Dante Alighieri – Io non domando, Amore

Io non domando, Amore,
fuor che potere il tuo piacer gradire;
così t’amo seguire
in ciascun tempo, dolce il mio signore.
Eo son in ciascun tempo ugual d’amare
quella donna gentile
che mi mostrasti, Amor, subitamente
un giorno, che m’entrò sì ne la mente
la sua sembianza umile,
veggendo te ne’ suoi begli occhi stare,
che dilettare il core
da poi non s’è voluto in altra cosa
fuor che ‘n quella amorosa
vista ch’io vidi rimembrar tuttore.
Questa membranza, Amor, tanto mi piace
e sì l’ho imaginata
ch’io veggio sempre quel ch’io vidi allora;
ma dir non lo poria, tanto m’accora
che sol mi s’è posata
entro a la mente, però mi do pace;
ché ‘l verace colore
chiarir non si poria per mie parole.
Amor, come si vole,
dil tu per me là ‘v’io son servitore
Ben deggio sempre, Amore,
rendere a te onor, poi che desire
mi desti d’ubidire
a quella donna, ch’è di tal valore.