra:

Hanno usato questo asino come uno scudo umano. O uno scudo animale, se preferite. Useranno tutto quello che potranno, un animale o un edificio internazionale. L’abbiamo già visto fare in passato.

Gaza, continuano gli scontri

A parlare è il Maggiore Arye Shalicar, portavoce dell’Esercito. La radio militare, nel tardo pomeriggio di oggi, ha dato conto della morte di due militare israeliani, uccisi da un razzo anticarro durante l’offensiva militare. Con questi due soldati sale a cinque il numero delle vittime israeliane.

11:00 – Quella di oggi sarà un’altra giornata drammatica. Israele questa mattina ha ordinato agli abitanti dei due campi profughi situati nell’area centrale di Gaza, Al-Maghazi e Nusseirat, di lasciare le proprie abitazioni per evitare di rimanere coinvolti in futuri combattimenti, al pari di quanto accaduto nei giorni scorsi con gli abitanti della zona costiera al confine con Israele.

Intanto le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno annunciato di essere penetrate in territorio israeliano e di star già combattendo dietro le linee nemiche.

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Sabato 19 luglio 2014, ore 9:45 – nuovo attacco nella notte, raid aereo israeliano nel sud della Striscia di Gaza, per la precisione nella città di Khan Yunis. La conferma è arrivata dal portavoce del ministero della Salute palestinese Ashraf al-Qedra, secondo il quale il raid avrebbe provocato la morte di 6 giovani e il ferimento di almeno una ventina di persone.

Il raid ha colpito un gruppetto di persone che si trovava nei pressi duna moschea. Tre delle vittime, si apprende da fonti locali, appartenevano alla stessa famiglia.

Attacco di terra israeliano nella Striscia

Venerdì 18 luglio 2014

21:30 – Altri tre palestinesi, tra cui 2 fratellini di 4 anni, sono morti a Gaza. Intanto l’esercito israeliano fa sapere che sotto Gaza esiste una fitta rete di tunnel utilizzati da Hamas per rifornirsi di armi ed equipaggiamenti e per tentare infiltrazioni nel territorio israeliano.

17:00 – Altri quattro palestinesi sono rimasti uccisi negli attacchi sferrati dall’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza. Due persone sono morte nell’esplosione della casa del sindaco di Khan Yunis, nella parte meridionale di Gaza, un altro nella stessa area. Il quarto invece in un attacco nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia.

Papa Francesco ha telefonato al presidente israeliano Shimon Peres e al presidente palestinese Abu Mazen, sottolineando che “il clima di crescente ostilità sta seminando numerosissime vittime e dando luogo ad una situazione di grave emergenza umanitaria”.

Intanto, piccolo incidente diplomatico per la CNN. La sua corrispondente Diana Magnay è finita nell’occhio del ciclone per un tweet in cui definiva “feccia” (scum) gli israeliani che esultavano per le bombe su Gaza e che, a suo dire, l’avevano minacciata. La CNN ha rimosso la giornalista – che si è poi scusata – sottolineando che l’insulto riguardava solo il gruppetto di israeliani che esultavano.

11:55 – Aumenta il bilancio delle vittime. Tre ragazzi tra i 12 e e i 16 anni sono stati uccisi a nord della Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Maas, che aggiunge i numeri precisi del conflitto: 264 vittime durante gli 11 giorni delle operazioni di Israele. A partire da ieri sera i morti sarebbero 27.

11:18Il premier israeliano Netanyahu ha parlato alla Nazione. “L’ordine all’esercito è di tenersi pronto a una possibile estensione dell’operazione e l’esercito è preparato” ha dichiarato, dicendosi rammaricato per le vittime civili. Poco prima erano arrivate le parole del presidente palestinese Abu Mazen, secondo il quale l’avanzata terrestre di Israele porterà solo a “uno spargimento di sangue”, complicando così gli sforzi per porre fine al conflitto.

10:00 – Si aggrava il bilancio dell’azione di terra dell’esercito israeliano. Fonti ufficiali parlano di 19 morti tra i palestinesi, compreso un neonato. Ieri sera era morto un soldato israeliano, forse a causa del fuoco amico.

9:00Le forze di terra israeliane stanno avanzando a Gaza “nelle loro rispettive missioni”, incluse “l’identificazione e la repressione della minaccia dei tunnel”. Secondo il portavoce militare israeliano, durante la notte sono stati colpiti oltre 100 “siti del terrore”, 9 tunnel e oltre 20 lanciatori di razzi.

Venerdì 18 luglio 2014, ore 8:00 – È proseguita per tutta la notte l’offensiva di terra dell’esercito israeliano a Gaza. In poche ore la massiccia operazione avrebbe portato a 11 morti, tra cui un neonato di cinque mesi.

L’attacco di terra

Giovedì 17 luglio 2014

21:47Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato pochi minuti fa l’avanzata oltre i confini della Striscia di Gaza alle truppe israeliane, in risposta al lancio di missili da parte di Hamas ed alla notizia del ritrovamento di una batteria di missili nei pressi di una scuola. Circa mezz’ora fa la tv panaraba al-Jazeera sosteneva che l’invasione di terra di Gaza da parte delle forze israeliane era appena iniziata.

