Dante Alighieri, Parole mie che per lo mondo siete

Parole mie che per lo mondo siete,
voi che nasceste poi ch’io cominciai
a dir per quella donna in cui errai:
“Voi che ‘ntendendo il terzo ciel movete”,
andatevene a lei, che la sapete,
chiamando sì ch’ell’oda i vostri guai;
ditele: “Noi siam vostre, ed unquemai
più che noi siamo non ci vederete”.
Con lei non state, ché non v’è Amore;
ma gite a torno in abito dolente,
a guisa de le vostre antiche sore.
Quando trovate donna di valore,
gittatelevi a’ piedi umilemente,
dicendo: “A voi dovem noi fare onore”.