Guido Guinizzelli – Con gran disio pensando lungamente

Con gran disio pensando lungamente
Amor che cosa sia,
e d’onde e come prende movimento,
diliberar mi pare infra la mente
per una cotal via,
che per tre cose sente compimento,
ancorch’è fallimento
volendo ragionare
di così grande affare;
ma seusami che eo sì fortemente
sento li suoi tormente, – ond’eo mi dogli
E’ par che da verace piacimento
lo fino amor diiscenda
guardando quel ch’al cor torni piacente;
ché poi ch’om guarda cosa di talento,
al cor pensieri abenda,
e cresce eon disio immantenente;
e poi dirittamente
fiorisce e mena frutto;
però mi sento isdutto,
l’amor crescendo fiori e foglie ha messe
e vèn la messe – e ‘l frutto non ricoglio.
Di ciò prender dolore deve e pianto
lo core inamorato,
e lamentar di gran disaventura,
però che nulla cosa a l’omo è tanto
gravoso riputato,
che sostenere affanno e gran tortura,
servendo per calura
d’essere meritato;
e poi lo su’pensato
non ha compita la sua disianza,
e per pietanza – trova pur orgoglio.
Orgoglio mi mostrate, donna fina,
ed eo pietanza chero
a vo’, cui tutte cose, al meo parvente,
dimorano a piacere. A vo’ s’inchina
vostro servente, e spero
ristauro aver da vo’, donna valente;
ché avvene spessamente
che ‘l bon servire a grato
non é meritato.
Allotta ch ‘l servente aspetta bene,
tempo rivene – che merta ogni scoglio.