“Colpiremmo i tunnel che arrivano da Gaza fin dentro Israele”

ha dichiarato Netanyahu.

L’invasione della Striscia da parte di Israele è un momento storico che aggrava di molto le capacità diplomatiche, già fragili, per una risoluzione del conflitto.

15:50 – È giallo sulla possibile tregua di domani mattina: una fonte israeliana avrebbe rivelato alla BBC un accordo tra esercito di Israele ed Hamas, ma questi ultimi hanno poi smentito che tale accordo sia stato concluso.

Posizione, questa, sulla quale concorda il ministro israeliano degli Esteri Avigdor Lieberman, che ha parlato di “notizie lontane dalla realtà”. Nel frattempo il Presidente israeliano Peres ha chiesto scusa alla popolazione palestinese per la morte dei quattro bambini sulla spiaggia di Gaza, avvenuta ieri pomeriggio.

13:05 – Secondo la BBC, che cita fonti israeliane, sarebbe stato raggiunto un accordo per il cessate il fuoco, che dovrebbe iniziare dalle 5 di domani mattina (ora italiana).

11:54 – Come avevamo già scritto questa mattina, non ha tenuto la tregua umanitaria di 5 ore invocata dall’Onu e formalmente accettata da entrambe le parti in causa, Israele ed Hamas.

Israele accusa Hamas di avere lanciato ancora razzi, nonostante la tregua, e che avrebbe causato una vittima tra gli israeliani.

Giovedì 17 luglio 2014, ore 09:48 – È cominciata alle ore 10 (le 9 in Italia) la tregua di cinque ore a fini umanitari invocata per i bombardamenti su e da Gaza. La tregua è stata richiesta dalle Nazioni Unite e accettata da Israele e da Hamas per consentire alla popolazione di rifornirsi di vitto e medicine.

Nel frattempo, poco prima dell’inizio della tregua, l’esercito israeliano avrebbe sventato tempestivamente l’infiltrazione nel Negev di una quindicina di miliziani armati di Hamas: lo ha riferito la radio militare israeliana, spiegando che il commando è penetrato in territorio israeliano mediante un tunnel dalla zona antistante il sud della Striscia di Gaza. L’esercito li ha sorpresi e ha iniziato a sparare ed i miliziani sarebbero stati uccisi. Il commando, spiegano i militari israeliani, progettava di attaccare un kibbutz a ridosso della Striscia di Gaza, con l’intenzione di rapire dei civili.

Secondo quanto detto il portavoce militare aggiungendo che dall’inizio della guerra sono stati lanciati da Gaza 1377 razzi verso Israele, mentre i morti palestinesi sarebbero 227.

Nonostante l’inizio della tregua però continua il lancio di razzi da Gaza: secondo quanto scrive il quotidiano israeliano Haaretz nel suo liveblog due missili si sarebbero schiantati al suolo in territorio israeliano, dall’inizio della tregua umanitaria.

Gaza, tregua di cinque ore

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Chiesta una tregua di sei ore

Mercoledì 16 luglio 2014

20:52 – Breve stop alle incursioni di Israele a Gaza, domani Tel Aviv osserverà una tregua umanitaria di sei ore, dando seguito a una richiesta dell’emissario Onu Robert Serry. Bisogna vedere, però, se in contemporanea Hamas interromperà il lancio di razzi.

16:58 – Durante un bombardamento israeliano sono rimasti uccisi quattro bambini che si trovavano in un bar sulla spiaggia di Gaza. Altri bambini sono invece rimasti feriti. La notizia arriva direttamente da fonti palestinesi, secondo le quali, però, la colpa sarebbe da attribuire a una motovedetta israeliana, viste che i morti e i feriti sarebbero stati colpiti da proiettili provenienti dal mare.

Mercoledì 16 luglio 2014Il nono giorno di attacchi a Gaza da parte di Israele e dell’operazione Margine Protettivo porta il bilancio delle vittime a quota 202. Anche nella notte infatti sono state bombardate case nella Striscia di Gaza; case nelle quali, secondo l’intelligence israeliana, abitavano tre leader di Hamas. Bombardamenti che nel complesso hanno causato la morte di almeno cinque persone. E la situazione non sembra destinata a migliorare, visto l’esercito di Tel Aviv ha chiesto a 100mila palestinesi che abitano nella zona nord est di Gaza di lasciare le proprie abitazioni entro le otto, segno che stanno per riprendere massicci bombardamenti.

La fragilissima tregua proposta dall’Egitto non ha quindi minimamente tenuto e si è ricominciati là dove si era rimasti: bombardamenti israeliani e lanci di missili da parte di Hamas. Proprio quei lanci di missili che hanno dato a Israele il pretesto per ricominciare i suoi raid e che hanno fatto a dire ai media internazionali che Hamas ha rotto per prima la tregua. Versione non coincidente con quanto avvenuto in realtà, dal momento che solo Israele aveva accettato la proposta del generale al-Sisi, cosa che invece Hamas non ha mai fatto.

Gaza: la tregua non regge

Martedì 15 luglio 2014

19:33 – Dopo il rifiuto della tregua da parte di Hamas, sono ripresi gli attacchi da parte di Israele. La tregua è durata solamente 5 ore, dalle 9 alle 14, quando Netanyahu dopo una riunione con i consiglieri di sicurezza ha ordinato di riprendere gli attacchi contro Gaza.

Nel pomeriggio è stata registrata la prima vittima israeliana del conflitto, un civile rimasto ucciso al valico di Erez da un colpo di mortaio sparato dalla Striscia. La vittima è un 37enne membro di un’associazione di volontariato impegnata a distribuire cibo e acqua alle truppe al confine. Il bilancio delle vittime palestinese è di circa 200 morti.

13:25 – Qualora Hamas non accettasse la proposta di tregua egiziana, Israele si dice “legittimato ad ampliare l’offensiva militare” contro Gaza. Questo il monito del premier, Benjamin Netanyahu, poche ore dopo l’inizio di una tregua che è già stata violata con il lancio di una ventina di razzi su Ashdod. Durante l’attacco è stato colpito un condominio. Il cessate il fuoco proposto dal Cairo, ha detto, deve avere “l’obiettivo della demilitarizzazione della Striscia da missili, razzi e tunnel attraverso strumenti diplomatici”.

09:18Il numero complessivo delle vittime palestinesi è salito a 180, mentre il numero dei feriti è di oltre 1100: molto elevata – secondo le fonti mediche locali – la percentuale di donne e di bambini fino a 16 anni di età. Ieri, lunedì 14 luglio, un drone partito dalla striscia di Gaza è arrivato nel sud di Israele ed è stato abbattuto da un missile Patriot israeliano sui cieli di Ashdod. Si tratta della prima segnalazione dell’utilizzo di un drone da parte delle milizie palestinesi.

Martedì 15 luglio, ore 09:12 – Al termine della riunione del Consiglio di sicurezza, da Israele è arrivato il sì alla proposta di tregua fatta ieri dall’Egitto e che prevede il cessate il fuoco a partire dalle 8. Lo ha comunicato lo stesso Consiglio, riunito stamane per esaminare la proposta egiziana, già respinta da Hamas e dal suo braccio armato, le Brigate Ezzedine al-Qassam. Il presidente Anp Abu Mazen, per parte sua, sostiene la proposta e ha lanciato un appello “a tutte le parti”, “nel supremo interesse nazionale” palestinese.

Intanto, nella notte, altri razzi sono stati sparati verso il territorio israeliano dal Sinai egiziano, dal Libano e dalla Siria. L’attacco più grave è stato diretto a Eilat (Mar Rosso), dove sono esplosi tre razzi che hanno ferito tre persone. Dal Libano due razzi sono stati sparati verso la Galilea occidentale e dalla Siria altri due razzi verso il Golan.

Gaza, settimo giorno di offensiva, già 184 morti. Al Cairo arriva John Kerry

Lunedì 14 luglio 2014

22:32 – Dopo sette giorni di offensiva sale tragicamente il bilancio delle vittime che ora sono 184. Intanto la diplomazia internazionale prova ad alzare la voce: il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha lanciato un appello per “misure immediate per porre fine ai combattimenti”, il presidente francese François Hollande ha chiesto un immediato cessate il fuoco e ha detto:

“Israele ha il diritto alla sua sicurezza. Può difendersi se è attaccato. Ma allo stesso tempo deve mostrare moderazione”

La Lega Araba si è riunita in serata e ha chiesto alla comunità internazionale di porre fine ai bombardamenti su Gaza, mentre il segretario di Stato americano John Kerry domani arriva al Cairo.

L’Egitto cerca di mediare e ha chiesto a Israele e ad Hamas di cessare il fuoco su Gaza dalle ore 8 (italiane) di domani mattina.

17:25Il governo Netanyahu durante una riunione del gabinetto di sicurezza ha ribadito che l’obiettivo di Israele è la “demilitarizzazione” di Gaza e andrà avanti con le operazioni militari e i raid aerei fino a quando non l’avrà raggiunto. Un’azione terrestre dipenderà invece da “futuri eventi”.

Lunedì 14 luglio 2014 – Fonti mediche palestinesi riferiscono che sono 172 le persone che hanno perso la vita a Gaza durante i combattimenti tra Israele e le milizie locali, mentre altre 1100 sono rimaste ferite. Molte delle vittime sono donne e bambini fino a 16 anni di età.

Durante la notte sono stati lanciati dieci razzi da Gaza verso Israele, otto nel Sud del Paese e due nei territori palestinesi. Le Brigate Izz a-Din al-Qassam, l’ala militare di Hamas, hanno annunciato di aver lanciato stamattina da Gaza diversi droni verso Israele per “missioni speciali” e hanno aggiunto che i lanci proseguiranno nei prossimi giorni. L’esercito israeliano ha detto di avere abbattuto uno dei droni nei cieli su Ashdod.

Gaza, Israele minaccia un raid: 20 mila persone in fuga

Domenica 13 luglio 2014

19:32 Israele ha reso esecutiva l’attacco che aveva annunciato per quest’oggi nella parte settentrionale della Striscia di Gaza provocando l’evacuazione di circa 20mila palestinesi. Secondo le ultime notizie, Israele ha aperto il fuoco su Beit Lahya, località considerata zona di lancio di razzi a lunga gittata.

ore 18:25 Il ministro degli Esteri Federica Mogherini incontrerà il premier israeliano Netanyahu e il presidente dell’Anp, Abu Mazen, durante la missione in Medio Oriente, che comincerà martedì 15 luglio.

È venuto il momento che la comunità internazionale trovi la compattezza e il coraggio di mettere fine ad una delle guerre più lunghe della storia contemporanea. Serve una tregua immediata,il conflitto israelo-palestinese ha già devastato troppe generazioni,

ha detto la Mogherini.

ore 18:23 Il movimento islamico Hamas ha chiesto ai palestinesi che risiedono nel settore settentrionale della Striscia di Gaza, di “tornare immediatamente” nelle loro case, ignorando di fatto l’appello dell’esercito israeliano a sgombrare gli edifici prima di un annunciato bombardamento. Secondo Hamas, “Israele fa guerra psicologica”. Secondo un portavoce a Gaza dell’Unrwa, l’agenzia per i rifugiati palestinesi dell’Onu,ci sono circa 4mila persone che hanno abbandonato le loro case per dirigersi ai rifugi.

ore 13:00 “Chiunque trascuri le istruzioni dell’esercito metterà la propria vita e quella della sua famiglia a rischio. Attenzione. L’operazione sarà breve”, questo il testo dei volantini lanciati dall’esercito israeliano sulla zona di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, con l’avviso agli abitanti di abbandonare l’area prima di mezzogiorno.

In seguito a questa minaccia, tre località situate all’estremità nord della Striscia di Gaza (Beit Lahya, Aatatra e Salatin), sono state completamente abbandonate dalla popolazione. Secondo alcune fonti locali circa 20 mila abitanti avrebbero abbandonato precipitosamente nella notte le loro abitazioni e si sarebbero rifugiati in istituti scolastici dell’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi, nella speranza che questi non siano colpiti.

Domenica 13 luglio, ore 09:20 L’ultimo raid aereo di Israele sulla Striscia di Gaza ha causato la morte di almeno 15 persone. Il bilancio delle vittime, al quinto giorno, sale quindi a 151. A riferirlo sono fonti mediche palestinesi. Gli ultimi morti sono stati causati da un bombardamento a “Tuffah, sobborgo di Gaza dove è stata colpita un casa e una moschea”, riferisce il portavoce dei servizi di emergenza locali, aggiungendo che altre 35 persone sono rimaste ferite portando il totale dei ferimenti a oltre mille.

Gaza, l’Onu chiede il cessate il fuoco. 135 morti in 5 giorni, colpito un orfanotrofio

Sabato 12 luglio 2014

18.37Il Consiglio di Sicurezza Onu ha chiesto ufficialmente pochi minuti fa un immediato cessate il fuoco tra Israele e Palestina.

La diplomazia sarà al lavoro da domani: Tony Blair incontrerà al Cairo le autorità diplomatiche di Londra, Washington, Parigi e Berlino, ma Israele e Palestina restano su posizioni opposte.

13.19 - Non accennano a placarsi gli attacchi, da una parte e dall’altra, aerei e missilistici tra i miliziani di Hamas nella Striscia di Gaza ed i militari di Israele: secondo fonti di informazione palestinesi l’aviazione israeliana avrebbe centrato questa mattina un orfanotrofio a Beit Lahya (nord di Gaza), provocando la morte di tre piccole disabili. La notizia non è stata smentita da Israele, che anzi ha accusato Hamas di nascondere sistematicamente missili e uomini in punti sensibili della Striscia: moschee, ospedali, istituti pubblici.

La Brigata Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, afferma di aver lanciato questa mattina un razzo verso l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, lancio che era stato preannunciato ieri con l’avviso alle compagnie aeree di non atterrare nella capitale israeliana.

Aggiornamento 12 luglio, ore 09.05 - Sarebbero oltre 120 i morti a Gaza negli ultimi cinque giorni: un bilancio che sembra farsi sempre più tragico e che non accenna ad arrestarsi, a maggior ragione dopo le durissime parole espresse da entrambe le parti e che mostrano l’intenzionalità a procedere con le violenze.

I raid israeliani avrebbero colpito Jabalya, Deir al-Balah, Gaza ed un’associazione caritativa per andicappati a Beit Lahia, provocando una ventina di morti civili. Secondo quanto rende noto il portavoce del ministero della Salute del territorio palestinese questa mattina un raid israeliano avrebbe provocato la morte di tre palestinesi: le vittime, tre uomini, sono stati raggiunti da un missile nel quartiere di Tufah, nella zona est di Gaza City.

Nella notte intanto le sirene hanno risuonato a Tel-Aviv, Gerusalemme e in molte altre città israeliane bersaglio del lancio di missili dalla Striscia di Gaza per mano di Hamas, che ha anche lanciato un appello alle compagnie aereee: “Non volate su Tel-Aviv” hanno dichiarato ieri pomeriggio i portavoce di Hamas, scatenando l’indignazione israeliana.

Nella notte sarebbero, in totale, 12 le vittime tra i palestinesi.

Israele e Palestina, venti di guerra

Israele e Palestina, venti di guerra

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Gaza, Hamas: “Pronti a combattere per mesi

Venerdì 11 luglio 2014

ore 19:11 Sono 100 i palestinesi uccisi (tra loro 22 di età compresa tra uno e 17 anni) e 670 feriti il bilancio complessivo dell’Operazione confine protettivo lanciata da Israele contro la Striscia di Gaza, secondo il ministero della Salute di Gaza. Proseguono i preparativi per un’operazione di terra: il portavoce dell’esercito israeliano Peter Lerner riferisce che sono state già spostate ai confini della Striscia tre brigate di fanteria e che nei prossimi giorni potrebbero essere spostate un’altra o due brigate. Per l’operazione “aspettiamo solamente una direttiva politica”, ha precisato il capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano, il generale Benny Gantz.

ore 19:09 Israele continuerà la sua offensiva militare sulla Striscia di Gaza fino a quando non saranno più lanciati razzi contro le città israeliane. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in conferenza stampa: “Stiamo preparando tutte le opzioni” ha risposto a chi gli chiedeva se stessero preparando un’invasione di terra. “Israele resisterà alle pressioni internazionali per fermare le sue operazioni militari a Gaza”, ha poi assicurato.

Venerdì 11 luglio, ore 12:14 In un’intervista telefonica rilasciata a un’emittente di Gaza, Mahmud a-Zahar ha affermato che “Hamas è pronto a combattere per mesi”. Il dirigente di Hamas ha poi specificato che un eventuale cessate il fuoco dovrà rispettare le condizioni imposte da Hamas: 1) la rimozione del blocco di Gaza, 2) la liberazione dei detenuti arrestati il mese scorso in Cisgiordania.

Intanto, a quattro giorni dall’inizio dell’operazione Protective Edge, il segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon ha definito “intollerabile” l’uso della forza da parte delle truppe israeliane, aggiungendo poi come sia “urgente più che mai trovare un terreno comune per un ritorno alla calma e un’intesa per un cessate il fuoco”.

Anche Barack Obama ha contattato telefonicamente Benjamin Natanyhau per esprimere la propria preoccupazione per l’escalation della situazione e per condannare il lancio di razzi su gaza.

Dopo quattro giorni di scontri il numero delle vittime è salito a 95, mentre i feriti sarebbero circa 550. Un razzo sparato da Gaza ha centrato una rifornimento di carburante nel sud di Israele e causato una potente esplosione. Vi sono, ha riferito l’esercito israeliano, almeno tre feriti, di cui uno in gravi condizioni. Il razzo era parte di una salva che ha avuto come obiettivo Ashdod, città portuale a circa 28 chilometri da Gaza.

Gaza, l’Egitto ha aperto il valico di Rafah. Ban Ki-Moon: “Da Israele, uso della forza intollerabile”

18:42Ban Ki-Moon, segretario generale dell’ONU, oggi, el corso della riunione del Consiglio di sicurezza, ha condannato il lancio di razzi da Gaza, ma allo stesso tempo ha detto che l’uso eccessivo della forza da parte di Israele è “intollerabile” e ha sottolineato come ancora una volta a pagare il prezzo più alto siano i civili. Ban Ki-Moon ha rivolto un appello a Israele e ai militanti palestinesi affinché pongano fine alle ostilità.

13:55 – Sale ancora il bilancio delle vittime dei raid israeliani nella Striscia di Gaza, siamo ora a 81 morti e 575 feriti in tre giorni di offensiva. Tra i deceduti ci sono anche bambini, almeno cinque tra i 21 uccisi dai raid a Khan Yunis avvenuti la notte scorsa.

Intanto è stata convocata una riunione del gabinetto di sicurezza di Israele, presieduta da Benjamin Netanyahu, il premier israeliano che ha detto che “la tregua non è in agenda”. Oggi è in programma anche una riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

9:45 – Secondo quanto riportato dalla tv satellitare Al Arabiya, l’Egitto ha aperto il valico di Rafah con la Striscia di Gaza per consentire ai palestinesi che sono rimasti feriti nei raid israeliani di entrare nel Paese die saranno curati.
Al Jazeera ha riportato il messaggio di Khaled Mashaal, il leader di Hamas esiliato proprio in Egitto: invita i palestinesi a resistere e dice che il nomino è più forte di loro, ma sono all’altezza di affrontarlo. Poi ha aggiunto:

“Non minacciamo, né promettiamo.Il nostro diritto è difendere le nostre vite”

Giovedì 10 luglio 2014 – Nonostante l’ultimatum di ieri di Israele ad Hamas, nella notte sono stati lanciati altri razzi da Gaza, in particolare sette nella direzione della centrale nucleare di Dimona, nel deserto di Neghev. La centrale non è stata colpita perché tre razzi sono stati intercettati e gli altri quattro sono caduti nel deserto.

Il bilancio delle vittime palestinesi è di 52 morti in due giorni e oltre 450 feriti, secondo quanto riferito dell’agenzia di stampa palestinese Maan.
I media israeliani, intanto, hanno riferito che un giornalista palestinese è rimasto ucciso durante un raid israeliano nel centro di Gaza e le tre persone che erano con lui in auto sono rimaste ferite.

All’alba a Tel Aviv si è sentito il suono delle sirene d’allarme e ci sono state delle esplosioni. In mattinata il sistema di difesa antimissile israeliano ha intercettato due-tre razz che erano diretti su Tel Aviv e la sua area metropolitana.

Gaza, Israele risponde ad Hamas: 160 raid, 35 morti. Razzi su Tel Aviv

Mercoledì 9 luglio 2014

18.08 - Secondo quanto riporta la Cnn americana il presidente israeliano Shimon Peres ha affermato che se Hamas non ordinerà il cessate il fuoco l’offensiva di terra potrebbe esserci molto presto. Peres ha spiegato che se i razzi di Gaza si fermeranno stanotte, non ci sarà alcuna offensiva.

Foto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, AshodFoto da Tel Aviv, Gaza City, West Bank, Beersheba, Sderot, Ashod

15.39 - Il premier palestinese Abu Mazen, nel corso di una riunione straordinaria dell’Olp in corso a Ramallah, nella Striscia di Gaza, ha dichiarato.

“Dobbiamo fermare questo massacro, è un genocidio.”

Un massacro che schiaccia letteralmente la popolazione palestinese nella striscia: da un lato Israele, che ha chiuso i confini e anzi medita di invadere la Striscia con truppe di terra, dall’altra il valico di Rafah, che l’Egitto continua a tenere chiuso impedendo così l’unica via di fuga a centinaia di migliaia di persone.

È questo il vero dramma della Palestina, trovare la solidarietà dei “fratelli arabi” a parole e, all’atto pratico, ricevere unicamente discriminazione, omertà, altre violenze. Sono oltre 50 i palestinesi morti nelle ultime 48 ore a causa dei bombardamenti.

Aggiornamento 13.44 - Giungono, grazie alle agenzie stampa internazionali, i primi tragici bilanci di morte dei raid israeliani e dei razzi palestinesi: secondo fonti palestinesi, il bilancio delle vittime degli attacchi alla Striscia di Gaza sarebbe salito a 35, mentre 300 è il numero dei feriti.

Una donna sarebbe rimasta uccisa a Gaza, insieme al figlio di 4 anni e due ragazzi di 12.

“Israele ha varcato una grave linea rossa, e ne subirà conseguenze.”

ha dichiarato un’esponente di Hamas, non riferendosi tuttavia ai morti civili bensì al bombardamento (con esito “soddisfacente” per Israele) della casa di Raed al-Attar, uno dei comandanti del braccio armato di Hamas. Da parte israeliana invece ci si dice pronti ad una nuova escalation: secondo l’esercito sono 225 i razzi lanciati dalla Striscia dall’inizio dell’operazione “Confine protetto” partita lunedì notte. Circa 40 di questi sono stati intercettati dal sistema anti missili Iron Dome.

Si fa sempre più forte il vento di una nuova escalation di guerra in Terra Santa: la tensione tra Israele ed Hamas è sempre più alta e nella notte i cieli mediorientali si sono riempiti di scie infuocate di razzi, lampi e bagliori. Una notte come tante ma che da tanto non si verificava così, nella rabbia che annebbia le coscienze di chi rivendica diritti su quelle terre.

Ai raid aerei israeliani lungo la striscia di Gaza e a Gaza City, continui ed incessanti (se ne sarebbero contati oltre 160 nel corso di tutta la notte) e indirizzati su quelli che il governo israeliano definisce “obiettivi militari sensibili”: fonti militari israeliane, scrive Repubblica, hanno riferito che sarebbero state distrutte 120 postazioni per il lancio di missili contro le città d’Israele, 10 centri di comando di Hamas e numerosi tunnel scavati sotto la frontiera dai palestinesi.

Secondo fonti di informazione palestinesi l’aviazione israeliana ha distrutto in tutto a Gaza 15 abitazioni di responsabili di Hamas, dopo aver dato alle famiglie un preavviso di 10 minuti per mettersi in salvo: tra queste anche la casa di Raed al-Attar, uno dei comandanti del braccio armato di Hamas, noto per essere stato uno dei rapitori del caporale israeliano Ghilad Shalit.

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha inoltre paventato un possibile attacco di terra da parte di Israele: questo riporterebbe Israele dentro la Striscia di Gaza dopo anni e di fatto potrebbe innescare quella tragica sequela di reazioni a catena che il mondo intero spera di non rivivere più. Anche perchè la polveriera mediorientale (la Siria ad un tiro di schioppo, il Libano in subbuglio e l’Egitto ancora titubante dopo le elezioni) sembra pronta ad esplodere in qualunque momento. Il Consiglio di difesa del governo israeliano ha autorizzato il richiamo di 40mila riservisti, oltre ai 1.500 già rientrati in servizio, proprio in preparazione di un attacco di terra che “è già sul tavolo” fa sapere il primo ministro.

Nella mattinata di oggi a Tel-Aviv, riporta l’Ansa, le sirene antiaeree sono risuonate in tutta la città: secondo Haaretz, principale quotidiano israeliano, la contraerea avrebbe intercettato due razzi partiti dalla Striscia di Gaza. Gli attacchi sono stati rivendicati dalle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas.

Nel video in testa viene documentato il panico durante un matrimonio a Holon, a sud di Tel Aviv: si sentono le sirene antiaeree e la scia di un missile in cielo.

La nuova escalation di violenze, immediatamente divenuta un vero e proprio turbine di guerra, è scaturita dall’omicidio drammatico del giovane palestinese Mohammed Abu Kheidr: nonostante Israele abbia promesso di trovare gli autori dell’assassinio (che sarebbero già in arresto) e le massime autorità israeliane si siano prodigati in anatemi contro la violenza e di solidarietà alla famiglia, da quel momento la tensione si è fatta sempre più alta.

Fino a stanotte.

Gaza, annunciato il cessate il fuoco per 72 ore é stato pubblicato su Polisblog.it alle 08:47 di venerdì 01 agosto 2014.



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Le prime pagine di oggi

Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali in edicola oggi, venerdì 1 agosto 2014

Nella rassegna stampa da oggi esce il quotidiano l’Unità, che ieri ha pubblicato l’ultimo (per ora) numero della sua lunga storia di giornalismo.

Il quotidiano torinese l’Unità, come un po’ tutti, dedica alla politica interna molto spazio sulla prima pagina: “Renzi scarica i ‘tecnici’ e finisce sotto in Senato” è il titolone del quotidiano del Lingotto, che riporta il conflitto nel vicino oriente nell’approfondimento di spalla alla prima pagina. Stessa linea tenuta anche dal quotidiano del Gruppo Espresso laRepubblica che descrive la giornata di ieri come “Caos al Senato” (e in effetti è andata proprio così). La politica interna, di fatto, quasi elimina dalla prima pagina il resto dei fatti di ieri.

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Le prime pagine di oggi é stato pubblicato su Cronacaeattualita.blogosfere.it alle 08:41 di Friday 01 August 2014

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Renzi, “cotto” fra Cottarelli e franchi tiratori?

senato
Ancora una volta bisogna prendere atto, negativamente, che Matteo Renzi ricalca lo “stile” spavaldo di Silvio Berlusconi. Invece di interpretare con la massima attenzione e severità l’allarme di Cottarelli sulla spesa pubblica che non cala ma cresce e sulle spese senza copertura, il premier “liquida” il super commissario che minaccia di andarsene: “Faccia come vuole, lo spending review si fa anche senza di lui”.

In sostanza Cottarelli aveva fatto un’osservazione tecnica e il governo doveva replicare ridefinendo la sua strategia di politica economica. Invece, la replica del premier e dei suoi ministri supporters è fatta di battute prepotenti e ricattatorie, più o meno: “Cottarelli chi è, non è nessuno, sappiamo noi cosa fare, e non dobbiamo dar conto a nessuno”. Degni dei … “miglior” tempi dell’ex Cav! Come dire, l’arroganza al potere.

Come si constata nell’interminabile vicenda del Senato. Lancia ancora una volta l’allarme l’ex ministro Mario Mauro: “I lavori del Senato dimostrano che oggi la maggioranza in Parlamento è un’altra. Il Partito democratico e Forza Italia sono obbligati a cancellare il voto segreto per reprimere preventivamente ogni possibile dissenso”.

“Questa situazione – ha aggiunto Mauro – è il frutto dell’atteggiamento arrogante di chi invece di perseguire la condivisione e l’accordo, consono allo spirito costituente, cerca l’affermazione della propria volontà di potenza, agendo con estrema superficialità. La logica conflittuale nella quale ci siamo avviluppati altro non fa che permettere di tenere in ostaggio la Costituzione a chi in realtà persegue scopi diversi, ovvero quello di scrivere una legge elettorale contro il pluralismo. Non è il voto di questa mattina (ieri ndr) ad aver reso questo tentativo di riforma impraticabile. Il testo che sta venendo fuori dalla discussione di questi giorni – ha concluso Mauro – è purtroppo incongruo, incoerente e contraddittorio. In alcune sue parti addirittura paradossale, come hanno dimostrato chiaramente con i loro interventi ieri notte il presidente della commissione Bilancio Antonio Azzolini e il senatore Giulio Tremonti”.

Il presidente dei Popolari per l’Italia va giù duro: “Chi semina vento raccoglie tempesta. Non è questo lo spirito costituente. La mancanza di spirito costituente e il tentativo di imporre la riforma della Costituzione come strategia finalizzata ad una legge elettorale tesa a consolidare in eterno il proprio primato ha come conseguenza la ribellione profonda fra gli stessi senatori Pd e Fi che investe temi delicatissimi per la vita della nazione. Tutto il contrario di quel che servirebbe per scrivere il testo della Costituzione”.

Questo il quadro, con Renzi sempre più sul filo del rasoio. Tant’è ne dica il premier, le dimissioni di Cottarelli, come la sua denuncia, sono gravi e devastanti.

Scrive Stefano Folli: “È una bomba che esplode sotto la credibilità del governo: all’interno e ovviamente rispetto all’Europa. Una volta di più si dimostra che il problema della spesa pubblica non è tecnico, ma tutto politico. Se manca la volontà di affrontarlo, al di là della retorica, non c’è Cottarelli che tenga”.

Dura minga!

Renzi, “cotto” fra Cottarelli e franchi tiratori? é stato pubblicato su Polisblog.it alle 08:34 di venerdì 01 agosto 2014.



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Tale e Quale Show 2014: Confermata la giuria a 3 Goggi, Lippi e De Sica

Non ci dovrebbero essere problemi per la con ferma della giuria di Tale e Quale Show 2014 che rimarrà di tre elementi.

Squadra che vince non si cambia. Questo è un detto che nello sport funziona (quasi) sempre e possiamo applicarlo anche per la televisione. Di certo lo possiamo replicare anche per il varietà campione di ascolti del venerdì sera di Rai1 Tale e Quale Show.

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Tale e Quale Show 2014: Confermata la giuria a 3 Goggi, Lippi e De Sica é stato pubblicato su Tvblog.it alle 07:51 di Friday 01 August 2014

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Lo único que les pido a mis hijos es un corazón bondadoso

Recordando un post de julio de 2008, un breve post llamado Unas expectativas razonables que escribí hace casi exactamente cuatro años. Por aquel entonces estaba embarazada de Julia, muy poco embarazada. Aún no sabía que Jaime tenía autismo.

Esto es lo que os conté entonces:

Tengo un amigo, sin hijos y con pocos visos de serlo, que me dijo que es imposible no depositar un buen puñado de expectativas en tus hijos. Y que, como casi con toda probabilidad no consigan cumplirlas, lo más probable es que acabes sintiéndote defraudado.

“Probablemente sea así en muchos casos, pero no en todos. Me da igual si estudia o lo que estudie, no me importa la profesión que elija, cómo se vista, su orientación sexual, dónde quiera vivir, si decide formar una familia o no… Lo único que le pido es que sea feliz y buena gente”,  le contesté yo.

“¿Y te parece poco?”, me dijo él.

Pues recapacitando y siendo sincera, la verdad es que no.

Tras recibir el diagnóstico de Jaime, con julia recién nacida en mi pecho, y saber que tenía autismo, una de las primeras cosas que hice fue acudir de nuevo a este post. Me di cuenta de que las que me había prometido que serían mis únicas expectativas seguían siendo perfectamente posibles. Puede que Jaime lo tuviera incluso más fácil para tener una vida en la que no hiciera el mal a otros y fuera feliz. Lo mejor, lo más importante que deseaba para mi niño dorado seguía estando al alcance de la mano.

Puede pareceros una tontería, pero os aseguro que en aquel momento me ayudó mucho.

Y ahora viene otra conversación con otro amigo: hablaba ayer mismo con mi compañero Gus de que la bondad está infravalorada en este mundo. La bondad, como la empatía o la amabilidad apenas se aprecian en este mundo lleno de conflictos con motivaciones espurias.

Cuando vas por la vida procurando ser bondadoso, te encuentras que muchos confunden eso con estulticia. Te toman por bobo, no parece una virtud que te haga brillar o avanzar. Incluso los que dicen apreciar la bondad en primer lugar luego en el día a día quedan deslumbrados y admiran otras características como la ambición, el estilo, la competitividad, el conocimiento intelectual, el encanto, la delgadez… Ninguna tan importante, alguna completamente innecesaria para una vida plena.

Si vas además intentando ser feliz, reconociendo que estás avanzando por ese camino con éxito, más motivos tendrán muchos para considerarte bobo de nuevo. Con la que está cayendo en el mundo, con los políticos robando, con tus desgracias personales, con mis desgracias personales. Si vas tranquilamente contento por la vida es que debe faltarte un tornillo o que eres un simple.

Va a ser que no. Tener éxito en ser feliz en esta vida es algo que cuesta más o menos trabajo en función de cada cual (hay quien lo tiene más fácil de serie, es cierto), pero que lleva su aprendizaje y su esfuerzo, que va ligado a la aceptación de lo que uno tiene, a querernos como somos, a no compararse con lo demás, a no frustrarse deseando lo inalcanzable, a no querer sentirnos bien a costa de los demás, a mantener toda la vida algunas características ligadas a la infancia como la curiosidad, la capacidad de sorpresa y el gusto por el juego, a aprender identificar y apartar a las personas tóxicas y rodearse de otras que también busquen la bondad en los demás, a cultivar unos valores y no venderlos ni siquiera a buen precio…

Va a ser además que la búsqueda de la verdadera felicidad está ligada a la bondad. Y va siendo hora de reivindicar a ambas.

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La imagen que ilustra el post hace referencia a una serie de libros escritos por Terry Pratchett y protagonizados por los guardias de la ciudad de Ankh-Morpock. ¿Por qué la utilizo? ¿Qué tiene que ver con todo lo que cuento? Pues por un lado Pratchett es un escritor del que lo he leído todo y que estoy convencida de estaría de acuerdo con lo que expongo. Por otro, uno de los protagonistas de esa serie de libros, el capitán Zanahoria, es la ejemplificación de la persona bondadosa y feliz que es considerada por muchos como alguien con pocas luces, cuando en realidad es todo lo contrario. Por último, Pratchett está empeorando y su alzhéimer pronto le robará gran parte de lo que es. Al final, cuando la muerte llega, lo que cuenta de verdad no son los títulos académicos que hayas conseguido, el puesto que ponía en tu tarjeta o lo guapísimo que eras con treinta años. En el fondo todos lo sabemos.

Tratto da 20minutos.es